In Italia ogni tre giorni una donna muore di stalking
Edoardo Petti
Sessantatré le donne uccise dall’inizio dell’anno. Quasi tutti omicidi ampiamente annunciati. Eppure
Sabrina Blotti. Si chiamava così l’ultima vittima della furia distruttiva di un uomo che non voleva accettare la fine di una relazione e che non si rassegnava all’idea che lei potesse emanciparsi per sempre dal loro rapporto. Un violento e irrefrenabile istinto possessivo, un desiderio malsano di esercitare il controllo assoluto sulla vita della donna, hanno guidato la mano dell’assassino. Ma, come troppe volte accaduto in occasione dei fatti di sangue che hanno colpito le donne italiane e le immigrate che lavorano nel nostro paese, l’omicidio rappresenta il punto terminale di una lunga escalation di minacce e intimidazioni. Lungi dall’essere il gesto isolato di uno squilibrato e l’espressione di un raptus improvviso, l’uccisione di Sabrina - come spessissimo accade - era stata preceduta e preannunciata dal comportamento persecutorio del suo ex amante, che per questo motivo era stato denunciato alle forze dell’ordine. Iniziativa che tuttavia non ha fermato il proposito omicida dell’uomo.
La tragica vicenda avvenuta a Cervia il 31 maggio è solo l’ultimo capitolo di una lunga serie di violenze e sopraffazioni perpetrate contro le donne da parte di mariti, compagni, fidanzati e uomini che dichiaravano di amarle. Le cifre fornite dagli osservatori e dai centri di ricerca impegnati su questo fronte disegnano un quadro allarmante. Dall’inizio del 2012, in Italia sono state uccise 63 donne. Nel 2011 le donne assassinate sono state 128, 10 in più rispetto al 2010. Il trend degli omicidi appare in continua ascesa, ma aumenta anche il numero delle denunce e delle richieste di provvedimenti restrittivi e di custodia cautelare. È qui il cuore del problema, il nodo da chiarire e sciogliere al più presto. Sembra che non esistano strumenti efficaci di difesa per le donne, meccanismi deterrenti di prevenzione, repressione, e neutralizzazione dei persecutori. L’impressione sempre più diffusa è che anche in presenza di denunce dettagliate e tempestive, le cittadine più coraggiose continuino a restare vulnerabili di fronte ai loro persecutori. Mentre resta radicata la ritrosia a denunciare il proprio stalker per la paura di restare sole e impotenti.
La piaga delle persecuzioni contro le donne da parte di chi si ostina a ritenerle l’oggetto di un possesso e non tollera la manifestazione della loro libertà individuale, in tutte le sue forme, non accenna a diminuire. Forse è anche per questo motivo che Rashida Manjoo, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, alla vigilia dell’otto marzo ha evidenziato come in Italia ormai si debba parlare di “femminicidio”.
La legge contro lo stalking, promossa dall’ex ministro per la Parità fra uomini e donne Mara Carfagna e approvata con un voto bipartisan del Parlamento nell’aprile del 2009, era stata salutata dalla politica e dagli organi di informazione come una svolta epocale di civiltà, come un passaggio cruciale nella protezione della libertà e della dignità della donna. Le sue promesse solenni e le aspettative che ne avevano accompagnato il percorso legislativo sono state disattese? È necessario intervenire sulla normativa di riferimento, sulla sua attuazione amministrativa, sul comportamento e gli orientamenti di magistrati, sull’operato delle forze dell’ordine, sulle misure di repressione e prevenzione?
Rosa Moscatelli, presidente di Telefono Rosa, organizzazione da anni in prima linea nell’impegno contro le violenze nei confronti dell’universo femminile, focalizza l’attenzione su “un anello mancante” nella disciplina in vigore, su “un ingranaggio che non funziona e non permette di applicare una legge ben congegnata. Una legge che ha avuto il merito di avere favorito l’emergere di un flagello sociale che prima quasi nessuno osava portare alla luce”. A suo giudizio, l’ostacolo fondamentale verso una autentica protezione delle donne dai fenomeni persecutori e intimidatori è rappresentato dai tempi lunghi della giustizia. “Le 900 telefonate di aiuto che ogni anno arrivano dalle nostre connazionali e le 300 testimonianze provenienti dalle cittadine straniere presenti in Italia - spiega Moscatelli - sono il passo iniziale e imprescindibile per mettere in moto un procedimento complesso che prevede l’intervento dei nostri avvocati per presentare l’esposto-denuncia alla magistratura”.
Ma tutto ciò non basta. Polizia e Carabinieri, prosegue la presidente di Telefono Rosa, sono solerti e scrupolosi nel ricevere, valutare e dare seguito alle querele per stalking, grazie a un elevato grado di consapevolezza e di attenzione. Appena la documentazione giunge sul tavolo dei magistrati l’intero percorso rallenta vistosamente, e l’attesa per lo svolgimento e l’esito dei tre gradi di giudizio diviene logorante: “Sono necessari in media cinque anni per concludere un processo su una violenza sessuale. Figuriamoci cosa accade per un’imputazione di stalking”.
È proprio in quell’arco di tempo che si annidano i pericoli e le insidie più grandi per le donne, il rischio di rimanere prive di protezione e di restare sole e impotenti verso ritorsioni e violenze dei persecutori. Ecco il fronte su cui intervenire, “accelerando tutti i procedimenti giudiziari per stalking e agevolando la possibilità per la donna di richiedere alle forze di polizia l’adozione tempestiva dell’ordine di protezione. Provvedimento grazie a cui il sospetto persecutore è obbligato, pena l’arresto, a restare lontano dai luoghi frequentati dalla vittima”. Solo così, osserva la responsabile di Telefono Rosa, potremo aiutare le cittadine italiane e straniere che oggi non trovano la forza di denunciare a viso aperto il loro molestatore, per paura di vendette feroci e per ritrosia a intraprendere un lungo e insidioso cammino nei tribunali. Per incoraggiare le donne a mettere lo stalker di fronte alle proprie responsabilità determinando in lui una sorta di “shock salutare”, è più che mai essenziale il ruolo delle organizzazioni a difesa dell’universo femminile. Organizzazioni che devono far sentire la loro vicinanza e presenza. Ma per svolgere tale compito, puntualizza Moscatelli, “il governo deve rinunciare ai tagli drastici dei fondi stanziati per il piano nazionale e per i centri contro la violenza. Le riduzioni annunciate dal responsabile del Welfare Elsa Fornero sarebbero inaccettabili in un paese nel quale ogni quattro giorni viene uccisa una donna”.
A individuare nella legge in vigore, e nella concezione della giustizia che ne costituisce il substrato ideale, la ragione profonda della mancanza di forme efficaci di difesa per le vittime degli atti persecutori è il fondatore e presidente dell’Osservatorio nazionale sullo stalking, Massimo Lattanzi. A giudizio del quale “il peccato originale della normativa approvata tre anni fa risiede nella visione puramente punitiva che l’ha ispirata, come rivela il suo inserimento nel pacchetto sicurezza concepito dal governo Berlusconi sull’onda dell’emergenza provocata da fatti sanguinosi. Con il risultato inevitabile di comprendere nella violenza di genere, sessuale e domestica, contro le donne, il fenomeno peculiare dello stalking”. Fenomeno che, rimarca Lattanzi, trova le sue radici in una violenza innanzitutto psicologica, “deleteria e distruttiva come le sopraffazioni fisiche”, e si sviluppa nell’80 per cento dei casi all’interno di rapporti familiari e di coppia. Una realtà che quindi “impone di integrare i provvedimenti cautelari e preventivi con interventi di giustizia riparativa, in grado di agire sulla figura del persecutore nella prospettiva di un suo recupero e reinserimento sociale, estirpando alla radice il problema e le sue motivazioni”.
Il problema dello stalking, in altre parole, “rende necessario un trattamento analogo alle terapie utilizzate per curare i giocatori d’azzardo e le persone dipendenti da droghe o da alcool, considerando che il 40 per cento degli autori di gesti persecutori sono recidivi. Se pertanto le misure adottate nei loro confronti si esaurissero in una serie di provvedimenti restrittivi, essi finiranno per rafforzare il muro che li separa dalle vittime, e saranno portati a perpetrare altre violenze verso chi li ha denunciati”. La strada da intraprendere, osserva Lattanzi, implica un rapporto diretto con lo stalker, ove sia possibile anche coinvolgendolo in un confronto con la persona che ha subito le sue manifestazioni ossessive, allo scopo di fargli capire le ragioni profonde della fine della relazione.
Puntare sull’assunzione di responsabilità personale deve essere dunque l’obiettivo di una strategia efficace su un problema così allarmante. Iniziativa che “richiede una chiara distinzione tra le problematiche legate alla violenza di genere e gli atti persecutori”, e un adeguamento delle competenze dei centri contro la violenza, “che a differenza di quanto avviene negli Stati Uniti e in Australia non appaiono ancora sufficientemente attrezzati”. Ad aggravare le difficoltà derivanti dal ritardo normativo sono poi i tempi intollerabili della giustizia, le carenze di organico nelle forze di polizia, le regole sul patrocinio gratuito che riguardano solo le persone prive di reddito. Tutte le altre devono assumere su di sé il peso di notevoli spese legali se vogliono costituirsi parte civile. Fattori che contribuiscono a delineare un quadro altamente problematico.
“Se è vero che la legge del 2009 ha consentito l’emergere del fenomeno stalking, dalla sua introduzione la propensione a denunciare gli atti di persecuzione ha registrato un calo progressivo, è cresciuta la percezione di insicurezza e vulnerabilità a seguito della presentazione degli esposti all’autorità giudiziaria, ed è aumentato il tasso degli omicidi, soprattutto nel Centro-Nord”. Un panorama che peraltro sarà completo ed esauriente solo quando verranno inclusi i dati sul coinvolgimento delle cittadine immigrate. Le vittime straniere degli atti persecutori in Italia sono il 10 per cento del totale, ma la cifra reale è assai più elevata, visto che molte di loro rinunciano a rivolgersi alle istituzioni a causa della propria condizione di irregolarità o clandestinità.

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Avrei avuto piacere di leggere la lista completa (come quella qui sotto) per motivi di studio.
ALCUNI CASI DI OMICIDI E TENTATI OMICIDI DEL 2012 IN ITALIA
10 gennaio 2012-Torino - Poliziotta assolda killer per ammazzare l'ex marito: vivo per miracolo
10 gennaio 2012-ReggioC. - Madre presa a martellate in testa dalla figlia: tentato omicidio
21 gennaio 2012-Torvaianica (RM) - Litiga con l'ex e lo accoltella al collo: arrestata
27 gennaio 2012-Torino - Giovane mamma droga il figlio, gli taglia le vene e tenta il suicidio
01 febbaraio 2012-Trieste - Litiga con fidanzato e lo accoltella: tentato omicidio, arrestata
01 febbraio 2012-Genova - Arrestata 53enne: lasciata dal "fidanzato" ha tentato di avvelenare il marito pensando che fosse colpa sua
04 febbraio 2012 – Roselle (GR) - Accoltella la rivale in amore: arrestata è accusata di tentato omicidio
06 febbraio 2012-Cremona – Partorisce a assieme al marito gettano la neonata in un cassonetto; la neonata è morta
10 febbraio 2012-Udine - Uccide il convivente con una coltellata al cuore
17 febbraio 2012-Parma - Madre uccide la propria figlia e si impicca
23 febbraio 2012-Cerredolo di Toano (RE) – Tre coltellate al collo del marito: tentato omicidio
24 febbraio 2012-Prato - Una 74enne prende uomo a sprancate in testa: è tentato omicidio
27 febbraio 2012-Cesena - Non ottiene prestito: marocchina 58enne uccide la dirimpettaia 89enne
02 marzo 2012-Tremestieri E. (CT) - tenta di uccidere il marito 75enne soffocandolo
04 marzo 2012 –Diamante/Cosenza - Litigano e lei lo accoltella: tentato omicidio, arrestata
05 marzo 2012-S. Agata Militello (ME) - Per una lite accoltella il fidanzato al torace: tentato omicidio
07 marzo 2012-San Giuliano M. - La matriarca del clan ordina l'omicidio per punire lo sgarro
13 marzo 2012-Napoli - La colf riduce l'invalido in fin di vita per derubarlo
21 marzo 2012-Fabriano (AN) - duplice tentato omicidio di una stalker che tenta di investire due donne
22 marzo 2012-Granozzo (NO) - La suocera non la saluta, la nuora la uccide a coltellate
24 marzo 2012-Revigliasco (AT) - Sempre grave l'uomo accoltellato alla gola, la donna è accusata di tentato omicidio
25 marzo 2012-Bagnacavallo (RA) - Violenza domestica: sgozzato dalla convivente
04 aprile 2012-Avola (SR) - Rapina e tentato omicidio a meccanico e cliente: arrestata sarda
17 aprile 2012 - Milano:cosparge d'alcol il marito addormentato e gli dà fuoco: è tentato omicidio
19 aprile 2012-Bari - Uccide la nonna a calci e pugni: arrestata nipote 37enne
02 maggio 2012-Genova Accoltella il convivente, arrestata con l’accusa di tentato omicidio
02 maggio 2012 - Mazzarino (CL) - Una 22enne tenta di uccidere una 52enne per motivi d'onore
05 maggio 2012-Villapiana (CS) - Arrestata la donna che ha ucciso marito e figlia
07 maggio 2012 - Atella (PZ) – Sequestra l’amante e tenta di ucciderlo perché vuole lasciarla
09 maggio 2012 - Avellino - scampa alla morte per miracolo: accoltellato all’addome dalla moglie
14 maggio 2012 - Gioia Tauro (RC) - Donna ordina a marito e figlio l'uccisione del pretendente della figlia: arrestati
14 maggio 2012-Livorno La tradisce, lei lo sevizia ai genitali: uomo di 60 anni muore a Livorno
14 maggio 2012-Milano, Uccide a bastonate la 91enne che accudisce, arrestata la badante ucraina
15 maggio 2012-Paderno D'Adda, Omicidio di Paderno d'Adda, l'arrestata accusa il cugino
16 maggio 2012 - La Maddalena - Madre la sgrida per uscite notturne: la figlia le sferra tredici coltellate
28 maggio 2012 - Pescara - Tre prostitute accoltellano al polmone una concorrente: tentato omicidio
13 giugno 2012 - Montemarciano (AN) - Lui le fa la carità, lei chiama l’amico, aggrediscono in casa il benefattore, lo accoltellano e tentano di strangolarlo: arrestata
21 giugno 2012 - Bagnolo Piemonte (CN) - Pensionato 58enne trovato accoltellato indiziata la
moglie trovata in stato confusionale e con ferite alle mani
23 giugno 2012-Foggia - Padre separato ucciso in un agguato dalla ex suocera, mentre andava a prendere il figlioletto
27 giugno 2012 - CORI (LT) Donna accoltella il compagno alla schiena
08 liglio 2012 - Cagliari - Per gelosia spara al convivente: tentato omicidio
11 luglio 2012 - Chieti, donna spara al figlio del proprietario durante uno sfratto: tentato omicidio
12 luglio 2012 - Orte (VT) - Una 43enne cerca, con l'attuale amante, di uccidere l'ex convivente
12 luglio 2012 - Boscoreale (NA) - Tenta di far uccidere l'ex marito: voleva metà dei beni
17 luglio 2012 – Milano-Accoltella il fidanzato per gelosia e poi fugge: arrestata per tentato omicidio
20 luglio 2012 - Bologna. Partorisce due gemelli e ne butta uno nella spazzatura
21 luglio 2012 - Melissano (LE) - Donna uccide marito a coltellate
25 luglio 2012 - Ferriere (PC) - Donna 29enne accoltella ed uccide l'amica del cuore
26 luglio 2012 – Brancaleone (RC): tenta uccidere madre a coltellate, donna arrestata
31 luglio 2012 - Monza: travestita da Eva Kant tenta di uccidere la moglie dell'amante a colpi
di siringa nel cuore
01 agosto 2012 - Venezia: donna aggredisce l’ex amante con due coltellate: tentato omicidio
01 Agosto 2012 – Roma (Casalotti) - Donna accoltella il marito. Arrestata per tentato omicidio
12 agosto 2012 – Ragazza ventenne accoltella coetanea alla gola: arrestata
13 agosto 2012 - Como, litiga con la madre e la accoltella. Arrestata
18 agosto 2012 - Napoli: madre lancia la figlia di tre anni dal balcone
02 settembre 2012 - Vibo Valentia, accoltella e uccide marito 78enne dopo lite: arrestata
03 settembre 2012 - Pescara - Donna 35 enne e fidanzato in carcere per tentato omicidio
04 settembre 2012 - Scilla (RC): donna 44enne accoltella il compagno in camera da letto:tentato
Omicidio
12 settembre 2012 - Chiavari (GE) - Getta il figlio di due anni dal balcone
13 settembre 2012 - Floridia (SR) - Due donne rivali per amore saffico si contendono una terza: finisce a coltellate
17 settembre 2012 - Lignano Sabbiadoro (UD) - Donna 21enne assassina due coniugi
21 settembre 2012 – Potenza - accoltella marito durante lite: arrestata per tentato omicidio
23 settembre 2012 – Siracusa – ferisce una donna a forbiciate: arrestata per tentato omicidio
26 settembre 2012 – Frosinone – tentato omicidio, accoltella polacco: arrestata assieme al fidanzato
27 settembre 2012 - Genova - Madre butta giù dal quarto piano il figlio di 4 anni
02 Ottobre 2012 - Caserta - Il fidanzato discute, lei accoltella l’altro alle spalle: arrestata per tentato omicidio
11 ottobre 2012 - Cervignano del Friuli (UD) - Accoltella e uccide il convivente
15 ottobre 2012 - Adria (RO) - Prostituta brasiliana fracassa cranio al cliente
20 ottobre 2012 - Roma, 6 giovani (due ragazze) rapinano camionista e lo prendono a sprangate: è grave
22 ottobre 2012 - Schio (VI) - pianta coltello in pancia all'amico per vendicare l'onore: tentato omicidio aggravato
22 ottobre 2012 - Sorso (SS) – uccide con una improvvisa coltellata all’addome l’uomo col quale discuteva animatamente:
arrestata
06 novembre 2012 – Milano - Tentato omicidio in via Degli Apuli:Accoltella il marito nel sonno alla giugulare
08 novembre 2012 – Truccazzano (MI) – tenta di affogare nell’Adda se stessa e il bambino di sei mesi ; gravissimo il bambino.
11 novembre 2012 – Vittoria (RG)- pregiudicata accoltella l’ex e gli sfascia la macchina
11 novembre 2012 – Fano (PU) - Anziana 80enne accoltella il marito
15 novembre 2012- Settebagni (RM) – tentato omicidio, bastonate a ottantenne dalla vicina di casa: l’anziano è grave in ospedale
Poi scusate, ma la parola "stalking" per definire questa "sindrome" è qualcosa di veramente obbrobrioso. Ossequi e speriamo che le cose cambino, ma è speranza vana.
Dunque è ovvio che bisogna prevenire i matrimoni per prevenire le donne ammazzate. L'ho sempre detto che il matrimonio è la tomba... non dell'amore, ma della moglie.
Bisognerebbe capire perché l'uomo arrivi al punto di ammazzare la propria compagna, al motivo del perché ci arriva non interessa a nessuno è questa la cosa gravissima.
bello l'articolo.In sostanza mi sembra di capire un sostanziale fallimento di questa legge le cui intenzioni erano buone.Bisognerebbe affrontare questo grave problema in maniera piu' determinata e consapevole.
Scusi caro anonimo (mi rivolgo ad anonimo due, quello del riferimento così appropriato sulle morti per infarto). Non so se ha letto il pezzo, non so se legge i giornali... Si parla della morte di donne AMMAZZATE (non morte per ragioni naturali) che prima di essere ammazzate erano state a lungo tormentate e minacciate. In pratica, di un problema gravissimo che riguarda l'incapacità dello stato di proteggere delle donne in situazioni in cui è già chiaro DA PRIMA (spesso molto prima) che le donne in questione rischiano di essere accoppate.
E che ogni tre minuti muore un uomo d'infarto non ce lo vuoi mettere? Ma per favore.
perché usare delle parole ingesi per un concetto fin troppo chiaro e nemmeno "importato".... violenza sulle donne. basta giri di parole guardiamo in faccia alla realtá.
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