Analisi

Ungheria, dove la crisi fa più male torna il fascismo

Stefano Casertano Documentario Roberto Festa e Claudio Maggiolini

Downgrade dei titoli di stato a livello spazzatura, arresti dei leader dell’opposizione, rottura delle trattative con l’Unione europea e Fondo monetario internazionale sul proprio debito e chiusura delle radio di opposizione. In Ungheria, l’esecutivo guidato da Viktor Orban sta prendendo una piega sempre più autoriaria e le istanze del partito ultranazionalista Jobbik sono entrate a far parte del vocabolario del presidente del Consiglio. Leggi l’analisi di Stefano Casertano e guarda il documentario di Roberto Festa e Claudio Maggiolini, “Il cuore dell’Europa”.

24 dicembre 2011 - 16:10

 

Documentario di Roberto Festa e Claudio Maggiolini - Serial Flowers

Anche l’Ungheria è in crisi finanziaria: Moody’s ha declassato i suoi titoli di stato a livello di “junk bonds” (Ba1), considerando che il paese ha il più alto livello di indebitamento dell’Est Europa, all’81% del Pil – oltre alla crescita più bassa. Il governo sta negoziando da mesi la fornitura di un pacchetto di aiuti da parte dell’FMI, ma il premier di centro-destra Viktor Orban ha dichiarato in più occasioni di non voler cedere ad alcun compromesso.

La reazione del governo è schiettamente muscolare e nazionalista. Orban ha dichiarato che, se l’Ungheria non riuscisse a trovare un accordo con l’FMI, le conseguenze non sarebbero poi «così tanto gravi». Ai fatti, sia la Banca Centrale Europea, che l’FMI, hanno lasciato il tavolo negoziale da alcuni giorni. La rottura è arrivata con l’annuncio di alcune nuove leggi da parte di Budapest, dirette alla banca centrale ungherese. Il presidente dall’istituto nazionale, Andras Simor, non avrebbe più potere di nominare i suoi vice: tale facoltà spetterebbe alla politica, che potrebbe anche indicare i membri del consiglio monetario nazionale. La legge in discussione fa parte di una serie di provvedimenti introdotti nell’ultimo anno, tra cui l’obbligo per le banche private di assorbire alcune perdite su mutui in valuta estera, la nazionalizzazione di fondi pensione per 13 miliardi di dollari, e tasse straordinarie sui profitti commerciali.

Qualcuno potrebbe gioire: anche l’Ungheria, a quanto pare, sta scegliendo la strada islandese. Anziché “abbassare la testa” di fronte alle richieste ingiuste di chi ha prestato i soldi, gli ungheresi impiegano il proprio debito come arma di ricatto. Non cedono alle richieste delle istituzioni bancarie internazionali, e cercano invece di riportare la banca centrale sotto il controllo della politica.

Eppure, in questo modo Budapest rischia di soddisfare solo il populismo, più che le vere necessità del paese. Il governo di Orban può contare su una maggioranza di due terzi, che consente di attuare rapidamente cambiamenti costituzionali. Prima della Banca Centrale Ungherese, il governo ha attaccato la Corte Costituzionale, rimuovendo il suo presidente; ne ha poi ridotto i poteri. Ha creato anche un organismo di controllo sui media a nomina governativa, e ha imposto la nomina di personaggi filo-governativi a capo della Corte dei Conti e del Consiglio Fiscale.

Simili decisioni non esprimono l’indipendenza di un popolo o la sua libertà, ma sono solo indice di nazionalismo strisciante. Nelle democrazie gli organismi di controllo devono essere indipendenti dalla politica: quando ciò non avviene – e noi lo sappiamo bene, così come la Russia – l’economia e il diritto cessano di funzionare. Orban ne è sicuramente cosciente: ma tanto vale sfruttare il momento, tra maggioranza parlamentare e frenesia popolana, per intercettare consenso e assicurarsi ancora anni di potere.

Il governo ha percepito che la stagnazione stava portando all’estremizzazione del sentimento elettorale. Ne è indice l’andamento di un partito di estrema destra, lo “Jobbik”, che è il terzo del paese e nelle ultime elezioni nel 2010 ha preso il 17% dei voti, conquistando 47 seggi. Il suo programma è simile a quello della Lega Nord più pecoreccia, borgheziana-gentiliniana, omofobica e nazionalista-localista, solo che al posto dell’epica anti-immigrati c’è una forte opposizione all’ebraismo e ai Rom – oltre a riferimenti ancestrali neo-fascisti, con divise, stemmi e slogan.

La “guardia ungherese” del partito Jobbik (Afp)

Lo Jobbik è un partito popolare: ascoltando i suoi sostenitori, formule di pensiero e parole particolari emergono con frequenza ossessiva. Sarà che forse gli adepti subiscono un’opera costante di indottrinamento, da parte di una leadership di docenti universitari e intellettuali dedicati, definendo un’altra differenza con la Lega Nord. Si blatera contro la globalizzazione, contro il commercio in mano a rom ed ebrei, contro il “moralismo” e il “falso pudore”.

Il governo di Orban ha compreso le istanze del popolo di Jobbik e inglobato nel suo programma elementi fortemente nazionalisti. Il rischio, a questo punto, non è solo economico, ma anche sociale. La situazione può essere paragonata a quella delle tensioni neonaziste nella Germania Est degli anni Novanta. Anche in quel caso c’era necessità urgente di riformare il sistema economico dei Länder orientali, e anche in quel caso un partito, l’NPD, ha intercettato le istanze nazionaliste localiste. Solo che al governo c’era Helmut Kohl, che non ha mai consentito ai vaneggiamenti dei nuovi nazisti di entrare a far parte dell’agenda del Bundestag.

Le tensioni rimanevano fuori dal parlamento: al posto dei rom dello Jobbik, c’erano gli immigrati turchi, anch’essi colpevoli di “non volersi integrare”. Ma la Germania di Kohl aveva il vantaggio di poter contare sul motore produttivo occidentale-meridionale per contrastare la spinta estremista dell’Est. Alla fine, l’NPD non è mai diventato una forza parlamentare vera, ed è stato confinato al limite tra illegalità ed emarginazione parlamentare.

Tutto questo manca in Ungheria. Anzi, Orban ha avuto successo nelle sue politiche estremiste, così tanto da succhiare consenso anche allo Jobbik. Il partito neofascista ha reagito intensificando le campagne di “lotta” contro le minoranze rom, con dimostrazioni e la fondazione di veri e propri centri di riservisti para-militari. Il nazionalismo populista a livello economico è diventato appannaggio esclusivo del governo di Orban, con la coalizione del suo partito “Fidesz” insieme ai Cristiano-Democratici.

Allo Jobbik rimangono solo le battaglie razziste che in parlamento rimangono ancora impresentabili. Ma forse, proprio qui è il problema: le decisioni scellerate del governo faranno male all’economia, Orban potrebbe perdere consensi, e gli elettori potrebbero rivolgersi ai nazionalisti che non si sono compromessi con l’attività parlamentare: lo Jobbik è sulla rampa di lancio per il successo politico. Nella crisi economia germoglia il seme del nazionalismo estremista. 

 

Commenti

Bè forse la democrazia non c'è tanto, ma cosa c'è in Italia dove ad esempio le categorie sociali come gli avvocati ,presenti in parlamento di fendono i loro diritti o privilegi, e le categorie non rappresentate? e dove ultimamente si è varata una riforma delle pensioni assurda rubando i contributi dei lavoratori? e perchè con egual forza non passa il principioche in economia va sotto il nome di legge dell'unità marginale chiedendo ai ricchi di posare q.cosa delle loro ricchezze ? che bisogni umani hanno da soddisfare chi ha tante ricchezze?voi direte son soldi loro non si possono toccare; ma perchè i contributi pensionistici ad esempio non sono di chi li ha versati?

Per gli ungheresi, la chiusura della radio e l'imprigionamento dei capi dell'opposizione è comunismo...

Che l'Ungheria, dopo aver saggiato la democrazia dopo il comunismo, stia intraprendendo una linea del genere è sintomatico che la forma di governo democratica non è altro che una buona mossa pubblicitaria dato che tutti regimi democratici sono nella bancarotta più completa o, peggio, in mano a banche d'affari PRIVATE (che hanno provveduto a comprare le istituzioni).
Se la via ungherese è "fascista" mi sa che è meglio che cominciate a cancellare l'assioma "democrazia=bene - fascismo=male" (inculcato a forza di lavaggi del cervello dei mezzi d'informazione in nome di un non precisato pericolo al diritto allo sputtanamento, ops, volevo dire all'informazione e bombe democratiche e farvene una sacrosanta ragione.
La democrazia è un fallimento e ciò che Spagna, Grecia, Italia, Portogallo e, molto presto, anche la Francia stanno vivendo ne è la dimostrazione lampante. La democrazia è la bugia postbellica dei plutocrati (osteggiati solo dalle potenze "totalitarie" della prima metà del 900 e da Kennedy negli USA). C'è poco da fare.

mi auguro che anche in italia sorgano partiti nazionalisti contro l'impero arrogante delle banche private. visto che questi suini senza offesa per la specie, ormai ci tassano anche i sogni( leggi un extra tassa del 6% che i beoti imbecilli del gioco verseranno oltre la tassazione di legge). il mio sogno più bello: il fallout dell' italia come in argentina ed in islanda, ed il popolo italiano che inchiappetta monti e tutti i filistei di destra centro e sinistra. qui regna la disoccupazione e chi lavora non campa!questi figuri calpestano la Costituzione tutti i giorni artt. 1 - 2 -4-15-31- e soprattutto gli artt. 36 e 37. vorrei ricordare che prima per questi reati esisteva la fucilazione. se dovessero avere problemi per il plotone mi offro volontario

Quanta faziosità.
Per parte di madre ho un quarto di famiglia ungherese, che vive tutt'ora là, hanno visto le disgrazie del comunismo ed hanno aspettato la democrazia. L'hanno vista negli ultimi vent'anni e ne hanno sperimentato l'ipocrisia e l'incoerenza.
Dopo decenni di governo dei carri armati, delle torture e dei commissari del popolo con potere assoluto del partito comunista e dopo vent'anni di governo del denaro e del capitale, hanno scelto nuovamente di essere sovrani, indipendenti e di comandare a casa loro eliminando l'ipocrisia degli "organi autonomi" (banche centrali, corti supreme, magistrati, etc) che tradotto significa soltanto "togliere poteri allo Stato (ossia a noi stessi) a favore dei privati e dei loro interessi di parte.
L'Europa intera dovrebbe imparare dalla mia seconda patria.

Basta Capitalismo Bancario. Onore all'Ungeria

Cari lettori, 

normalmente non perdo tempo a rispondere a personaggi che si firmano come "Palatinus", "Zapper" o "Pluto", ma ho trovato le critiche di questi anonimi opinionisti degne di nota.

Ci sono tanti modi per opporsi ai "poteri anti-democratici" dell'Europa, modi che ritengo preferibili all'invasione ungherese del settore giudiziario da parte della politica (Orban) e del razzismo (Jobbitz). 

Affermare che per "difendersi dalla minaccia finanziaria" sia necessario il nazionalismo è una lezione già imparata nella Repubblica di Weimar. Io sarò "al soldo" dei poteri forti (ps - Pluto, gli uomini sono "al soldo", non gli articoli...), ma gli anonimi opinionisti di cui sopra si fanno strumento nelle mani delle elite che il nazionalismo lo desiderano - e i cui interessi non sono migliori di quelli della finanza internazionale, altrettanto deprecapibili.

Se poi in uno scatto di orgoglio voleste firmarvi per nome e cognome, sarebbe anche interessante.

Grazie,

SC

Articolo di scarsissima qualità e clamorosamente FAZIOSO. Ma lo ha scritto Mario Draghi l'articolo?

mi sorprendo dei commenti. sono stato in erasmus in ungheria per 6 mesi e posso dire con certezza che si sta sviluppando una vera e propria dittatura. penso solo che tollerino lo stato di cose presenti con i pogrom contro ebrei e rom solo perchè avvezzi a dittature di ogni colore e ideologia, dal fascimo al comunismo al neoliberismo made in FMI.

anzichè chiederesi il perchè della diffusione di movimenti estremisti come lo jobbik, reazioni di pancia alimentate proprio dalle imposizioni esterne della finanza sulla popolazione , qui si da la colpa a orban che proprio queste imposizioni tenta di contrastarle per evitare derive del genere accusandolo invece di contiguità con lo jobbik

complimenti una doppiezza e una capziosità degna dei migliori romanzi di orwell, l'ultimo capoverso è un capolavoro in questo senso.

se non altro finalmente emerge chiara la linea editoriale di questa testata.
lettori rileggete attentamente e unite i puntini.

io la democratizzerei con qualche bella bomba; dopo tutto i compitini li abbiamo svolti bene in nord africa e il voto è ottimo (alla luce del sole).

su dai democratizzare!!!!!!!!!!!!!
democratizzare!!!!!!!!!

Orban sta semplicemente cercando di salvare il proprio paese dalla globalizzazione e il popolo ungherese dal lento genocidio a cui più o meno tutti i popoli occidentali sono esposti.

Possiamo cominciare a preoccuparci sul serio. La chiusura delle radio e l'imprigionamento dei capi dell'opposizione è già fascismo. Se nessuno fermerà Orban, presto troveremo una dittatura a tutti gli effetti nel cuore dell'Europa. Nessuno dei problemi degli ungheresi verrà risolto, tanto lo sappiamo bene che l'autoritarismo è solo propaganda per vincere le elezioni facendo leva sulla paura. Adesso serve un'azione di forza dall'esterno, di qualsaisi genere essa sia.

OLtre a ció gli zingari, dimentichi di dire che sono olter il 10% della popolazione e si riproducono senza freno, soprattutto per poter accedere ai fondi pubblici per i figli: piú figli si fanno, piú soldi si prendono: qua afare figli é un lavoro per gli zingari. Gli zingari essenzialmente non conoscono altra forma di lavoro che non isa fare 5-10 figli a famiglia e rubare. E le persone normali, che lavorano per pochi euro al mese (un ingegnere porta a casa netti 500 euro, un operaio meno di 300) devono mantenere questi parassiti!
E interessante notare quanti Ebrei in percentuale siedano nei luoghi di potere, parlamento incluso, e facciano solo i loro interessi e quelli di Israele che considera l´Ungheria di sua proprietá.
Certo che anche le istanze di JOBBIK hanno fondamento!

Sono Italiano e vivo in Ungheria: non mi sembra assolutamente che nessuno avverta questa mancanza di libertá da queste parti: se per libertá intendi dire la libertá delle elites bancarie o finanziarie o della sola intelligenzia dittatoriale europea di dettare legge ad un popolo sovrano che non puó piú decidere per se, che viene depredato di tutti i suoi averi in nome della UE e del libero mercato delle multinazionali soltanto, se intendi libertá di sfruttare una popolazione di persone intelligenti, fattive con cultura e preparazione nettamente superiori a quella italiana e venendo pagati meno dei cinesi, a fronte di costi della vita uguali a quelli italiani, ebbene si: questa libertá tutti vogliono che venga tolta.
E questa é una libertá che verrá tolta anche in Italia: o seguite la strada magiara o sarete i nuovi servi d´Europa.

Il tuo é n articolo di parte, stupido, infondato e al soldo dei poteri antidemocratici dell´Unione Europea.

Conosco bene l'Ungheria, ci ho vissuto per del tempo e ne seguo l'economia e la politica. Trovo questo articolo eccessivo. Come eccessivi sono gli articoli che leggo spesso sui quotidiani italiani che parlano della situazione ungherese. La colpa maggiore del governo Orban è quella di non essersi piegato al FMI e alla UE che volevano depredare il paese, come già hanno fatto dopo il crollo del comunismo. A livello mediatico gliela stanno facendo pagare accusandolo di essere un dittatore. In realtà le cose non stanno come ce le dipinge questo articolo. Ad esempio la legge sulla libertà di stampa è del tutto simile alla legge svedese, e non ho mai sentito dire che la Svezia ha problemi di democrazia. La legge sui mutui ha permesso a molte famiglie di evitare di perdere la propria casa.
Trovo questo articolo ipocrita, predica di democrazia e libertà, quando poi queste parole significano in pratica affamare una nazione e depredarla attraverso le istituzioni usuraie del mondo occidentale. Si capisce che chi lo ha scritto e chi ha girato il documentario è andato in Ungheria con un preconcetto, ha scritto il suo articolo allineato, e poi se ne è tornato nel ricco, per ora, occidente. Non sa niente della storia di quel popolo, ed è facile riempirsi la bocca di belle parole e puntare il dito. Spero che anche voi finiate un giorno sotto le grinfie del FMI così capirete cosa vuol dire essere depredati dagli usurai internazionali.

Abbiamo di fronte se ho compreso, che da una parte viene falcidiata da FMI e BCE, con gravissimi danni alla loro economia, il debito che questo stato ha, se le letture di altri testi sono esatti, sono di quelli assolutamente impagabili.
Dall'altro lato abbiamo un premier di centro desta, che ben conscio del fatto della situazione attuale, fa riemergere un "orgoglio nazionale" che si tramuta in una pseudo dittatura di marca fascista.
Occorrerebbe in più, sapere quale è il suo programma, perchè detta così, dice tutto e nulla.
Per dirla in modo + spicciolo o vengono distrutti economicamente, o riemergono con un governo duro che in teoria dovrebbe fare gli interessi del popolo... "si spera".
Attendiamo chiarimenti.

Sconcertante, direi.

purtroppo in questo momento non si può considerare l'Ungheria come una democrazia liberale. Al massimo potrà essere considerata una mera democrazia (intesa solo tecnicamente come voto popolare libero).
Ciò dovrebbe preoccupare e non poco la UE che dovrebbe anche prevedere in caso delle sanzioni attraverso una diminuzione dei fondi comunitari nei paesi che non rispettanto dei principi base.

Interessante, grazie

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