Piazza Affari tenta il rimbalzo dopo il crollo

Piazza Affari tenta il rimbalzo dopo il crollo

Ultimo aggiornamento alle 17.20

La Borsa di Milano tenta di riprendersi dopo il lunedì nero vissuto ieri, che ha visto l’indice Ftse/Mib in contrazione del 3,06 per cento. L’avvio degli scambi a Piazza Affari è stato tiepido, +0,51%, ma dopo pochi minuti sono iniziati gli acquisti, specialmente sui titoli bancari, e dopo 30 minuti il Ftse/Mib era in rialzo di un punto e mezzo. Alle 11.00 il principale listino italiano sale a quota 2,03%, con UniCredit a +4,77%, Monte dei Paschi di Siena +4,87%, Intesa Sanpaolo +5,54%, Banco Popolare +4,10% e Ubi +4,33 per cento. Sul finale i guadagni si sono ridotti, ma è stata comunque una giornata parzialmente positiva per Milano. Le perdite di ieri non sono state assorbite e rimane il clima d’incertezza che da tre settimane sta stringendo Piazza Affari. 

Sul fronte del mercato obbligazionario, migliora il differenziale di rendimento fra i titoli di Stato italiani e i corrispettivi tedeschi. Lo spread fra Btp e Bund, infatti, è sceso sotto quota 309 punti base, per un rendimento del 5,77 per cento. Analogo il trend per i Credit default swap, i derivati che immunizzano dall’insolvenza di un emittente. I Cds sull’Italia, scambiati sulla piattaforma Markit, hanno registrato un prezzo di 314 punti base, cinque in meno della chiusura di ieri. Tuttavia, non si placa l’incertezza intorno a Roma. Gli investitori attendono maggiori sicurezze sulla reale entità della manovra economica varata la scorsa settimana.

Le vendite di ieri hanno pesato troppo, meglio ripartire con gli acquisti per un po’. Questa è l’idea che sta circolando nelle sale operative italiane, dopo un pessimo lunedì. I titoli bancari, Intesa Sanpaolo e UniCredit su tutti, hanno guadagnato diversi punti nelle prime battute a Piazza Affari. Non si placano, tuttavia, tutti i dubbi intorno al pacchetto di austerity da quasi 50 miliardi di euro per i prossimi quattro anni. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha più volte rimarcato che si tratta di una correzione di bilancio in linea con le richieste dell’Europa, come anche sottolineato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nonostante questo, gli investitori non hanno fiducia sulla tenuta del Governo e sulla sua leadership.

Intanto, sul fronte valutario, l’euro ha guadagnato alcuni punti nel cross con il franco svizzero dopo il minimo storico registrato ieri. Allo stesso modo, anche il cambio euro/dollaro è stato favorevole per la moneta unica, sebbene prevalga un clima di avversione al rischio per gli asset europei, che va di pari passo con l’incremento della virulenza della crisi dell’eurodebito. Questa tendenza è anche alla base del nuovo record fatto segnare dall’oro. Il metallo giallo è stato prezzato a 1.610,48 dollari l’oncia, abbattendo il massimo di ieri. Secondo un report di Platts «l’apprezzamento dell’oro potrebbe arrivare fino a 1.700 dollari entro settembre». Colpa dei debiti sovrani europei in sofferenza e della poca fiducia che gli investitori hanno nei politici dell’Ue.