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E zitto zitto Maroni ha salvato la Lega

A fine mese il segretario della Lega incontrerà a Torino imprenditori e banchieri per scrivere insi
Umberto Bossi e Roberto Maroni (Afp)

Al segretario federale Roberto Maroni è riuscito il miracolo. Nonostante gli scandali e le ingombranti eredità, la sua Lega Nord ha superato la tempesta. Ci credevano in pochi, ma il Carroccio è ancora in vita. Anzi, è persino tornato a crescere nei sondaggi. Le vicende del Cerchio magico e le polemiche sulla discussa gestione dei finanziamenti pubblici sembravano aver chiuso un’epoca. La Lega? In primavera molti la consideravano già un’esperienza legata al passato, da accantonare assieme alla seconda Repubblica. Si sbagliavano. Archiviate ampolle, elmi cornati e figuranti in costume, adesso il partito si rilancia.

Tra molta diffidenza e qualche incredulità - anche dentro il partito - nei mesi scorsi l’ex ministro dell’Interno ha presentato ai suoi la strategia. Oggi i risultati sembrano dargli ragione. Maroni ha imposto una svolta drastica, basata su una semplice intuizione: per non scomparire, la Lega ha dovuto chiudere in soffitta il tradizionale profilo pecoreccio. Basta urli, insulti, parolacce e rutti. Una metamorfosi verso il partito sognato dal nuovo leader. Un movimento legato al territorio, ma non provinciale. Serio, competente e affidabile. Un interlocutore rispettabile, capace di avanzare proposte concrete. Insomma, una rivoluzione.

Il battesimo della nuova Lega avverrà tra una decina di giorni, a Torino. Nel capoluogo piemontese Maroni ha organizzato gli Stati generali del Nord. Un confronto con il mondo produttivo settentrionale. Di fatto, il tentativo di creare un nuovo rapporto tra il Carroccio e il suo territorio. Si parte venerdì 28 settembre, con una serie di tavoli di lavoro. Al Lingotto - dove qualche anno fa già Veltroni lanciò il suo progetto per l’Italia - non ci saranno benedizioni con l’acqua sacra del Dio Po. Ma panel di discussione per «ascoltare» (è questo il termine più usato dai dirigenti quando raccontano l’iniziativa) la voce del Nord. Si parlerà di lavoro, welfare, impresa. La grande novità è il libro degli ospiti. Sono stati invitati a confrontarsi con il nuovo partito di Maroni il ministro Corrado Passera, i presidenti di Confindustria e Confartigianato Giorgio Squinzi e Giorgio Guerrini. Con loro tanti imprenditori ed esponenti del mondo bancario.

Basta autoreferenzialità. Il giorno dopo l’incontro, le istanze delle realtà produttive del Nord saranno sintetizzate in un documento. Il manifesto del Nord. Che Roberto Maroni presenterà a curiosi e militanti. «L’obiettivo - spiegano - è quello di rivolgersi a tanti elettori che oggi non votano la Lega». E Umberto Bossi? Per l’ex leader padano che proprio ieri ha compiuto 71 anni non sembra esserci troppo spazio. «Agli Stati generali del Nord - ha chiarito ieri Maroni - ci saranno tutti i dirigenti della Lega, ma non sarà una carrellata di dirigenti». Insomma, se Bossi vuole venire è il benvenuto, rappresenta pur sempre la storia del partito. Ma non si aspetti applausi e celebrazioni.

È la Lega maroniana. Via la canottiera, è il momento di giacca e cravatta. Basta imbarazzanti ricostruzioni storiche (Maroni presenterà il Manifesto del Nord alla Festa dei popoli padani di Venezia il 7 ottobre, ma in Laguna non ci sarà nessuna cerimonia dell’ampolla). Basta personaggi pittoreschi. Anzi, per formare una nuova classe dirigente partiranno a breve le scuole di formazione politica. Centri di preparazione organizzati dal partito a livello regionale, riservati alle nuove leve e ai giovani eletti dei consigli comunali.

È finito il tempo delle provocazioni gratuite. La rinascita leghista passa anche, soprattutto, dal silenzio. Maroni ha avuto la capacità di non esporre troppo il movimento nel periodo più difficile, quando gli scandali erano al centro delle cronache e l’attenzione mediatica era più forte. E così l’ha preservato. Il risultato è incredibile. Con il clima di antipolitica che si respira ultimamente nel Paese, le torbide vicende dei lingotti d’oro e dei diamanti gestiti dalla tesoreria del Carroccio avrebbero dovuto far scomparire la Lega. Invece il partito è già tornato a crescere.

Anche nei sondaggi. Dopo aver toccato il fondo, il Carroccio ha iniziato la lenta risalita. A inizio estate Maroni e suoi erano arrivati al 3,5 per cento (due anni fa il partito superava l’11 per cento). Oggi la Lega è accreditata attorno al 5 per cento. «Tra il 5 e il 6» ammette orgoglioso un dirigente di via Bellerio. Addirittura al 7,5 per cento, stando agli ultimi sondaggi di Nicola Piepoli.

Il futuro è roseo. Nonostante le difficoltà, il partito è riuscito a mettere un’ipoteca sulla prossima legislatura. Qualche mese fa i parlamentari padani sembravano pronti a lasciare Roma. Ora la rielezione di molti di loro non sembra essere in discussione. Alle Camere è stato trovato un accordo per inserire nella riforma del Porcellum una norma ad hoc per salvare la Lega. I partiti sono tutti d’accordo. Un salvacondotto che consentirà di entrare a Camera e Senato a tutti i movimenti in grado di raggiungere l’otto per cento in almeno tre regioni. In pratica, solo il partito di Maroni. E chissà che una legislatura all’opposizione non possa riportare il Carroccio ai fasti di un tempo.

Eppure la rivoluzione maroniana è destinata a far discutere. Per qualcuno la nuova Lega rischia di perdere il contatto con la gente, storico punto di forza del Carroccio. Non a caso nella base c’è chi si è lamentato per la decisione di celebrare la prima giornata degli Stati generali del Nord a porte chiuse. Ai vertici del partito ostentano tranquillità. Lo zoccolo duro dei fedelissimi non è in discussione, il partito di Maroni non perderà nessuno degli elettori (pochi) rimasti fedeli. Eppure qualcuno storce il naso, anche tra i dirigenti. Non tutti hanno gradito la svolta. In Parlamento ci sono ancora alcuni esponenti legati alla corrente sconfitta del Cerchio Magico, ma non sono gli unici a mormorare. Tra gli scontenti ci sono anche dirigenti maroniani della prima ora. Parlamentari dalle grandi ambizioni, finora rimaste tali. «Nulla di grave - precisa un colonnello del nuovo segretario - sono malcontenti inevitabili. Ogni volta che c'è un cambiamento, chi non conquista la poltrona a cui aspirava si lamenta». 

Comments

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
22 September 2012 - 00:44

Il rischio che corre la Lega di Maroni è quello di confondere il pragmatismo e la serietà con il moderatismo. Sarebbe bene che Maroni e i suoi seguaci comprendessero che questo è sì il momento di essere seri, ma proprio per questo è il momento di essere radicali. Non estremisti, radicali. Il sacco del Nord è a livelli di follia e serve a mantenere pletore di dipendenti pubblici lazial-meridionali? Benissimo: o si cambia nettamente, attraverso forme di autonomia alla basca per Lombardia e Veneto, oppure si procede speditamente sulla strada della rivendicazione indipendentista dichiarata. Il tempo delle democristianerie è finito.

Alex Storti's picture
Inviato da: Alex Storti
22 September 2012 - 16:27

Evidentemente erano saltati i riferimenti personali. Il commento è mio. Cordialmente, Alex

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
21 September 2012 - 19:03

Ma per il "clima di antipolitica" s'intende che la gente si e' stufata della politica corrotta/sprechi/troie ?

P.S dubito che la lega arrivi al 5% - con questa legge elettorale in parlamento non ci entrano

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
21 September 2012 - 17:48

l'italia sta diventando come una monarchia, ogni monarca che si rispetti deve avere il suo giullare di corte, essendo l'italia anche la patria degli eccessi perchè di giullari non averne due? (Bossi -Maroni)

Paolo D.'s picture
Inviato da: Paolo D.
21 September 2012 - 08:26

Maroni non ha salvato la Lega: di fatto, ha fondato un nuovo partito. La Lega senza Bossi, senza elmi cornati, senza ampolle prelevate e riversate nel Dio Po, senza le masse urlanti di irriducibili secessionisti non è più la Lega. Senz'altro la nuova Lega di Maroni è un'altra cosa, ma sa tanto di film già visto. Senza tutto il folklore di cui sopra, cosa la differenzierà dal sottobosco di tutti gli altri partitini che già esistono? Un'ultima chiosa: cominciamo bene con il rinnovamento! Si vuole governabilità, trasparenza, novità, ecc.. ecc...: poi si partorisce uno stratagemma per salvare un partito che altrimenti rimarrebbe fuori dal Parlamento! Ma dai.... per favore!

vitt56's picture
Inviato da: vitt56
20 September 2012 - 17:30

La grande Adria si sta per compiere?

vitt56's picture
Inviato da: vitt56
20 September 2012 - 16:37

E' indubbio, che una "via di fuga" i popoli dovranno trovarla, da una "camicia di forza" che pochi, in visione mondialista hanno costrutito, imprigionando le libertà di tutti. In altri termini, gli stati nazione, sorti con le menzogne giacobine, e gli ideologismi, non reggeranno l'impatto delle generazioni future. Le quali avvertono, le soffocazioni, poste in atto e tipiche dei regimi, anche se in salsa pseudo-democratica, di chi vuole controllare, per meglio conseguire i propri obiettivi. Chi è nell'ordine delle idee, teste espresse, comprende perfettamente a cosa mi riferisco. Pertanto, solo un progetto, magari politico, che contrappone alla massificazione globale, potrà essere riconosciuto essenziale alla stessa esisteza delle libertà di tutti i popoli. La Lega in tal senso, e nello specifico il suo segretario Maroni, stanno giocando per tutti, anche per gli ignavi, una partita che non è quella della soppravivenza del partito LEGA , ma di tutti noi. E' l'avamposto, che da cuneo dovrà penetratre le linee "nemiche".

padano leghista's picture
Inviato da: padano leghista
20 September 2012 - 15:38

Ma come vi permettete di dare quei giudizi su noi leghisti? I rutti li fate voi.

iosys's picture
Inviato da: iosys
20 September 2012 - 15:34

25 presidenti del consiglio. 10 dal Nord 18 dal Centro Nord. Il nord elegge il 44% dei parlamentari. Il Centro nord il 63%. Il Nord ha produce il 54 % del PIL il centro Nord il 77%.

avendo la maggioranza dei parlamentari, la maggioranza dei presidenti del consiglio, il PIL più alto, da chi dovrebbe liberarsi il Nord?da chi dovrebbe liberarsi il Veneto? misteri. Forse questo http://www.youtube.com/watch?v=MgfmJjvTRKg è più utile.

laky's picture
Inviato da: laky
20 September 2012 - 15:12

bisogna che adesso riallacciamo i legami con tutti quei movimenti indipendentisti, piccoli o grandi che siano. Si può rinunciare a qualche poltrona per un ideale comune.

silvia's picture
Inviato da: silvia
20 September 2012 - 12:07

Maroni e' un eccellente tecnico e su questo non ci piove.
I suoi risultati da MInistro dell'interni non hanno eguali in questo paese.
E sta facendo un lavoro eccelso.
Ps. Rimane da capire a quali *rutti* si riferisce l'articolo.
L'anima della Lega, quella vera, quella che e' il propulsore ossia la *passione per il Nord*, non morira' mai.

Maxoter's picture
Inviato da: Maxoter
20 September 2012 - 11:20

Saremo populisti, saremo spacciati ma le vostre reazioni di incredulità le conosco... Noi siamo il futuro capaci di fare cose inimmaginabili... Stendetevi nelle vostre feci e inchinatevi davanti alla LEGA NORD!!!

Mark Silver's picture
Inviato da: Mark Silver
20 September 2012 - 11:06

Aspettate le elezioni 2013 prima di dire se l'ha salvata :-)

ottimista's picture
Inviato da: ottimista
20 September 2012 - 16:26

A mark silver..........penso che la lega nelle elezione del 2013 supererà il fatidico 11%.
Il NS/ BOBO avrà tutto il NORD a favore, non solo i vecchi leghisti, ma anche quelli che sono indecisi.
Monti con la sua politica di rigore ha contubuito ad aumentare la voglia di indipendenza da uno stato che spreca troppi soldi della gente che produce.Mi spiace per la tua diffidenza ma...............PRIMA IL NORD

Marco  Giovanniello's picture
Inviato da: Marco Giovanniello
20 September 2012 - 10:34

Il vecchio Carletto Marx insegnava che l' economia è la struttura e la politica soltanto sovrastruttura. Finché lo Stato italiano aspirerà fiumi di denaro da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna per riversarli a sud, la Lega avrà sempre elettori e ne avrà tanti di più se proporrà non il folklore caro a Bossi, un programma sensato, non demagogico e condivisibile da quella parte dell' economia del nord che sta sopravvivendo bene all' attuale carestia. Fare demagogia non serve a molto e ci sono tanti partiti a fare concorrenza in quel segmento di mercato elettorale.

colcia's picture
Inviato da: colcia
20 September 2012 - 08:42

In verita' non vedo maggior competenza nella nuova lega. Come noto, le persone competenti sono scappatte anni fa dalla lega.

silvia verdi's picture
Inviato da: silvia verdi
20 September 2012 - 12:04

sono scapaTTe ma sono anche ritornaTTe.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
20 September 2012 - 08:20

Mi pare un'analisi eccessivamente positiva. A parte i sondaggi non mi pare ci sia nessun elemento oggettivo che faccia presgire una rinascita della Lega se non la simpatia di chi scrive.

federico's picture
Inviato da: federico
20 September 2012 - 07:51

Con la crisi che sta spazzando via le imprese e sta riportando la gente a emigrare, se la Lega non s'impegna davvero per favorire una secessione del Veneto ottenuta tramite il voto democratico (come chiedono "Indipendenza Veneta" e altri movimenti che ogni giorni vedono crescere il numero dei militanti) la "rinascita" maroniana durerà solo qualche settimana. Il futuro di Maroni è nelle mani del governatore Zaia: se avrà coraggio puntando sul referendum e lascerà perdere un'autonomia solo parziale e ormai fuori tempo massimo, allora la Lega potrà essere protagonista della liberazione veneta e avere un ruolo di primo piano. Diversamente farà la fine della vecchia Dc.

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