Il bottino del sindaco di Milano, poltrona per poltrona

Il bottino del sindaco di Milano, poltrona per poltrona

Duecento poltrone, alcune delle quali in posti-chiave, in grado di muovere risorse per centinaia di milioni. È il “bottino” di nomine nelle società partecipate e in vari enti che, grazie alla legge sugli enti locali (v. articolo 50, comma 8, D.Lgs. 267/2000), spetterà al nuovo sindaco di Milano. Nel capoluogo lombardo, il principio dello spoil system toccherà oltre 90 enti: spesso si tratta della nomina di un rappresentante istituzionale presso fondazioni sulle quali però il Comune non esercita un controllo. Altre volte, lo statuto dell’ente (è il caso, per esempio, della Fondazione Cariplo) impedisce un giro delle poltrone su semplice indicazione del sindaco.

Ma molte di queste nomine riguardano enti e società di rilievo e potranno essere eseguite sin dal primo giorno di insediamento. Si va dai posti nel consiglio di sorveglianza della A2a, l’azienda quotata di servizi energetici e ambientali controllata dai comuni di Milano e Brescia, ai vertici di Sea, di Expo 2015 e dell’Atm (trasporti), dalla Sogemi (mercati agroalimentari all’ingrosso) agli amministratori del complesso Martinitt-Stelline-Pio Albergo Trivulzio o della Metropolitana Milanese. Incarichi di grande responsabilità, potere e soldi (vedi qui le remunerazioni).