In Italia si vive di più e ormai i ricchi sono i nonni
Nicola Persico*
In Italia viviamo sempre più a lungo. È una buona notizia. Ma significa anche che gli anziani contro

VECCHI SEMPRE PIÙ RICCHI
Le cronache estive riferiscono di tante preoccupazioni finanziarie e, per distrarci, ci offrono foto di personalità in costume da bagno. Fra le diverse notizie, ne leggo una che è al confine fra corporate governance e pettegolezzo di società. Bernardo Caprotti, anziano fondatore della catena di supermercati Esselunga, ricorre al giudice per contestare ai figli l’appropriazione di parte del suo patrimonio. Non voglio entrare nel dettaglio della vicenda: i dissidi della famiglia Caprotti non interessano qui né sotto l’aspetto giuridico né sotto l’aspetto puramente economico. La “querelle Caprotti” è emblematica, però, per un dettaglio: l’età avanzata dei contendenti. Il padre ha 85 anni, i figli 51 e 50.
Chiaro: la famiglia Caprotti non è una famiglia come tante altre, è molto più ricca. Però, anche in casa loro, come in tante altre famiglie, due generazioni, ambedue avanti negli anni, bisticciano per il controllo del patrimonio familiare. Questa, credo, è la storia di tante famiglie italiane.
Per la verità, il fatto che i conflitti generazionali coinvolgano parti ambedue attempate, riflette una gran buona notizia: viviamo sempre di più. È vero, questo lo sappiamo, però è istruttivo vedere quanto di più. Riportoqui sotto l’aspettativa di vita alla nascita per gli italiani di diverse generazioni. Si vede che la vita attesa è cresciuta molto rispetto al passato. E questa è una gran bella cosa. I figli di Caprotti, per esempio, essendo nati attorno al 1960, possono aspettarsi di vivere ben dieci anni in più di loro padre, che è nato nel 1925.
Da un altro punto di vista, però, questo vuol dire che i vecchi, vivendo sempre più a lungo, continuano a controllare una parte sempre maggiore della ricchezza, e la trasmettono sempre più tardi alle generazioni future. Riporto qua sotto i risultati di una rilevazione della Banca d’Italia che sembra confermare il fenomeno: misura la distribuzione della ricchezza fra generazioni, nel 1987 e nel 2000.
Fonte: G. D’Alessio, Ricchezza e disuguaglianza in Italia, Questioni di Economia e Finanza, Banca d’Italia, 2012. Il grafico rappresenta, per il 1987 e il 2008, il numero indice del valore medio della ricchezza netta familiare (in ordinata) per classe di età del capofamiglia (in ascissa), quest’ultimo inteso come il maggior percettore di reddito. Per ricchezza netta si intende il valore di mercato delle abitazioni, dei terreni, box, capannoni e altri beni reali, più le attività finanziarie possedute (depositi, titoli, azioni, fondi comuni, eccetera) meno le passività (mutui e altri debiti ). Nel grafico, si pone pari a 100 il valore medio della ricchezza netta familiare di ciascun anno.
La figura mostra che, dal 1987 al 2008, tutte le generazioni sotto i 50 anni hanno perso considerevolmente in termini di ricchezza media. La generazione sopra i 65 anni, invece, ha guadagnato considerevolmente. Rispetto a prima, dunque, i vecchi sono più ricchi e i giovani (fino a 50 anni di età) più poveri.
Mi si ribatterà che nella esperienza comune i parenti anziani non sono affatto ricchi, anzi. Ma la risposta è sì e no. Molta della ricchezza in questione è rappresentata dalla proprietà di abitazioni. Un anziano che vive in un appartamento di proprietà semi-centrale a Milano, e magari ha pure difficoltà ad arrivare a fine mese, certo non si sente milionario. Ma di fatto lo può ben essere, considerando valore dell’appartamento. Mi si dirà anche che gli anziani talvolta aiutano i familiari più giovani. Ma prima di affrontare questo punto – e prima di diventare oggetto di improperi vari – voglio dire che i vecchi non hanno nulla da rimproverarsi. Tutt’altro. Non voglio dunque fare un discorso anti-anziani. Anzi, col passare degli anni provo sempre maggiore simpatia per la fascia di età dell’ispettore Barnaby e delle fibre di crusca solubili.
GIOVANI COL CAPPELLO IN MANO
Tuttavia, vorrei fare alcune riflessioni. Il periodo della vita che va fra i 30 e i 50 anni è quello in cui i genitori più potrebbero investire nel “capitale umano” (cioè l’istruzione) dei propri figli. Una possibile interpretazione del secondo grafico è che i genitori del 2008 sono meno in condizioni di farlo rispetto ai genitori del 1987. È un gran peccato, perché nel mondo del lavoro il capitale umano è sempre più determinante. Se un tempo si poteva avere un buon lavoro con la licenza di scuola superiore, e una laurea era una garanzia di alta retribuzione; oggi la laurea non è più garanzia di niente. Per avere un titolo di studio veramente qualificante, bisogna pensare ad alcuni (e solo alcuni) dottorati di ricerca e specializzazioni. Probabilmente da fare lontano da casa, magari anche all’estero. Chi finanzierà questo lungo e costoso corso di studi? E, prima, il viaggio in Inghilterra per imparare l’inglese, e il corso di informatica?
Sempre più – i dati suggeriscono – i genitori dovranno andare col cappello in mano dai nonni. Ma il nonno, capirà l’importanza dell’acquisizione di capitale umano per il nipote? Il mio timore è che il nonno non la capirà. Piuttosto, penserà che il corso di inglese o di informatica siano una stravaganza. Tanto più se, per mandare il nipotino in Inghilterra, il nonno dovrà razionarsi la badante o, sacrilegio, vendere la casa di proprietà. Tanto più ancora se il risultato finale di tutto questo investimento rischia di essere un nipotino lavorativamente “mobile”, orientato a emigrare. E quindi, il nipotino non riuscirà, anche se volesse, a fare quel salto di qualità che gli permetterebbe di emergere sul mercato del lavoro.
I nipoti Caprotti, presumibilmente, non sono a rischio. Se vorranno acquisire capitale umano potranno farlo, e avranno comunque una vita felice (o almeno agiata). Molti dei nipoti italiani, invece, non avranno le risorse per acquisire capitale umano. Per questo il conflitto generazionale in Italia è tragico. Le ripercussioni sul benessere delle generazioni future saranno profonde, e non in senso positivo.
* Ha ottenuto il PhD. in Economics alla Northwestern University. Ha insegnato alla University of California Los Angeles (UCLA), alla University of Pennsylvania, e alla New York University, prima di ritornare alla Northwestern University nella Kellogg School of Business. È Research Associate per il National Bureau of Economic Research (NBER) e Honorary Fellow del Collegio Carlo Alberto. Ha pubblicato numerosi articoli presso le maggiori riviste scientifiche internazionali. I suoi interessi scientifici riguardano la Political Economy (l'economia della politica), Legge ed Economia, Criminologia, e la teoria economica.


Comments
Mi sembra un'analisi lucida della situazione senza pretesa di fornire una soluzione. Nessuno dice di espropriare o eliminare gli anziani, ma che la sproporzione di ricchezza tra le diverse fascie della popolazione sia un problema è un fatto : si pensi anche solo che sono le persone tra i 20 ed i 40 anni quelle che spenderebbero di più avendone la possibilità (casa, figli, crearsi una vita insomma...), mentre oltre i 60 si tende ad accumulare per trasmettere, un giorno, alle generazioni future (che avranno ormai 60 anni anche loro) ma ormai il grosso delle spese è stato fatto, i figli sono fuori casa (almeno, in un paese normale), etc... Ricapitolando : meno spesa/investimenti, più accumulo, meno lavoro, più pensioni da pagare : un sistema di questo genere non puo' funzionare a lungo, senza se e senza ma!
In Italia viviamo sempre più a lungo. È una buona notizia. Ma significa anche che gli anziani controllano una parte sempre maggiore della ricchezza e la trasmettono sempre più tardi alle generazioni successive
quindi che fare? alziamo l'età pensionabile e riduciamo le pensioni, tanto gli anziani sono ricchi con le loro 3-400 euro al mese rubate dopo 40 anni di contribuzione per servizi esagerati e che non meritavano...gli anziani ci hanno rovinato, ci hanno derubato, ma perchè a sto punto non li eliminiamo è basta? basterebbe una semplice legge che taglia tutti i fondi per chi compie 60 anni, pensionamento senza pensione, ed eventualmente apertura di cabine per il suicidio (a pagamento ovviamente) sarebbe anche in idea per un nuovo bussines
se questi sono i professori...
ecco spiegato perchè i gravissimi problemi che la politica inetta ha messo fittiziamente in mano loro resteranno irrisolti.
Se si accusa di furti e malversazione, e di egoismo, la generazione che partendo dalle macerie del fascismo ha lavorato duramente (non parlo dei politici, parlo dei cittadini) e ha fatto grandi sacrifici per risollevare il Paese, spesso facendo l'emigrante e il paria in luoghi ostili pur di mandare a casa le "rimesse in valuta" che hanno portato l'Italia tra le prime sei economie mondiali come minimo si sbaglia mira.
Credo lo si faccia in malafede, per parare le terga ai veri responsabili: quelli che di quei sacrifici e di quei risparmi si sono appropriati ad uso personale senza avere ne titoli ne' capacità.
E non ci si dica, signor Persici, che aver votato per quella che oggi sappiamo essere la CASTA è una colpa di quei cittadini.
Se l'apparato informativo non fa il suo dovere di informare,. ma crea solo abili cortine fumogene per coprire i delinquenti di stato, molte persone occupate a lavorare e pagare tasse, oltre che a mantenere generazioni di figli di papà, potrebbero credere a quello che gli si racconta. E lo hanno fatto.
Se una colpa si può addebitare alle generazioni mature di oggi, è quella di aver protetto troppo i figli, e di non avergli dato un sano calcio in culo al momento giusto. Ora non sarebbero costretti a doverli ancora mantenere, magari dopo essere stati espropriati dai sedicenti "professori" di quei diritti (pensioni, tutela sanitari) che per tutta la vita si sono pagati col loro sudore e a cui avrebbero sacrosanto diritto, se i professori e i loro mandanti politici non se li fossero MANGIATI.
Io di anni ne ho 54, lavoro da quando ne avevo 8, nessuno mi ha mai regalato nulla ma a quelli come lei forse non basta.
Inviato da Anonimo il 28 agosto 2012 - 10:19
Mi riferisco alla sua domanda retorica finale.
Perché non indagano ?
Perché é molto più semplice sparare in prima pagina una statistica che, presa in quanto tale, senza ulteriori approfondimenti, non serve altro che a generare paura e risentimento verso gli anziani.
Se ieri abbiamo avuto i proclami contro i Fannulloni e gli Sfigati, oggi abbiamo quello contro gli anziani scialacquatori.
E, come si vede dai commenti, queste "manovrette", queste sparate propagandistiche, mirate a distogliere l'attenzione della gente per non far comprendere come in realtà si sia creato il buco nel bilancio dello stato, colgono nel segno, nel senso che i pesci (boccaloni) abboccano.
Una volta si usava attribuire ogni colpa agli israeliti (vedi i pogrom russi o il nazismo), oggi si usano altri bersagli, oggi a lui, domani a te, dopodomani a quell'altro. Tutto va bene per seminare zizzania, l'importante é che la massa non si renda conto di essere presa per i fondelli.
i vecchi sono l'unico welfare italiano che ancora regge. per poco visto che la falce avanza.
levato il welfare-nonni a figli disoccupati o single di ritorno e nipoti sempre più poveri si spalanca il mercato degli schiavi.
forse è proprio quello che si vuole ottenere e questo, come altri articoli, servono solo ad accelerare e buttare fumo negli occhi e accelerare il fenomeno.
Andate a vedere quanti itagleni prendono una pensione superiore ai 1000 euro (a malapena sufficienti per pagare un affitto e le bollette in alcune città, altro che nipoti).
perchè non proporre un sano welfare per tutti e pensioni decorose per gli anziani?
Perchè non tagliare le pensioni d'oro (confluite peraltro nell'INPS da quando sono falliti gli enti che dovevano erogarle, non si è mai indagato a fondo il perchè) scandalosamente concesse a manager soprattutto pubblici?
perchè oltre alle tasche dei nonni non si va a vedere quanti soldi hanno macinato banche e aziende ASSISTITE e adesso boriosamente trionfanti e arroganti verso il nonno mangia nipoti?
quanta manodopera disperata e a basso costo guadagnerebbe il mercato delle medesime aziende se venisse meno il welfare-nonni?
quanti beni dei nonni alla fame incemererebbero i soliti noti?
lo sapete, vero, che ci sono in giro un sacco di finanziarie che danno soldi ai nonni con garanzia pensione e beni immobili? e molti di questi anziani pignorano i pochi averi per assitere figli e nipoti al limite della soppravvivenza. Perchè non indagate su questo fenomeno?
saluti
sorry per gli errori.
parecchi.
ho scritto in fretta
Mi sembra che Roberto Orsi abbia centrato il problema.
L'Italia ha bisogno di più bambini, beninteso, che siano italiani e appartengano alla classe media.
Propongo quindi di multare severamente le coppie appartenenti alla classe media che non procreano almeno tre (3) pargoli.
Propongo inoltre che un cospicuo premio in denaro o titoli di stato venga invece elargito alle coppie della classe media che procreino da 3 a 4 figli ciascuna, mentre alle coppie appartenenti alla classe lavor ... (pardon) ai ceti più bassi (i "meno fortunati"), per ogni figlio messo al mondo lo stato provvederà ad aumentare le tasse del 10%. Anzi, facciamo pure del 15%, così imparano.
In questo modo avremo in pochi decenni un paese finalmente ripopolato e soprattutto abitato da gente di pelle bianca e perbene.
Il futuro è la ri-politicizzazione della demografia. I soliti diranno che è una cosa da fascisti. Ma l'Italia ha davvero bisogno di più bambini (italiani, possibilmente della classe media). Invece di agevolare chi ha bambini, si dovrebbe tassare duramente chi non ne ha (tassa sul celibato?). L'alternativa è semplice: il paese cessa di esistere.
Caro Nicola Persico,
se il suo articolo non voleva sollevare un polverone nella guerra tra generazioni, noto con (dis)piacere che i dati forniti non hanno fatto altro che svelare una realtà forse sotterranea ma alquanto tangibile.
Quella di un attuale aperto conflitto tra nonni e figli/nipoti come risultato di accorte campagne di stampa.
Certo, come è già stato scritto, a poco vale sollecitare una riflessione sui motivi che hanno portato il nostro paese in questa situazione. E' meglio abboccare alla vulgata che vuole la generazione precedente cicala stolta e approfittatrice a danno della gioventù.
D'altra parte, l'uso del Divide et Impera ha sempre funzionato, soprattutto nel nostro paese, no?
E mentre gli sciocchi strillano contro gli anziani scalacquatori (ma andate a leggervi le statistiche, per favore), i soliti noti stanno provvedendo con la tattica nota come "a foglia di carciofo" a tagliare, tagliare, tagliare (il Welfare).
p.s. ma se il nonno raziona la badante e/o vende la casa di proprietà, chi lo potrà accudire/dove andrà ad abitare?
Forse la cosa migliore sarebbe un suicidio di massa ?
lo ha detto anche Nicola Rossi: " L’anomalia vera è quella della generazione che ha preceduto quelli che oggi sono i giovani. Una generazione composta, non trovo immagine più efficace, in buona misura da cavallette " , anche se personalmente ritengo più adatto il termine " locuste.."
onestamente è quello che ho sempre pensato, mio padre ad esempio, semplice impiegato con diploma, in pensione a 57 anni e ora a 75 si ritrova con più di 2500euro di pensione al mese, nonostante ciò non smette di lamentarsi, e votare chi fa i suoi interessi..
Noi figli invece con età tra i 30 e 40 anni, laureati (in parte a nostre spese dato che abbiamo sempre lavorato durante gli studi) con figli piccoli a carico (asili nido privati) e grosse spese per spostamenti casa-lavoro, non riusciamo ad avere redditi superiori al suo, se poi ci mettiamo i pesanti mutui che dovremo pagare per i prossimi 20-30anni il rapporto si riduce a 2:1.
Il mio è forse un esempio ma penso da troppo tempo che il welfare in Italia è spostato sempre troppo verso gli anziani e poco verso chi vuole costruire una famiglia e chiede qualche aiuto dallo stato come ad esempio asili nido più economici e detrazioni maggiori per chi ha figli.
Insomma, viva le lotterie, i gratta e vinci e Vanna Marchi che ridistribuiscono il reddito.
Il conflitto generazionale, a parte la famiglia Esselunga e simili, esiste solo nelle menti degli economisti neo liberisti.
Per il resto, se anzichè distruggere il Welfare come si sta facendo, lo si rafforzasse probabilmente il problema non sussisterebbe .... Certo che articoli come questo rafforzano nella convinzione che l'economia sia una una scienza triste. . .
il signor persico è funzionale al tentativo di creare conflitti interni al fronte dei cittadini, per distrarli dal bvedere chi davvero è il loro brutale nemico: la genìa della CASTA, un'oligarchia inetta e avida fatta di politici e di professori parassitari
i vecchi hanno i soldi e il potere.
Questo è il motivo per cui la riforma del mercato di lavoro non viene attuata.
Bene, é ora che si parli di questo argomento, anche con la serietà dei dati, per proporre quindi delle soluzioni.
Lo squilibrio demografico entrerà nel vivo nei prossimi anni, quando i trentenni (i nati negli anni del calo demografico degli anni 80) saranno sempre meno e ci saranno quindi ancora meno figli.
La maggior parte dei pensionati dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza (dopo essersela messa nel portafoglio) e attivarsi per la propria "comunità", per i giovani del posto in ci vivono, magari facendo più volontariato, ad esempio; andrebbero ridotte le pensioni più elevate destinando la cifra in misure per i giovani, favorendo magari le coppie che decidono di avere figli, cercando di accrescere nei giovani la voglia di fare impresa (smettendo anche di tartassare le imprese, altrimenti nessuno si butta in questo gioco al massacro).
Ci sono altri modi per passare dalla costatazione di un declino inevitabile (quale la situazione attuale) alla reazione o a un tentativo di sopravvivenza ?
L' uso di "educazione" al posto di istruzione è peggio che pessimo. È pur vero che ora tocca ai nonni contribuire all' "educazione" dei nipoti, perché i genitori spesso se ne fregano, ma se già hanno fallito con i propri figli è difficile che ottengano di meglio dai nipoti. Quell' "educazione" per fortuna potrebbe comunque essere data gratis sia dai genitori che dai nonni, l' altra si chiama ISTRUZIONE, per Dio.
"In Italia viviamo sempre più a lungo. È una buona notizia."
PER CHI?
Per tutti gli italiani che moriranno prima di loro perchè il progresso della medicina non sopperirà la mancanza di risorse per la prevenzione.
Ma ha idea che tanti non fanno visite di controllo perchè non hanno i soldi per i ticket, ma pensa che in italia si riuscirà a mantenere questa aspettativa di vita?
Questi ingordi hanno distrutto una nazione, si sono magiati 2000 miliardi di euro di debito pubblico con i quali fanno elargizioni di bontà a destra a manca, hanno drogato i figli mantenendoli e tenendoseli vicini in casa sino ai 40 anni senza far un cacchio, gli hanno dato i soldi per l'anticipo della casa, li hanno fatti laureare o diplomare in ambiti dove non esistono lavori (altro che percorso più difficile) ....
e gli stanno anche simpatici?
Guardi, ogni volta che sono in macchina e me li trovo costantemente a 80 anni ad intralciare in mezzo alla strada o nei parcheggi io dico a mio figlio : il loro egoismo lo si vede nelle strade, pretendono di guidare fino alla morte invece di ringraziare di essere vivi, vattene via da quasto paese di morti viventi !!!
il tono un po' polemico del precedente commento era per dire:
nel puntare contro una categoria demografica (invece che ad una generazione specifica) c'è il rischio che poi, negli anni a venire, si arrivi a fare leggi e norme che limitino i "privilegi" degli anziani, finendo per darla in testa...proprio ai "giovani" d'oggi divenuti anziani. Mazziati due volte, per così dire.
Sparando a bersagli mobili c'è il rischio di tirarsi un colpo sul piede...
Sinceramente, trovo alquanto singolare questo articolo.
Singolare e fuorviante poiché, mentre sciorina una serie di dati statistici che sono probabilmente veritieri (non metto in dubbio quanto afferma la Banca d'Italia), al tempo si guarda bene dal fornirci anche il motivo, il perché di questa disparità di reddito tra nonni e nipoti.
L'autore afferma di non voler fare un discorso anti-anziani, però, non motivando (seppure vagamente sfiorandone le cause nell'ultimo paragrafo) questo stato di cose, a conti fatti riesce nel compito di creare ancor più un conflitto tra generazioni.
Un lavoro fatto a metà e che non rivela altro di quanto i cittadini itaiiani già conoscano a menadito.
E quindi cosa si suggerisce nell'articolo? Di espropriare i nonni?
E poi francamente, come si sa anche senza guardare il grafico, non è una questione di ANZIANI monopolizzatori e sempre più longevi e generazioni più GIOVANI, ma molto banalmente il fatto che c'è UNA generazione nella storia dell'occidente, quella nata attorno all'ultima guerra mondiale, che si è accaparrata tutto: si è fatta il '68, reclamando e ottenendo, si è goduta i privilegi borghesi degli anni '80 (le barrette nere del grafico), ora si gode una bella pensione, oltre al gruzzolo (le barrette bianche: sono sempre gli stessi).
"Anzi, COL PASSARE DEGLI ANNI provo sempre maggiore simpatia per la fascia di età dell’ispettore Barnaby e delle fibre di crusca solubili."
ma guarda, chissà come mai
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