Analisi

Burocrazia e poca democrazia, l’Europa sembra l’Urss

Massimiliano Di Pasquale

Riflettere sul modello di governance della Ue, comprendere gli errori finora commessi da Bruxelles non significa avvallare posizioni euroscettiche. Ma come scriveva Vladimir Bukovskij, ex dissidente sovietico, scrittore e studioso, l’Europa di oggi e l’Unione sovietica di ieri hanno in comune l’eccesso di burocrazia e il deficit di democrazia dei processi decisionali, in mano a commissari «che nessuno ha eletto, ma che si eleggono da sé, come un tempo avveniva al Politburo».

L’ombra del presidente della Commissione europea Barroso (Afp)
L’ombra del presidente della Commissione europea Barroso (Afp)

Nonostante “i compiti a casa” siano stati eseguiti con rigore e serietà dal governo dei professori di Mario Monti – l’ha riconosciuto qualche giorno fa anche la cancelleria Angela Merkel – lo spread sui titoli di stato italiani, che pur ha registrato qualche flessione, continua a essere molto alto. 

Non è facile individuare le ragioni dell’eccessivo differenziale tra i titoli del nostro debito e quello tedesco. Tuttavia può essere interessante azzardare alcune ipotesi. La prima è che la manovra “lacrime e sangue” voluta dal premier italiano, ancorché lodata in Europa da Merkel e Sarkozy, non abbia sgomberato il campo completamente dallo scetticismo che circonda l’Italia, paese caratterizzato storicamente da spesa facile, scarsa propensione all’innovazione, politiche di welfare conservatrici. Questo tipo di considerazione ci porta dritto a un secondo ordine di motivazioni e a una lettura, se non alternativa, complementare a quella sopracitata. Ovvero che la crisi europea, che colpisce con maggiore intensità i paesi con il debito pubblico più elevato, non è solo di natura economica ma anche politica e investe il modello stesso di governance dell’Unione.

Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con i temi economici sa che è impossibile governare una moneta unica senza una banca centrale che funge da prestatore di ultima istanza. In altri termini, finché i poteri della Bce saranno limitati, l’euro andrà incontro inevitabilmente a speculazioni di carattere finanziario e che questo possa riguardare titoli di stato francese, greci o italiani è questione di poco conto.

Riflettere sul modello di governance della Ue, comprendere gli errori finora commessi da Bruxelles non significa avvallare posizioni euroscettiche, al contrario può rivelarsi utile esercizio per riorientare la road map di un’Unione europea, oggi quanto mai fragile, evitando il collasso politico-economico dell’intera costruzione comunitaria.

Vladimir Bukovskij, ex dissidente sovietico, che oggi vive e lavora a Cambridge, in un saggio di qualche anno fa intitolato EURSS. Unione Europea delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (Spirali Edizioni), sottolineava come l’Unione Europea assomigliasse a «una variante raddolcita dell’Unione Sovietica». Tale affermazione, lungi dall’essere una boutade polemica, veniva supportata dalle evidenze empiriche relative all’eccesso di burocrazia e al deficit di democrazia di processi decisionali presi da commissari «che nessuno ha eletto, ma che si eleggono da sé, come un tempo avveniva al Politburo» e da una lucida analisi storica sulla genesi dell’Unione Europea.

Il saggio, scritto a quattro mani con Pavel Stroilov, ricercatore presso il Centro Memorial di Mosca, avvalendosi di un’ampia documentazione proveniente dall’Archivio della Fondazione Gorbaciov e del Comitato Centrale del Pcus, prende le mosse da una data storica memorabile, eppure sconosciuta ai più, il 26 marzo 1987. Quel giorno il Politburo del Cc del Pcus decise per gli anni a venire la politica dell’Urss nell’Europa Occidentale. «Gorbaciov – scrivono i due autori – sintetizzò tale politica con brevità e chiarezza, come un ordine di combattimento: Strangolare abbracciando».

Il progetto, che di lì a poco verrà conosciuto dal mondo intero come Casa Comune Europea, altro non era che l’estremo tentativo da parte dei dirigenti sovietici di mettere al sicuro i confini occidentali dell’impero, visto che gli altri regimi comunisti europei stavano già fraternizzando con l’Occidente, attraverso un abbraccio soffocante con il Vecchio Continente.

Gli incontri dei mesi successivi tra Gorbaciov e i leader dei principali partiti comunisti e socialisti europei, Natta, Mitterrand, Gonzales, Brandt, riportati nel saggio di Bukovskij e Stroilov, evidenziano come l’idea di un’Europa socialista saldamente legata all’Urss trovasse ampio consenso in vari settori della sinistra. Piaceva molto non solo al comunista Natta ma anche al socialista Mitterrand desideroso di affrancare l’Europa dalla Nato e dall’influenza statunitense.

Il crollo dell’Unione Sovietica, un evento che nemmeno i cremlinologi più esperti seppero prevedere, mandò in frantumi una metà dell’edificio europeo, ma non riuscì a impedire che la Ue nascesse avendo come riferimento ideale un’Europa socialista e un impianto istituzionale burocratico, verticistico, dirigista, privo di organi veramente rappresentativi.

Vaclav Havel, che fu uno dei primi ad accorgersi di questa stortura, in tempi recenti si era adoperato affinché la Ue avesse come partner privilegiato gli Stati Uniti anziché la Russia. Forse temeva che la Federazione Russa di Putin, degna erede dell’Urss, potesse riesumare l’idea dell’abbraccio mortale attraverso l’arma energetica del gas.

 

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Commenti

Basta vedere la storia della UE dalla CECA in su per capire che il progetto di Unione Europea come unione economica (e politica) era gia' ben chiaro ai loro padri fondatori sin dall'inizio, ma si doveva svolgere tramite piccole e graduali cessioni di sovranita'.

L'UE somiglia alla vecchia URSS solo in alcuni aspetti, per quanto importanti. La cosa più evidente è l'incapacità mettersi in discussione, e di essere pertanto veramente "politica". Oggi l'UE è aprioristicamente osannata dai più come "l'unica cosa possibile da fare". L'UE pensa che i suoi valori, i suoi principi, le sue politiche, sono sempre giuste. Se non lo pensi, sei un mostro, e tendenzialmente dovresti essere soppresso. Peccato però che tutti i cavalli di battaglia dell'UE si stiano disintegrando sotto i nostri occhi: l'euro, la società multietnica, il libero mercato, la democrazia (vedi governi tecnocratici all'arrembaggio), le politiche di vicinato, etc... praticamente non ne hanno azzeccata una. E l'impossibilità di riformare questo moloch ideologico ci porta di nuovo al paragone con l'URSS. A causa dell'impossibilità di attuare alcuna riforma, ritengo che anche l'UE farà una fine analoga - disintegrazione e cambiamento politico radicale.

Bellissimo articolo. Ho riso di gusto. Crozza e Luttazzi, tremate! Questo Di Pasquale ha un talento comico dieci spanne sopra il vostro.

Quando fu approvata la moneta unica con il Trattato di Maastricht, si stabilorono obiettivi precisi sul deficit, abbatimento del debito etc. Sono passati vent'anni e quasi tutti i paesi UE non sono riusciti a raggiungere tali obiettivi. In caso fosse successo il contrario, una BCE come la FED non servirebbe. Solo oggi ci rendiamo conto che ogni paese deve cedere pezzi della propria sovranità nazionale alla UE sotto vari aspetti, non solo quelli economici, in modo da poter mettere in piedi dei meccanismi che permettano di raggiungere quegli obiettivi.

‎"che si eleggono da sé" è ben da dimostrare; il processo di nomina dei commissari è del tutto simile a quello dei ministri nei governi nazionali, eppure nessuno grida allo scandalo se i ministri non sono eletti. I Commissari UE sono nominati da governi democraticamente eletti, e devono passare un'audizione di fronte al Parlamento Europeo, che è eletto direttamente dai cittadini. Ricordiamo che Buttiglione fu bocciato come Commissario proprio dal Parlamento Europeo...

questo articolo è francamente pessimo. Se l'autore vuole dimostrare che l'UE è una creazione cripto-comunista, dovrebbe andare ben oltre gli incontri tra Gorbaciov e Natta

interessante poi che venga citato solo da paologuzzanti.it e ilgiornale.it

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