Ci sono novemila embrioni dimenticati in frigorifero

Ci sono novemila embrioni dimenticati in frigorifero

Sono quasi novemila gli embrioni abbandonati dai propri genitori e crio-conservati in Italia. Bambini mai nati, frutto dei programmi di procreazione medicalmente assistita precedenti alla legge 40 del 2004. Ora una proposta di legge del deputato dell’Idv Antonio Palagiano – inserita nell’ordine del giorno in commissione Affari sociali della Camera – consentirà “l‘adozione” alle coppie che ne faranno richiesta.

«Prima dell’entrata in vigore della legge 40 in materia di fecondazione assistita – si legge nel documento depositato a Montecitorio – le coppie che in Italia accedevano a un programma di procreazione medicalmente assisitita godevano della possibilità di inseminare in vitro tutti o gran parte degli ovociti prodotti. Ciò al fine di praticare una selezione embrionale ed ottenere un numero di embrioni sufficiente a garantire successivi transfer, in caso di insuccesso, evitando alla donna ulteriori terapie ormonali».

Tutte le coppie che riuscivano a ottenere la gravidanza al primo tentativo, lasciavano così in eredità ai centri medici cui si erano rivolte gli embrioni eccedenti. Congelati in azoto liquido. Stando a un censimento svolto dall’Istituto superiore di sanità alcuni anni fa, si tratta di 3.415 embrioni abbandonati da un migliaio di coppie. A questi vanno però aggiunti altri 6.079 embrioni crio-conservati – come ha spiegato pochi mesi fa al Giornale il professor Antonino Guglielmino, direttore dell’unità di Medicina della Riproduzione della Fondazione Hera – di cui non è stato possibile rintracciare i genitori.

Nel 2004, intanto, il ministero della Salute ha stanziato 400mila euro per istituire una bio-banca nazionale in grado di ospitare gli embrioni abbandonati. Sede della struttura, l’Ospedale Maggiore di Milano. «I fondi sono stati rendiconti già nel 2005 – scrive Palagiano – ma attualmente nessun embrione risulta pervenuto presso la struttura milanese».

La proposta di legge adesso permetterà agli embrioni di trovare una “famiglia”. Gli aspiranti genitori devono soddisfare alcuni requisiti: essere «coppie di persone maggiorenni di sesso diverso, sposate o conviventi da almeno due anni». La donna non deve superare i quaranta anni, l’uomo i quarantacinque. La coppia non deve avere figli. «Possono essere accolte – spiega l’articolo 2 della proposta di legge – le domande presentate da coppie in cui uno solo dei componenti abbia figli propri vivi». Obbligatorio, infine, presentare una denuncia dei redditi: i genitori devono dimostrare di avere redditi sufficienti a garantire un adeguato sviluppo del minore.

Resta valida la struttura della bio-banca milanese. Tutte le procedure per l’impianto degli embrioni dovranno essere svolte presso l’Ospedale Maggiore di Milano. Non si tratta però di adozione: «il nascituro è riconosciuto a tutti gli effetti di legge come figlio legittimo della coppia».