Fiat, gli aiuti polacchi congelati per 18 mesi

Fiat, gli aiuti polacchi congelati per 18 mesi

I 40,9 milioni di euro che la Polonia ha intenzione di destinare all’impianto Fiat Powertrain di Bielsko-Biała, nella zona sud-occidentale del Paese, non hanno convinto la Commissione europea, che la scorsa settimana ha annunciato l’avvio di un’indagine più approfondita. L’incentivo, sotto forma di sgravi fiscali, è destinato alla produzione del motore bicilindrico all’avanguardia TwinAir, destinato alla Fiat 500.

Si apre ora una procedura che durerà almeno 18 mesi, e che potrebbe dare come risultato un ridimensionamento o la cancellazione degli aiuti. In gioco ci sono 400 posti di lavoro che il progetto – un investimento da circa 400 milioni di euro – prometteva di portare entro il 2013 in una zona economicamente depressa. Non solo: il caso fa riemergere uno spaccato della lotta fra i 27 per salvare le rispettive industrie nazionali.
«Il prossimo passo, una volta aperte questo tipo di procedure, è la richiesta di opinioni a parti terze», spiega José Rivas, partner dello studio legale internazionale Bird&Bird ed esperto in antitrust e aiuti di Stato. «Questo significa altre aziende del settore, ma anche Stati membri o camere di commercio locali».

È la fase in cui il lobbying si fa a colpi di questionari: le parti interessate, in competizione o a favore di Fiat, avranno infatti alcuni mesi di tempo per tentare di influenzare la Commissione, inviando a Bruxelles la loro opinione sul fatto, di solito sotto forma di risposta a una serie di domande mirate. «In gioco in questi casi ci saranno soprattutto i governi nazionali e i competitor di Fiat», spiega Rivas. Sarà, per esempio, tramite i colossi automobilistici nazionali che potrebbero emergere voci contrarie all’investimento di Powertrain.
Le domande che la Commissione farà agli interessati riguardano due aspetti: il beneficiario degli aiuti possiede una quota di mercato superiore al 25% nel settore della produzione di motori per automobili? La sua capacità produttiva aumenterà in misura maggiore del 5% grazie agli aiuti?

Tutto si gioca sulla definizione del mercato. Sarà da stabilire se i 450.000 nuovi motori all’anno che Fiat prevede di produrre a Bielsko-Biała comportino un’aumentata capacità produttiva tale da distorcere la concorrenza. Il governo polacco propende per una visione allargata del mercato, sostenendo che i veicoli passeggeri e i veicoli commerciali leggeri fanno parte dello stesso mercato. La Commissione invece dubita che si possano considerare congiuntamente i due segmenti. Secondo le indagini preliminari, inoltre, la quota di mercato di Fiat supererebbe la soglia del 25%, in base a parametri già utilizzati in casi precedenti, fra cui a Termini Imerese nel 2009. Allora, la Commissione europea aveva dato il via libera a 46 milioni che lo Stato Italiano aveva stanziato per mantenere in vita lo stabilimento, perché l’aumentata capacità produttiva non raggiungeva la soglia critica del 5%.
Il fatto che la Commissione abbia aperto l’indagine, spiega Rivas, non dà indicazioni sull’orientamento dell’esito. «Vuole semplicemente dire che nella fase di indagine preliminare, che dura all’incirca due mesi, non ha avuto prove sufficienti ad avallare l’aiuto».

Quali sono le conseguenze di uno stop della Commissione?  «Gli aiuti potrebbero essere bloccati del tutto», commenta Rivas, «oppure lasciati immodificati. Di solito però, si opta per una soluzione intermedia, ovvero un ridimensionamento».
Un danno immediato tuttavia c’è: «Per 18 mesi l’azienda non ha la certezza di poter contare su quegli aiuti, per cui il progetto di investimento può subire un arresto o un rallentamento».
La procedura, si affrettano a spiegare da Bruxelles, non vuole penalizzare aziende e regioni. Nell’annunciare l’avvio delle indagini, il commissario europeo alla Concorrenza Joaquín Almunia ha sottolineato che la Commissione europea «è a favore degli aiuti a progetti di investimento nelle regioni meno sviluppate o maggiormente colpite dalla disoccupazione». Tra l’altro, è stata proprio la Commissione europea a garantire a Fiat circa 18 milioni di euro in fondi strutturali per l’impianto di Bielsko-Biała.
Gli orientamenti sugli aiuti di Stato dovrebbero servire, invece, a bilanciare gli squilibri fra le regioni europee. «In sostanza – spiega Rivas – gli Stati membri sono in lotta per attrarre gli investimenti di grandi aziende», come appunto quello di Fiat Powertrain in Polonia. «E spesso sono proprio le regioni già ricche che potrebbero offrire di più». Ecco dove entrano in gioco i freni della Commissione.

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