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Fra le grane per Monti c’è il turismo, ecco i dati

A cura di Carlo Manzo e Paolo Stefanini

Fra i settori in profonda crisi che saranno sul tavolo del nuovo governo c’è il turismo. Negli ultimi due decenni la spesa internazionale per i viaggi è triplicata mentre in Italia il suo contributo alla crescita del Pil è diminuito. Colpa soprattutto del Nordest e del Centro, che hanno subito un forte calo di arrivi e più in generale della bassa competitività sui prezzi. E così, se a metà anni Novanta l’Italia era, in Europa, il Paese con la maggiore quota di mercato turistico internazionale, ora è stata superata da Spagna e Francia. Gli allarmanti dati della Banca d’Italia nella nostra infografica.

21 novembre 2011 - 01:22

Secondo l’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite, la spesa turistica internazionale negli ultimi due decenni è triplicata in termini correnti, apportando un contributo significativo alla crescita economica mondiale. In Italia, il contributo del turismo alla crescita del prodotto è invece diminuito. La spesa dei turisti italiani e stranieri sul territorio nazionale è passata dal 5,2 al 5 per cento del Pil nominale tra il 2001 e il 2008. La diminuzione è imputabile al Centro Nord, in cui la spesa in rapporto al Pil dell’area è diminuita dal 5,4 al 4,9 per cento, per l’andamento negativo della componente estera. Nel Mezzogiorno la spesa è aumentata dal 4,5 al 5 per cento del Pil, grazie alla crescita della componente nazionale.

A metà degli anni Novanta l’Italia era, all’interno dell’Europa, il Paese con la maggiore quota di mercato turistico internazionale (il secondo al mondo dopo gli Stati Uniti). Tale quota si è ridotta dal 6,8 per cento del 1997 al 4,1 per cento nel 2010. Francia e Spagna, i nostri principali concorrenti in Europa, hanno perso minori quote di mercato. Il calo dell’Italia è in buona parte ascrivibile alle regioni del Nord Est (la cui quota è calata all’1,2 per cento, dal 2,4 del 1997) e del Centro (all’1,3, dal 2,1). Nel Nord Ovest e, soprattutto, nel Mezzogiorno, il ruolo del turismo internazionale, tradizionalmente meno rilevante, è calato più tardivamente e finora meno intensamente (si è passati dall’1,4 all’1,0 per cento e dallo 0,7 allo 0,5 per cento, rispettivamente).

Soprattutto, è diminuito il peso dei visitatori europei, in particolare di quelli provenienti da Germania, Francia e Austria. Secondo l’indagine del World Economic Forum (The Travel & Tourism Competitiveness Index), che misura i fattori che rendono attrattivo il settore turistico di un Paese, l’Italia si colloca al di sotto dei principali Paesi europei. L’indagine individua come punti di forza del settore turistico nazionale il patrimonio artistico e l’offerta ricettiva diversificata; tra quelli di debolezza la bassa competitività di prezzo, le insufficienti politiche di promozione e l’inadeguatezza dei servizi di trasporto.

Tra il 2001 e il 2010 la spesa dei turisti stranieri in Italia, valutata in euro correnti, è aumentata dello 0,1 per cento in media all’anno, un valore inferiore a quello registrato in Europa e nel mondo. Negli ultimi anni si sono registrate modifiche nella composizione dei viaggi per tipologia. Tra il 2004 e il 2010 (periodo per il quale sono disponibili i dati sul tipo di vacanza) i viaggi di lavoro, che rappresentano poco meno di un quarto della spesa complessiva, hanno registrato un calo dell’1,1 per cento. Tale andamento è stato compensato dalla dinamica dei viaggi per motivi personali, tra i quali prevalgono quelli per vacanza; la spesa per viaggi culturali nelle città d’arte è cresciuta; quella per le vacanze al mare o al lago è rimasta pressoché invariata, mentre è diminuita quella per i viaggi in montagna. La ricomposizione della tipologia dei viaggi in Italia ha indotto una diminuzione della durata media dei soggiorni (quelli culturali sono di norma più brevi) e un aumento della spesa media giornaliera. I pernottamenti nelle strutture collettive sono calati, in particolare negli alberghi; le famiglie hanno fatto più ricorso agli alloggi privati. La dinamica della spesa turistica nelle singole aree del Paese è in gran parte spiegata dalla loro specializzazione per provenienza e per motivo del viaggio.

Nel Nord Ovest due terzi della spesa dei turisti stranieri sono motivati dai viaggi per lavoro e da quelli per altri motivi personali (spesso connessi a movimenti transfrontalieri giornalieri); in quest’area i visitatori provenienti da Francia e Svizzera sono prevalenti. Tra il 2001 e il 2010 la spesa dei turisti nell’area è aumentata in media dell’1,5 per cento, grazie all’aumento degli arrivi provenienti dalla Svizzera, dall’Europa dell’Est e dai paesi emergenti, in parte indotti da motivi di lavoro (che hanno compensato il calo degli arrivi dal Giappone). Nel Nord Est prevalgono i viaggi per vacanza e il turismo proveniente da Austria, Germania e paesi dell’Est. Nel decennio scorso l’area ha registrato la riduzione più intensa della spesa turistica internazionale (-1,3 per cento, in media, all’anno) risentendo in particolare del calo dei visitatori di lingua tedesca, che hanno preferito destinazione alternative, soprattutto Paesi del Mediterraneo al di fuori dell’Unione europea. Nel Centro prevalgono i flussi rivolti alle città d’arte e si concentrano le presenze di turisti extraeuropei. Anche in quest’area la spesa turistica è diminuita dello 0,6 per cento nel periodo 2001-2010 a causa della riduzione della spesa dei turisti tedeschi, ma anche di giapponesi e statunitensi. Nel Mezzogiorno la spesa per i viaggi di vacanza è prevalente, con una clientela proveniente in particolare da Germania, Francia e Regno Unito. I relativi introiti sono cresciuti mediamente dell’1,5 per cento nell’ultimo decennio, grazie anche all’aumento dei voli low cost. In quota del Pil, il turismo internazionale rimane però in quest’area poco rilevante.    

Analisi tratta da: Economie regionali n.23 della Banca d’Italia

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Commenti

Guardate i dati regionali, in particolare in Puglia, e poi spiegatemi se c'e' qualcosa di sbagliato nelle politiche territoriali, ambientali e quindi turistiche della giunta regionale pugliese tanto criticata da saggi maestri di non so cosa. In Puglia da 10 anni ormai il trend e' positivo. Il turismo e' la nostra risorsa principale e come tale va tutelata, controllata e valorizzata, e putnellata con interventi che possono sembrare inutili nel breve periodo ma che diventano oro nel lungo periodo.

Si vede il lavoro della Brambilla: ha fatto assunzioni di favore, compreso la sistemazione del "fidanzato" , ha fatto querele e si vedono i risultati.......
Tra qualche anno quando si penserà a chi ha fatto il ministro in questi anni ci sarà da ridere e piangere

Basta fare una prima colazione in un qualsiasi tre stelle in Italia e in Austria o in Francia per capire perché il nostro turismo sta precipitando.

Il fatto è che in italia si è puntato solo ed esclusivamente sulla casa al mare di proprietà e sulla sdraio e ombrellone a prezzi scandalosi. L'errore sta tutto qui. Preferisco andare in Spagna o Francia dove le spiagge sono libere e il mare pulito e anche il divertimento è quasi assicurato (qui se ti vedono in spiaggia di notte in alcune zone del nord o centro potrebbero anche prendere la decisione di spararti). Solo noi abbiamo una gestione delle spiagge in tale modo. I tempi sono cambiati e una volta con la liretta partivamo da una situazione di vantaggio.

Abolito con referendum, il "turismo" è nelle mani - e nelle fauci - delle Regioni: niente di più sbagliato in un Paese come il nostro. Personalmente ho avuto a che fare con micro Assessori al turismo di diverse Regioni, Province italiane e vi posso assicurare che spesso sono incompetenti, microbici (scusate la parola), senza visione e gestiscono il territorio a volte bene, spesso male. Non fanno "rete" e i carrozzoni come ENIT e altri che dovrebbero promuovere il nostro Paese all'estero sono abbondantemente popolati di incapaci. Qualcuno di voi ricorda il sito dedicato all'Italia che ci è inutilmente costato milioni di euro (Ministro era Rutelli...dunque non ne faccio una questione di bandiera politica, perchè poi è passato alla signora Brambilla che ha se possibile peggiorato le cose... Il sistema turistico italiano, ammesso che esista, è arretrato, vecchio, insiste sui soliti stereotipi, mentre funzionano assai bene i Piccoli Borghi, i Comuni virtuosi che si gestiscono da soli. Con fatica. tanta fatica. Insomma, anche in questo settore, "strategico" per il nostro Paese, il problema sono le incapacità professionale. E le leggi.
Paola

e' facile comprendere il calo di turisti: in italia devo pagare tutto, l'accesso al mare, l'ombrellone e chi piu ne ha piu ne metta.
in piu' sulla spiaggia i bimbi non possono neanche giocare a palla, perche' e' vietato. i giovani non ci possono andare di notte a fare feste o imboscarsi, perche' e' vietato, i vecchi non possono muoversi con facilita' perche' non ci sono le infrastrutture. a chi puo' interessare andare al mare in italia???
purtroppo dico PURTROPPO anche io vado all'estero. in francia perche' e' vicina e ci sono le spiaggie libere e l'acqua e' piu pulita.
o con 'pacchetti' vacanze all-inclusive in cui si vola (grecia, cipro, spagna, tunisia, egitto) che alla fine dei conti costa molto meno che da noi.
son molto dispiaciuto. godrei molto farmi delle belle vacanze in italia, con mia moglie e mio figlio. o anche con gli amici.
ma non posso permettermelo, mi costa il doppio quasi.

Di turismo negli ultimi anni se ne sono occupati incompetenti. Enit: un carrozzone. Siti web: un disastro. Prezzi albergatori: una follia.
Eccezioni: Trentino, Alto Adige, Piemonte. I macro dati degli organismi internazionali non spiegano tutto. A Milano, per esempio, durante le fiere di grido si guadagna per giugno, luglio e agosto messi insieme. Prezzi al Sud: extra alberghieri, in nero e follie. Turismo nautico da gommone: impossibile. Si salva la Romagna perchè si sono rinnovati con un marketing che esclude il mare. Per risolvere il problema: a livello centrale c'è poco da fare. Una cabina di regia con una persona alla Monti. Tagliare fondi alle Regioni. Uno spreco. Soldi alle Imprese solo se aumentano l'occupazione. Se da Modena a Sestola non si riesce a mangiare un piatto di lasagne, vuol dire che cìè tanto da fare anche nella ristorazione. I tempi al ristorante per mangiare piatti anonimi a 30 euro sono finiti.

Guarda ho pensato proprio la stessa cosa quando è andato a fuoco il mio condominio. Ho pensato: "Fantastico! Ora la cosa più semplice è rimettere a posto il palazzo com'era prima e prendersi i complimenti degli altri condomini".

Chi se lo sarebbe mai aspettato...in fondo a gestire il turismo negli ultimi anni ci hai messo solo una showgirl, per giunta di serie B!
Speriamo che tutto questo non accada invano e serva a ricordare agli italiani una mera lapalissade. E cioè che è meglio far fare qualcosa a qualcuno che è qualificato per farla, piuttosto che a uno che non lo è affatto. Con buona pace per i "qualificatissimi" ministri del Governo precedente.

e chiamatele grane.... quando una cosa va malissimo la cosa più semplice e provocare l'inversione di tendenza, con i relativi Onori!

e continuerà ad essere sempre peggio finché offriremo servizi non all'altezza del prezzo richiesto e considerando i turisti solo come vacche da mungere...

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