Alitalia-Windjet, una fusione nel disprezzo dei passeggeri
Marco Giovanniello
Voli cancellati, ritardi enormi, lamentele infinite. Eppure tutto questo poteva essere evitato: se si fossero osservate le apposite norme, WindJet da molto tempo non avrebbe più potuto vendere biglietti di voli per i quali non aveva i soldi per operare. WindJet era in condizioni finanziarie disperate da molto prima che, in gennaio, Alitalia dichiarasse di volerla comprare. Ci sono voluti mesi per firmare un accordo, altri mesi per ottenere il parere dell' Antitrust che ha evitato che si creasse un monopolio nelle rotte. E l'autorithy, l'Enac, delle regole se n'è fregata.
Un disastro aeroportuale che poteva essere evitato
(articolo originariamente pubblicato nel blog “Rotta verso il mercato" di Marco Giovanniello)
La vicenda dell' acquisto di WindJet da parte di Alitalia, che pare andrà definitivamente in porto nelle prossime ore, mostra scandalosamente la distanza abissale che c' è nel nostro Paese dal concetto che "Customer is King", che il cliente è re.
Voli cancellati, ritardi enormi sono quello che troppi passeggeri hanno dovuto sopportare e che non sarebbe dovuto succedere, perché se si fossero osservate le apposite norme, WindJet da molto tempo non avrebbe più potuto vendere biglietti di voli che non aveva i soldi per operare.
WindJet era in condizioni finanziarie disperate da molto prima che, in gennaio, Alitalia dichiarasse che voleva comprarla. Ci sono voluti mesi per firmare un accordo, altri mesi per ottenere il pur tecnicamente ottimo parere dell' Antitrust che, come in un Paese civile quale non sempre siamo, ha evitato che si creasse un monopolio nelle rotte fra gli aeroporti siciliani e quelli di Roma Fiumicino e Milano Linate.
Nel frattempo WindJet continuava a volare e più volava, più perdeva, sopravvivendo sul credito forzoso sempre crescente dei riluttanti fornitori, costretti a fornire beni e servizi senza essere pagati, sperando che poi Alitalia avrebbe saldato il conto.
Le norme prevedono che l' Autorità, nel nostro caso Enac, sorvegli per impedire che una linea aerea venda biglietti oggi se ha le casse vuote e non dunque non dà garanzie di poter effettuare il volo domani, proprio perché non accadano le scene di passeggeri e turisti accampati in aeroporto o preoccupati per la possibilità di ritornare a casa dopo le vacanze, dopo aver regolarmente pagato il biglietto.
Diciamolo chiaro, Enac se n' è assolutamente fregato, facendosi sponsor del salvataggio a tutti i costi di WindJet, certo con la nobile intenzione di salvare centinaia di posti di lavoro, ma anche con quella più nascosta di non far cadere nelle mani dei più solidi vettori stranieri un' altra fetta del nostro mercato interno. Alitalia, delusa dal non poter conquistare il quasi monopolio che sognava all' inizio, quando anche Blue Panorama doveva entrare nel carrello della spesa, pure ha giocato una cinica partita a poker sulla pelle dei passeggeri di WindJet che, ricordiamo, continuava a vendere biglietti e volare per desiderio di Alitalia. Alla fine ha ottenuto le garanzie che voleva dal venditore, che si è piegato perché la messa a terra dei suoi aerei che si profilava, nel periodo più critico dell' anno, in cui nessun aereo libero avrebbe potuto riportare a casa i passeggeri, sarebbe stato uno scandalo gigantesco che avrebbe procurato guai anche agli altri suoi business nel commercio e negli alberghi.
Una linea aerea fallita passa nelle mani di Alitalia, che ha disperato bisogno di crescere al posto delle linee aeree low cost easyJet e Ryanair. Centinaia di posti di lavoro in Sicilia vengono conservati, anche se Alitalia è sul punto di mettere alla porta centinaia dei suoi lavoratori e probabilmente avrebbe potuto approfittare di una chiusura di WindJet. La concorrenza viene abbastanza salvaguardata dalla cessione dei preziosi slot a Fiumicino e a Linate, uno dei quali non esiste e rappresenta un' abusiva dote donata a suo tempo del Presidente di ENAC, il siciliano Vito Riggio.
Tutto bene dunque? Niente affatto, quando si fanno queste "operazioni di sistema" per impedire che il mercato faccia il suo corso e favorire i propri protetti, almeno si deve avere la decenza di non usare i disagi dei passeggeri come arma di ricatto, di non giocare cinicamente sulla loro pelle. Il peggio è stato probabilmente evitato, non ci saranno migliaia di persone costrette a tornare al nord con mezzi di fortuna dopo le vacanze, ma chi ha passsato giornate nell' afa degli aeroporti, senza sapere se e quando sarebbe partito, dopo aver pagato il proprio biglietto con denaro sonante a una linea aerea a cui si sarebbe dovuto vietare di venderlo, ringrazi ENAC, che prima che dei passeggeri si è preoccupato dei giochi di potere e ringrazi anche Alitalia, dove il nuovo AD Ragnetti impartisce a giorni alterni lezioni di marketing, branding, customer care eccetera, ma ha finto di non sapere che i passeggeri di WindJet abbandonati in aeroporto avevano in mano biglietti che erano stati emessi solo con la garanzia implicita e direi morale di Alialia.
Ceterum censeo Linate esse delendam

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Finalmente ENAC ha ordinato a WindJet di sospendere la vendita dei biglietti, l' avrebbe dovuto fare mesi fa. Nel frattempo migliaia di passeggeri hanno pagato con euro veri biglietti che non potranno godere o, peggio, di cui non potranno godere il ritorno.
Alitalia ha dichirato di averne portati a destinazione in proprio parecchi, per "senso di responsabilità", mi auguro che riporti a casa tutti coloro che sono rimasti imbrogliati sa questa trattativa sciagurata. Se WindJet, come ora è prevedibile, chiuderà, gli aeroporti non vedranno il becco di un quattrino per i servizi resi negli ultimi mesi e con loro tanti fornitori.
Il codice della navigazione aerea prevede che un aeroporto possa vietare il decollo di un aereo che non ha pagato il dovuto, ma resta carta straccia quando la cosiddetta moral suasion delle Autorità impone che si continui a far credito, in nome di interessi superiori. Nel 2008 la vecchia Alitalia poté operare, senza mai pagare gli aeroporti italiani, per molti mesi, fino all' accordo con Colaninno. Il caso WindJet è di entità ben più piccola, ma rappresenta comunque una fregatura dicui ENAC dovrebbe ora rendere conto.
Forse sono stato troppo ottimista... Leggo sulle agenzie che, per firmare definitivamente l' accordo, Alitalia correttamente pretende di vedere i documenti in cui vengono diligentemente annotate le operazioni di manutenzione. In aviazione la sicurezza è tutto e senza quei documenti varrebbero zero gli aerei che Alitalia si appresta ad acquistare insieme al resto di WindJet. Ma com' è possibile che in tanti mesi non li avessero già controllati?
Di positivo c' è che Alitalia pare stia operando in proprio qualche volo che WindJet, con molti aerei già a terra, non può effettuare. Qualche disagio in meno per i passeggeri, ma tutta l' operazione ha sempre più il sapore di un pasticcio all' italiana.
Livini si chiede su Repubblica perché non ha avuto successo il low cost all' italiana. La risposta è che non è più il tempo di fare cose "all' italiana" e con poco capitale a disposizione. Vale per l' aviazione, ma anche per il resto dell' economia, se non abbandoniamo il "piccolo è bello" vedremo tante altre delle nostre piccole imprese soccombere, per mancanza di una taglia minima adeguata, di professionalità o di imprenditorialità. Quanto allo Stato, proprio non si può leggere che WindJet non abbia i libri di manutenzione a posto, dove stava ENAC?
ho letto praticamente ogni articolo su questo caso su internet, stampa trade e consumer....ho provato a chiamare numero verde wind jet e numeri fissi loro a catania, l'enac....nessuno risponde...possibile che nessun gironalista riesca a farsi dire cosa succedera' dei biglietti per partenze post 13 agosto?
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