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Alle coop c’è chi spera che Ligresti resista (così salta la fusione)

Unipol potrebbe porre fine al "fidanzamento" con Premafin-Fondiaria se venisse imposto alla compagni

La sede di Unipol

Fra le Coop azioniste di Unipol i mal di pancia e anche qualche contrarietà dichiarata non sono mai mancati. Sin dall’inizio del fidanzamento tra la compagnia bolognese e Premafin-Fondiaria. Hanno prevalso però coloro che pensavano che il salvataggio delle due società, concertato con il “sistema” dei salotti buoni, fosse un’occasione imperdibile. E un’occasione di riscatto dopo il semaforo rosso scattato ai tempi dell’Opa sulla Bnl. Stavolta  è il contrario: c’è la benedizione del “sistema” ma non vuole l’Opa.

Il diavolo si infila sempre nei dettagli, però. La manleva concessa ai Ligresti non lascia scampo. Per la Consob, che pure ha dato il via libera a un’operazione che nella sostanza trasferisce valore dagli azionisti di minoranza di FonSai alle banche creditrici della Premafin, l’impegno a tenere «indenni e manlevati» i Ligresti fa scattare l’obbligo di Opa. A Bologna di Opa non ne vogliono nemmeno sentir parlare. Ma nemmeno i Ligresti vogliono rinunciare a quanto pattuito. E dire che fra i cooperatori più “laici” sul dossier – né entusiasti delle nozze con FonSai né scandalizzati dal tradimento delle ragioni del movimento cooperativo – c’era anche chi aveva messo in guardia sui rischi reputazionali per la manleva concessa.

Gli ultimi eventi, però, per i cooperatori più scettici sono stati un aiuto insperato: offrono la possibilità di uscire da una vicenda in cui non si è mai creduto fino in fondo. «Di Opa non se ne parla nemmeno, per cui o le controparti rinunciano alla manleva o non se ne fa niente», dice a Linkiesta l’esponente di una delle maggiori Coop azioniste di Finsoe, la holding che controlla il 51% di Unipol e che dovrà sborsare circa 550 milioni per finanziare la controllata. Il messaggio è stato recapitato anche al presidente della compagnia, Pierluigi Stefanini, con un sollecito: anche se l’esclusiva con Premafin dura fino al 31 luglio, bisogna decidere prima. Il 30 giugno. Entro tale data, il cda di Unipol dovrà sciogliere le riserve: se i Ligresti non rinunciano alla manleva, Unipol rinuncerà all’operazione. «Speriamo che tengano duro, per noi è l’unico modo per uscire da questa storia», è il commento di un altro dirigente Coop.

 

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