Una banca che finanzia le pmi e non specula? Esiste
È una banca che finanzia un quarto delle pmi svizzere ma non cumula e non specula ed è fondata sulla circolazione sicura del credito. È la Wirbank, istituto cooperativo svizzero basato su una moneta complementare e alternativa e nato non casualmente nel 1934, in mezzo alla Grande Depressione. I wir sono una moneta gestita attraverso una camera di compensazione (uno spazio condiviso per banca e cliente) che assicura una fonte di finanziamento costante e sicura per le Pmi. Si crea così un credito sempre presente, come dimostrano i dati in un rapporto: si stima che nel 2010 la circolazione di wir era pari a 1,3 miliardi di franchi svizzeri, circa un miliardo di euro.
(Flickr - bayat)
Si è detto e si continua a dire che la crisi dell’economia mondiale iniziata nel 2007 è una crisi di credito, tecnicamente credit crunch o crisi di liquidità. Una crisi di liquidità che ci priva non solo del credito, ma anche della moneta stessa nel momento in cui essa non è spesa ma accantonata. Ma il credito non implica necessariamente la cessione di denaro: è moneta nel momento in cui la si considera come una merce (quindi scambiabile in un mercato) e il tasso d’interesse che rappresenta il suo prezzo.
Secondo due docenti dell’Università Bocconi Massimo Amato e Luca Fantacci, autori del libro “Fine della finanza”, il credito non è moneta ma più semplicemente «un’anticipazione» in vista di una chiusura. La forma più semplice di anticipazione è il differimento del saldo del debito. Il credito non è una cosa (la moneta) ma una relazione. Il credito non necessita affatto di una accumulazione di moneta, scrivono Amato e Fantacci, «quanto piuttosto dell’istituzione di uno spazio condiviso (per creditore e debitore) di promessa e attesa».
In Svizzera c’è una banca che potrebbe rispondere alle criticità della crisi attuale. Wirbank è una banca cooperativa svizzera basata su una moneta complementare e alternativa, i wir e ha sette succursali a Basilea, Berna, Lucerna, Losanna, Lugano, San Gallo e Zurigo e una agenzia a Coira. Il wir è una moneta non fisica ma solo contabile e quindi totalmente indipendente dal mercato finanziario. Una moneta gestita attraverso una camera di compensazione (uno spazio condiviso per banca e cliente) che assicura una fonte di finanziamento costante e sicura per le piccole medie imprese. Wir che in tedesco significa «noi», ricorda ai soci-partecipanti della banca che il circuito economico è rappresentato dalla comunità stessa.
La storia della Wirbank inizia non casualmente nel 1934 ed è direttamente collegata alla Grande Depressione seguita al giovedì nero del 1929. Colpiti dalla prima grande crisi economica mondiale del credito, un gruppo di 16 imprenditori svizzeri, con in mente le teorie dello studioso Silvio Gesell, si unì per creare un nuovo circuito economico. Per ovviare alla mancanza di liquidità, decisero di utilizzare un sistema di compensazione di crediti e debiti non basato sulla moneta ufficiale, il franco svizzero, ma basato su una moneta complementare, il wir. Oggi, a quasi 80 anni dalla sua fondazione, la cooperativa movimenta circa 1,5 miliardi di wir l’anno (equivalenti ma non convertibili in franchi svizzeri) e finanzia un quarto delle pmi svizzere (circa 82mila imprese con al massimo 200 dipendenti, come risulta anche da una recente ricerca accademica).
Dall’euro al dollaro, la moneta è una riserva di valore e rappresenta per il suo detentore «la ricchezza», come si impara da bambini mettendo via i soldi nel salvadanaio. Questo concetto di risparmio monetario implica una sottrazione dalla moneta dal circuito economico. Ad esempio, la crisi subprime è stata caratterizzata proprio dall’assenza di liquidità: si preferiva risparmiare piuttosto che comprare i cosiddetti titoli tossici (subprime). J.M. Keynes nel suo “Trattato sulla riforma monetaria”(1930), identifica la moneta come un puro intermediario, diversamente da adesso, senza un vero significato, che scorre da una mano all’altra. Un intermediario che «è ricevuto e speso, e, quando il suo lavoro è compiuto, sparisce dalla somma delle ricchezze di una nazione.».
Come ovviare alla mancanza di liquidità che caratterizza i mercati? La Wirbank ha risposto a questo domanda usando una camera di compensazione e una valuta complementare a quelle reali, come il franco svizzero (o l’euro e il dollaro). In un sistema come quello della camera di compensazione, la liquidità non serve come non servono le riserve di moneta. Nei libri contabili della banca vengono registrati solo crediti e debiti nella moneta complementare, ripagabili attraverso l’incasso dei futuri investimenti. All’interno di questo sistema, non conta quanta moneta uno detenga, ma la posizione positiva o negativa nei confronti degli altri membri del circuito. Tutto tende naturalmente al pareggio dal momento che è la compensazione fra crediti e debiti ad assicurare l’incontro fra creditore e debitore. Nessun rischio di “cartolarizzazione” del titolo di credito-debito, dato che una delle caratteristiche del wir è quella di fare della moneta solo un’unità di conto e un mezzo di scambio. Per i correntisti di Wirbank risparmiare wir non ha senso poiché non esistono e non sono riconvertibili in franchi, mentre per un italiano risparmiare euro è il problema maggiore perché non sempre reperibili e il più delle volte trattenuti dalle banche.
La sede della Wirbank
Wirbank funziona come una banca centrale (all’interno del circuito della camera di compensazione) che opera con una valuta complementare a quella reale ed eroga prestiti direttamente agli imprenditori che partecipano. I clienti devono pagare un interesse dell’ 1,75% ogni volta che chiedono un credito. La differenza rispetto le normali banche centrali è che il credito viene erogato direttamente ai cittadini saltando quindi il circuito interbancario. Da qui nasce una sostanziale differenza rispetto le altre banche commerciali: l’obbiettivo di Wirbank è instaurare un rapporto sicuro tra debitore e creditori sino alla scadenza, quello delle banche commerciali è la massimizzazione del profitto tramite la vendita di titoli cartolarizzati, cioè un credito reso scambiabile, nei momenti più convenienti.
Diversamente WirBank fornisce un servizio di sussistenza ai propri associati, poiché mette in relazione aziende, fornitori e consumatori che accettano come pagamento questa moneta complementare. Dal lato della clientela la procedura è altrettanto semplice. La clausola principale è accettare i wir nelle transizioni. I crediti derivanti dalle vendite vengono usati per controbilanciare i debiti derivanti dagli acquisti. Tutto fatto senza l’utilizzo di una moneta convenzionale, come ad esempio i franchi svizzeri.
I vantaggi sono vari e chiari. Per la sua caratteristica struttura di camera di compensazione, Wirbank non cumula e non specula, ma è fondata sulla circolazione sicura del credito. Un credito sempre presente, come dimostrano i dati raccolti dal rapporto, si stima che nel 2010 la circolazione di wir era pari a 1,3 miliardi di franchi svizzeri (poco più di un miliardo di euro).
Un secondo vantaggio del sistema sta nella sicurezza di finanziamenti continui ad un tasso di interesse basso (1,75%), con la possibilità di unire anche finanziamenti in franchi. A differenza di quanto sta accadendo in paesi come l’Italia dove gli imprenditori vivono difficoltà ad accedere al credito per via delle tensioni sui titoli di stato, in questo modo le imprese non posso essere messe sotto torchio per assenza di credito. L’offerta di credito in wir non ha nessuna correlazione con le fluttuazioni del ciclo economico internazionale. Questo è possibile proprio perché il circuito di wir è un circuito chiuso quindi separato dal mercato del credito globale.
Inoltre grazie alla natura stessa della banca, che funziona come una piattaforma di contatti commerciali fra soci in un territorio di dimensioni contenute, si creano tutti i presupposti per un generale aumento del giro d’affari di tutti i partecipanti. Tutto il credito emesso è garantito da ricchezza reale, cioè la capacità produttiva dei soci. Quello che propone wir insomma è un investimento reale su risorse reali. Wir coinvolge piccole imprese familiari, radicate nel territorio che forniscono prodotti di qualità sopratutto nel campo manifatturiero per un mercato piccolo, ristretto, interno e non globale. Sembrano le stesse caratteristiche della piccola media impresa “all’italiana”. Perché non tentare?


Comments
Come si spiega il fatto che, nonostante la crisi che si riflette soprattutto nella forte riduzione dei consumi interni data la carenza di liquidità, e pur essendo ormai in campagna elettorale, non ci sia un partito o un singolo politico che pone il problema di una moneta complementare nazionale. Ritorneremo, parzialmente almeno, in possesso della capacità di generare moneta senza i vincoli dell'euro e della BCE, si potrebbero rilanciare i consumi interni e avere qualche beneficio anche occupazionale. Perché le associazioni/cooperative che localmente tengono in vita esperimenti di moneta complementare non tentano di ottenere spazi nei media per cominciare una operazione culturale che ritengo fondamentale se vogliamo ottenere risultati seri in proposito? Nessuna di queste associazioni è in grado di fare pressione sui politici che forse appaiono disinteressati solo perché ignoranti in materia?
Tasse e IVA le aziende le pagano cmq in franchi, naturalmente. Ne deriverebbe che un'azienda che operasse esclusivamente in WIR avrebbe solo uscite di denaro, oppure i wir ad un certo punto possono essere riconvertiti in franchi.
Inoltre, cosa succede quando un'azienda non paga i WIR o fallisce? chi si sobbarca e come sta cosa?
"la cooperativa movimenta circa 1,5 miliardi di wir l’anno (equivalenti ma non convertibili in franchi svizzeri)"
"L’offerta di credito in wir non ha nessuna correlazione con le fluttuazioni del ciclo economico internazionale"
Le due proposizioni sono in evidente contrasto fra loro (se i wir sono "equivalenti ai franchi", allora , essendo i franchi suscettibili delle fluttuazioni economiche, per la proprietà transitiva dell'uguaglianza, anche i wir saranno sucettibili delle fluttuazioni economiche. Questa è pura logica, non c'entra essere di destra o di sinistra, c'entra soltanto avere onestà intellettuale VEL sapere di cosa si sta parlando)
"Wir coinvolge piccole imprese familiari, radicate nel territorio che forniscono prodotti di qualità sopratutto nel campo manifatturiero per un mercato piccolo, ristretto, interno e non globale. Sembrano le stesse caratteristiche della piccola media impresa “all’italiana”."
Per qulache ragione sembra che la piccola impresa familiare (nonostante che i due aggettivi non sempre coincidano) sia sinonimo di qualità ed efficenza (ehm).
Uno dei grossi problemi del "tessuto industriale" italiano è che esso è composto da piccole imprese, che non riescono ad ammortizzare effeicacemente i costi fissi, che non hanno i capitali per innovare e per penetrare nei mercati emergenti e che non hanno un elevato potere contrattuale verso creditori fornitori e dipendenti.
Alla fine, questa wirbank non mi sembra molto più utile delle varie banchecooperative che già esistonone che non recano scalpore fra i vari "comunisti alle vongole" che tanto imperversano attualmente nei vari media (compreso internet)
Non hai letto bene o comunque non hai capito..... è vero che i wir sono legati al franco quindi il loro valore varierà rispetto alle altre monete come il franco, peraltro moneta stabile per definizione e per volontà politica, vedi ultime politiche di cambio della svizzera, ma questo non interessa i partecipanti al sistema che si connota come un sistema chiuso. Quindi i wir vanno a scambiare con beni di appartenenti al sistema e, cosa piu' importante, la loro disponibilità non risente (o risente poco) delle crisi di liquidità dell'ormai iper-globalizzato mercato finanziario mondiale. Il destino di quegli imprenditori è mano a quel gruppo di imprenditori e si evita il famoso effetto "farfalla" di cui si è parlato in questa crisi. Di fatto se estendi questo sistema a tutta la svizzera e lo trasformi in un sistema monetario nazionale a tutti gli effetti, ottieni un sistema monetario privo di banca centrale e di moltiplicatore dato dalla riserva bancaria frazionaria. Da quello che ho capito il wir importa solo l'inflazione dal franco, ma essendo le posizioni di credito e debito adeguatamente suddivise fra i partecipanti ed in continuo mutare, questo finisce per non penalizzare fortemente nessuno.
bellissimo articolo, come al solito all'INKIESTA avete un approccio molto professional (non il solito giornalismo mordi e fuggi)
volevo cogliere l'occasione per segnalarVi che anche in Italia esiste qualcosa di simile www.bexb.it (la più significativa esperianza italiana nel barter e nella moneta complementare), nata nel 2001a cavallo della bolla speculativa della new economy, che più volte si è provato a trasformare o far affiancare da una banca, ma, in Italia è veramente difficile
comunque ad oggi le imprese ancora attive che scambiano sono oltre 2.000 in quasi tutta Italia ed il transato complessivo (ridicolo rispetto a WIR) è comunque stato di oltre 200.000.000,00
Hai diritto ad accedere al WIR se hai una società. Il potere di acquisto aumenta per le imprese, non per il comune cittadino che in definitiva è il destinatario delle merci che in impresa produce.
Le imprese a chi vendono le loro produzioni se non ai cittadini ..... tra di loro ?
Il concetto è giusto ( moneta senza interesse ) è il destinatario che non lo è.
Questo sistem WIR "arricchisce" solo una piccola parte della società( i titolari di imprese ) senza tener conto di quella parte di società di cui ha bisogno per esistere, cioè la gente che acquista le sue merci.
E che invece è esclusa da questo sistema.
Ciao,
Anna
Ciao,
Annamaria
è prima di tutto una moneta complementare-parallela x far si che le imprese riprendano a farsi credito tra loro senza passare per banche e dover sottostare ai vincoli della liquidità, serve a rimettere in moto la produzione. se non c'è un consumatore che paga poi con la classica moneta non ci guadagna nemmeno l'imprenditore visto che non può convertire la moneta parallela in quella classica per comprarsi beni di consumo! se si rimette in moto l'economia reale ci guadagnano tutti, i prezzi scendono, le imprese possono pensare di assumere di più ed alzare stipendi etc etc.. e ad ogni modo in un sistema così c'è la possibilità potenziale di dare parte dello stipendio ai lavoratori in moneta parallela (il che permetterebbe pure di aumentare lo stipendio visto che all'impresa non interessa accumulare moneta parallela a meno che non abbia intenzione di fare grossi acquisti per la produzione e per crescere) che possono poi spendere nel circuito di imprese che aderiscono. come dire, invece di pagarti 1000€ al mese che sei libero di spendere come vuoi, ti do 800€ che spendi come vuoi e altri 400€ in moneta parallela che sei costretto a spendere nel circuito di imprese che hanno aderito al nuovo sistema monetario.
Qui un modello simile tutto made in Sardinia.
QUI
QUI
Wirbank non potrebbe funzionare in italia a causa della cronica mancanza di persone oneste,per non parlare degli imprenditori
Molti pensano che la Svizzera campi sul segreto bancario e tutto quello che ne consegue. In realtà solo il 10% del Pil deriva dal settore finanziario. Per il resto la Svizzera ha un tessuto sociale formato da grandi imprese stile Germania e PMI stile Italia, il meglio dell'Europa per intenderci.
E la Svizzera ci insegna che economia e finanza sono due cose diverse, cosa che l'Europa non sembra imparare. Il sistema bancario deve avere come scopo primario il finanziamento dell'economia. Le banche europee invece hanno perseguito utili tramite la finanza creativa e derivata. Ed ora di fronte al macello creato possono godere di finanziamenti dalla BCE all'1% che utilizzano per speculare sui mercati finanziari invece di finanziare imprese (che pagano tassi a due cifre) e famiglie.
Jak Bank, Video di Report: http://www.youtube.com/watch?v=1YywN4JnIw8&feature=related
Interessante, liberi da interessi!
JAK italia è un progetto, ma soprattutto il punto di riferimento per un nuovo modello economico libero da interessi. Dove il denaro è solo un mezzo, dove le relazioni tra le persone e con il mondo sono i valori che coltiviamo.
Il nostro progetto persegue lo scopo ambizioso di portare valori come mutualità, solidarietà ed equità nel settore che, tradizionalmente, meno li ha accettati: l'economia.
Dalla Svezia abbiamo imparato che è possibile gestire responsabilmente il denaro in maniera organizzata, e che il risultato è una migliore qualità della vita per tutti coloro che partecipano al progetto. Economia ed ecologia procedono di pari passo nella JAKMedlemsBank (Svezia), che dal 1973 concede prestiti senza interessi, a prezzo di costo, ai propri soci.
Diversamente da una banca tradizionale, in cui le azioni possedute determinano chi decide, in JAK le decisioni si prendono tutti insieme: ogni socio esprime un voto, a prescindere dal capitale versato. In questo sito troverete il necessario per capire come funziona JAK, e i contatti delle persone che, in maniera volontaria, contribuiscono a portare avanti il progetto JAK in Italia.
Siete tutti benvenuti perché abbiamo bisogno del sostegno di ognuno di voi, in questo percorso complesso, sì, ma già avviato.
Wirbank e' un caso interessante e unico al mondo - per funzionare ha bisogno di investitori nell sue obbligazioni che offrono zero rendimenti e imprenditori tutti virtuosi che pagano sempre puntuali - il costo del rischio delle banche italiane sulle PMI e' circa otto volte quello a cui va incontro wirbank
Wirbank e' un caso interessante e unico al mondo - per funzionare ha bisogno di investitori nell sue obbligazioni che offrono zero rendimenti e imprenditori tutti virtuosi che pagano sempre puntuali - il costo del rischio delle banche italiane sulle PMI e' circa otto volte quello a cui va incontro wirbank!
Questa dovrebbe essere una delle più importanti componenti di qualunque salva o cresci o vattellappesca Italia. Il problema purtroppo non sta nell'esistenza o meno di soluzioni, ma nell'esistenza (o meno) di un consenso delle élites sulle stesse. E senza consenso e leadership nulla di sistemico sarà mai portato a compimento.
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