Editoriale

Senza tagliare la spesa pubblica Monti affonda l’Italia

Basta pensare che a risolvere i problemi del paese siano sufficienti gli aumenti delle tasse. Il pri

(Flickr - Pedro Moura Pinheiro)

Abbiamo ripetuto un po’ tutti e sino alla nausea che questo governo, se vuole evitare di ripetere i drammatici errori compiuti da quelli che gestirono il paese dopo la crisi del 1992, deve decidersi di porre mano a sostanziali tagli della spesa pubblica. Mario Monti e la mezza dozzina o più di professori che lo coadiuvano non possono continuare a pensare, come sembrano invece fare, che a risolvere i problemi del paese siano sufficienti gli aumenti d’imposte che il loro intervento, combinato con quelli del precedente governo Berlusconi, ha prodotto e l’ambigua riforma della legislazione sul licenziamento dei lavoratori dipendenti privati, ancora tutta da approvare. Tutti concordano che occorra fare altro e che, fra questo altro, il primo posto in classifica spetti alla riduzione della spesa pubblica.

Bene, andiamo avanti e vediamo allora in cosa potrebbe consistere e come potrebbe materializzarsi una reale riduzione della spesa pubblica italiana. Siccome il discorso rischia di farsi largo (occupando sia questo che il mio prossimo editoriale) a beneficio del lettore frettoloso inizio dalle conclusioni.

  • Una riduzione della spesa pubblica è possibile se e solo se si toccano alcuni mostri sacri che sono rimasti intoccati sino ad ora non per caso ma perché definiscono le colonne portanti dell’equilibrio socio-politico che, indipendentemente dal colore dei governi, governa il paese da molti decenni. Poiché è questo assetto che ci sta spingendo verso il declino la scelta non è semplice ma almeno è chiara.
     
  • I mostri sacri consistono in: vendita di parti ingenti del patrimonio mobiliare ed immobiliare pubblico al fine di poter tagliare l’1-2% di PIL dalla spesa per interessi; riduzione a livelli spagnoli dei costi della politica e della burocrazia pubblica; riduzione del deficit fiscale del Centro-Sud a livelli tedeschi; ulteriore riduzione, pari a circa un 10%, della spesa totale per pensioni; privatizzazione del rapporto lavorativo pubblico ed adozione generalizzata dello spoil system.
     
  • Misure di questo tipo sono impossibili con questo parlamento e questo governo, quindi per ora scordiamocele. Sono possibili solo se si forma nel paese un’aggregazione politico-sociale nuova, capace di catalizzare su un programma elettorale di rinascita socio-economica la maggioranza degli elettori, specialmente quelli giovani i quali sono sempre di più le vere ed innocenti vittime del declino nazionale.

A queste conclusioni arrivo sulla base di un ragionamento che parte da una osservazione banale: il nostro declino è causato anzitutto dalla composizione della spesa, dalla straordinaria inefficienza dell’apparato pubblico at large e dalla tassazione predatoria che colpisce il settore privato produttivo. Tutto il resto, dall’articolo 18 alla natura asfittica del capitalismo italiano, è vero ma di secondo ordine. Poiché la tassazione è dovuta al livello della spesa e poiché la “soluzione evasione” è falsa – le attività sommerse permettono al meglio miserabile sopravvivenza, non crescita: per questo l’evasione va combattuta, non per far cassa – ne segue che il declino economico italiano è causato interamente dalla spesa pubblica. Dal suo livello, dalla sua composizione e dal suo utilizzo. L’unica alternativa ad attaccare, lungo queste tre dimensioni, la spesa pubblica consiste nell’accettazione stoica del declino nazionale, la cui velocità può certamente essere ridotta (senza invertirne la direzione) attraverso operazioni di finanza straordinaria quali quelle che il sempre lucido Oscar Giannino ha suggerito, gettando metaforicamente la spugna, o con gli ulteriori inasprimenti fiscali che, a mio umile avviso, questo governo “continuista” ci presenterà dopo l’estate.

Chiediamoci, anzitutto, se sia possibile tagliare i livelli assoluti di spesa o se, nel farlo, non si corra il rischio di aggravare la recessione. A questo stolto argomento – siccome l’alternativa ai tagli di spesa consiste in aumenti dell’imposizione, l’argomento è stolto perché, ammesso e non concesso che i tagli di spesa siano recessivi nel breve periodo, essi almeno favoriscono la crescita nel medio-lungo, mentre gli aumenti di tassazione sono recessivi nel breve e dannosi per la crescita nel medio-lungo – si risponde osservando che, tanto per dire, il Regno Unito e l’Irlanda, i quali hanno tagliato la spesa pubblica in modo drastico negli anni recenti, non stanno soffrendo una recessione peggiore della nostra, anzi. Ed aggiungendo pure che, nella Spagna le cui difficoltà appaiono più simili alle nostre che altrove, il governo di Mariano Rajoy sta tagliando il livello della spesa pubblica, durante il 2012, di ben l’1,7% del PIL con una riduzione media della spesa dei ministeri rispetto al 2011 pari al 17%. Avete letto giusto: -17%, ossia da circa 79 a 65 miliardi di euro con tagli vertiginosi in alcuni casi. Il bilancio del ministero spagnolo degli affari esteri, che era di 2,65 miliardi di euro nel 2011, è di 1,20 miliardi quest’anno: -55 per cento! E nonostante tagli così drastici ed immediati (resi necessari anche dal fatto che il precedente governo, affetto da un’irresponsabilità elettorale degna solo di Berlusconi, Tremonti e Bossi messi assieme, si era rifiutato di prendere alcun provvedimento serio durante l’ultimo anno) l’economia spagnola non sta particolarmente peggio della nostra, anzi soffre di una recessione dell’attività economica minore di quella italiana.

Stabilito che i tagli veri, non solo quelli “prospettici”, sono possibili, occupiamoci del primo, quello sugli interessi. Nel 2010, quando lo spread non era ancora cresciuto, l’Italia spendeva (a seconda delle classificazioni) circa il 5,0-5,5% del proprio PIL d’interessi sul debito pubblico. Poiché vi sono ottime ragioni per aspettarsi uno spread di almeno 200-300 punti medi nel prossimo futuro (sto facendo l’ottimista) la nostra spesa per interessi raggiungerà il 7% del PIL, ben che vada. Di gran lunga i peggiori in Europa. Per ridurla anche solo di un punto percentuale occorre ridurre lo stock del debito di circa il 20% del PIL e per fare questo vi è una ed una sola soluzione: vendere le proprietà non necessarie alla produzione di servizi pubblici ma utili solo ad aumentare il potere dei politici ed i redditi dei burocrati dello stato. Ossia: Enel, Eni, Finmeccanica, Poste Italiane, Cassa DDPP, Trenitalia, Rai… Sino alle centinaia di municipalizzate che pagano stipendi milionari a pensionati della politica. Più, se non bastasse, patrimonio immobiliare pubblico sino a raggiungere la cifra desiderata, pari ad almeno 300-350 miliardi di euro. Da destinare a riduzione diretta dello stock di debito. Folle? Forse, ma l’alternativa è peggio. Pensateci, ci si sente la settimana prossima. 

 

Comments

Michele Boldrin's picture
Inviato da: Michele Boldrin
5 April 2012 - 05:59

@ Marco Giovanniello: capisco. Anche Andrea Moro, di nFA, ha avuto la stessa reazione. Cerchero' di spiegarmi nel prossimo articolo. Se fatta propriamente (stile USA, per capirsi) e' MOLTO meno costosa, corruttrice e monopolizzante del sistema attuale.

@ Angelo: attendo fiducioso il risultati del lavoro di Giarda. Vedremo cosa taglia, a cominciare dagli stipendi dell'alta burocrazia statale, regionale, provinciale e comunale. E se suggerisce di vendere, per dire, Finmeccanica.

@ Luca Buracchi: secondo Eurostat gli interessi sul debito ammontavano al 4,5% del PIL nel 2010. I numeri che girano per il 2011 sono di circa 95-98 miliardi che, su un PIL nominale di meno di 1600 darebbe circa il 6%. Se lei va qui http://www.istat.it/it/archivio/58423 e si guarda le serie storiche, vedra' che nel 2011 viaggiamo tra il 5,4% del IV trimestre ed il 4,8% complessivo, in rapporto al PIL. Ossia la forbice che ho dato io. I tassi della BCE non rimarranno all'1% per sempre e lo spread e' tornato sopra 300 in un baleno. Raccomando di controllare la contabilita' nazionale prima di salire in cattedra invitando gli altri a farlo.

lola's picture
Inviato da: lola
4 April 2012 - 23:34

sovranità monetaria sarebbe l'unica strada, informatevi.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
4 April 2012 - 23:21

Concordo pienamente con le critiche espresse dal Prof. Boldrin nel suo editoriale.

Peraltro sono anni che in Italia opinionisti ed economisti hanno espresso dalle colonne dei giornali critiche fondate ed intelligenti alle politiche praticate dai governi di volta in volta in carica e formulato proposte alternative volte a riformare in profondità il tessuto socio-economico del paese.

I governi che si sono susseguiti hanno ignorato sistematicamente tali critiche e proposte, poiché queste, espressione dell'interesse generale, non sono state promosse né sostenute da alcuna forza politica o sociale organizzata (non da Confindustria, non dai sindacati, non dai partiti di destra né da quelli di sinistra) in grado di esercitare pressione rilevante su tali governi. Il governo Monti - secondo me - non fa eccezione a questo schema.

Penso che l'Italia non cambierà sino a quando non si creerà un movimento di opinione ampio abbastanza da promuovere posizioni di buon senso e di coraggio, quali quella espressa dal Prof. Boldrin.

QUALCUNO HA IDEE SU COME RAGGIUNGERE TALE OBIETTIVO? Si potrebbe cominciare a parlare anche di questo?

Grazie.

leonerosso's picture
Inviato da: leonerosso
4 April 2012 - 19:06

Carissimi vi risulta che nel paese dove tutto è privato l'economia vada a gonfie vele?Se negli Stati Uniti dove questo sistema è nato le cose vanno male e stanno in piedi solo perchè non gli chiedono i soldi indietro i paesi possessori di tutto il loro debito,non vi viene in mente che forse questo è un sistema di merda?

uqbal's picture
Inviato da: uqbal
4 April 2012 - 18:02

Tutto sta a capire quanto dolore dobbiamo provare prima di volerci decidere ad agire (e poi sarà da vedere come agiremo).

Per l'intanto noto che gli Italiani, la mattina protestano contro i politici magna magna, il pomeriggio si sdegnano all'idea che ai politici vengano sottratte le aziende pubbliche da cui magnano (il privato! vade retro!). Se la prendono con gli speculatori internazionali, e poi patriotticamente, e con tanto di lettere sui giornali, vanno ad acquistare debito italiano quando lo spread è al massimo. Vogliono prezzi più bassi per beni e servizi, ma se gli si tocca la bottega...

E.Combattente's picture
Inviato da: E.Combattente
4 April 2012 - 16:59

perché è privato? seper me potete pubblicarlo.

E.Combattente's picture
Inviato da: E.Combattente
4 April 2012 - 16:44

Giusto! Il taglio della spesa pubblica è direttamente collegato alla spesa senza freni iniziata negli anni ottanta che ha alimentato la corruzione e l'inefficienza della pubblica amministrazione: ma stare attento a non confondere l'effetto con la causa. La spesa riguardava tutto, in parte riguarda anche la spesa privata, ed essa era condizione del benessere diffuso nel mondo avanzato, in Italia non solo per ragioni elettorali vivevamo al di sopra delle nostre possibilità. Questo apparì in modo evidente solo negli anni ottanta, quando fenomeni di crisi economica tornarono, e poi si è aggravato negli anni successivi. La causa erano che nelle materie prime di cui mutavano lo scambio ineguale all'origine per la rapina che facevano le potenze occidentali dei paesi arretrati con l'effetto che i costi mantenevano bassa la produzione di merci per le materie prime. Questo è maggiormente evidente con la globlizzazione in cui sul mercato mondiale si sono presentate nuove potenze economiche la cui popolazione faceva la fame, Cina , India , Brasile,il sud est asiatico ecc potenze che concorrono con il mondo già avanzato nella produttività e nel costo del lavoro ma anche nell'acquisto del petrolio e nelle altre materie prime offrendo condizioni di favore ai paesi che possiedono queste risorse. L'espansione della società dei consumi a chi prima viveva con una manciata di riso ci sottrae a noi parte del nostro benessere. Una volta si risolveva con la guerra. La globalizzazione garantisce la pace, fortunatamente!. Una emigrazione biblica dall'Africa ancora arretrata investe l'Europa! che non si può affrontare con i mezzi del massacro razzista! a noi italiani competere con la nostra cultura produrre beni nuovi con una tecnologia avanzata che incrementa fortemente la produttività del lavoro condizione prima del benessere, della pace e della libertà delle persone.

ROSA's picture
Inviato da: ROSA
4 April 2012 - 16:03

CERTO MONTI STA CERCANDO DI RIEMPIRE UNO SCOLAPASTE D'ACQUA NN HA CAPITO CHE DEVE PRIMA TAPPARE I BUCHI

stupor mundi's picture
Inviato da: stupor mundi
4 April 2012 - 14:55

continuare a BUTTARE SOLDI NELLA BOCCA VORACE...NN SERVE A NIENTE...se nn a nutrire sprechi e privilegi.
una pressione fiscale IMPOSSIBILE...in una fase recessiva...con la riduzione della BASE IMPONIBILE vuol dire..UCCIDERE IL MERCATO.
senza un minimo di equita' fiscale...
senza un minimo di tagli ai parassiti di stato (la cosa buffa e' che quelli che prendono TANTO dallo stato...attraversi privilegi e altre vie...MENO RENDONO!!!)
SENZA UNA POLITICA SOCIALE E DI SVILUPPO...
STIAMO AFFONDANDO...
per il momento paghiamo solo gli interessi dei loro errori....
loro...banche...loro politici...loro amministratori...loro imprenditori...scappati altrove per sfruttare la manodopera a poco prezzo...
la colpa e' del popolo.
scegliamo una tassa e decidiamo di nn pagarla...se tutti facessimo la stessa cosa...cosa succederebbe????
continuano a buttare risorse nel MOLOCH IMPRODUTTIVO!!!
VERGOGNA...nn servono professori azzimmati.

stupor mundi's picture
Inviato da: stupor mundi
4 April 2012 - 14:55

continuare a BUTTARE SOLDI NELLA BOCCA VORACE...NN SERVE A NIENTE...se nn a nutrire sprechi e privilegi.
una pressione fiscale IMPOSSIBILE...in una fase recessiva...con la riduzione della BASE IMPONIBILE vuol dire..UCCIDERE IL MERCATO.
senza un minimo di equita' fiscale...
senza un minimo di tagli ai parassiti di stato (la cosa buffa e' che quelli che prendono TANTO dallo stato...attraversi privilegi e altre vie...MENO RENDONO!!!)
SENZA UNA POLITICA SOCIALE E DI SVILUPPO...
STIAMO AFFONDANDO...
per il momento paghiamo solo gli interessi dei loro errori....
loro...banche...loro politici...loro amministratori...loro imprenditori...scappati altrove per sfruttare la manodopera a poco prezzo...
la colpa e' del popolo.
scegliamo una tassa e decidiamo di nn pagarla...se tutti facessimo la stessa cosa...cosa succederebbe????
continuano a buttare risorse nel MOLOCH IMPRODUTTIVO!!!
VERGOGNA...nn servono professori azzimmati.

AlexRedHeat's picture
Inviato da: AlexRedHeat
4 April 2012 - 14:16

NEOLIBERISTI VERGOGNATEVI!!! Avete affossato tutta l' eurozona con i vostri "consigli"!!!!
Anche un bambino di 10 capirebbe che la riduzione della spesa pubblica aumenta il costo e riduce la qualità (cosi come è successo con le autostrade!!!) che va tutta sulle spalle della classe media che ormai non ha più reddito a sufficienza per sostenere i consumi!!!
La SOVRANITA' MONETARIA è il vero problema, ditelo!!!!

otto morselli's picture
Inviato da: otto morselli
4 April 2012 - 13:49

ottimo prof.
coinciso e lapidario come sempre...purtroppo...
una domanda: ma chi potrà intraprendere il percorso che ha descritto se neppure un tecnico riesce a farlo? ( non penso che monti sia così rinco da non sapere queste cose)
Non di certo un politico italiano, dato che nessuno taglia il ramo su cui è seduto.
E allora chi?
(ps. personalmente spero in uno spread a 600bp così fà correre un po quei babbei che ci governano; lo so magra consolazione, ma tantè...)

lb's picture
Inviato da: lb
4 April 2012 - 13:47

per tagliare la spesa metti al primo posto la vendita del patrimonio pubblico? che c'entra?
autostrade e telecom non hanno insegnato niente? e lo scandalo degli appartamenti del comune di roma? solo un sempliciotto puo' proporre la vendita del patrimonio pubblico, in italia, come una soluzione.

repo's picture
Inviato da: repo
4 April 2012 - 13:47

Sicuramente un governo di tecnici, a fronte di una politica da parecchi anni inconcludente, ci voleva e, probabilmente ci vorrà. Bisogna però che questi tecnici capiscano, o meglio, riescano a far capire ai politici di professione, che i principali nodi da sciogliere sono il ridimensionamento del debito pubblico e il drastico ridimensionamento dei costi del "pubblico"; le altre manovre e iniziative sin qui fatte sono servite a reperire risorse pronte a tacitazione dei così detti mercati, e prolungare oltre la presa di decisioni pregnanti, quelle sopra dette, ci fa ritornare pericolosamente vicino al "baratro".
Dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico non indispensabile al funzionamento dello Stato; dismissione delle partecipazioni non strategiche;
uscita dalla pletora di municipalizzate, create a fini politici, e costose per il cittadino;
abolizione delle provincie (non si possono licenziare gli occupati in tali organizzazioni ma si possono trasferire ad altri organismi istituzionali, i comuni, per migliorare il servizio pubblico, con contestuale blocco del turn over);
drastico ridimensionamento del rimborso elettorale;
introduzione, veloce, dei così detti "costi standard" validi per tutto il territorio nazionale;
cancellazione delle provincie e regioni a statuto speciale (sono ancora di attualità?).

Più si riesce ad abbassare il monte debito pubblico maggiori sono le risorse a disposizione per la crescita e per il rilancio di investimenti produttivi.

vincenzo's picture
Inviato da: vincenzo
4 April 2012 - 12:42

Ciò che segue è opinione personale liberamente espressa secondo quanto sancito dall'articolo 21 della Cistituzione Italiana.
Da semplice cittadino continuo a non capire alcune cose che semplifico qui di seguito:
Perchè nessuno dice che l'euro è un crimine per come è stato ideato e attuato?
Quale possibilità ha uno stato che non può disporre di moneta propria, ma DEVE farsela PRESTARE CON GLI INTERESSI dalla BCE che E' UNA BANCA DI PRIVATI?
Che TITOLO HANNO dei PRIVATI a INDEBITARE UNO STATO (CIOE' NOI CITTADINI)?
Se l'Italia STAMPASSE la PROPRIA MONETA che debito avremmo noi cittadini? NESSUNO! Lo STATO SPENDENDO PER PRIMO DISTRIBUIREBBE RICCHEZZA AI CITTADINI e l'INFLAZIONE è una GRANDE BALLA, perchè prima che si verifichi, lo stato dovrebbe stampare molti più soldi di quello che possiede! (e l'Italia è molto ricca proprio di beni mobili e immobili e architettonici e archeologici e turisticui e artistici e demaniali e riserve aurifere ecc.), PERCHE' SVENDERE I GIOIELLI DI FAMIGLIA? PERCHE' E' L'OBBIETTIVO DI MONTI! A lui degli italiani non frega un'accidente!, ci sta massacrando per rimpinguare le banche!
Spero che VENGA ACCUSATO DI CRIMINI CONTRO L'UMANITA'.
Infine faccio il conto della massaia:
Se questo sistema fosse stato corretto e mi riferisco alle favolette della globalizzazione, della moneta unica EURO, dopo più di dieci anni dovremmo passarcela tutti meglio, invece CHI STA MEGLIO? SOLO GLI STRARICCHI CHE GUARDACASO NON SI SONO TOLTI NEANCHE MEZZA VIRGOLA, e TUTTO IL RESTO DELLA POPOLAZIONE SIAMO STATI BUTTATI NEL TRITACARNE!
Forse sarebbe opportuno che il sig. Monti persona mooolto intelligente, seguito dal suo staff di cosiddetti "tecnici" se ne andasse via con le sue gambe prima che qualche movimento civile di cittadini decida di prenderlo gentilmente di peso e metterlo alla porta!
Cittadino italiano
Vincenzo Criscione

Marino's picture
Inviato da: Marino
4 April 2012 - 15:55

Se l'Italia STAMPASSE la PROPRIA MONETA che debito avremmo noi cittadini? NESSUNO! Lo STATO SPENDENDO PER PRIMO DISTRIBUIREBBE RICCHEZZA AI CITTADINI e l'INFLAZIONE è una GRANDE BALLA
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e poi ci aiuterebbero Babbo Natale, la fatina dei denti e la Befana. Hai presente l'inflazione di Weimar? e con la nostra propria moneta (magari stampata a casa propria, basta mettere in rete un modello di documento :-) e darsi da fare col la stampante laser) cosa ci compriamo all'estero? chi ci vende il petrolio ecc. ecc.

Luca Buracchi's picture
Inviato da: Luca Buracchi
4 April 2012 - 12:15

Il tasso medio di collocamento dei Titoli di Stato italiani nel 2011 è stato del 3,61%. Tuttora l'Italia colloca Titoli di Stato a tassi più bassi della media dell'ultimo decennio. Questo perché i tassi medi sui BOT annuali erano intorno al 3% nella media storica di Eurolandia.
Insegnerà pure in un'università statunitense, ma Boldrin dovrebbe studiare di più.
Saprebbe che è vero che ci sono spread rilevanti sui tassi germanici, ma questo perché sono quelli germanici crollati rispetto alle medie storiche (e sono tassi reali sottozero, essendo pesantemente sotto l'inflazione).
L'attuale costo di finanziamento del debito pubblico italiano è significativamente al di sotto di quanto siamo stati abituati nel primo decennio di Eurolandia, come evidenzia via via Maria Cannata, la responsabile dei collocamenti dei Titoli di Stato italiani e come ha evidenziato anche il Presidente della Bundesbank.

Giacomo's picture
Inviato da: Giacomo
4 April 2012 - 11:41

Assolutamente d'accordo con il Prof. Boldrin.Si faccia subito e bene perche' se continuiamo cosi' il destino dell'italia e' scritto.
P.S. Diavolo,ma dobbiamo dirlo noi cittadini quello che c'e' da fare????!!!

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
4 April 2012 - 11:29

e' sempre la solita storia: inizialmente promettono mari e *monti* e poi.... ;-)

Merlo Indiano's picture
Inviato da: Merlo Indiano
4 April 2012 - 11:12

Qualche ingenuo ci è cascato. Ridurre la spesa pubblica, ovvero il numero di Impiegati dello Stato, delle sedie, delle cariche, degli assessori ed assessorati, degli "Enti inutili", non è possibile, costituirebbe un problema di PACE SOCIALE,.
Come possiamo far fare ai "parassiti", quelli che negli uffici pubblici ti fanno fare code interminabili per loro inefficienza ed incapacità?
Applicare l'articolo 18 anche al pubblico impiego? Mera-Chimera.
Bella la lettera di Celli, al figlio, su Libero di oggi.
Purtroppo io non posso più andarmene per l'età. spero che i miei nipoti lo facciano. Non abbandoneranno l'Italia.ci torneranno per spendere i soldi guadagnati in un paese che funziona, in vacanze.
Così è e così sarà.

Angelo's picture
Inviato da: Angelo
4 April 2012 - 11:05

Apprezzo sempre le analisi di Boldrin, lo stimo molto. Però, per quanto riguarda chi commenta, il governo sta già provvedendo ad un'analisi dei possibili tagli alla spesa. Il Ministro Giarda, un po' nell'ombra, sta facendo questo lavoro e credo vedremo risultati per fine Aprile (almeno di programmazione dei tagli). Il problema è ancora la politica signori, tagli anche se giusti e di cose in eccedenza fanno abbassare il consenso della gente a chi li fa. Piccolo esempio: dismissione filiali in eccesso di enti pubblici ---> licenziamento dipendenti.

mario mario's picture
Inviato da: mario mario
4 April 2012 - 11:04

Serve politica proporzionale cioè serve ad esempio introdurre una quota di stipendio dei dipendenti pubblici dipendente in proporzione percentuale dalle entrate fiscali sostenibili.
La quota percentuale deve essere pesantissima per politici e dirigenti della PA, se non ci sono entrate fiscali il loro stipendio va decurtato automaticamente seguendo una proporzione immediata.
Serve introdurre un rapporto proporzionale tra l'emolumento per i servizi offerti e un indice numerico di gradimento degli stessi da parte dei cittadini: se i cittadini non sono soddisfatti del servizio bisogna tagliare in proporzione lo stipendio dei fornitori.
Serve introdurre politica proporzionale in Università, ovvero stipendi proporzionali al numero di pubblicazioni, ad indici di gradimento degli studenti per la didattica, stipendi proporzionali ad indici che misurino il gradimento internazionale di una ricerca. Sempre in Università bisogna stanare il fancazzismo dei tecnici e degli addetti passivi ai lavori che hanno si stipendi fissi, ma spesso ritardano il lavoro di ricerca e anche per le stesse imprese di pulizia ci vuole un indice di gradimento perchè nella scuola ci sono tante persone e non sono professori, che prendono stipendi senza fare niente o nascondendosi.
Ci vuole proporzionalità tra numero di dipendenti e dimensioni di una regione, la Sicilia non può continuare ad avere 27000 dipendenti pubblici contro i 3000 della Lombardia, c'è una sproporzione assurda.
Proporzionalità per lo stipendio degli assessori che non possono più prescindere dall'essere delle personalità locali, ovvero un assessore alla cultura non può non aver mai scritto un articolo su di un giornale di rilievo, un libro, non essere un professore universitario, e un assessore ai lavori pubblici non può non essere un architetto o ingegnere che ha già nel suo curriculum dei lavori importanti senza collusioni con la mafia, ndrangheta, camorra, sacra corona unita..
Proporzione tra lo stipendio e il valore di quello che fa il dipendente pubblico e della sua storia.

doctorwho's picture
Inviato da: doctorwho
4 April 2012 - 11:02

Capisco che l'impostazione di questo giornale sia ti stampo liberista, però vorrei sapere a chi (s)vendiamo il patrimonio dello stato? Alle banche private, quelle stesse banche che hanno contribuito alle bolle speculative che ci hanno portato a questo punto, le banche che aiuti di stato sarebbero in gran parte fallite?
E privatizziamo gli impieghi pubblici, ma lo scopo del governo Monti non era aumentare i posti di lavoro? Oppure si vuole togliere diritti ai lavoratori per sostituire l'occupazione fissa con l'occupazione media, cioè si lavora tutti a turno un pò poi si viene licenziati poi si viene riassunti e via dicendo, all'americana più che alla tedesca. Solo che in america la ripresa non sta dando grandi benefici ai lavoratori nonostante la flessibilità estrema.

Tagliamo la spesa pubblica, sono d'accordo, ma tagliamo anche le tasse non posso pagare di più e avere ancora meno servizi di quelli già scarsi e scadenti che ci sono oggi, altrimenti io cittadino comune avvertirò il pagamento delle tasse come una "rapina" legalizzata e protetta dallo stato.

Privatizziamo l'impiego pubblico? Ok, prima però via i privilegi delle corporazioni private, quelle corporazioni che non appena vengono solo sfiorate minacciano di far cadere il governo. Se togliamo via quei privilegi che immobilizzano l'economia e creano dinastie famigliari allora possiamo privatizzare anche l'impiego.

E' ora di finirla di tirare fuori ricette economiche che colpiscono solo il ceto medio basso. Non sono i dipendenti pubblici nè gli operai nè i pensionati nè i precari ad aver creato la crisi, perchè devono essere loro a pagarla?

Marco  Giovanniello's picture
Inviato da: Marco Giovanniello
4 April 2012 - 10:53

Condivido il resto dell' articolo, ma sono agghiacciato dalla proposta di "adozione generalizzata dello spoil system". Spoil inteso come bottino, mi pare che i politici ladri non abbiano certo atteso il suo consiglio.

Non riesco ad immaginare come si possa ridurre la spesa aumentando il bottino su cui la politica, che ladra è e ladra resterà, essendo gli eletti e gli elettori nostri concittadini, può mettere le mani.

guerrierodipace's picture
Inviato da: guerrierodipace
4 April 2012 - 10:49

ma come fate a pubblicare certi articoli?

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
4 April 2012 - 10:03

Allora chiedete all'agenzia del demanio (citofono Scalera) perché ipotizza 100m di dismissioni annue

Andrea86's picture
Inviato da: Andrea86
4 April 2012 - 10:02

La prego, sig. Boldrin, spedisca questi e altri suggerimenti al nostro Governo Monti, butti giù delle linee programmatiche, magari insieme ad altri studiosi della sua caratura e fama (penso a Brusco, Giannino, altri di Nfa) e le porga all'attenzione di Monti: una parte del paese, sicuramente, le sarà grato.
Da un innocente vittima del declino socio-economico.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
4 April 2012 - 09:52

Caro Michele, odio farmi auto-promozione, ma secondo me i tagli alla spesa non arriveranno mai. Non da questo governo quantomeno. E qui cerco di spiegare perché. Ormai da tempo.

http://saronnorockandroll.org/blog/?p=922

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