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“Ecco le foto del mio aborto”: quando un atto privatissimo diventa propaganda

Blog post del 11/07/2012
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La storia gira da qualche giorno. Una donna, in Inghilterra, ha pubblicato le foto (che non pubblicherò qui) del suo aborto, fotografato di nascosto nella sala in cui era avvenuto. Le foto mostrano un liquido in alcuni alambicchi, all'interno dei quali un corpo più solido è - si intuisce - il feto abortito. Lo ha fatto - spiega - perchè la propaganda pro-life, quella degli anti-abortisti, mostra sempre (mentendo) dei corpicini grandi e già formati, dei “mini-bambini” e lei - avendo abortito - può finalmente dire che non è così.

Non entro naturalmente nel merito della scelta abortista della donna, e da sempre sono convinto che una legge come la 194 sia una buona legge di compromesso tra le varie esigenze che una società laica deve contemperare. Penso che in molte parti (quelle preventive del fenomeno abortivo) non sia applicata, e penso che in società normali e mature di questi temi si possa parlare serenamente, perfino pensando che una legge migliore della 194 può esistere, senza che ogni volta le opposte propagande accusassero di omicidio o di tortura morale la parte avversa. 

Però, non riesco a non pensare con sofferenza all’idea di una donna che, mentre compie un atto privatissimo e - sempre si dice - doloroso, è tutta intenta ad armeggiare col suo iphone per prendere le foto del feto che aveva generato, non da sola, e di cui si è liberata. Non credo che sia libertà legittimamente usata, quella di fotografare una vita (non ancora autonoma) destinata ad essere umana nel corso naturale delle cose, e invece interrotta prima per (legittima) volontà della madre. Non mi sembra che sia così che i dibattiti diventano più maturi, nè che le propagande dei “pro-life” accettano un confronto vero su un fenomeno che è sociale, e non teologico, quale l’aborto. 

Insomma, direte, te ne lavi le mani e dici: nè con gli anti-abortisti nè con chi fotografa il feto appena abortito? Sì, esatto, proprio così. Nè di qua nè di là: con la vita non si scherza, e la faciloneria che sbatte il feto in prima pagina mi urta sempre. Sia che brandisca cartelli che accusano di omicidio le donne che abortiscano, sia che mostri la vita che si portava in grembo, e che non diventerà mai persona, per dimostrare che - in fondo - non è niente di drammatico o tremendo. 

Perchè anche noi siamo stati feti di sei settimane, e se legittimamente le nostre madri avessero deciso così, non saremmo qui a parlarne. E anche di questo, anche se è assai fastidioso, è bene ricordarsi, sia da cittadini che da operatori dell’informazione. 

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Qui trovate l’articolo del Guardian, e qui il blog This is my abortion: prima di cliccare, pensateci bene. La visione può turbare. 

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COMMENTI /

Ritratto di C.A.
Mer, 11/07/2012 - 20:47
C.A.
Grazie. Trovo sia uno dei commenti più intelligenti sul tema che leggo da molto tempo a questa parte.
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Ritratto di Cedro Glassato
Mer, 11/07/2012 - 20:48
Cedro Glassato
Ma se io considero un embrione di sei settimane alla stregua di quel che mi rimane nel fazzoletto dopo aver visto l'ultimo film di Sara Tommasi, sarò ben libero di fotografarlo e sbattere la verità in faccia a chi mi accusa di omicidio? Oppure devo andare a piangere sui tampax usati della mia ragazza?
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Ritratto di nanna
Mer, 11/07/2012 - 21:02
nanna
Assolutamente d'accordo. Mi pare peggio partecipare al grande fratello che pubblicare delle foto VERE.
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Ritratto di Cristina
Gio, 12/07/2012 - 00:33
Cristina
Non ho visto il filmato, né ci tengo ad evocare pensieri tristi. Ho però letto l'articolo della madre mancata, e ho solo un'osservazione da fare: nessuna donna, mai, abortisce con leggerezza. Se l'autrice del filmato si aggrappa al lato positivista, scientifico, razionale dell'operazione, lo fa anche perché è stata attaccata (innanzi tutto da se stessa, probabilmente), perché la sua amica ha pianto, perché sua madre ha rischiato di morirne e lei cerca, con i mezzi che ha a disposizione, di fare propria la dignità che le è stata offerta in una struttura moderna e comprensiva. Come dicevo non ho cuore di vedere il filmato e non so quindi se ci sia esibizionismo. Spero di no, ma anche se ci fosse mi verrebbe da essere indulgente. E' una fotografa, fa quello che sa fare, cerca un appiglio nelle immagini, nella speranza che possano offrire una controverità rispetto a quello che i pro-life le hanno sbattuto in faccia. Se funzioni o no non lo so, e ho i tuoi stessi dubbi sull'opportunità di mettersi a girare filmini, ma negli anni ho visto che nessuna esce indenne dall'aver 'spezzato il potenziale'. Stai sicuro, caro Jacopo, che le prime antiabortiste convinte sono le donne, tutte. Se si arriva a quella decisione, le ragioni ci sono sempre e meritano rispetto e comprensione.
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Ritratto di Cri
Gio, 12/07/2012 - 00:37
Cri
Non ho visto il filmato, né ci tengo ad evocare pensieri tristi. Ho però letto l'articolo della madre mancata, e ho solo un'osservazione da fare: nessuna donna, mai, abortisce con leggerezza. Se l'autrice del filmato si aggrappa al lato positivista, scientifico, razionale dell'operazione, lo fa anche perché è stata attaccata (innanzi tutto da se stessa, probabilmente), perché la sua amica ha pianto, perché sua madre ha rischiato di morirne e lei cerca, con i mezzi che ha a disposizione, di fare propria la dignità che le è stata offerta in una struttura moderna e comprensiva. Come dicevo non ho cuore di vedere il filmato e non so quindi se ci sia esibizionismo. Spero di no, ma anche se ci fosse mi verrebbe da essere indulgente. E' una fotografa, fa quello che sa fare, cerca un appiglio nelle immagini, nella speranza che possano offrire una controverità rispetto a quello che i pro-life le hanno sbattuto in faccia. Se funzioni o no non lo so, e ho i tuoi stessi dubbi sull'opportunità di mettersi a girare filmini, ma negli anni ho visto che nessuna esce indenne dall'aver 'spezzato il potenziale'. Stai sicuro, caro Jacopo, che le prime antiabortiste convinte sono le donne, tutte. Se si arriva a quella decisione, le ragioni ci sono sempre e meritano rispetto e comprensione.
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Ritratto di Anonimo
Gio, 12/07/2012 - 10:49
aborto è omicidio ingiustificato.
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Ritratto di Walter
Gio, 12/07/2012 - 10:56
Walter
Mah, al di la dell'essere pro o contro l'aborto saranno affaracci della donna in questione se vuole considerare questo atto "privatissimo" o meno. Il feto non è "destinato" a diventare un uomo, quello è solo un probabile sviluppo degli eventi. Ci sono anche tante cause di aborto naturale, e in ogni caso considerare ciò che si è "destinati" a diventare non può e non deve influenzare la considerazione di ciò che si è (altrimenti si potrebbe dire che ogni persona è "destinata" a morire quindi l'omicidio non è sbagliato). Anche lo sperma (e in particolare uno dei milioni di spermatozoi in esso contenuti) è "destinato" a diventare uomo, se finisce nel posto giusto e non in un fazzoletto, ma nessuno (a parte un manipolo di bigotti della peggior specie) si scandalizza per questo. Il feto è poco più di questo, e molto molto meno di un uomo: non facciamo i moralisti su una scelta legittima di una donna (e mi riferisco a quella di rendere pubblico il suo aborto... l'abortire in sé non mi pare neanche il caso -come è stato fatto nell'articolo- di specificare che è legittimo).
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Ritratto di flaviett
Gio, 12/07/2012 - 11:20
flaviett
mi chiedo come potesse una donna così insensibile diventare madre!!!!!
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Ritratto di Fritz!
Gio, 12/07/2012 - 12:12
Fritz!
Scusate , ma io provo sempre un'idiosincrasia di fronte a chi accusa gli altri di essere faziosi e pretende di essere (magari lui solo) portatore di oggettività e buon senso. Mi sembra quello che fa l'autore. Peccato, perchè in altri interventi ho apprezzato la sua scrittura, ma questo post mi fa proprio cadere le braccia. E non tanto per la questione aborto. Ma proprio per l'approcio stucchevole, del "gli altri sono faziosi" io no. Ma affermazioni come"con la vita non si scherza" sono slogan, superficiali e faziosi.
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Ritratto di laurap
Gio, 12/07/2012 - 16:04
laurap
totalmente d'accordo sul fatto che sono affaracci di questa donna, se decide di pubblicare le foto del suo feto abortito e nessuno la può giudicare per questo, nessuno dovrebbe permettersi di farlo e stupisce l'atteggiamento moralista del giornalista
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Ritratto di L'Avitola!
Ven, 13/07/2012 - 00:25
L'Avitola!
Sì ma se uno fosse per la liberalizzazione delle droghe pesanti, per l'eutanasia, per il cannibalismo consensuale o per i capezzoli della Camusso, magari non è il caso che metta i video in rete. Diventerebbe tutto una sorta di Pubblicità Progresso al contrario: " Dai, smettila di partorire. Abortisci anche tu e versa tuo figlio in un bicchiere ! E' facile se sai come fare ! ". Oppure : " Basta provare, bucarsi è facile e fa bene al corpo e alla mente. Ti vaccio vedere come ". O anche: " Non tentare a vuoto, ora puoi. Ecco i video di 100 persone che si tolgono la vita. Basta provarci, fallo! ". ..e buona visione a tutti !
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