Racconto

“Nata povera, ora a 27 anni vendo le mie borse in mezzo mondo”

Simone Canettieri

Benedetta Bruzziches ha 27 anni ed è arrivata alla sua settima collezione di borse. Le sogna, le dis

Benedetta Bruzziches

«Era ottobre del 2008, mi trovavo a Bologna alla fiera Lineapelle quando entrò in ascensore Vimal, un imprenditore indiano, leader nella produzione per gli intrecci in pelle. Ci guardammo, ci parlammo: decisi di seguirlo. A dicembre andai a Dubai, poi Chennai, Hong Kong, San Paolo, poi di nuovo India, India, India». Benedetta Bruzziches ha 27 anni ed è arrivata alla sua settima collezione di borse. Le sogna, le disegna, ne sceglie i materiali, le produce e infine le vende ai negozi più glamour del mondo: da New York a Parigi, passando per la Corea e il Giappone. E poi: Dieci Corso Como, a Milano, e Penelope, a Brescia, giusto per citare i più trendy in Italia.

Per il 2012 l’azienda di Benedetta ha una previsione di fatturato di 400mila euro, a fronte di quasi 3mila pezzi prodotti. Il gioco di Benedetta è un romanzo famigliare. Nato sulle dolci montagnole di Caprarola, comune abbarbicato sui Cimini, e sviluppatosi poi su e giù per il mondo. Insieme a lei c’è il fratello Agostino, 25 anni, che segue i clienti e lo sviluppo delle collezioni. Anche gli altri due piccoli di casa Mattia e Paolo, 18 e 21 anni, all’occorrenza danno una mano, senza avere paura di sporcarsele: spedizioni, bassa cucina in laboratorio e conti. A sigillare il tutto, mamma Ada: coltivatrice diretta (nocciole, olio e grano) che tiene i cordoni della borsa, vigila sulle finanze e all’inizio si sostituì anche alle banche, spesso troppo lente nel concedere i fidi.

Benedetta da piccola era la «pazza» del paese, perché in un comune di 5mila anime del Basso Viterbese se ti vesti con i fiori e te ne freghi dei giudizi sei comunque bollata come diversa, quando ti va bene. Adesso che Benedetta ritorna a Caprarola intorno a lei si formano i capannelli. «Quando riparti?». «Dacci le ultime dal mondo della moda». «A proposito, ti piace questa camicia?».

Per raccontare la storia di questa designer si può partire anche dalla fine. Dall’ultima apparizione al "Who is the next?", concorso internazionale di scouting organizzato da Vogue Italia e Alta Roma nella Capitale i primi di luglio. Pagine e pagine per scoprire questo fenomeno così felliniano. Un’affermazione? «Più che altro il consolidamento di un percorso che ho iniziato con incoscienza e fatica anni fa senza sapere dove mi avrebbe portata». Sfilate, presentazioni, fiere: sono le lancette pubbliche che scandiscono il tempo di una ragazza a due teste, mezza stilista e mezza imprenditrice.

«Questo lavoro – premette – non lo faccio per guadagnare, ma per raccontare. Anzi, dirò di più: per comunicare. Perché la moda è comunicazione». E qui si arriva al pezzo forte della casa: le borse. «Che parlano di emozioni, di amori perduti e ritrovati, ma anche di speranze e positività». L’ultima collezione di BB si chiama "L’arte della gioia", per il recupero delle piccole cose perdute. Ecco quindi le borse con gli occhi, mani e orecchie, ma anche quelle a forma di cabaret di pasticcini ("La gioia della domenica"). Pezzi destinati a finire nelle boutique più all’avanguardia. Allora bisogna ritornare indietro alla fase alfa della creazione.

Tutto nasce da un’evocazione. Una storia e uno spunto. Che si trasformano in una sensazione. «Poi la sensazione – racconta – diventa un materiale, quindi una forma». Le borse vengono create in collaborazione con diversi artigiani a seconda del modello. Una commistione di mani sporche di grasso e colla in cui i processi produttivi sono spesso stravolti a seconda dell’idea. Così, per fare un esempio, la borsa Carmen è nata grazie all’aiuto di un tappezziere che ci ha messo del suo per combinare la sperimentazione della pelletteria con quella di chi lavora i divani.

Quante persone conta l’indotto della tua azienda? «Tantissime, centinaia. La produzione avviene in Toscana, a Santa Croce sull’Arno, poi piano piano gli ultimi ritocchi dell’assemblaggio da altri artigiani. La sperimentazione e la ricerca si consuma in casa, a Caprarola, tra le mura domestiche. Dove anche le vecchie del paese dicono la loro, aggiungono un particolare fatto a mano finché non si raggiunge la perfezione». Benedetta, ormai sempre più protagonista delle riviste di settore e vincitrice di premi, non dimentica di aver faticato, e tanto, prima di affermarsi. Sulla strada ha trovato i truffatori, i clienti che non pagano, le banche che non si fidano.

E così si ritorna all’ascensore di Bologna. «In quel periodo vivevo a Milano, era stata appena assunta da Romeo Gigli, ma non mi piaceva la città e, ma non ditelo in giro, nemmeno quel mondo di gossip e cocktail esclusivi. Decisi di seguire mister Vimal in India: un salto nel buio. Non sapevo nemmeno chi fosse, ma subito iniziai a lavorare nella sua azienda di intrecci in pelle a Chennai. A 24 anni ero direttore creativa, guadagnavo bene, viaggiavo di più e vestivo con il sari». Nel Paese più mistico del pianeta arriva la folgorazione illuminista. «Capii che tutto era possibile, bastava volerlo». E così la seconda svolta:  lanciare una collezione tutta in proprio. Metà produzione in India, il resto come sempre a Caprarola.

«Avevo tra le mani 15 borse, cercavo uno show room dove appoggiarmi. Nessuno mi diede retta, ma mi consigliarono due fiere: Pitti a Milano e Tranoi a Parigi. E qui, tra questi padiglioni, arrivò il primo ordine: i primi venticinque clienti, il primo fatturato di 30mila euro. «Ma adesso basta parlare di numeri e soldi – dice Benedetta un po’ stizzita mentre guarda sul Black Berry le email dei clienti – mi auguro che la mia storia sia un incentivo per i giovani per tenere da parte la paura, lanciando il cuore oltre l’ostacolo. Non sono ricca, vengo da Caprarola, sono cresciuta nei noccioleti, non ho mangiato pane e moda. Il sogno, o lucida follia, ci deve accompagnare. Serve entusiasmo per non farsi avvilire dalla crisi, io provo a raccontarlo con la moda. La moda salverà il mondo perché è bellezza, purché si esca dagli stereotipi. Se chiedo a una ragazza perché ti sei comprata una borsa fluo lei non mi sa rispondere, al massimo dice che va di moda. È questo l’errore».

Lei vorrebbe che tutte le donne avessero le sue borse. Una però in particolare: Rita Levi Montalcini, il suo esempio perché «simbolo dell’illuminismo femminista del Novecento», manifesto della forza di genere. E siccome da queste parti sembra che nulla sia impossibile, Benedetta lo scorso aprile ha realizzato il suo progetto: ha regalato una borsa-libro alla Professoressa per il compleanno numero 103. Stop, dopo il passato e il presente occorre parlare del futuro dell’azienda. Benedetta vorrebbe dar lavoro ad ancora più persone, più artigiani e più artisti, magari in una cascina immersa nella campagna. Dove le borse possano respirare l’aria buona.

 

: benedetta bruzziches / Borse / moda / start up

Comments

Burly Nose's picture
Inviato da: Burly Nose
7 February 2013 - 17:00

Quanta invidia la gente Benedetta, non possono credere che il tuo talento non sia toccato a loro...ma quello che non hanno capito è che nella vita bisogna sapersi accontentare e continuare sempre a dare del proprio meglio, a migliorarsi. Si può vivere serenamente anche una vita normale, si può essere felici, forse più felici di uno ricco e famoso ma solo ed invidiato, con il semplice piacere di fare per gli altri e non con la bramosità di essere acclamati. Chi ti accusa è una massa di narcisi che si venderebbe la nonna per stare al posto tuo, e cerca la fama, non delle idee rivoluzionarie. Questa gente, nella vita non farà mai un cazzo, con o senza soldi.

Giulia B's picture
Inviato da: Giulia B
17 October 2012 - 10:30

A prescindere dalla storia personale di Benedetta, dal suo percorso, dalla fatica, dalla tenacia e dall'essere nel posto giusto al momento giusto, io guardo le collezioni di Benedetta e vedo del nuovo, oltre che del bello. Ovviamente è un parere del tutto personale, ma quello che mi piace di questa storia è che, oltre alla capacità imprenditoriale, finalmente vedo del talento. Le collezioni sono coerenti, hanno una storia che ne guida il progetto, le osservi e capisci quello che la designer ti sta raccontando.
Sinceramente sono molto felice che tutto cio' stia funzionando. E' un bellissimo esempio.
Giulia

Babel's picture
Inviato da: Babel
25 July 2012 - 10:18

Belle queste favolette per farci tornare ad essere poetici e sognare.. ma nel mondo, se non hai i soldi per avviare una attività (dal reperimento delle merci, alla pubblicità), e qualche aggancio "giusto, puoi solo sognare.
Il sogno americano, oggi, si è rivelato per quello che è........... fallimentare.

Andrea's picture
Inviato da: Andrea
16 October 2012 - 15:09

per tua sfortuna non sono favolette. Benedetta è del paese vicino al mio e quello che c'è scritto qui è tutto vero. C'ha messo tanto impegno e non aveva "le spalle coperte", quindi smettiamola di coprirci dietro al fatto che non ci sono soldi, non è il momento giusto, agganci..intanto provateci, poi se non va..lamentatevi, ma non fate il contrario!!! Ci vuole intraprendenza e coraggio, voi avreste fatto il percorso di Benedetta senza sapere che vi avrebbe portato a questo? Facile parlare a posteriori eh?

carlomaria's picture
Inviato da: carlomaria
26 July 2012 - 16:54

Nato ricco, ora povero, si diede ai borseggi per pagarsi le spese processuali. 

Dalla vera storia de "Il Governatore del Pirellone", edizioni carlomaria (nelle migliore Librerie)

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
24 July 2012 - 18:21

Nella vita non è mai troppo tardi.....
La mia storia è un po' diversa...dopo aver lavorato come procacciatrice d'affari e aver cresciuto un figlio, alla soglia dei 50 anni ho dato sfogo alla mia creatività.
Ho represso un sogno per tanto tempo...realizzare accessori moda, in particolar modo borse e accessori tessili per la casa, solo con filo e uncinetto.....
I sogni bisogna coltivarli!!! Gabriella

la tana delle idee's picture
Inviato da: la tana delle idee
24 July 2012 - 15:20

Faccio borse da un anno circa, in stile "shabby", uno stile totalmente nuovo...
Sono borse col fascino della poesia, piacciono molto e per gioco ho aperto una pagina su facebook; riesco a vendere abbastanza bene per non avere ne un negozio ne un sito.
Sarebbe bello poter incontrare "la fortuna", ma io ho paura dei truffaldini e sono troppo grande forse per buttarmi all'avventura...Non so!
Bella la favola di Benedetta!!

Lolly's picture
Inviato da: Lolly
24 July 2012 - 12:58

Beh congratulazioni, ma c'è da dire che hai avuto anche la possibilità di viaggiare..io non ho nemmeno i soldi per mangiare a moementi..pensa un pò e di qualità e capacità ne ho. Ho studiato moda e sono una creativa, mi ritengo un'artista anche io, anche se io sono artista nelle mie quattro mura. Però non tutti hanno certe possibilità e fortune e ci vuole sempre un budget iniziale. Poi una cosa che mi rende davvero triste è pubblicizzare la pelle. Io amo la moda ma sono per quella etica ed eco-sostenibile. Non uso materiali in pelle e nemmeno pellicce, tanto più sono vegetariana. Se si parlasse anche di più di rispetto per tutti gli esseri viventi, beh molte persone in questo settore avrebbero più apprezzamenti, invece sì leggo questi articoli ma poi leggo anche dell'uso di palle animale o pellicce e mi passa la voglia di elogiare!

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
24 July 2012 - 10:32

Continua continua sempre cosi'....

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
23 July 2012 - 11:56

Cara Benedetta e Cari lettori
io ho avuto modo di poter vendere queste sue "creazioni" ma vi assicuro che non è cosa facile...non si discute la creatività o la fantasia o meglio ancora il designer...ma i costi di vendita la dettaglio non reggono una "griffe" ancora in ombra...però son bravi nell'amministrarsi o farsi amministrare !! questo è poco ma sicuro !! alla fine se le borse rimangono in negozio loro i soldi li vogliono comunque...nessun margine di reso c/sostituzione o altro ! e arrivano gli avvocatoni....ma fammi il piacere Caro Signor Agostino !! veda di pensare meno a se stesso e smetterla di fare i finti umili...chissà forse un giorno vi portò leggere meglio in qualche rivista piu seria !!! in bocca al lupo....

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
23 July 2012 - 13:42

Buongiorno Anonimo,
mi spiace non vedere il tuo nome nel commento, evidentemente il web è la piazza migliore per lanciare sassi e nascondere le mani.
cos'è umiltà per te? è forse dover riprendersi le borse in magazzino a fine saldi perchè il negoziate non riesce a vendere la merce? saremmo umili se accettassimo di dare la merce tutta in conto vendita? quale sarebbe allora il lavoro e il rischio del commerciante?saremmo tutti commercianti se fosse così facile.
Finti umili perchè pretendiamo che la merce quando si compra venga pagata?
Essere un'azienda di giovani non significa essere un'azienda di fessi con i quali si può permettere di dettare legge!
A proposito, lei l'ha saldata la merce di cui parla?

chiara's picture
Inviato da: chiara
23 July 2012 - 19:37

grandeeeee grande grande e grande!

chiara's picture
Inviato da: chiara
23 July 2012 - 19:36

grandeeeee grande grande e grande!

Agostino Brtuzziches's picture
Inviato da: Agostino Brtuzziches
23 July 2012 - 17:16

Il commento delle 13:42 è firmato Agostino Bruzziches.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
23 July 2012 - 10:42

Ho letto con attenzione sia l'articolo che i vari post... e tutti hanno ragione!
Certo Benedetta s'è trovata nel momento giusto al posto giusto.. ma ha "lavorato" parecchio per far si che queste coordinate s'incontrassero, e questa è la sua ricchezza, la determinazione a concretizzare un sogno. Per far si che i sogni si concretizzino bisogna semper continuare a sognare.
Anch'io sto continuando a sognare.. ma forse non con la determinazione con cui ho sognato verso i 40 anni, quando avevo un'attività commerciale mia. Parallelamente continuavo a coltivare il mio sogno "d'artista" e/o semplicemente creativa e c'è stato un periodo che tutto s'avverava. Pubblicazione di libri, inviti in televisione, collaborazioni continuative e saltuarie con riviste del settore della manualità, inviti in fiere, mostre personali e anche qualche riconoscimento pubblico. Ma tutto ciò non s'è tramutato in riconversione professionale... forse non sono stata capace di vedere oltre? Adesso che ho cessato l'attività per dedicarmi completamente alla mia "vena artistica"... l'unica cosa che succede ... essere copiata e scopiazzata alla grande! Bho forse non sto sognando con abbastanza convizione. Il mio sogno nel cassetto è creare un'intera collezione d'accessori e abiti con materiali riciclati, possibilmente con cooperrative sociali per rimanere in linea con il mio stile di vita etico e sostenibile. Forse la mia determinazione è diminuita con l'età.. non credo. L'età mi ha dato e mi da una maggiore consapevolezza e determinazione nel continuare a "lavorare" per realizzare il mio sogno. Anch'io arrivo dal mondo contadino e la forza che ti da questo mondo prima o poi ti viene fuori... in attesa dell'essere al momento giusto nel posto giusto....
Augurissimi Benedetta... magari un giorno incontro una tua borsa e saprò senz'altro riconoscerla perchè emanerà la tua forza.
Carmela by riciclando.it

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
23 July 2012 - 10:39

Ho letto con attenzione sia l'articolo che i vari post... e tutti hanno ragione!
Certo Benedetta s'è trovata nel momento giusto al posto giusto.. ma ha "lavorato" parecchio per far si che queste coordinate s'incontrassero, e questa è la sua ricchezza, la determinazione a concretizzare un sogno. Per far si che i sogni si concretizzino bisogna semper continuare a sognare.
Anch'io sto continuando a sognare.. ma forse non con la determinazione con cui ho sognato verso i 40 anni, quando avevo un'attività commerciale mia. Parallelamente continuavo a coltivare il mio sogno "d'artista" e/o semplicemente creativa e c'è stato un periodo che tutto s'avverava. Pubblicazione di libri, inviti in televisione, collaborazioni continuative e saltuarie con riviste del settore della manualità, inviti in fiere, mostre personali e anche qualche riconoscimento pubblico. Ma tutto ciò non s'è tramutato in riconversione professionale... forse non sono stata capace di vedere oltre? Adesso che ho cessato l'attività per dedicarmi completamente alla mia "vena artistica"... l'unica cosa che succede ... essere copiata e scopiazzata alla grande! Bho forse non sto sognando con abbastanza convizione. Il mio sogno nel cassetto è creare un'intera collezione d'accessori e abiti con materiali riciclati, possibilmente con cooperrative sociali per rimanere in linea con il mio stile di vita etico e sostenibile. Forse la mia determinazione è diminuita con l'età.. non credo. L'età mi ha dato e mi da una maggiore consapevolezza e determinazione nel continuare a "lavorare" per realizzare il mio sogno. Anch'io arrivo dal mondo contadino e la forza che ti da questo mondo prima o poi ti viene fuori... in attesa dell'essere al momento giusto nel posto giusto....
Augurissimi Benedetta... magari un giorno incontro una tua borsa e saprò senz'altro riconoscerla perchè emanerà la tua forza.
CArmela by riciclando.it

cla's picture
Inviato da: cla
23 July 2012 - 09:31

non credo al successo così, che spunta fuori per caso...fatturati a 5 zero....sicuramente manca qualche passaggio :-(

ada's picture
Inviato da: ada
23 July 2012 - 11:18

Ciao anonimo posso assicurarti ke non manca nessun passaggio dovresti conoscere benedetta personalmente x capire ke e tutta opera sua ciao e buona giornata

ada's picture
Inviato da: ada
23 July 2012 - 11:18

Ciao anonimo posso assicurarti ke non manca nessun passaggio dovresti conoscere benedetta personalmente x capire ke e tutta opera sua ciao e buona giornata

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
23 July 2012 - 10:58

..Intuizione, creatività risvegliata prorompente unita al coraggio, possono dare vita a storie simili, esempi concreti per chi ha sogni da realizzare. Bello!

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
22 July 2012 - 23:59

Molte volte la povertà per i giovani,è una grande ricchezza! Si,perchè è la" materia prima" che spinge,chi ha voglia di fare,idee,coraggio,ingegno, a realizzarsi.
Benedetta,unendo il suo entusiasmo ed una grande passione,è un esempio che molti giovani dovrebbero seguire. Complimentissimi!!!

Mi ha fatto immenso piacere leggere questa notizia , direi doppio piacere, visto che la produzione avviene a S.Croce Sull'Arno dove ho il mio studio. Benedetta,se mi legge, gradirei moltissimo conoscerla di persona; può trovare i miei contatti sul mio sito web www.studiomorini.it.

Intanto,di nuovo molti complimenti ed augurissimi per ancora tanto successo!
Elmo Morini

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
22 July 2012 - 23:15

Anche io ho una storia analoga, ma con circa 12 anni di esperienza in grandi aziende prima di "lanciarmi" con coraggio nella mia avventura in solitaria.Sto aspettando il tuo "indiano"da due anni...niente...che devo fa mò che ho finito tutti i miei soldi e le mie idee volano leggiadre verso i professionisti del profitto ladri dei progetti creativi di altri???????????????che devo fare???

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
22 July 2012 - 19:14

...ho anch'io un'azienda che produce borse, interamente made in Italy, mi piacerebbe sapere come ha fatto ad esporre a Pitti e Tranoi Parigi così dal nulla visto e considerato che io sono in attesa di spazio espositivo da qualche anno! Comunque complimenti e brava!!!

Benedetta Bruzziches's picture
Inviato da: Benedetta Bruzziches
22 July 2012 - 20:28

In verità mi hanno subito risposto e preso immediatamente, se mi vuole contattare via mail posso farle avere i contatti delle persone dell'organizzazione con cui parlo! Cordialmente Benedetta

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
22 July 2012 - 16:40

quando si capirà che questo mito calvinista del "tutti imprenditori di successo" "se ci si dà da fare" è soltanto il corrispettivo lavorativo del gratta e vinci sarà sempre troppo tardi.

non è necessaria molta materia grigia per capire che per uno "che ce la fa" occorrono altri 10000 che soccombano esattamente come il primo premio della lotteria necessita di altrettanti "non vincitori".
una società basata su questi presupposti, e ce ne stiamo accorgendo, è destinata alla decadenza e non solo economica

sentite cosa dice Götz Werner, uno dei più grandi imprenditori tedeschi nel settore della distribuzione nel programma curato dalla Süddeutsche Zeitung, Forum manager:
http://www.youtube.com/watch?v=X78gLPYxLL8
(sottotitoli in inglese da attivare)

Lolly's picture
Inviato da: Lolly
24 July 2012 - 13:00

..sì la penso come te con molta tristezza!

Manuela Luce's picture
Inviato da: Manuela Luce
22 July 2012 - 14:14

Fa bene leggere la tua storia.
Sono ceremista per amore, possiamo collaborare?
Ciao, Luceràmica.

carlo's picture
Inviato da: carlo
22 July 2012 - 11:14

a 23 anni presa da romeo gigli e si è fatta viaggi in mezzo mondo.
a 24 anni direttrice creativa di una azienda indiana.
proprio povera non doveva essere.

rodolfo's picture
Inviato da: rodolfo
16 October 2012 - 12:10

Se una persona nella vita fallisce la colpa non è sempre degli altri , Benedetta la conosco , conosco la sua famiglia, conosco la sua storia.
Non viene da una famiglia ricca ed agiata , questo te lo posso garantire.
E ti dico anche che non è stata fortunata nella vita, ma caparbia lo è stata di sicuro ed ha raggiunto un livello di realizzazione che per molti è difficile solo pensare,

Benedetta ha avuto le palle lei sig Carlo rifletta sulla sua vita e non si preoccupi delle ricchezze o delle povertà altrui.

Benedetta Bruzziches's picture
Inviato da: Benedetta Bruzziches
22 July 2012 - 20:20

Caro Carlo, in effetti la mia famiglia è tutt'altro che povera ma non parlo di soldi, ricchissima di tutti quei valori che sono il mio più grande patrimonio.Mi sono stati insegnati il valore della fatica e quello strano rapporto con la terra che mi spinge a piantare le radici in fondo sempre più giù fino a che non trovo l'acqua. Ho lavorato molto senza paura di sporcarmi le mani, non ho avuto paura di fare le pulizie o la cameriera o l'aiuto cuoco o andare a lavorare in campagna, ho lavorato sempre da quando ero una bambina perchè così se volevo qualcosa potevo averla senza chiedere, è quello il valore della fatica di cui parlo. A 23 anni presa da Romeo Gigli perchè la direttrice della mia scuola gli mostrò i miei lavori e Lui decise che mi voleva con se, a 24 anni direttore creativo di un' azienda indiana perchè i sogni si avverano a volte, se ci vogliamo credere ovviamente e io ci credo! E vorrei raccontarle un'altra storia, l'uomo che conobbi in ascensore, Mr Vimal è un "self made man", in India lui nell' 85 era un operaio come tanti altri, in una cultura in cui le caste facevano e fanno ancora da padrone, oggi ha un'azienda tra le più importanti al mondo per la produzione di intrecci e che conta più di duemila dipendenti. Ha ragione proprio povera non sono ;-)

Franco's picture
Inviato da: Franco
22 July 2012 - 07:46

Illudere la gente è peggio di rubarle soldi, perche si rubano pure i sogni, sono contento per questa signora che c'è l'ha fatta, ma a fronte di una predestinata/fortunata, milioni di italiani vivono drammi irreversibili, finiamoli di fare articoli che illudono la gente, se non si cambia copletamente/radicalmente questa classe politica, ci continueremo a consolare con queste storie, magari fatte circolare ad arte come calmamte per le folle!

Benedetta Bruzziches's picture
Inviato da: Benedetta Bruzziches
22 July 2012 - 21:14

Caro Franco,
Ognuno è libero di vedere attraverso la lente che preferisce. Io credo che dovremmo ricominciare a sognare e a desiderare, non lo facciamo più, siamo così impauriti e disillusi a volte che ci sembra quasi doveroso pensare al negativo, i sogni che si avverano poi, roba da favola,! Invece crederci a volte è determinante, almeno nel mio caso lo è. Io non credo di avere nulla di più di nessun altro, mi sforzo a vedere il mondo come facevo da bambina questo si, ma non mi sento affatto fortunata, anzi alla fortuna proprio non ci credo, credo nel lavoro (tant'è che le scrivo ora che ho appena smesso di lavorare anche se è domenica sera) e nella determinazione e nella tenacia e nello spirito di gruppo, nel sacrificio, nel sogno e nei miei collaboratori! Menandro diceva parecchi anni fa "A lungo andare, solo il capace ha fortuna".

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
22 July 2012 - 06:54

Una bella storia. Entusiasmo, lavoro e sostegno familiare. Grande. Se mi capita compro la sua borsa.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
21 July 2012 - 19:25

Sono un'orafa/designer di gioielli e il mio sogno è creare una vera e propria azienda dalla mia passione. Leggere articoli su chi "ce l'ha fatta" dà grande entusiasmo e voglia di rischiare.
Continuate con questi articoli, è proprio quello che ci vuole in un periodo in cui la disillusione regna sovrana nel nostro Paese.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
4 November 2012 - 21:07

benedetta bruziches la conosco bene e conosco la sua famiglia altrettanto bene da sempre direi... cosa ????????? non viene da una famiglia agiata???????????? la famiglia del padre è una delle famiglie più ricche e agiate di caprarola, possiedono ettari e ettari di noccioleti e anche di castagneti per non parlare di case e quant'altro. Si è vero è brava ma ha avuto anche i soldi per poter frequentare le scuole giuste per poter viaggiare e per poter permettersi di fare quello che ha fatto, se i genitori fossero stati operai a 700 euro al mese con altri 3 fratelli al massimo poteva fare la donna delle pulizie e non permettersi scuole private costose e viaggi all'estero per raffinare l'estro, quindi cari ragazzi non credete a queste cavolate perchè se non hai un buon budget iniziale E SE NON HAI ABBASTANZA SOLDI PER FARTI COPRIRE LE SPALLE, non puoi permettermi nemmeno di comprarti un biglietto di treno regionale per milano altro che parigi NY cina e giappone...non si tratta di predestinata fortuna si tratta di aver investito perchè potevano permetterselo. Poi che loro siano persone umili e alla mano che non ostentano ricchezza è vero ma questo è un altro paio di maniche, fidatevi che le possibilità ce le aveva e come.
cmq sono contenta che ce l'abbia fatta perchè avere un artista nel nostro paese fa sempre piacere e porta a far conoscere caprarola nel mondo.

anonimo's picture
Inviato da: anonimo
5 November 2012 - 23:29

Caro anonimo mi sa ke non sei tanto informato come dici , ma sai cosa penso nel bene o nel male l importante ke se ne parli buona serata

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
10 November 2012 - 22:06

non so perchè non mi è stato pubblicato il commento dove descrivevo l'albero genealogico dei bruzziches... evviva la democrazia

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
10 November 2012 - 04:07

tu sei informato male, 500 quintali di nocciole all'anno vendute all'industria uno che è povero non ce l'ha.

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