Fukushima, tre mesi di paura atomica

Fukushima, tre mesi di paura atomica

11 marzo Un terremoto di grado 9.0 della scala Riechter colpisce al largo dell’isola di Honshu, proprio di fronte all’impianto nucleare di Fukushima. Lo tsunami che si genera colpisce in pieno la centrale con un picco di onda di 40,5 metri. Lo tsunami danneggia i sistemi di raffreddamento e le barre di combustile nucleare rimangono senza un adeguato livello di acqua. Queste si fondono quasi immediatamente, come spiegherà successivamente l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). Il gestore dell’impianto, Tokyo electric power company (Tepco), in primis minimizza, poi ammette tutto. Inizia l’emergenza nucleare.

12 marzo Esplode il rivestimento dell’edificio del reattore numero 1 a causa dell’idrogeno che si era accumulato. Il mondo è col fiato sospeso, mentre continuano altre scosse. Tepco tenta di riattivare l’impianto di raffreddamento, senza riuscirci. Decide quindi di gettare acqua sui reattori.

13 marzo L’Agenzia atomica giapponese valuta l’incidente come un livello 4 sui 7 della scala Ines. Nel reattore numero 3 continua la fusione delle barre di combustibile.

14 marzo Esplode anche la struttura del reattore numero 3. Si tenta di versare acqua dagli elicotteri, insieme con una miscela di boro, ma il livello di radiazioni è troppo elevato per poter lavorare in sicurezza. L’Autorité de sûreté nucléaire francese spiega che per loro l’incidente è di livello 5 o 6 su scala Ines.

15 marzo Gran parte del combustile del reattore numero 2 si fonde e finisce sul fondo del vessel, rischiando di perforarlo. Continuano le operazioni di raffreddamento da parte di Tepco, mentre anche l’acqua nelle piscine contenenti il combustile esaurito cala oltre la soglia minima.

25 marzo Il Governo decide che l’area di evacuazione volontaria viene estesa a 30 chilometri dalla centrale di Fukushima. Si alzano i livelli di radiazione nelle piante intorno alla centrale.

27 marzo Il Governo di Naoto Kan non usa mezzi termini per definire l’incidente di Fukushima: «Non sappiamo che fare, possiamo solo chiedere scusa». Il combustile esaurito inizia a fondersi.

2 aprile I tecnici della Tepco scoprono una crepa di 20 centimetri nel reattore numero 2, che sta facendo fuoriuscire acqua altamente radioattiva. Si prova a tapparlo con una miscela di segatura e carta straccia. Il livello di radiazioni dell’acqua è di 1 sievert per ora.

4 aprile Tepco inizia a versare nell’Oceano Pacifico l’acqua altamente radioattiva (10 milioni di volte più del normale). Si inizia con 11.500 tonnellate. Arrivano le scuse a tutta la popolazione.

12 aprile Il Giappone alza l’incidente di Fukushima al livello 7 della scala Ines, lo stesso di Chernobyl. Emerge che il materiale radioattivo presente nell’impianto nipponico è otto volte quello allocato nel sito ucraino. Dall’11 al 15 marzo sono stati rilasciati nell’ambiente circa 190.000 terabecquerels di iodio radioattivo.

27 aprile Junichi Matsumoto, dirigente di Tepco, ammette che all’interno del reattore numero 1 il livello di radiazione è di 1.120 millisievert per ora, nonostante le previsioni fossero di circa 3 millisievert per ora.

5 maggio Un drappello di lavoratori di Tepco entra nell’edificio del reattore numero 1 per la prima volta dal sisma dell’11 marzo. Trovano un livello di radiazioni improponibile per un essere umano. Tepco pensa di mandare nuovamente i robot e chiede pubblicamente scusa per l’ennesima volta.

12 maggio Il capo di gabinetto, Yukio Edano, conferma la fusione dei nuclei dei reattori 1, 2 e 3 e annuncia alla popolazione che gli oltre 15mila bovini presenti nell’area di evacuazione, che nel frattempo è diventata obbligatoria, saranno abbattuti.

15 maggio Tepco invia di nuovo i robot dentro l’edificio del reattore numero 1. Saranno rinvenute radiazioni per 2 sievert per ora, il massimo mai toccato finora. I pochi lavoratori che entrano possono restare solo per 8 minuti.

24 maggio L’Agenzia internazionale per l’energia atomica annuncia che la fusione dei noccioli è avvenuta poche ore dopo il sisma del’11 marzo. Tepco spiega che sono state riversate in mare oltre 250mila tonnellate di acqua radioattiva e chiede scusa alla popolazione per i danni finora procurati.

2 giugno L’Aiea attacca il Governo nipponico e dice: «Avete sottovalutato il rischio tsunami per le vostre centrali». Il livello di radiazione dell’aria nel reattore numero 1 è di 4.000 millisievert per ora. Nella cittadina di Chernobyl si era registrato un livello di 3.500 millisievert per ora.

3 giugno Tepco per la prima volta ammette che due lavoratori sono stati sottoposti a un livello di radiazioni oltre quello consentito, 250 mSv/h (limite innalzato dal governo il 16 marzo).

7 giugno Il Governo annuncia che i noccioli fusi potrebbero aver rotto il vessel ed esser colati fuori dal contenitore del reattore numero 1. Intanto, Tepco andrà in ristrutturazione.

9 giugno Il ministero dell’Ambiente spiega di aver trovato stronzio 89 per 1.500 Bq/kg a circa 62 km dall’impianto di Fukushima Daiichi. Nel frattempo, Tepco riporta che c’è stata una modesta perdita anche nel vicino sito di Fukushima Daiini.