La Camera vara il servizio militare a gettone

La Camera vara il servizio militare a gettone

Contrordine. Le Forze armate non bastano più. A pochi anni dall’abolizione del servizio militare, l’Italia scopre di essere a corto di soldati. Tra due giorni la commissione Difesa della Camera proverà a correre ai ripari. L’ordine del giorno prevede l’esame di due proposte di legge finalizzate all’istituzione di un esercito part time. Reparti di volontari – provenienti dal mondo civile – addestrati periodicamente e pronti ad aggregarsi a realtà già operanti «per assolvere incarichi particolari e per periodi di tempo determinati».

Il futurista Gianfranco Paglia la chiama «riserva di completamento». Il berlusconiano Edmondo Cirielli «servizio nazionale militare di volontari per la mobilitazione». Di fatto, si tratta di un esercito-ombra. Creato – come chiarisce la relazione di una delle proposte – per sopperire alle carenze di organico derivanti dall’accresciuto impegno del Paese nelle missioni internazionali. Militari on demand, insomma. Complementari all’organico delle Forze armate, ma pronti ad accrescerne il numero in casi di «straordinarie necessità e urgenza decretati dal presidente del Consiglio dei ministri».

Gli ultimi eventi in Libia hanno qualcosa a che fare con queste proposte? Probabilmente no. In ogni caso stupisce la rapidità con cui la Camera ha calendarizzato i due provvedimenti. In particolare quello di Edmondo Cirielli. Dalla presentazione del progetto al suo esame in commissione è passato solo un mese. Quasi un record, considerati i ritmi di lavoro del Parlamento italiano.

Se i provvedimenti diventeranno legge, arruolarsi diventerà più semplice. Restano necessari alcuni requisiti, tra cui la cittadinanza italiana e un’età compresa tra i diciotto e i sessanta anni. Ma non solo. Prima di indossare le stellette, gli aspiranti soldati della domenica dovranno superare un «accurato» test psicofisico attitudinale e un corso di formazione. 

I fortunati che saranno inseriti nelle liste delle riserve dovranno presentarsi annualmente in caserma per cicli di addestramento. Un totale di trenta giorni di esercitazioni, specifiche per ogni reparto di appartenenza, suddivisibili in due fasi di quindici giorni. La presenza è obbligatoria. La mancata partecipazione a due convocazioni consecutive comporterà l’esclusione dal Servizio nazionale militare.
Ovviamente – addestramenti esclusi – durante il resto dell’anno i militari-ombra continueranno a svolgere la propria professione “civile”. Lo Stato garantirà, però, il mantenimento del posto di lavoro e del trattamento economico e previdenziale durante i periodi di assenza. Oltre al prestigio di servire la bandiera, ai richiamati saranno concesse alcune agevolazioni sulle imposte sul reddito. Mentre i loro datori di lavoro saranno tutelati con particolari incentivi fiscali. Lavoratori autonomi e disoccupati possono stare tranquilli. Nelle riserve militari ci sarà posto anche per loro: le proposte di legge all’esame della Camera dei deputati prevedono un indennizzo in base al numero delle giornate trascorse sotto le armi.

Per quanto flessibile, anche il nuovo esercito avrà un costo. Almeno cinquanta milioni di euro l’anno, secondo il documento presentato da Gianfranco Paglia. Spesa che lo Stato potrà sostenere – sempre secondo il progetto del parlamentare di Fli – aumentando le aliquote relative alle imposte su produzione e consumi di birra, prodotti alcolici intermedi e alcol etilico.  

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