Torna l’Ici, ma come sta il mercato immobiliare in Italia?
Federico Formica
«L’esenzione delle abitazioni principali è una peculiarità se non un' anomalia del nostro ordinamento», ha detto Mario Monti nel suo discorso programmatico al Senato. La reintroduzione dell”Ici sulla prima casa, abolita nel 2008, si avvicina. Ma qual è lo stato di salute del mercato immobiliare? Aumentano sempre più gli edifici invenduti e la compravendita si è sensibilmente ridotta rispetto al 2010 (quando già eravamo in piena crisi). Eppure i costi non sembrano essersene accorti e non scendono. Tutti i dati nella nostra infografica.
Lo sanno anche i sassi: il mercato immobiliare italiano è in crisi. Il problema è che i prezzi non se ne sono accorti. E continuano a volare alto. Negli ultimi anni di recessione il mattone è sceso di pochi punti percentuali, come se le quotazioni delle case si trovassero in una realtà parallela. I fatti sono altri: i costruttori piangono, i proprietari aspettano tempi migliori e gli italiani ripongono nel cassetto il sogno di una casa di proprietà. Anche loro in attesa che passi 'a nuttata.
«In un mercato sano, quando la domanda non aumenta i prezzi si abbassano. Ma in Italia l’offerta è molto rigida», spiega Luca Dondi di Nomisma, la società di studi che ha da poco pubblicato il suo Rapporto Immobiliare. In parole povere: chi non riesce a vendere, non ritocca il prezzo al ribasso. Semplicemente, aspetta. «All'inizio della crisi, nel 2008, l’Fmi aveva previsto per il nostro Paese uno sgonfiamento del mattone del 25-30%. La realtà è che il prezzo è calato del 10%».
Gli ultimi dati pubblicati da Nomisma parlano chiaro: nelle città il prezzo del mattone è praticamente fermo. A Roma un appartamento usato costa in media lo 0,8% in meno rispetto a un anno fa; -1% a Milano, -1,5% a Napoli, un misero -0,2% a Genova. Il ribasso è più marcato a Firenze dove i prezzi sono scesi del 3,3%. Ma in termini assoluti siamo a livelli astronomici. A Venezia un metro quadro – facendo la media tra case di pregio, centro, semicentro e periferia – è di 3.753 euro. Roma è a 3.542 euro e Milano a 3.500.
Numeri incredibili se letti insieme a quelli di Ance, l’associazione che riunisce i principali costruttori del Paese. Le compravendite nel primo trimestre 2011 sono crollate del -3,7% rispetto allo stesso periodo di un anno fa, quando la crisi c’era e si faceva sentire eccome. E spostando la lente d’ingrandimento sui centri urbani si scopre una realtà molto variegata. A Roma il mercato si sta risvegliando, a Torino e Bologna il volume delle compravendite è in forte aumento. Mentre Milano, Napoli e Firenze sono ancora a livelli negativi. Si vende e si compra meno rispetto a dodici mesi fa.
«Nel mercato del mattone italiano la legge della domanda e dell’offerta vale zero», afferma Daniele Barbieri, segretario nazionale di Sunia, il sindacato nazionale degli inquilini. «La proprietà immobiliare in Italia è molto diffusa, quindi slegata dai grandi gruppi immobiliari. Un piccolo proprietario non può permettersi di abbassare troppo il prezzo. La verità – conclude Barbieri – è che da noi c’è un solo modo per fare l’affare: trovare un venditore che abbia urgenza di concludere». In questo gioco di strategia c’è una variabile molto importante ma sottaciuta. O, perlomeno, scansata dal dibattito. È quella delle case nuove e invendute. Quante sono? L’Ance giura di «non avere a disposizione» il dato. L’ultima cifra nota è di 120.000 immobili costruiti e ancora in attesa del primo compratore. Una stima pubblicata dalla Commissione Ambiente della Camera che a gennaio 2011 ha realizzato un’indagine conoscitiva sul mercato immobiliare. «Credo che sia una stima per difetto – commenta Dondi di Nomisma – e comunque, da gennaio ad oggi l’invenduto è sicuramente aumentato. Stando ai numeri di Ance, oggi siamo almeno a 150.000». Più diretto Barbieri: «Quella sull’invenduto è una stima che i costruttori preferiscono tenere per sé. Non è difficile capire perché. Se ammetto che c’è un grosso stock di immobili invenduti mando un segnale chiaro al mercato. E la conseguenza sarebbe l’abbassamento dei prezzi». In realtà è lo stesso sindacalista degli inquilini a concedere che«anche se la cifra reale dell’invenduto fosse 300.000, questo non basterebbe a influenzare in modo significativo l’andamento dei prezzi. Ma sarebbe comunque un elemento in più».
Resta un fatto: è molto più facile sapere quante sono le case sfitte (4,2 milioni, dati dell’Agenzia del territorio) piuttosto che le case invendute in Italia. E se è vero che a questi 4,2 milioni bisogna togliere le abitazioni semidiroccate, le seconde case e quelle che si tengono vuote per abitarle in un futuro, è anche vero che, sommate alle migliaia di case nuove di zecca e mai abitate, si potrebbe risolvere un problema grosso così: quello del diritto alla casa. Il rapporto Nomisma individua nella difficoltà di accesso al credito una delle cause della crisi immobiliare. Moltissimi italiani non hanno i requisiti per accendere un mutuo. Quindi a comprare casa non ci pensano neanche. Non va meglio con le locazioni, se la causa dell’85% degli sfratti è la morosità. «Sunia sta collaborando con diverse amministrazioni comunali: Firenze, Torino e, da quando è arrivato il nuovo sindaco Pisapia anche con Milano», spiega il suo segretario nazionale. Il principio è semplice: convincere i proprietari a mettere a disposizione i propri immobili sfitti o invenduti ai cittadini che ne hanno bisogno e che possiedono i requisiti. Chi garantisce sulla puntualità dei pagamenti e sul fatto che, a fine contratto, l’immobile tornerà a disposizione del proprietario? Il Comune. Con un fondo di garanzia «che potremmo mettere in piedi con i depositi cauzionali, come si fa in altri Paesi europei», propone Barbieri.
Nel frattempo la dinamica è chiara e ben pronosticabile. Quando la crisi finirà le gru torneranno al lavoro, si ricominceranno a costruire palazzine e villette «e a un eccesso di offerta si sommerà altra offerta. Che ad oggi, non si capisce come potrà mai essere assorbita», conclude Dondi di Nomisma.
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Comments
Tutti parlano del fermo della vendita degli immobili, chi vuole vendere il 20 percento del valore di mercato .. ecc....
Ma qual'è il valore di mercato di una cosa indispensabile per vivere ? per farsi una famiglia ?
Perchè un appartamento costruito nel 1980 costava 28milioni , nel 2000 lo stesso l' ho acquistato a 260 milioni , e nel 2005 il mio vicino ha comprato un appartamento IDENTICO al mio e lo ha pagato 205000 euro ? il mercato ??????? questo ovviamente, va a inflenzare il costo degli affitti .......
Ma è possibile non arrivare al punto che più soldi si spendono per una casa meno ne hai da dedicare ad altre attività ??? così difficile capire che chi ha già una casa può comprare abbigliamento italiano e dare lavoro a un azienda italiana producendo occupazione ??? può andare al ristorante dando lvoro a un cameriere .... ???? per non parlare dell' evasione di costruttori e agenzie immobiliari che ti fanno lo sconto se li paghi in nero ....
Il mercato e il relativo costo, bisogna considerarlo sui beni futili .... a999 euro 6 anni fa si comprava un tv da 32 pollici in hd, oggi a 299 si compra uno smart tv ... questo è mercato ..... un domani allora, cosa faremo, daremo in mano la gestione degli acquedotti ? l 'aria che respiriamo ? poi diremo ... ah oh ... è il mercato .....
buongiorno
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Voglio comprare casa,ma finchè il prezzo non scende ad un prezzo VERAMENTE ragionevole, per me se li possono tenere.
Conosco tanta gente che hanno cercato di vendere la casa e non ci sono riusciti per il prezzo che chiedevano (te credo,cò sti prezzi).
Io aspetto seduto e paziente su la riva del fiume LA GRANDE BOTTA
..............................................................................................................( dovete mollare se volete vendere perchè i piccioli non ci stanno)
.............................................................................................................................. e io GODOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Bravo, così si fa, il prezzo ragionevole sarebbe potere spendere al massimo 400 euro al mese per un appartamento vero, sia in affitto che un mutuo, non importa, ci guadagnano lo stesso quei delinquenti .... non vogliono solo mangiare, non vogliono solo ingrassare, vogliono mangiare da stare male ingrassare e anche vomitare .... e c'è gente che non può farsi una famiglia perchè non ha un tetto
Sono mesi che sto tentando la vendita di un trilocale anni 60 ben tenuto interno-esterno, ribassandolo fino al 30% del suo reale valore, niente da fare. cosa devo fare per venderlo? forse è il momento di fare beneficienza, forse così avrò un posto in paradiso, ( senza tasse, si spera ).
Sono mesi che sto tentando la vendita di un trilocale anni 60 ben tenuto interno-esterno, ribassandolo fino al 30% del suo reale valore, niente da fare. cosa devo fare per venderlo? forse è il momento di fare beneficienza, forse così avrò un posto in paradiso, ( senza tasse, si spera ).
v
sono stato un ex agente immobiliare e ricordo che il prezzo lo decidevano i proprietari e che noi dovevamo accetttare perche altrimenti un altra compagnia accettava l'incarico. quindi detto fatto la colpa è di una non regolamentazione delle compagnie immobiliari che a prescindere dal nome o dal servizio accettano le desposizioni dei clienti. dolcisinfundo sia venditore che agente immobiliare lucrano su di un prezzo pompato. il prezzo a sua volta viene pompato perche in ogni agenzia viene ogni anno fatto un andamento del mercato che decidera i prezzi dell'anno successivo!
da dire in oltre che molte agenzie sono conesse con altre compagnie direttamente o indirettamente per avere delle pseudo agevolazioni al mutuo e qui un altro mondo tra persone che si fanno favori.
potrebbe sembrare una generalizzazione e di fatti lo è perche è poco ma sicuro che qualsiasi venditore per bene per sopravvivere anche se ci fosse solo un a fare il cattivo sarebbe abbastanza per drogare il mercato.
il prezzo non lo DEVE fare il proprietario, forse non tutti sanno che i comuni danno e fanno costruire case su terreni denominati PEP ..... appartamenti che non possono essere venduti al prezzo che pare a ognuno di noi , quella è edilizia popolare .... chi controlla ?????? poi se vuoi la casa di lusso , PREGO, li c'è il prezzo di mercato ..... l' altra è solo speculazione .... esempio casa : 1980 costo 28000 .... 2000 costo 260000000 2005 costo 205000 euro .... LA STESSA CASA ... secondo voi non è speculazione ???????
le banche sono la rovina dell'economia sana... sono loro il cancro del malessere in cui si trova ora il mondo... non prestano soldi ma speculano sui prestiti alterando il mercato con la finanza creativa,,, e questi sono i risultati... le banche dovrebbero essere fare solo da cassieri e proteggere i soldi dei cittadini e invece i soldi dei cittadini non sono più nelle banche perchè nelle banche c'è solo documentazione che attesta che nella banca sono stati messi dei soldi ma questi soldi dalla banca sono spariti!!! ora c'è solo carta straccia!!! e ipoteche astronomiche su case che valgono solo la metà... povera italia
MI sembra che a concorrere alle quotazioni esorbitanti degli immobili sia la grande disponibilità economica - nelle mani di poteziali acquirenti - derivante da attività illecite, corruzzione ed evasione fiscale. In sintesi, mercato drogato e non accessibile a chi non fa parte del predetto sistema. Tutto qui.
Questo, in parte, giustifica le diversità con quanto accade negli altri Stati europei, dove i prezzi degli immobili sono stati fortemente influenzati dalla negativa congiuntura economica.
Gli agenti immobiliari sono il problema. E' gente che invece di lavorare specula sui sogni e i desideri di chi compra una casa. E' necessario fare subito una profonda riforma del pianeta casa partendo in primis con l'eliminazione di questa ignobile categoria di personaggi. Piacerebbe a tutti guadagnare decine di migliaia di euro solo per dire 4 fesserie alle persone, fare da cicerone nel visitare una casa o fare due copia e incolla per stampare un compromesso di vendita ! Questa gente, se proprio non sa fare altro, dovrebbe al massimo percepire un compenso fisso pari a 400 o 500 euro per ogni casa venduta e comunque sarebbe già troppo. CHE SI TROVINO UN VERO LAVORO !
Specifica che tipo di lavoro fai tu! io sono nel campo immobiliare e sono orgoglioso di fare questo lavoro molto duro e oggi come oggi con grosse spese di pubblicità e costi di mediazione molto alti per poi guadagnare dopo mesi che si spende del tempo su un prodotto veramente poco.
Ci saranno sicuramente agenzie immobiliari che fanno tutte le cose che dici tu ma per la maggior parte gli agenti immobiliari che lavorano i agenzie indipendenti fanno il loro lavoro con costanza, impegno e cura del cliente!
Come in tutte le categorie ci sono le mele marce ma generalizzare troppo non fa di lei una persona intelligente.
Poi mi scusi ma perchè dovrebbe essere nostra la colpa? Non siamo noi a fare il prezzo ma i proprietari che si fissano su un prezzo e non vogliono diminuirlo e noi con il nostro impegno lo facciamo abbassare pian piano fino al valore reale.
Distinti saluti!
Caro Gagliardo è come se per eliminare i brufoli vietassi la Nutella. Se ritieni che gli agenti immobiliari guadagnino troppo rispetto a ciò che fanno, non andare da un agente immobiliare se ti serve una casa; se è solo invidia per i loro guadagni, fallo anche tu, l'agente immobiliare. Invece a me sembra che il qualunquista e il disinformato (non sai di cosa stai parlando) sei tu. Dimmi qual è il tuo VERO LAVORO e poi vedrai se non ci troverò qualche difettuccio.... Smettila di dire baggianate e invece di invidiare il prossimo guardati allo specchio...e attento ai brufoli.
Ma lo sapete che molti periti per banche e finanziarie fanno anche gli agenti immobiliari o sono direttamente collegate con le agenzie con le finanziarie, fanno il prezzo e ti procurano il mutuo sul valore da loro stessi indicato e gonfiato. Alla faccia del sano mercato
La soluzione a tutti i mali? una bella e pesante ICI sulle case sfitte, disabitate, vuote. Naturalmente a discrezione del comune, e il mercato si assesta a valori più umani. Migliori e più definite regole per i proprietari e inquilini in modo che non ci sia bisogno di ricorrere a cause civili.
Tassando maggiormenti gli immobili vuoti si abbasserebbero i prezzi degli affitti (400-600 per una stanza 3x4 in zona non di pregio, non centrale a Roma!) e la casa non sarebbe più un bene da acquistare a tutti i costi ma un qualcosa da usare e poter cambiare più facilmente.
Per quello che ne so, i prezzi indicati sono sottostimati per Roma. A 3500eu/m si trovano seminterrati in borgata senza marciapiedi, parchi servizi, mezzi di trasporto. nel resto d'europa dove il prezzo della vita è molto più alto, molti nostri immobili verrebbero abbattutti o verrebbero date agli indigenti gratis, qui invece case in quartieri favelas sono considerati per i loro prezzi roba per benestanti. A quel prezzo si trovano solo qualche casa in quartieri dormitorio, accanto al GRA senza mezzi pubblici, dove occorrono dalle 1-2 o 3 ore per raggiungere il centro.
Dunque, non so se chi mi risponde sia un operatore, peró occorre chiarire che i dati percentuali non possono essere snocciolati un tanto al chilo pena la decadenza di ogni utilità indicatoria. Se si valuta con dignitosa oggettività il dato medio nazionale di valore unitario di immobili di media qualità (l'edilizia di pregio non rappresenta un campione numericamente significativo) ovvero circa 3000 €/mq, l'incidenza del costo di costruzione per un fabbricato in classe A è prossima al 50% (1500€), quindi il valore di incremento rispetto agli standard ante 2007 è +20% sul costo, ovvero +10% sul prezzo di vendita se la matematica non è un'opinione. Ebbene cosa è successo: si offre un prodotto qualitativamente superiore, alle stesse quotazioni di un lustro addietro, grazie a una netta contrazione dei margini di impresa e dei prezzi delle aree edificabili.
N.b: se l'amico vast dispone di tecnologia e maestranze capaci di simile resa prego di contattarmi privatamente poiché sono piuttosto interessato a un simile portento.
@comasco: notoriamente pero' i costi di costruzione edilizia hanno un'incidenza limitata nella formazione del prezzo (sono al massimo il 30%, nelle zone pregiate ancora meno). Le innovazioni tecnologiche, oltre a essere state abbondantemente incentivate con premi volumetrici e altro, non hanno inciso sui prezzi più del 2-3% (a dir tanto)
Mi chiedo come un sito uso a proporre serio giornalismo di inchiesta, incorra in un errore tanto grossolano e dilettantesco, somministrando una riflessione colpevolmente parziale e un giudizio ingiustamente negativo. Il mercato immobiliare ha subito dal 2007 in poi una riforma storica, seguente l'innovazione normativa in materia di risparmio energetico e difesa dal rumore; pur trattandosi di un'evoluzione necessaria, è stata imposta troppo repentinamente e nel momento più difficile. Realizzare un immobile rispondente alle caratteristiche tecnologiche e funzionali imposte dal legislatore richiede un dispendio sensibilmente maggiore in termini di costi (materiali e professionali), perdipiù la scaletta alfabetica di qualificazione energetica prevede l'ovvia propensione per l'utenza all'acquisto di immobili in classe A (ovvero i più evoluti, e di conseguenza dispendiosi). Se è vero che il prezzo degli immobili è calato mediamente del 10%, deve sommarsi l'equivalente incremento dei costi di realizzazione (perlomeno) per figurare una rappresentazione sommariamente onesta.
Stante la premessa, sarebbe doveroso menzionare almeno altri 2 elementi di valutazione: la stretta sul credito alle imprese, e l'incremento verticale dei costi delle materie prime, dovuto all'inedito impennamento della richiesta da parte dei paesi emergenti.
Se un'occasione di riflessione deve esserci, che sia suggerita da una tesi equanime, quantomeno negli intenti.
a milano la media sarebbe 3500 al mq??? magari a me sembra che i prezzi partano da 3500 al mq. gli agenti immobiliari dovrebbero pensare di buttarsi via, sono gli esseri umani più inutili dopo le zanzare e causa principale dell'innalzamento dei prezzi degli ultimi 15 anni
I prezzi sono rigidi non solo per la frammentazione proprietaria, perché anche le grandi società immobiliari preferiscono aspettare piuttosto che ridurre i prezzi: le grandi plusvalenze infatti si fanno prima, sul valore dei terreni; quando si arriva alla vendita del finito, qualunque riduzione del rpezzo rispetto a quanto previsto si tradurrebbe automaticamente in una perdita.
Qui c'è una grande responsabilità non solo dei dirigenti e dei professionisti che assistono le grandi società immobiliari, ma anche dello Stato che non fa nulla di fronte a un problema tanto noto ed evidente. Si potrebbe ad esempio imporre la formazione di "riserve" nelle transazioni fondiarie atte a garantire sulle fluttuazioni dei prezzi, o simili, in modo da ridurre le rendite fondiarie al momento della valorizzazione urbanistica, e da non lasciare con il "cerino in mano" gli attori delle transazioni finali. La "riserva" potrebbe poi essere redistribuita all'atto finale. Così non ci sarebbero più personaggi scappati con il "malloppo" come capita adesso (e si potrebbero fare tanti esempi...)
Ma vogliamo denunciare la categoria degli agenti immobiliari?
Da quanto sento praticamente da tutti, confermato anche dalla mia diretta esperienza personale, si tratta di commercianti subdoli pronti a qualunque cosa pur di concludere l'affare e intascarsi il loro bel compensino in nero.
Secondo me sono molto peggio dei dentisti..
AB
Sono un agente immobiliare, sono un imprenditore, un commerciante, un padre, un uomo. Le sue osservazioni, pur suffragate da esperienze dirette, sono offensive e lesive. Nessuno le impone di rivolgersi ad un agente immobiliare per trovare casa, se lo fa, analizzi chi ha di fronte, in ogni caso ricordi che il mediatore, nel far concludere l'affare, realizza lo scopo della sua attività; come lo fa, con quale etica, questo è da verificare caso per caso. Le tasse sono troppe, io le pago, lei che non so che mestiere fa, può dire altrettanto? L'onestà non si misura con il prelievo alla fonte, la sua eventuale impossibilità di evadere non la fa diventare per questo un uomo onesto, la controprova è il suo post.
L'Italia e' una Repubblica fondata sul cemento.
Lo dico da sempre e continuero' a ripeterlo!!!
Non appena si fermano le costruzioni tutto l'indotto si ferma ed ecco che vedi squadre di piastrellisti e di muratori a spasso a vendersi al miglior offerente.
Per quello che mi riguarda ci sono i muratori romeno o albanesi che stanno tornando a casa perche' da loro c'e' piu' lavoro; ma ci rendiamo conto.
Ma le costruzioni portano anche serramenti, finestre, tetti, grondaie... un indotto formidabile...
Ma con 4,2 milioni di case sfitte, e 300.000 invendute (sic.) pensiamo ci sia ancora bisogno di costruire?
Ristrutturiamo quello che gia' c'e', non con ampliamenti ma con migliorie energetiche ed allora i prezzi delle case saranno giustificati.
A Padova, case che al costruttore costano 140.000 euro si vendono a 250.000 (lo so per certo) . Con questi margini ovvio che si puo' aspettare a vendere senza calare... vi pare?
Il problema non e' solo di prezzi al mq ma anche dovuto alla rapida crescita di disoccupazione e sopratutto dalla maggior restrizione delle banche nel
concedere i mutui; ormai e' quasi impossibile accedere al mutuo a meno di garanti o di un reddito molto alto che di questi tempi
e' impossibile.
Penso che bisogna adeguare gli stipendi al caro vita altrimenti non si compreranno piu' case in futuro
Purtroppo il problema degli invenduti è molto più ampio di quanto si possa immaginare; da agente immobiliare posso dire solo che , perlomeno per quel che riguarda la mia città ( e non solo), il privato non ha la minima idea del valore che possa avere il suo immobile in un momento come questo , basandosi sulla conoscenza dei prezzi visti su cartelli privati o addirittura in agenzie che oggi raccattano di tutto , mettendo in forte discussione la perizia fatta da un professionista ; come citato sopra i più non vendono aspettando tempi migliori ( ma verranno ?), o dicono di non avere bisogno ( ma allora perchè vendono? ) bloccando ancora di più l'ingranaggio delle compravendite immobiliari; è vero della crisi, della disoccupazione ( ecc. ecc. ) ma dei prezzi delle case alle stelle no? quello che ci vorrebbe ( e che è mancato con l'introduzione dell'euro ) è un maggiore controllo delle autorità competenti sul valore €/mq e soprattutto cercare di inquadrare le agenzie immobiliari su una linea guida ( che riguarda le provviggioni e stime ) che dovrebbe essre seguita alla perfezione da tutti.
Un saluto a tutti Dario
non è vero che i prezzi non siano scesi. dal ferragosto nero del 2007, inizio della crisi subprime americana, ad oggi hanno perso mediamente il 20/30%. solo che alcuni istituti di ricerca non se ne sono accorti, e hanno continuato a pubblicare "listini" con valori lontani dalla realtà del mercato. chiediamoci quindi "cui prodest"?
Proviamo a metterla così: i costruttori non esistono essi sono l'insieme dei progettisti a qualunque livello, il pericolo di perdere i propri soldi investiti, l'impegno per far fronte ai tassi di interesse per i mutui di cantiere, i rischi d'impresa, i rischi del mercato per coprire l'invenduto. Un insieme di fattori, soggetti diversi a formare un unicum allo scopo di produrre edilizia, questi sono i cosidetti costruttori. Produttori di edilizia, quell'edilizia tanto odiata:"cosa ne facciamo di tutte queste case, fino a dove vogliamo costruire, perchè costruiamo così tanto, hanno costruito perfino vicino a casa mia, maledetti!" Ma perchè non demolisci la tua casa, così fai felice il tuo nuovo vicino, il cliente del "costruttore". Questa estate sono stato a Londra poi a Parigi e New York, che città meravigliose, forse un pò caotiche, ma a viverci sarebbe il mio sogno. Ma come sono fatte? Di alberi? Di praterie? Di case lontanissime tra loro fino a non vedere l'uscio del confinante? Voglio che qualcuno mi dica che Venezia merita di essere demolita per fare posto a parchi e giardini immersi nella laguna e sommersi dalle zanzare. Voglio che qualcuno si proponga per demolire la propria casa in nome della natura, vengo io a farlo. Il costruttore
Il mercato non è ancora in vera crisi ! Finchè riusciranno a costruire case senza tutte le soluzioni oggi pronte per abbastare i costi energetici probabilmente non sono ancora alla vera concorrenza. Vedo ancora case prive di pannelli solari termici, fotovoltaici manco a pensarne, nelle villette pozzi d'irragazione per il giardino, domotica per il risparmio energetico e molte altre soluzioni che potrebbero con un'incidenza del 5% sul guadagno del ricco costruttore sbaragliare la concorrenza e vendere... ma evidentemete non è ancora così difficile vendere una casa di nuova costruzione!
I prezzi non scendono per delle precise ragioni socioculturali: perchè nell'ambiente della speculazione immobiliare confidano sempre nella mentalità della "maggioranza" degli italiani,
mega-cojones che potenzialmente e NONOSTANTE TUTTO
- si fanno manipolare dagli agenti immobiliari,
- firmano proposte d'acquisto-capestro, drogati dagli allettamenti più collaudati delle moderne strategie di marketing,
- continuano a fare gli "ottimisti", come gli hanno insegnato da vent'anni, e si buttano sulle offerte come fossero sul tavolo verde di un casinò, ormai privi di un vero e proprio "senso" del denaro (provassero a ricordarsi che anche solo 40.000 euro una volta equivalevano a 80 milioni delle vecchie lire),
- comprano ai prezzi più assurdi,
- s'indebitano fino al collo.
gli stessi ciccioni che trascorrono il tempo libero a davanti alla tv, ai loro idioti canali a pagamento, a fare struscio nei centri commerciali. prolifici come conigli e meno interessanti di una latina schiacciata... la massa-gregge formata da un sistema capitalista spietato e inumano che lentamente ci sta portando alla rovina
Io penso invece che tu con queste affermazioni hai solo un problema ... sei un po’ frustrato dalla vita che ti circonda ... non hai il quadro chiaro di quello che affermi e del mercato immobiliare ... i problemi ci sono ma non sono da addebitare agli Agenti Immobiliari quelli veri e seri, ( ad eccezione dei vari franchising come Tecnocasa, Toscano o Gabetti, che mettono in giro ragazzini senza titoli nè preparazione adeguata) ... il vero Agente Immobiliare ha tutto l'interesse ad abbassare i prezzi e le pretese dei proprietari perchè è più facile e redditizio vendere appartamenti che valgono 120.000 a 100.000, che un immobile che vale 120.000 a 150.000 ... i proprietari oggi hanno altre esigenze dettate dal forte indebitamento con le banche, tale da non permettere il ribasso xchè il prezzo ottenuto dalla vendita non andrebbe a coprire il debito contratto ... chi compra non ha liquidità, sia per la forte rigidità da parte delle banche e sia perchè non c'è sicurezza nel campo del lavoro e quindi nella certezza del far fronte all'eventuale mutuo ... è il sistema che non va e fino a quando non si farà una fortissima campagna di sensibilizzazione nei confronti dei proprietari di immobili, usando i media principali , loro continueranno ad aspettare !
A maggior ragione in questo periodo di vacche magre è indispensabile tassare gli immobili sfitti.
Io sto timidamente cercando di acquistare la mia prima casa, e posso dire che a Salerno il prezzo delle case si aggira intorno ai 2mila euro a metro quadro! Il problema, oltre al'esorbitante prezzo degli immobili, e la difficoltà di accedere ad un mutuo, che al giorno d'oggi e quasi proibitivo!
Il mercato immobiliare dell'usato è assurdo perché la mentalità della gente è ferma agli anni '60: il mattone è un investimento sicuro, che acquista sempre valore nel tempo, la casa è un bene immutabile, vedrai che qualcuno che ti da quello che chiedi lo trovi, ecc. ecc.
Per il nuovo il problema è che sono i costi di costruzione a fare il prezzo di mercato.
per il vecchio sono i costi di ristrutturazione: per le case molto vecchie di mattoni, tipo abitazioni rurali, dove c'è da fare tutto dalla a alla z , il costo nel milanese si aggira tra i 1200- 1500 euro per mq.
I prezzi indicati per Cagliari sono falsi, dovete aggiungere tra i 500 e 1000 euro a metro quadro. A quando una bella tassa per gli immobili sfitti?
C'è una crisi in atto che riguarda tutti e tutto il mondo almeno gran parte di quello vicino a noi, mi dite perchè si dovrebbero vendere le case come se fossimo in pieno sviluppo? I prezzi non scendono, ma di che prezzi state parlando? A Venezia terraferma si vende, si cerca di vendere, tra i 1.850 Euro al mq. e i 2.300 Euro commerciale. Il prezzo non determina comunque la vendita, questa è la realta. La gente questi prezzi li pagherebbe e anche di più se avesse i soldi per farlo cosa che non c'è in questo momento.
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