L’Italia prende la via di Grecia, Irlanda e Portogallo, almeno nel mercato obbligazionario. Lo spread fra titoli di Stato italiani e tedeschi hanno superato quota 400 punti base. Il differenziale di rendimento fra Btp decennali e Bund di pari scadenza ha toccato quindi «la soglia del bailout». Così infatti era stato definito da Goldman Sachs il livello di 400 punti base di spread di un bond con il corrispettivo tedesco. Ed era stato così per Atene, Lisbona e Dublino. Nel frattempo, ad aumentare sono anche i Credit default swap (Cds) sul debito italiano. I derivati a protezione dal fallimento hanno registrato nuovi massimi a 530 punti base, con una percentuale implicita di default entro cinque anni del 38 per cento. Non deve quindi stupire che sia proprio l’Italia il settimo Paese al mondo più a rischio insolvenza.
L’asta di Btp di oggi martedì ha mostrato tutta la debolezza italiana. Il rendimento promesso agli investitori è stato del 5,60%, in netto rialzo rispetto all’ultima asta di luglio, quando i Btp erano stati collocati al 4,93 per cento. In questa tornata sono stati emessi 6,485 miliardi di euro, oltre 500 milioni sotto il target massimo del Tesoro, che era fissato a sette miliardi. A preoccupare è stato soprattutto il coefficiente bid-to-cover, benchmark dell’appeal presso gli investitori, è calato quasi del 50%, passando dall’1,93 di luglio all’1,279 di oggi. A nulla sono valse le voci, uscite dal ministero dell’Economia e riprese nella scorsa serata dal Financial Times, di un interesse di Pechino nell’acquisto di asset italiani e Btp. Sebbene l’asta del Tesoro non sia stata facile, il risultato è stato ottenuto ugualmente, anche se a un prezzo mai sperimentato prima.
C’è una certezza. A questi livelli, sopra la soglia dei 400 anche, se oggi lo spread ha poi ritracciato tormando sotto questa quota, il debito italiano è già insostenibile. «La soglia dei 400 punti base di spread è stato il parametro oltre il quale sono arrivati i salvataggi di Grecia, Irlanda e Portogallo», spiega la Royal Bank of Scotland in un report dello scorso giugno sulla situazione italiana. Tre mesi fa, tuttavia, la situazione era ben differente. Lo spread Btp/Bund veleggiava ai massimi, anche se questi erano intorno a quota 220 punti base. Oggi martedì, dopo cinque versioni della manovra correttiva di bilancio e dopo l’intervento della Bce a sostegno del mercato obbligazionario, l’Italia ha superato i 400 punti base. «Le azioni della Banca centrale europea, proprio per via del carattere straordinario e limitato nel tempo, non devono essere prese in considerazione in modo significativo nel calcolo del differenziale fra Btp e Bund», spiega la banca Hsbc in un report della scorsa settimana.
Secondo l’istituto di credito, tuttavia, «è possibile calcolare, in base all’esperienza dell’utilizzo del Smp (Securities markets programme, l’acquisto di bond da parte dell’Eurotower, ndr) per Grecia, Irlanda e Portogallo, che il differenziale di rendimento fra i bond italiani e tedeschi, al netto delle operazioni della Bce, debba essere innalzato di 80 punti base». In altre parole, senza Francoforte, l’Italia sarebbe allo stesso punto in cui era Atene a metà aprile 2010, un mese prima del piano di salvataggio da 110 miliardi di euro. Ma sarebbe anche sugli stessi livelli dell’Irlanda nel novembre 2010, pochi giorni prima del bailout da 85 miliardi di euro. Inutile rimarcare che anche per il Portogallo, in marzo, era avvenuto lo stesso iter.
Nei prossimi due anni l’Italia, secondo i dati del Tesoro, vedrà andare a scadenza circa 500 miliardi di euro di debito. Il costo di un incremento di 100 punti di spread, secondo Goldman Sachs, è pari a circa 18 miliardi di euro per il nostro Paese. In altre parole, da giugno a oggi Roma paga 36 miliardi di euro in più di interessi sul rifinanziamento. E questo valore è destinato ad aumentare di pari passo con l’escalation sulla crisi ellenica. Del resto, gli operatori finanziari stanno già prezzando l’eventualità di un avvitamento della situazione italiana. I Cds sull’Italia il 13 aprile erano a quota 135 punti base, secondo i calcoli di Markit. Nello stesso giorno il Portogallo era a 574 punti, l’Irlanda a 536 e la Grecia a 1047. Dopo cinque mesi, Roma ha superato i 500 punti base, toccando un massimo a 530 punti. Questa performance gli sta valendo il settimo posto nella classifica mondiale più a rischio insolvenza e il quarto a livello europeo, dopo Atene, Lisbona e Dublino.


Commenti
Abbiamo idea di che cosa sia un default? Facciamo un esercizio di fantasia, sapendo che la realtà va sempre ben oltre...
Da gennaio del 2012 i pagamenti degli stipendi a impiegati pubblici, insegnanti, polizia, esercito, vengono "provvisoriamente" rinviati al mese successivo, con l'ipotesi di un pagamento limitato al 30-40% a partire da febbraio, "sulla base dell'andamento delle entrate". Chiudono tutti gli ospedali "periferici", e tra questi il San Raffaele, "per intervenuti ripensamenti dei soci che dovrebbero provvedere al salvataggio dell'azienda ospedaliera". I malati di cancro, aids, e in dialisi, sono invitati a rifornirsi autonomamente in Svizzera dei farmaci necessari alla loro sopravvivenza. Scoppiano tumulti a Milano, Roma, Genova, Torino (Fabbrica Italia è un progetto rinviato sine die) e Caltagirone (perché? Mah, i siciliani, teste calde). si allungano le file alle mense della caritas, che offrono pasti gratis anche a ex impiegati e funzionari pubblici. Confindustria propone di dimezzare i salari "temporaneamente" per indurre le imprese a creare nuova occupazione. Anche nel settore privato gli stipendi sono ridotti del 30-40%, perché dopo il fallimento di BPM e MPS "le condizioni di accesso al credito si sono inasprite al punto che conviene non pagare i fornitori piuttosto che prendere denaro a prestito".
Credit Suisse, Ubs, Banca Julius Baer e Vontobel annunciano un risultato trimestrale da record, con una raccolta in crescita del 25% e masse amministrate sui massimi storici... Triplica il numero dei suicidi e le rapine a mano armata hanno un boom del 450%. Raddoppia il numero degli omicidi a Napoli e Palermo...
Quello che ci salva è proprio l'ammontare del debito secondo me, nessuno ha interesse che falliamo sarebbe il crollo totale.
Ma come fate ad avere la nostalgia della Lira? Non perché io non ci sia nato e non mi ci sia affezionato, ma la ragione e la razionalità in determinati campi deve prevalere, avete idea di come avrebbe affrontato la crisi finanziaria più pesante di tutti i tempi, un Paese come l'Italia con una valuta debole come la Lira? Ve lo dico io , sarebbe finita e al 2011 nemmeno ci sarebbe arrivata. Se vogliamo parlare di mala regolamentazione in determinati campi posso darvi ragione, ma in gran parte è stata colpa dell'incapacità della Nostra Classe "dirigente" che non fa altro che populismo per accaparrare due voti e finire legislature. Leggo da questi brevi commenti che non c'è un unione in questo paese, figuriamoci se riusciamo a unirci all'Europa, soffriamo di miopia aggravata. Mi da un fastidio cane sentire gente che dice che la Padania è il futuro ecc ecc. Dalle piccolezze si rialza un paese, e non ne vedo ancora di grandi sforzi e la situazione non può che peggiorare di questo passo.
una riforma da fare immediatamente per frenare la speculazione: 1 vietare le vendite allo scoperto; 2 vietare l'acquisto dei cds a chi non possiede i titoli sottostanti ! Siamo nel mirino dei sicari economici e a breve verremo messi nelle mani del fmi se non alziamo una barriera. Il passo successivo deve essere un audit del debito pubblico ed un haircut selettivo che salvi i piccoli investitori italiani a scapito dei fondi speculativi che stanno speculando al ribasso contro di noi. Vorrei sentire queste proposte sulla bocca dei cosiddetti leaders della cosiddetta opposizione. Sandro (piazzaverdi.blogspot.com).
La Padania l'unica prospettiva? Meglio emigrare all'estero, allora.
l'italia è stata, con l'euro, la grande sconfitta, ora faccio un bagno di umiltà e usciamo, Spiace vedere la sinistra (che io voto) non accettare la realta e continuare con politiche che svendono questo paese come ad es. vendere l'Eni, siamo pazzi!!!!!!, fare defaut non è cosi male, vedere x credere Islanda Argentina, paese di cui nuessuno parla..........poi c'è una cosa che non mi torna....perche dell'uscita dall'euro su mass media importanti nessuno parla, perchè anche chi non voleva entrarci, come la Lega, ora che potrebbe ricavarne un vantaggio politico chiedendone l'uscita, invece tace ???????????????
Certo uscire dall'euro potrebbe essere una buona idea nel breve periodo, perchè torneremo a riavere un pizzico di sovranità monetaria e ad emettere moneta tranquillamente; ma nel medio periodo, avremmo a che fare con una bel tornado inflazionistico, e se non riuscissimo ad assorbire una bella quota di disoccupati prima dell'avvento dell'inflazione andremo incontro a quel processo che si chiama STAG- FLAZIONE; un mix di stagnazione-crescita zero o negativa- e inflazione; non penso quindi che ce la passeremo meglio di adesso, almenochè non cambiamo l'architettura economica di questo (pseudo)Stato, abbandonando un pò questo capitalismo finanziario selvaggio...
Arriva il declassamento del rating italiano. Ficcatevelo nella testa .l'italia e' finita e l'unica prospettiva e' la Padania.
Uscire dall'Euro porterebbe a tassi d'interessi molto più alti e iperinflazione. In pratica si arriverebbe al default in un battito di ciglia. Allora sì che la gran parte dei piccoli risparmiatori vedrebbe evaporare i propri risparmi (BOT e altri titoli di stato) e i redditi fissi verrebbero massacrati. Diventeremmo come Cuba: un paese dove c'è una valuta ufficiale che non vale niente (e nessuno vuole) e una valuta straniera (USD) che viene usata nell'economia sommersa, la quale corrisponde alla fetta maggiore dell'economia nazionale. Mutatis mutandis il nostro dollaro USA sarebbe l'Euro appena abbandonato...
La cosa urgente è che il governo attuale si tolga di mezzo. Ormai ogni volta che aprono bocca cresce lo spread, dato lo hanno capito pure i sassi che siamo in mano a degli incompetenti senza alcuna credibilità. In pratica è come se ogni frase pronunciata da B. o T. ci costasse 1 o 2 miliardi di maggiori interessi sul debito. Purtroppo è molto più facile gridare alla "speculazione internazionale" e dare tutta la colpa all'opposizione restando abbarbicati alle proprie poltrone (con annesse prebende).
Buona fortuna a tutti. Ne avremo bisogno.
Quindi? ha ragione Stefano Casertano in un articolo in cui incitava a lasciare la barca prima che affondi? si salvi chi può. che tristezza e senso di impotenza.
A questo punto, meritatamente o meno, il fatto di uscire dall'euro mi sembra inevitabile. Forse è meglio che avvenga prima che dopo, altrimenti per stare a galla per qualche mese si rischia di strozzinare chi ha qualcosa al sole, chi ha un reddito fisso, chi fa più ricorso al wellfare e di svendere ai cinesi gli ultimi gioielli di famiglia che i francesi non hanno ancora potuto comperare.
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