Reportage

Siena festeggi, con questo Palio si chiude un’epoca

Festeggiato nel declino: feste e canti che coprono per qualche giorno il trauma di Siena che, dopo i

Un carabiniere cade da cavallo davanti a Mps alla vigilia del Palio (Afp)

SIENA – «Il Palio? Ormai non è più come una volta». Un mormorio che si sente, in mezzo ai canti di contrada senesi. Sono in pochi, lo fanno piano, ma si lamentano. Sussurri che si contrappongono al clima di festa di una città che (non si direbbe) sta vivendo, da pochi mesi, uno dei più grandi drammi della sua storia: il crollo di Monte dei Paschi di Siena, la banca antica e legatissima al territorio. Ma quando c’è il Palio si parla di quello, e anche le lamentele restano lì. «Troppe regole», si sente ripetere. Si ricorda con nostalgia il tempo in cui si poteva saltare la staccionata alla fine della corsa, ad esempio, cosa ora proibitissima dal Comune. Oppure altro motivo di riflessione è il fatto che «l’importanza delle contrade è molto diminuita. Adesso si va dietro ai voleri del Bruschelli di turno». Il Bruschelli citato, cioè Luigi Bruschelli, altri non è che Trecciolino, senese di origine e fantino di professione, e spregiudicato re della piazza. Spregiudicato nella corsa, ma soprattutto negli accordi con le contrade (e con gli altri fantini) nei giorni che precedono il Palio. Negli anni è stato definito “il burattinaio”, o “il capitano”. Addirittura, secondo le voci, avrebbe un vero e proprio strapotere, che gestirebbe con un ristretto gruppo di altri fantini. Ma lui le voci le ignora e vince: come nello scorso luglio, dove è arrivato a quota 13 palii. A un passo, uno solo, dal glorioso Aceto.

E se vince, per il fantino in premio ci sono soldi. Anche questo un problema: «Non tutte le contrade si possono permettere i premi per il fantino», spiega Francesco Giusti, segretario comunale della Lega Nord senese. A Siena, per il Palio, gli accordi passano per di lì: sui soldi, che vanno e vengono, e sui compensi stratosferici. Si parla di centinaia di migliaia di euro, o di milioni di vecchie lire, per il fantino che vince. «E le contrade come fanno? Tutte si possono permettere di vincere, in un modo o nell’altro. Con sottoscrizioni a palio vinto. Ma alcune hanno meno mezzi a disposizione». Dipende dalle dimensioni, soprattutto: se le contrade hanno pochi contradaioli, hanno meno denaro a disposizione, dal momento che le casse vengono riempite con sottoscrizioni volontarie. Allora cercano di perdere e, al massimo, cercano di far perdere la contrada rivale. «Si fanno accordi sottobanco, si decidono strategie», spiega. Si va dall’esclusione di cavalli molto forti, “i bomboloni” lamenta Giusti, perché non vengano assegnati agli avversari, fino a intese con altre contrade per andare contro un’altra contrada, togliendo spazio al cavallo durante la corsa, ostacolandolo. Dietro alle tradizioni e ai canti festosi che intonano per le strade e in piazza, c’è un fitto sistema di corruzione. «Il Palio è corrotto, corrottissimo. Ma è questo il suo bello, e anche il suo perché. Non è certo sport», spiega Sergio Profeti, giornalista ed esperto di storie paliesche.

«Un rito», piuttosto, specifica Mario Ascheri, storico, che «affonda le sue radici nel 1200». La più antica attestazione, datata 1214, «racconta di una multa data dal Comune al secondo arrivato perché non si è presentato a ritirare il premio, che era, a spregio, un maiale». Mutatis mutandis, non è cosa poi così lontana dai giorni nostri. E le contrade «erano organizzazioni di mutua assistenza. Ad esempio per l’approvvigionamento dell’acqua, problema storico di Siena». Oppure, «garantivano la dote alle ragazze troppo brutte per trovar marito», scherza Ascheri. Con il sopravanzare del Comune, il loro ruolo politico è diminuito, fino a diventare solo una organizzazione ludica. Anche il Palio ha subito trasformazioni. Era una corsa alla lunga, e non in cerchio. E si corre in piazza del Campo solo dal settecento. Ma la tradizione della corsa e delle contrade è perdurata nel tempo «anche in seguito all’arrivo dei fiorentini. Forse anche a causa del loro dominio: per reazione, i senesi sono rimasti attaccati alla loro indipendenza, quella che era rimasta. Una forma di senesità».

E “senesità” è proprio la parola che gli stessi senesi utilizzano per spiegare il Palio: attaccamento alla contrada, senza però veri e propri litigi tra contrade diverse. «Le storie di famiglie di contrade diverse che durante il Palio non si parlano, sono solo barzellette», dicono tutti. Modi di scherzarci su. «Siamo una città normale, solo che da noi c’è il Palio», racconta una ragazza dell’Istrice. «E per noi è una festa».

 

L’ingresso alla sede di Monte dei Paschi di Siena, in piazza Salimbeni

 

Ma ormai, a Siena non c’è molto da festeggiare. Se anche l’atmosfera da Palio resta immutata, per i senesi le vicende della Banca Monte dei Paschi, di “Babbo Monte” come dicono loro, è stata un trauma. Al Palio ci si arriva malconci. La città ora è guidata da Enrico Laudanna, commissario prefettizio che viene da Perugia, dopo che il sindaco Pd Franco Ceccuzzi è stato disarcionato dalla sua stessa maggioranza. Una fronda di otto consiglieri della Margherita lo ha fatto cadere sul bilancio. Ma il problema reale riguardava alcune nomine della banca Mps, poco gradite alla componente cattolica del partito. Con il crollo della banca, è stato travolto tutto il resto. Ora, per riprendersi, la banca ha approvato un piano di tagli (4600 esuberi, 400 filiali chiuse, 100 dirigenti lasciati a casa), e ha previsto nuovi utili per il 2015. Prima di quell’anno, non ci sarà nulla. E così, per Siena, sembra che si chiuda un capitolo. «Lo shock è grande», spiega Francesco Giusti. «Ora i senesi hanno capito quello che noi dicevamo da tempo, ma è troppo tardi. Per Siena non è una semplice crisi: è la fine di una monocoltura». Sarebbe come se Montecarlo perdesse il Casino, spiega. O di più «Siena è tre cose: il Palio, l’Università, e Mps», continua Giusti. Senza la terza, anche le altre due non staranno molto bene.

Per il Palio, la banca, attraverso la Fondazione, finanziava restauri e opere culturali delle contrade, oltre al rinnovo dei costumi per le parate. «Cose fatte a opera d’arte», spiega Mario Ascheri. «I tessuti sono molto pregiati. E la foggia è stata curatissima, con studi su costumi d’epoca. Un lavoro per cui è stato necessario l’aiuto di alcuni sarti di Venezia». La Fondazione ha diluito la sua partecipazione nella bance e con l’aumento di capitale che si prospetta è destinata a perdere il controllo, allentando il legame tra Siena e Mps.

Soprattutto, per la politica cittadina in senso lato, il Palio era una vetrina di grande impatto. E si capisce: è insieme un momento internazionale e al tempo stesso molto cittadino. Non per nulla, come racconta Raffaele Ascheri nel suo Mussari Giuseppe: una biografia non autorizzata, lo stesso ex presidente della Fondazione Montepaschi e poi della banca, avrebbe corso al palio con un suo cavallo, Già del Menhir, che ha vinto il 2 luglio 2008, per l’Istrice, la contrada della moglie di Mussari (che di origine è per metà catanzarese). Il fantino? Era proprio lui: Trecciolino. Anche ora, secondo le voci, ci sarebbe un cavallo riconducibile a Mussari, e sarebbe Magic Tiglio. Anche questo, per l’Assunta, è cavalcato da Trecciolino. Voci, queste, non verificate e non verificabili. Soprattutto, nessuno avrebbe interesse ad andare in giro a dirlo, spiega Giusti. Ora, di Mussari, si preferisce non parlare. Se lo si fa, si abbassa la voce con gravità.

 

I tavoli per la cena di contrada dell’Istrice

 

«Il problema vero», spiega Ascheri, «è che l’intera classe dirigente di Siena ha usato, per anni, il Palio come panem et circenses. Ha strumentalizzato una passione vera, genuina delle persone, per narcotizzare la città», cioè, spiega, per distrarre i cittadini dall’andamento della banca. Accuse non dimostrabili, certo. Ma in ogni caso i giochi, nella storia, hanno sempre avuto un risvolto del genere. Anche Ceccuzzi, l’ex sindaco, nonostante le dimissioni, ha continuato a presenziare agli snodi importanti del lungo cerimoniale che porta al Palio. «Un modo per non perdere il colpo», spiega Ascheri. Per non lasciarsi travolgere e, nel caso, ripresentarsi alle elezioni, quando il periodo di commissariamento sarà finito.

Intanto, c’è il Palio, che porta con sé tutti i ragionamenti, le strategie, le tattiche di contrade e cittadini. L’attesa è scandita da provocazioni tra contrade rivali, cerimoniali importanti, battesimi dei cavallli. Ma anche riflessioni tecniche. La migliore posizione per partire? Il terzo posto. Il percorso ha un leggero rientro che impedisce al primo di avere spazio. Il punto vero, però, è intendersi con il cavallo che entra di rincorsa. Parte dietro a tutti gli altri, ma fa cominciare la gara. È il più svantaggiato («anche se qualche volta la Selva ha vinto partendo di rincorsa», ricorda un senese) ma è anche il più cercato di tutti: per corromperlo, certo, e comprare messaggi e segnali.

La vittoria, alla fine della corsa, dove sono cascati sei cavalli, se la aggiudica il Montone, nella persona di Jonatan Bartoletti, detto Scompiglio. La contrada era tra le favorite, anche perché è una tra le più ricche. Il drappellone, o cencio, di questa Assunta, creato dal napoletano Francesco Clemente – come da rituale, il drappellone di luglio spetta a un artista senese, quello di agosto a un forestiero – ha suscitato polemiche («non ci sono cavalli», han detto alcuni, «è fatto con la mano sinistra», hanno confermato altri), è finito nelle mani del Montone, la provocazione era un’altra: è una Madonna con un cappotto. Già, il cappotto, cioè due vittorie di fila nello stesso anno. Quest’anno poteva capitare all’Onda, che ha vinto nel luglio scorso, con Trecciolino. A cavallo, c’era ancora lui. In molti, dal segno del cencio, avevano tratto vaticini.

Ma non è andata così. Ora si pensa solo a quello, ma quando il Palio chiuderà, torneranno ai problemi, più seri, di un sistema crollato. Ma prima festeggeranno questa festa, forse l’ultima di tutta un’epoca. 

Piazza del Campo a Siena

Comments

Andrea's picture
Inviato da: Andrea
27 November 2012 - 14:25

Siena anche quest'anno si piazza alla grande nella classifica della qualità della vita del Sole 24 ore, al secondo posto assoluto in Italia. Quindi, chi parla di degrado per Siena o non la conosce o è spinto da motivi di rancore personale. La crisi del MPS ha certamente un peso grande, ma non è ancora riuscita ad intaccare il solido tessuto socio-economico di Siena.

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Inviato da: Anonimo
21 August 2012 - 22:45

Sono stato a Siena nel '94 e quest'anno con la prole x il giorno del sorteggio. Non credo, e lo spero vivamente che questa tradizione (unica credo al mondo) morirà. È un evento unico! Da andarci almeno una volta nella vita. Spero propio che anche questo non vada nelle mani di magnati russi o cose del genere...

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Inviato da: Davide Pistone
18 August 2012 - 09:26

Sarebbe meglio si chiudesse anche con il Palio. Dal 1970 al 2007 sono morti complessivamente 48 cavalli. E' uno spettacolo indegno di una città civile.

mario ascheri's picture
Inviato da: mario ascheri
17 August 2012 - 21:50

Nell'articolo le mie affermazioni sono state riportate nel complesso esattamente ma in modo ovviamente sintetico. Qualche anno fa ho concentrato il mio lavoro su palio e contrade nel volume 'L'immagine del Palio' curato da Ciampolini, Ceppari, Turrini; è facilmente accessibile (anche in inglese), per cui i particolari possono essere verificati. Devo solo correggere: ho parlato del "palio alla tonda" naturalmente (anziché "in cerchio") dicendo che esso si consolida, come palio delle contrade (anziché del Comune) a metà Seicento (non Settecento).
Ma è stata una conversazione telefonica inevitabilmente rapida, per cui non ho che da congratularmi con il giornalista. Bravo!

Andrea's picture
Inviato da: Andrea
17 August 2012 - 17:58

Premessa: non sono senese ma ci vivo e lavoro ormai da 18 anni (e ci vivo ancora molto bene) dopo aver lavorato a Milano, Bergamo e Padova (città dove non tornerei a vivere o lavorare neanche se mi offrissero il triplo dello stipendio). L'articolo contiene molte inesattezze e chi l'ha scritto, affidandosi peraltro alle dichiarazioni del segretario della Lega Nord e di Ascheri (notoriamente due voci "contro", ma non per questo sempre attendibili e credibili) dimostra di conoscere pochissimo la realtà senese (se non attraverso la lettura di altri articoli che hanno inaugurato un filone anti-senese in odore ormai di propaganda) e meno che mai la realtà del palio di Siena. Tanto per dire, ma il tormentone "il palio non è più quello di una volta" lo sentii per la prima volta 18 anni fa, non appena arrivai a Siena. Fa parte della mentalità senese, da una parte essere adagiati sulle posizioni di rendita (che poi è un male tipicamente italiano, più che senese), dall'altro non essere mai fino in fondo soddisfatti del presente (e forse anche questo è un male più italiano, prima ancora che senese). I cavalli vengono sorteggiati, il proprietario può essere anche Obama, la Merkel, Mussari o George Soros, ma non c'è alcuna possibilità che il cavallo di un proprietario famoso o potente, meno che mai quello di Mussari (che ha altre gravissime colpe, in particolare sulla gestione del MPS), possa essere assegnato a una contrada piuttosto che a un'altra per avvantaggiare qualcuno. E invece l'articolo cerca di far intendere il contrario, e questo lo trovo un esempio di pessimo giornalismo. I meccanismi del palio sono molto complicati, non bastano due telefonate per poterne scrivere. E il palio sopravviverà alle vicende altrettanto complesse del MPS. Così come Siena è cambiata poco o nulla rispetto alla città che da anni arriva nelle prime posizioni della classifica della qualità della vita del Sole 24 ore. Probabilmente il problema di Siena, in particolare degli ultimi 10 anni, ovvero negli anni di massima affermazione della globalizzazione finanziaria, è quello di non aver saputo esprimere una classe dirigente locale all'altezza di uno scenario nazionale e internazionale ormai radicalmente cambiato e molto complesso (ma più in generale, non è forse anche questo un problema riscontrabile ovunque in Italia?). Perché? Per vari motivi, non ultimo quello che Siena ha solo 50 mila residenti a fronte di almeno altre 50 mila persone (e forse persino di più) che ci vivono o lavorano senza avere la residenza. Non a caso, e lo dico contro i miei stessi interessi di forestiero (ma i senesi sanno distinguere tra i forestieri che prendono e basta da Siena da quelli che prendono e danno), gli artefici delle due crisi principali (MPS e Università) non sono senesi. Il calabrese Mussari, il principale responsabile della crisi finanziaria di Siena, è espressione di quel potere dalemiano che è riconducibile alla segreteria nazionale del PD (ma anche il PDL berlusconiano ha le sue responsabilità nella crisi del MPS). E il PD nazionale è il principale responsabile insieme a Mussari dei debiti dell'attuale MPS. Così come i vari rettori, da Berlinguer fino a Tosi, che hanno portato l'Università al collasso economico (ma solo finanziario, perché l'università ha continuato a primeggiare in Italia per la didattica, i servizi e le strutture) sono altri forestieri, avulsi dalla realtà cittadina. E mentre l'università ha risolto gran parte dei suoi problemi (grazie a un altro non senese, Riccaboni), il destino del MPS sembra ancora avvolto nella massima incertezza. Ma su questo potrebbe delucidarci Alessandro Profumo, ennesimo forestiero e attuale presidente del MPS, nonché uno dei soci di Linkiesta. E già che ci siamo, Profumo, esperto di cose bancarie, potrebbe spiegarci perché l'Abi, Associazione Bancaria Italiana, ha confermato alla sua presidenza l'avvocato Mussari, responsabile dei debiti della banca più antica d'Italia.

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Inviato da: carlomaria
18 August 2012 - 13:11

Caro Andrea, 

anch'io sono stupito che il Ministro dell'Istruzione Francesco Profumo non abbia rilasciato nessuna dichiariazione in merito. Questo è uno scandalo. Un vero scandalo! L'avevo già ripreso tempo addietro per una "dimenticanza" che si è rivelata una sbadataggine freudiana e poco tempo fa per la prova di esame di maturità su Eugenio Montale. 

Cordialmente

carlomaria 

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Inviato da: carlomaria
18 August 2012 - 17:59

"Non a caso, e lo dico contro i miei stessi interessi di forestiero (ma i senesi sanno distinguere tra i forestieri che prendono e basta da Siena da quelli che prendono e danno)..."

Caro Andrea, 

questo non è uno scandalo, questo è oltraggioso! Tu lu prendi e lo dai!? Cerchiamo di moderare i termini per cortesia e di utilizzare un linguaggio non così ambiguo. Possibilmente visto che siamo tra gente civile vediamo di usare un modo di parlare scevro da doppi termini davvero pesanti. Molto pesanti. 

Ti ringrazio infinitamente

carlomaria

carlomaria's picture
Inviato da: carlomaria
18 August 2012 - 18:58

LA GRANDE IDEA DI MUSSARI

La sua “visione del futuro che parte da lontano, da cinque secoli di lavoro e passione” distruggendo e dilapidando un patrimonio di 5 miliardi di euro. “Coniugando creatività e innovazione” c’è riuscito alla grande! “Senza dimenticare le iniziative di solidarietà e responsabilità che permettono alle persone di crescere e di dare vita a un mondo migliore”. Sai che vita migliore! Sai che impegno per creare solidarietà! Con questa voragine di cinque miliardi di euro o rapini la più rinomata, storica e conosciuta Banca 
del mondo o gli stipendi di migliaia di dipendenti non puoi letteralmente pagarli. E’ matematicamente impossibile. “L'eleganza è un dono senza tempo”. Per Mussari, anziché ispirarsi alla vera filosofia dei valori di ogni grande azienda nazionale e internazionale, è contato molto di più l’apparire. Capello con ciuffo un po’ spettinato, sguardo da micione innamorato e labbra tirabaci. Questo fighetto dei poveri (grazie alla sua dissennata amministrazione forse perderanno il posto in molti) è andato a ricoprire il ruolo di Presidente dell’ABI. Una sola domanda in tutto questo sfacelo: perché tutti i senesi anziché rimuovere coscientemente e scientificamente questo fatto gravissimo, questo "lutto" devastante si dedicano al Palio anziché andare tutti in corteo all’ABI a chiedere che Mussari si dimetta?

Cordialmente basito

carlomaria

www.1472.it/la-nostra-idea.html

LA NOSTRA IDEA
Un numero, una storia. 1472 non è solo la data di nascita di Monte dei Paschi di Siena. È un'idea, la nostra idea, una visione del futuro che parte da lontano, da cinque secoli di lavoro e passione. Una storia italiana, quella di 1472: un'identità forte che diventa brand coniugando energia e creatività, innovazione e tradizione. 1472 è un progetto dove trovano casa l'eccellenza enogastronomica e la moda, i talenti di domani e i grandi eventi. Senza dimenticare le iniziative di solidarietà e responsabilità che permettono alle persone di crescere e di dare vita a un mondo migliore.
All'interno di 1472 vi aspettano una gamma di prodotti da acquistare online, storie da scoprire, progetti da condividere. Perchè la forza di un numero nasce dal suo valore senza tempo.

P.S. Dottor Mussuri mi perdoni ma qual è l'accento corretto di "perchè"? Vada a correggere gli accenti sul sito e poi può iniziare a pensare a delle piccole idee. Perché se le basi elementari sono queste entro un anno frantuma letteralmente anche l'ABI.

APPARIRE
L'eleganza è un dono senza tempo. Un valore assoluto che crea sostanza dalla forma, diventa visione e condivisione, plasma il futuro e si fa linguaggio universale. 
Agli amanti della moda è dedicata la nuova linea di abbigliamento firmata 1472. Una collezione casual e sportiva di ispirazione vintage, che trova linfa vitale nella creatività italiana e diventa punto di riferimento per un nuovo modo di vivere il made in Italy.

 

 

carlomaria's picture
Inviato da: carlomaria
19 August 2012 - 07:57

LA SOLIDARIETA' PERDUTA DI SIENA IN UNO SCATTO FOTOGRAFICO

Giustamente i senesi, senza distinzione alcuna, grazie alla situazione drammatica che ha lasciato Mussari sono ovviamente preoccupati e stanchi. Sono tanto stanchi e con i nervi a fior di pelle per la situazione d'incertezza che si è venuta a creare che non riescono più nemmeno a darsi una mano a vicenda. Certe immagini a volte valgono più di mille parole per comprendere lo stato d'animo di un'intera città.

Didascalia foto:

Un carabiniere cade da cavallo davanti a Mps alla vigilia del Palio (Afp)... e i vigili urbani scappano a gambe levate. 

 

Francesco Giusti's picture
Inviato da: Francesco Giusti
17 August 2012 - 15:17

Caro Cistercensi, capisco che tanto per fare il saccentone e il sedicente senesone ti garba tanto (poi magari sei nato nei greppi o peggio ancora hai il babbo di Salerno venuto a lavorare a Siena negli anni '80 al Monte), in un'ora e venti di telefonata con l'autore dell'articolo (per sua stessa ammissione totalmente a digiuno di Palio) evidentemente spiegare e far memorizzare concetti nuovi deve essere stato piuttosto difficile. Quindi sai una sega te! Una persona intelligente lo avrebbe capito, ma te evidentemente non lo sei.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
17 August 2012 - 12:56

Il Palio e il Monte ci sono sempre stati a Siena. Ora si dovranno accontentare del palio. Per una cittadina come Siena pare più che sufficiente.

Cristiano 's picture
Inviato da: Cristiano
17 August 2012 - 10:29

Premessa: sono senese e innamorato della mia città,ma non sono contradaiolo.
E' da gennaio che gli organi di stampa stanno descrivendo la mia città come condannata e personalmente lo trovo fuori luogo.
Certo,fa comodo presentare Siena come lo specchio dell'Italia moderna: arrogante,corrotta,centro di consorteria politico-finanziaria.
In tutto questo che però voi scrivete non tenete conto di tante altre cose e vi posso assicurare che Siena non è affatto sfiduciata,anche se è stato un anno orribile sotto molti punti di vista e ci sono molti e preoccupanti elementi di crisi.
Non voglio farla lunga,mi limiterò a dire che spesso viene data una rappresentazione falsa e costruita della mia città,e questo non mi va giù se fatto da persone esterne. Non è vero ad esempio che non si può scavalcare la staccionata a carriera finita (io l'ho fatto e come me quasi tutti),non è vero che ci sono contrade che non possono permettersi di vincere(molte sono piccole,basti vedere il successo della Civetta poco tempo fa),non è vero come pare dall'articolo che cavalli e fantini possano essere abbinati liberamente: c'è l'estrazione,fatta dal sindaco.
Per concludere: Siena ha espresso la peggiore classe politica che ci si possa augurare e ha una banca in crisi,per colpe non solo dei senesi ma della politica romana (Pd) e di vari personaggi che non sto ad elencare(ed è una banca,che,questo viene scritto poco,ha in pancia 26 mld di titoli di Stato)ma basta sparare a zero,basta descriverci come una città che sta morendo. Rispetatte la nostra storia,rispettate le persone.

MarcoVella's picture
Inviato da: MarcoVella
17 August 2012 - 14:06

Caro Cristiano, caro Dario Ronzoni, anch'io ero innamorato di Siena quando arrivai la prima volta, dieci anni fa, per motivi di lavoro (il Monte non c'entra niente con la mia occupazione) e presi in affitto un appartamento a trecento metri dal Campo. Ma con il tempo ho assistito ad un degrado che, è vero, ha colpito tutto il Belpaese, ma probabilmente qui è andato molto più veloce che nel resto d'Italia. L'articolo parla del Palio e del Monte dei Paschi di Siena. Ma che dire dell'Università, con un deficit di 200 milioni di euro frutto di una gestione a dir poco allegra?
Quello che pian piano, nel corso del tempo, mi è sembrato sempre più evidente è che i senesi - come tutti i toscani, ma in misura aggravata - si sono adagiati per troppo tempo sulle proprie rendite di posizione, autocompiacendosi del buon cibo, delle belle città, degli splendidi paesaggi, di una banca florida, ecc.
Tutto sembrava al top dieci anni fa e la natura straordinariamente generosa sembrava invitare a godersi la vita, senza preoccuparsi troppo del futuro. Da qui la nascita di una economia sostanzialmente parassitaria fondata:
a) sulle risorse della Fondazione (ormai esaurite, credo);
b) sugli affitti (a carissimo prezzo) agli studenti universitari e agli impiegati del Monte;
c) ad uno sfruttamento miope del turismo (negozi e botteghe storiche rimpiazzati da paninerie, gelaterie, pizzerie... tutte di pessima qualità);
d) ad una moltiplicazione dei posti di lavoro a carico della collettività (Comune, Provincia, Università, Ospedale, ecc.).
Intanto la qualità della vita, anche nei vicoli del centro, è andata peggiorando. Più sporcizia, più rumore (le macchine non possono entrare nel centro storico, ma i motorini impazzano a tutte le ore). Arrivare in treno a Siena è praticamente impossibile: da Roma, ad esempio, bisogna cambiare a Chiusi e prendere una sorta di "littorina" sporchissima e lentissima; i pullman che arrivano da altre città sono estremamente cari e ciò nonostante potrebbero aspirare all'oscar della sporcizia e della maleducazione. Il Comune ha fallito persino con i piccioni che, invece di diminuire, si sono moltiplicati e sommergono di guano i monumenti, gli edifici storici, le strette vie del centro e i davanzali delle finestre, lasciando su questi ultimi anche decine di pericolose zecche.
Intendiamoci, vivere a Roma, ad esempio, è molto peggio. Molto più difficile rispetto a Siena. Ma è anche vero che una cittadina marchigiana o veneta di analoghe dimensioni, offre oggi molto più di Siena in termini di qualità della vita.
In conclusione, sto per abbandonare Siena. Mi trasferirò in un piccolo centro abitato dal quale raggiungere il mio posto di lavoro in venti/trenta minuti. Poi, appena sarà possibile, è probabile che lasci del tutto la Toscana. Molto a malincuore, come quando si ha nel cuore la sensazione di una grande occasione sprecata.

Cistercensis's picture
Inviato da: Cistercensis
17 August 2012 - 10:08

Caro Giusti o come ti chiami ma perché non la smetti di parlare del Palio. Così magari non ti intrighi, visto che le idee sulla festa di Siena ce le hai poco chiare?

stardumb's picture
Inviato da: stardumb
16 August 2012 - 22:13

C'è un passaggio che un non senese (o un non conoscitore del Palio) potrebbe equivocare. Vero che Mussari ha certamente la passione dei cavalli e che Già del Menhir è suo, ma i cavalli a Siena vengono sorteggiati! Per cui il cavallo ha vinto nell'Istrice ma, per assurdo, sarebbe potuto finire (e poi vincere) nella Lupa, che è l'avversaria dell'Istrice. Per come è scritto l'articolo sembra possibile abbinare cavalli e fantini senza problemi, ma l'estrazione dei cavalli complica tutto.

carlomaria's picture
Inviato da: carlomaria
16 August 2012 - 20:53

- grrrrrrrrrrrr... grrrrrrrrrrrr... grrrrrrrrrrrr...

- Cuccia Palenzona! Ho detto cuccia!

- grrrrrrrrrrrr... grrrrrrrrrrrr... grrrrrrrrrrrr...

- Ho detto che qui non puoi entrare!

- grrrrrrrrrrrr... grrrrrrrrrrrr... grrrrrrrrrrrr...

- Testone di un bestione... in questa piazza corrono solo i cavalli!

- grrrrrrrrrrrr... grrrrrrrrrrrr... grrrrrrrrrrrr...

- Adesso vuoi anche quella? Ma c'è seduto lui!

- GRRRRRR... GRRRRRR... GRRRRRR...

- Pale, adesso basta... di poltrone non ho da dartene! Non ti ho mai visto così affamato! De Padova a Siena non c'è!

- GRRRRRR... GRRRRRR... GRRRRRR...

- Cucciolone, vieni qui... stai calmo! Stai buono! Ho capito... non è una cattiva idea. In effetti non siete poi così diversi. Una poltrona per due alla presidenza dell'ABI se ti ci metti forse riesci a strapparla.

Ti stavo dicendo che va d’accordissimo anche con questo bue, un incrocio tra un rottweiler, un corso e un mastino napoletano...

- Ma cosa ci fai con due “cavalli” simili?

- Chissà, con il tempo potrei tirarci su un po’ di soldi! Non so ancora come ma forse mi viene qualche idea! Potrei portarli al circo!!! Se poi iniziano a fare i noiosi li smisto in qualche Comune e Fondazione dell'Alto Adige… in due giorni si sfibrano da come funzionano bene le cose e vanno fuori di testa. Sai, quello non è assolutamente il loro ambiente!

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/los-von-rom#ixzz23jeIMWM1

carlomaria's picture
Inviato da: carlomaria
17 August 2012 - 08:02

B&B MAGIC SIENA

mumble mumble: finalmente un attimo di riposo... speriamo che abbiano rifatto la stanza, mi faccio una doccia, poi mi cerco un bel ristorantino e dopo finalmente a nanna. Andare in giro con certi animali ti sfibra. Sentire tutto il giorno un cane incazzato che sa fare solo "grrrrrrrrrrrr... grrrrrrrrrrrr... grrrrrrrrrrrr..." non lo auguro al peggior nemico! Diavolo! Mi sono dimenticato di comprargli il perlano! Per questa sera non c'è problema... per fortuna quell'incrocio tra un rottweiler, un corso e un mastino napoletano l'ho lasciato a Giuseppe. Per quella maledetta poltrona se la vedano loro due... non ne posso più!

- miao... miao... miao... miao...

- Non ci posso credere... altro che rifare la stanza! Non è possibile! Anche tu! Razza di un giaguaro smacchiato che puzza! Cosa hai combinato!

- miao... miao... miao... miao...

- miao... miao... un bel niente! Pierlugi hai schizzato ovunque! Proprio ovunque! Ma che schifo... anche sul mio letto! 

- miao... miao... miao... miao...

- Pier fai schifo, fai veramente schifo! Hai marcato tutto il territorio! Giuro che quando torniamo a casa vi lascio tutti e due a qualche ente di protezione animali! Pale continua a tirarmi tutto il giorno a caccia di poltrone! Tu anziché tirare fuori le unghie e anche un programma riesci solo a marcare un territorio di 8 metri quadrati di un B&B! Se pensi di cercare consenso su tutto il territorio nazionale siamo messi bene! Siamo messi veramente male! E non venirmi a dire che eri chiuso qui dentro... perché la porta te l'avevo lasciata aperta!

 

Francesco Giusti's picture
Inviato da: Francesco Giusti
16 August 2012 - 20:28

Ci sono delle piccole inesattezze nella rielaborazione delle mie dichiarazioni, che devo specificare. Al secondo capoverso dell'articolo non è infatti corretto scrivere che non tutte le Contrade non si possono permettere di vincere, un modo si trova sempre, anche se siamo Contrade più piccole. Nessuna Contrada tira poi a perdere, si fanno sottoscrizioni a Palio vinto, per finanziare la vittoria del Palio, o a Palio perso, che servono solo per finanziare la corsa (le fanno meno persone e se vengono chieste ciò avviene magari per far fronte ad un momento di ristrettezze economiche delle casse della Contrada).

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