Editoriale

Il Tremonti di lotta contro il Tremonti di governo

J.T.

Giulio Tremonti lamenta l’eccessiva oppressione fiscale sulle imprese.  Solo che al governo, ormai da più di due anni, c’è chi di altre promesse, di diversi programmi e - perfino - di un’altra antropologia ha fatto la sua bandiera e il suo marchio di fabbrica. Al ministero dell’Economia c’è infatti proprio lui Giulio Tremonti, da cui dipendono, ovviamente, anche le politiche dell’Agenzia dell'Entrate. Insomma, all'inizio della campagna elettorale ha parlato un Tremonti di lotta. Cui non piace del tutto, a quanto pare, quel che fa il Tremonti di governo.

Giulio, l’oracolo del giorno dopo 

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Il Tremonti di governo (Afp)

Il ministro Tremonti dice cose giuste, e le condividiamo in gran parte. I controlli fiscali si sono fatti molto pressanti, negli ultimi anni. L'Agenzia delle Entrate rivendica a ogni occasioni risultati eccellenti, accertamenti di evasioni da capogiro, recuperi di gettito importanti.

Nel frattempo, come ovvio, raccogliamo spesso storie di imprenditori che raccontano un clima da polizia fiscale sempre più asfissiante. Accertamenti a tappeto anche sugli acquisti della cancelleria e sui buoni benzina. Come se al governo ci fossero ancora Prodi, il “vampiro” Visco, e il compianto Padoa Schioppa che delle tasse parlò come di una cosa «bellissima».

Già, solo che al governo, ormai da più di due anni, c'è chi di altre promesse, di diversi programmi e - perfino - di un'altra antropologia ha fatto la sua bandiera e il suo marchio di fabbrica. Al governo, ovviamente, c'è Giulio Tremonti, da cui dipendono, ovviamente, anche le politiche dell'Agenzia dell'Entrate. Avevamo capito fosse lui il garante dei conti pubblici in ordine. Avevamo sentito dire che fosse lui, più di tutti, a volere un nuovo rigore e la mano dura nei confronti dell'evasione, tanto da spendere parole lusinghiere - in privato, naturalmente - per le politiche di rigore di Prodi.

Oggi per un attimo c'è venuto il dubbio di aver capito male. Poi ci siamo ricordati che, in effetti, il malcontento serpeggia e giganteggia nel cuore del nord produttivo, in quella "pancia del paese" che manda avanti la baracca e vota Lega e Pdl. E abbiamo fatto caso al fatto che si avvicina a grandi passi un appuntamento elettorale che ha molto da dire sul futuro della centrodestra e -perché no - di Tremonti nell'epoca del dopo-Berlusconi che prima o poi comincerà.

Insomma, all'inizio della campagna elettorale ha parlato un Tremonti di lotta. Cui non piace del tutto, a quanto pare, quel che fa il Tremonti di governo.
 

Comments

xp's picture
Inviato da: xp
21 April 2011 - 13:51

Ad onore del vero il Giornale (oggi) ha cambiato il tiolo che prima avevo riportato (ma quello era l'originale presente ieri). Adesso mi sembra un po' piu' adeguato:
Tremonti si pente: "Fisco meno oppressivo"
Giusto per puntualizzare

steve's picture
Inviato da: steve
20 April 2011 - 19:44

Il ministro Tremonti ha affermato che “deve esistere il diritto a dire: “Non ci rompete più di tanto”". Come dargli torto? Anzi, è un po’ di tempo che lo pensano in tanti, che sia arrivato il momento di esercitare questo diritto: naturalmente, nei confronti del ministro Tremonti in particolare, e del suo governo in generale.

Come si può immaginare, però, il ministro la intendeva in tutt’altro modo. Cioè, come un diritto dei lavoratori autonomi e degli imprenditori di essere “lasciati in pace” dal fisco e dai suoi controlli. Siamo alle solite: coloro che pagano le tasse devono ricevere il danno e le beffe da parte di coloro che non solo non le pagano, ma vorrebbero pure non essere molestati dal fisco per quello che considerano un loro diritto.

E’ infatti solo di un mese fa l’annuncio dei risultati delle elaborazioni effettuate per Manageritalia e Confedir-Mit da Nicola Quirino, docente di Finanza pubblica all’Accademia della Guardia di Finanza e alla Luiss Guido Carli. Da questi risultati si evince che, per quanto riguarda i redditi dichiarati dalle persone fisiche nel 1993, i dipendenti pesavano il 56,2 per cento, i pensionati il 19,7, gli imprenditori il 13,2 e i professionisti il 7,6. Quindici anni dopo, nel 2007, il peso complessivo delle prime due categorie è ulteriormente aumentato: i dipendenti pesano il 51,8 per cento, i pensionati il 26,8, mentre gli imprenditori sono scesi al 5 per cento e i professionisti al 4,2.

Per quanto riguarda i redditi lordi medi, i lavoratori autonomi dichiarano 37.124 euro, e le altre tre categorie redditi medi praticamente uguali fra loro: i dipendenti 19.335 euro, gli imprenditori 18.968 e i pensionati 13.448. Che pena ci fanno questi imprenditori, praticamente ridotti al reddito di un insegnante di scuola! Non sarà che il diritto a non essere rotti più di tanto è già stato loro accordato oltre misura, e che sia invece ora di correre ai ripari?

Addirittura, si scopre che anche tra i contribuenti più ricchi, cioè quelli che dichiarano più di 100.000 euro lordi all’anno, sono sempre i lavoratori dipendenti e i pensionati a fare la parte del leone, più o meno nelle stesse percentuali già viste: circa il 72 per cento del totale. Del rimanente, il 20 per cento sono lavoratori autonomi, e solo l’8 per cento industriali.

Se poi si vanno a vedere i redditi medi dichiarati per categorie professionali autonome, si scopre che a fronte di una media nazionale di 18.900 euro, di nuovo pari al reddito di un insegnante di scuola, parrucchieri e barbieri dichiarano solo 10.400 euro, i tassisti 13.600, i meccanici 15.400, i gioiellieri e gli orologiai 15.800, i dentisti 45,100 e gli avvocati 49.100. Un minimo di decenza in più l’hanno i dirigenti privati e pubblici, che arrivano a 105.00 euro, i farmacisti che li sorpassano a 126.100 e i notai che salgono a 404.800.

Un ministro dell’Economia degno di questo nome scatenerebbe la Guardia di Finanza dietro a ogni singolo gioielliere, dentista e avvocato, e li metterebbe tutti agli arresti preventivi. Se poi, per qualche miracolo ancora più improbabile di quelli di Padre Pio, qualcuno risultasse aver fatto una dichiarazione veritiera, gli si dovrebbe comunque revocare la licenza per manifesta incapacità. Quanto ai notai, il ministro globetrotter non potrebbe informarsi, e scoprire che in molti paesi (a partire dagli Stati Uniti) neppure esistono, perchè il loro inutile e caro lavoro viene utilmente e gratuitamente svolto dai segretari comunali e da altre categorie pubbliche analoghe?

Fino a quando il ministro per l’Economia e il suo governo continueranno ad abusare della pazienza di coloro che le tasse non solo le pagano, ma devono pure veder assegnato a coloro che le evadono il diritto di dire: “Non ci rompete pi\`{u} di tanto”?

Luca's picture
Inviato da: Luca
20 April 2011 - 19:17

Dopo che lui stesso ci opprime con adempimenti pesantissimi e del tutto inutili da anni (si veda da ultimo il nuovo elenco clienti-fornitori o spesometro che dir si voglia - ah dimenticavo, lui che in campagna elettorale aveva proprio criticato l'inutilità di tali elenchi) è proprio curioso che venga fuori con simili discorsi.
La realtà è che anche lui come altri ministri dell'economia prima di lui, è semplicemente incapace!

xp's picture
Inviato da: xp
20 April 2011 - 18:45

Scusate ... poi mi taccio ... ma questo è veramente uno dei titoli piu' divertenti (se non ci fosse da piangere) della propaganda mai proposti in questi ultimi tempi ...
Il Giornale: Riforme: Tremonti smaschera la sinistra: "Ora basta opprimere le imprese con il fisco"
Ah ... mi pareva che nei sei anni in cui è stato ministro dell'economia fosse stata la sinistra ad opprimere le imprese ...

xp's picture
Inviato da: xp
20 April 2011 - 18:18

La grande macchina della propaganda si è rimessa in moto. Accorrete! Accorrete! Magari ad mese dalle prossime elezioni politiche un decretino a favore delle imprese tartassate dalla statalismo e dalla sinistra ve lo faccio ... Il giochino è sempre lo stesso ... se un problema non lo risolvo, ci posso sempre fare della propaganda sopra, che qualche voto lo becco sempre

Confucio's picture
Inviato da: Confucio
20 April 2011 - 16:32

ha ragione il divo giulio.
basta oppressione, lenta, costosa e inefficace.
colpirne una per torchiarne cento non rende, non funziona, non basta.
sterminiamole.

Belzebù's picture
Inviato da: Belzebù
20 April 2011 - 16:14

Ma guarda questo furbacchione.............Forse si è dmenticato di essere il ministro dell'economia o semplicemente è un'esca per fare abboccare i soliti gonzi..ciao

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