Smacco per l’Italia, la Spagna controllerà i nostri cieli

Smacco per l’Italia, la Spagna controllerà i nostri cieli

La sicurezza dei cieli italiani in mano alle forze armate spagnole. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa – intervenuto nel pomeriggio a Montecitorio durante il question time – ha confermato: il centro radar di Poggio Renatico, vicino Ferrara, sarà trasferito a Torrejon. La Spagna ha ottenuto dalla Nato la gestione di uno dei due centri di controllo aereo in Europa (l’altro è in Germania). Quello responsabile della difesa dello spazio aereo del nostro paese, ma anche di Ungheria, Croazia, Slovenia e Albania.

Nei giorni scorsi il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica aveva lanciato l’allarme: «Il Caoc (Combinated air operation centre, il centro radar attualmente in Italia, ndr) è quel centro operativo da cui viene gestita anche la Difesa Aerea, attività cruciale per un Paese, che noi ci dovremo rassegnare a consegnare in mani spagnole. In altre parole se si dovesse materializzare un pericolo negli spazi aerei italiani, saranno gli spagnoli, anche se con berretto Nato, ad individuarlo, valutarlo e neutralizzarlo». E ancora: «Quanto accaduto non solo non ha ripagato gli sforzi dell’Italia per le contribuzioni alla Nato e all’Onu, ma ha creato un grave danno al sistema di Comando e Controllo dislocato sul nostro territorio».

In cambio, l’Italia otterrà il trasferimento e la gestione del Daccc (Deployable air commando control center), un sistema di controllo aereo mobile, non ancora operativo. «Un centro che risponde a nuove esigenze operative della Nato», ha spiegato a Montecitorio La Russa. «Un sistema per le emergenze – l’opinione di Tricarico – Resterà chiuso e i dipendenti non faranno nulla». Dello stesso avviso è il ministro della Difesa spagnola Carme Chacon – cui era stato inizialmente assegnato il Daccc – che ha sdegnosamente rifiutato l’offerta della Nato, impuntandosi per ottenere il centro radar di Poggio Renatico. 

La decisione è avvenuta due settimane fa, durante l’ultimo vertice Nato a Bruxelles. Quel giorno la partecipazione del ministro della Difesa Ignazio La Russa aveva creato non poche polemiche. Secondo alcune ricostruzioni l’esponente di governo italiano si sarebbe presentato all’incontro con almeno sei ore di ritardo. «Un ritardo studiato – aveva chiarito La Russa – In quelle ore si parlava di Libia e io non volevo ascoltare nuove richieste, il nostro impegno è già enorme».

Oggi alla Camera il titolare della Difesa ha corretto il tiro: «Altro che ritardo, sono arrivato alla riunione Nato con quattro ore di anticipo». Bilancio del vertice? Secondo il ministro l’Italia ha ottenuto «uno dei successi più importanti in sede Nato». Due gli obiettivi raggiunti: la conferma del comando Nato di Bagnoli e l’aumento del personale per la nuova base aerea: da 185 a 280 addetti. Le opposizioni non sono d’accordo. Per Enzo Raisi, il deputato di Fli che ha interrogato il ministro, si è trattato di «una perdita secca per il prestigio del nostro Paese».

In ogni caso, ha spiegato La Russa tornando sulle polemiche relative alla base di Poggio Renatico, «non chiuderemo l’attuale centro radar fino a quando non sarà operativo il nuovo». Per altri due anni l’aeronautica italiana potrà continuare ad avere il controllo dei nostri cieli. 

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