Separati al Nord, Pdl e Carroccio litigano sui sindaci

Separati al Nord, Pdl e Carroccio litigano sui sindaci

ROMA – A un mese e mezzo dalle comunali del 15 e 16 maggio, il centrodestra è in difficoltà. Al Nord – dove il Pdl deve fare i conti con l’ingombrante alleato leghista – la scelta dei candidati sindaci sta creando più problemi del previsto. Escluse Milano e Torino, dove gli uomini di Bossi e Berlusconi hanno trovato una convergenza su Letizia Moratti e Michele Coppola, quasi ovunque si registrano tensioni. Tra malumori, scambi d’accuse e candidature concorrenti.

In Lombardia è significativa la situazione dei tre maggiori centri della provincia di Varese. Ovunque il Carroccio alza la voce. A Busto Arsizio (la città più popolosa) il sindaco uscente Gigi Farioli, del Pdl, ha ottenuto l’appoggio di tutta la coalizione. Ma la dirigenza leghista non nasconde il proprio scontento. L’europarlamentare Francesco Speroni – suocero dell’altro bustocco leghista, il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni – qualche giorno fa ha chiarito: «Sono incazzato, incazzatissimo. Avevamo l’occasione per riaffermare la nostra identità e confermare la forza elettorale a Busto, ma dobbiamo ottemperare a ordini superiori. Come Garibaldi, obbedisco». È andata meglio a Varese, dove la Lega ha ottenuto il sì del Pdl per la riconferma del sindaco uscente Attilio Fontana. Rottura totale a Gallarate, terza città della provincia per popolazione. Qui Lega e Pdl si presenteranno ognuno per conto proprio. Il partito di Silvio Berlusconi appoggerà la ricandidatura del primo cittadino uscente Massimo Bossi. Per il Carroccio correrà l’attuale capogruppo in Provincia Stefano Gualandris. Un derby tutt’altro che sportivo, almeno a giudicare dai primi cartelloni affissi in città. «Un altro sindaco del Pdl? – si legge al Lega-Point in corso Italia – il Massimo della sfiga».

Aria di conflitto anche in Piemonte. Alle comunali di Novara il candidato sindaco della Lega Nord Mauro Franzinelli avrà l’appoggio del Pdl. Meglio, di una parte del Pdl. Il consigliere regionale Roberto Boniperti, infatti, ha da tempo assicurato di voler presentare una propria lista, con il vicesindaco della città Silvana Moscatelli, alternativa a quella ufficiale. A oggi non è dato sapere se il progetto scissionista andrà in porto. Molto più complessa la situazione a Pinerolo, in provincia di Torino. Dove il candidato sindaco del Pdl Andrea Chiabrando dovrà vedersela con la lista civica dell’ex sindaco (anche lui del Pdl) Francesco Camusso. Terza incomoda l’imprenditrice Piera Bessone, candidata della Lega.

Rottura totale in Friuli. A Pordenone il Pdl ha candidato alla poltrona di primo cittadino Giuseppe Pedicini, attuale assessore provinciale al Bilancio. A Trieste, invece, i berlusconiani hanno puntato su Roberto Antonione. L’Udc appoggerà entrambi. Provocando la rottura della Lega. A Trieste, in particolare, il Carroccio presenterà come candidato sindaco il giovane deputato Massimiliano Fedriga. «Siccome il Pdl ha scelto di allearsi con Udc e Fli – ha chiarito Fedriga – la Lega Nord mantiene la parola data e si presenta libera da vincoli di coalizione alla tornata amministrativa».

Le cose non vanno meglio in Emilia Romagna. A Bologna il Pdl non ha ancora scelto il suo candidato sindaco. A sei settimane dalle elezioni le ipotesi in campo restano tre. Appoggiare il candidato proposto dalla Lega Nord Manes Bernardini, come chiede la base. Schierarsi con la lista civica di Stefano Aldrovandi – già sponsorizzata dal Terzo Polo – come suggerito dal deputato bolognese Giuliano Cazzola. Oppure presentare una candidatura alternativa alle due precedenti.  Situazioni diverse in Romagna. A Ravenna Pdl e Lega hanno trovato l’accordo sulla candidatura a sindaco di Nereo Foschini. A Rimini il Carroccio presenterà un proprio candidato in polemica con il Pdl Marco Lombardi. Si parla di Marco Casadei. «Ma siamo ancora in attesa del nulla osta di Umberto Bossi», racconta il deputato Gianluca Pini responsabile della Lega romagnola. 

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