Inchiesta

VIDEO - 8 marzo, il racket delle mimose

Paola Bacchiddu

In esclusiva per Linkiesta con Sos Racket e Usura, il VIDEO girato nei pressi dell’ortomercato di Milano, in vista dell’8 marzo, festa della donna. Ripreso dalle nostre telecamere nascoste, un vigile confida che Comune, Forze dellʼOrdine e Sogemi, la società che gestisce i mercati allʼingrosso della città, sono a conoscenza del racket dei fiori gestito dal caporalato di clandestini ed extracomunitari. Un volume dʼaffari da milioni di euro, spesso ignoto al fisco. Siamo andati a vedere come funziona di sabato mattina in uno dei più grandi mercati dei fiori dʼItalia. Intanto, un’agenzia Adnkronos delle 9 e 39 annuncia che la Federfiori/Confcommercio, alla vigilia della festa della donna lancia «un forte allarme da parte della categoria contro ogni forma di abusivismo commerciale e di vendita irregolare di mimose». Il presidente dei fioristi di Confcommercio, Carlo Sprocatti, ha scritto una lettera ai Prefetti di tutta Italia, e per conoscenza alla presidenza del Consiglio e ai ministri dell’Interno e dell’Economia, per chiedere «un intervento presso i Sindaci in merito al dilagare dell’abusivismo che sta logorando la categoria». Il danno subito dai fioristi «è enorme» soprattutto «oggi, in un momento di gravi difficoltà in cui versa il nostro settore». 

7 marzo 2011 - 11:00

Linkiesta con Frediano Manzi, presidente dellʼAssociazione Sos Racket e Usura, si è infilata, con una telecamera nascosta, tra le fila dei venditori abusivi che spingono contro i cancelli di uno dei più grandi mercati allʼingrosso di fiori dʼItalia: quello di Milano, in via Lombroso, di fronte allʼOrtomercato. Lo gestisce, per conto del comune di Milano, la SO.GE.MI. Spa: la Società per lʼImpianto e lʼEsercizio dei Mercati Annonari allʼIngrosso. È sabato 5 marzo: il mercato è aperto per il pubblico dalle 9 alle 12. I grossisti di fiori, provvisti di licenza, possono invece entrare prima e sistemarsi nei loro stand. Intorno alle 8 ci sono una cinquantina di extracomunitari provenienti dal Bangladesh che sostano davanti allʼingresso. Nella successiva ora ne arrivano altri a piedi, o sbarcati dagli autobus. Allʼorario di apertura dei cancelli sono centinaia, e anche di più entrando all’interno. 

Siamo a due giorni dalla festa della donna: oggi gli extracomunitari, per lo più clandestini, acquistano cartoni di mimose che rivenderanno a mazzetti lungo i semafori o per la città e in provincia: Legnano, Busto Arsizio, Gallarate, Bollate, e poi Como e Varese. Un volume d’affari di milioni di euro. Un cartone di sei mazzetti di mimose (per un totale di un chilo di fiori) ha un costo, qui all’ingrosso, che varia dai 22 ai 25 euro l’uno. Verrà rivenduto, nella distribuzione, a una media di 70. Nelle prime ore, Linkiesta ha verificato che la vendita avviene in nero. Poi si sparge la voce che è in arrivo la Guardia di Finanza per effettuare i controlli e i grossisti iniziano a emettere lo scontrino fiscale.

Ai cancelli quattro vigili della polizia locale di Milano si rassegnano. Uno dichiara alla telecamera nascosta che Comune e Polizia conoscono perfettamente la situazione: lui stesso ha provveduto a scattare foto e inviarle con le segnalazioni del traffico illecito. Non è seguito nessun intervento. Altri tre agenti confermano che Comune, So.Ge.Mi. e Forze dell’Ordine sono a conoscenza del racket dei fiori, della vendita abusiva e del fatto che gli extracomunitari siano sprovvisti di permesso di soggiorno. Ma sono troppi, ammettono. Ci vorrebbero almeno due uomini, per il fermo di ciascun clandestino, e sei ore per l’identificazione. Oppure un furgoncino della Polizia che li porti in questura. Ma non ci sono né mezzi, né forze sufficienti per gestire il racket. Il comune si limita a mandare qualche vigile. 

Allʼinterno del mercato, unʼaltra sorpresa. Lo stand cui si accalca il numero maggiore di venditori del Bangladesh è quello di Franco Cereda, presidente di Angroflora, lʼAssociazione Nazionale Grossisti Fiori e Piante, che raggruppa le aziende e le imprese che esercitano come attività prevalente il commercio all’ingrosso di fiori, piante ornamentali e generi affini. Sul sito si legge che scopo dellʼassociazione è quello di difendere «in Italia e all’estero, gli interessi economici, sociali e professionali di tutti quanti vi operano e vi lavorano»; promuovere «le iniziative più opportune nei confronti delle istituzioni, delle amministrazioni, delle associazioni e degli enti pubblici e privati (Ministero Politiche Agricole e Forestali, Assessorati Regionali)»; svolgere «attività sindacale» e «caratterizzarsi per rappresentare e tutelare tutti i componenti della filiera, dalla produzione al consumo, consentendo l’adesione, come “soci aggregati sostenitori”, di “gruppi, consorzi, produttori, enti e società, interessati al commercio delle piante e dei fiori e ai mercati pubblici all’ingrosso”».

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Commenti

Il Presidente dei fioristi FEDERFIORI Confcommercio, parla bene ma la sua associazione per i fioristi cosa ha fatto? NULLA!!! tranne qualche lettera ogni tanto per far vedere che il sindacato funziona, Viceversa, ha abilmente costituito una società unipersonale denominata Federfiori. Quindi, è presidente di un'associazione di categoria no-profit (Federfiori/Confcommercio) ed è presidente e amministratore unico della (Società Federfiori srl unipersonale)...naturalmente non scendo nei dettagli del Business..... e di come abilmente gestisce le due entità....

Salvo, i venditori grossisti erano quelli che vendevano agli abusivi. Cioè la catena forte della filiera. Pensa che uno di questi mi ha detto, quando gli ho chiesto di vendermi un cartone di mimose, "Non ne abbiamo per lei, prima dobbiamo venderle ai bengalesi". Il problema dello sfruttamento degli immigrati clandestini è altra parte del pezzo. Senza una politica di regolamentazione dei flussi, ci troviamo a dover adottare il vecchio rimedio italiano: l'arte di arrangiarsi come si può, meglio che si può. Anche sulla pelle altrui. Credo che non ce lo meritiamo, come cittadini, né se lo meritano i clandestini che sono carne da macello per la filiera succitata. Grazie a te, per il tuo punto di vista e per aver stimolato la discussione

Ennò, scusate...un servizio costruito su una diseguaglianza palese (italiani a volto coperto, stranieri no) non fa passare il messaggio che i cattivi siano gli italiani. Quel che il video sottintende è che gli immigrati, CHE VENDONO ABUSIVAMENTE, comprano all'ingrosso in nero, contribuendo all'evasione fiscale. Non credo di essere fazioso nel leggere l'immagine di una fila di migranti dalla pelle olivastra infreddoliti alla periferia di Milano in diretta antitesi con quella delle oneste lavoratrici fioraie (che tra l'altro se la prendono con i migranti che gli tolgono clienti, mica con chi un momento prima non gli ha fatto lo scontrino). Se aveste voluto esplicitare il vostro messaggio avreste probabilmente dovuto sentire i venditori grossisti (magari direttamente contrapposti alle oneste fioraie), dando così voce a tutti gli attori coinvolti e prendendo solo dopo posizione.
Grazie a voi comunque di favorire discussioni con i vostri articoli e per la vostra onestà intellettuale.

Questo è un intervento un po' vecchiotto, ma credo che ne valga sempre la pena. A proposito di Mimose, di Legalità e di chi l'ha fatta (aimè ) diventare una parola di moda, ma per i motivi sbagliati.
Ecco qui:
>http://www.carmillaonline.com/archives/2005/01/001153.html#001153

però davvero potevate tutelare l'identità dell'extracomunitario oltre che degli italiani.

Io ci ho rinunciato, a cercare la legalita' e l'onesta', in Italia. Sempre a guardare l'erba del vicino, sempre a puntare il dito sugli altri, e nonostante tutto siamo sempre come Pinocchio al Campo dei Miracoli.

Il racket delle mimose non sarà uno dei maggiori problemi del paese, ma dietro c'è un giro d'affari di milioni di euro che danneggia una categoria di commercianti che ha risentito più di altri della crisi. Mi sembra che questa sia una notizia. Non sono gli emigranti che evadono le tasse, ma chi li sfrutta. Anche questo mi pare rilevante. Grazie per le critiche, in ogni caso.

@Salvo - il tema dell'evasione, ovviamente, non riguarda chi vende le mimose ai semafori, ma i grossisti, e credo si capisse. per il resto hai ragione, grazie della segnalazione, è un errore di cui faremo tesoro, e ci scusiamo anzitutto col venditore bengalese

quantomeno, se hanno un caporale poi non gli tocca darsi fuoco per via delle multe. ottima questa, sto ancora ridendo.

mi viene un gran ridere

Ma che bella lezione di giornalismo! Volto rigorosamente celato per poliziotto e fioriste (italiani...) e identità spudoratamente rivelata per ragazzo bengalese. Certo, il tema del servizio fa il paio con lo stile: emigranti da povertà che evadono le tasse, queste sì che sono notizie. Pensandoci bene sono proprio le mimose dell'8 marzo uno dei maggiori problemi del Paese.

Il problema non sono gli extracomunitari clandestini, il problema è la totale assenza di controllo e l’assoluta disinvoltura nell'ammettere che le situazioni si conoscono, ma non vi è modo di porvi rimedio.

Almeno quest'anno gli uomini hanno una scusa valida per non prendere le mimose alle donne.

Sempre più terzo mondo Italia.
Nel leggere la lettera del Presidente dei fioristi di Confcommercio, in particolare la parte sulle tasse, mi sono, per un attimo commosso..
Le tasse, queste sconosciute...
Lungi dal volere rimproverare ai clandestini ed immigrati il "torto" di cercare di lavorare e guadagnarsi da vivere, mi sorprende come in una società occidentale nel 2011, sia possibile ancora una tale forma di connivenza e superficialità di chi è preposto a fare rispettare le leggi.
Questa dei fiorai è solo la punta di un iceberg immenso, che coinvolge ogni ambito delle attività commerciali del nostro Paese.
Mi sorprende e sgomenta, che un Governo ed un amministrazione locale, ad ogni livello, di destra, che fanno della legalità uno dei cavalli di battaglia, non dia l'imprinting ideologico, giuridico e coercitivo, per debellare l'illegalità, trincerandosi dietro le solite frasi di circostanza (ce ne occuperemo...sono solo alcuni...) o aspettando che, come succede sempre in Italia, fra qualche giorno la gente se ne dimentichi.
Siamo davvero oramai un Paese così corrotto, da accettare supinamente, e come "normale" ogni illegalità che venga posta in essere in siffatti ambiti?
Mi correggo, quarto mondo.

ma bravi! Complimenti per quest'inchiesta! io quest'anno le mimose non me le faccio regalare.

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