Le carceri scoppiano, 20 mila i detenuti in più

Le carceri scoppiano, 20 mila i detenuti in più

«Una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile», ha detto, il 28 luglio il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del convegno su giustizia e carceri in Senato, organizzato dai Radicali. «Una situazione che ci allarma e che ci umilia davanti alle altre nazioni europee». Invocava una soluzione politica, il Presidente. Sono seguite visite nelle carceri da parte del nuovo ministro della giustizia Nitto Palma (con conseguenti proteste delle forze dell’ordine, richiamate per l’occasione e private di giorni di riposo). Ma è cambiato poco: gli ultimi dati confermano la necessità di un intervento deciso, come rileva l’Osapp, l’Organizzazione Sindacale Autonoma della Polizia Penitenziaria.

Il Guardasigilli ha già dichiarato che sono partiti lavori per un nuovo padiglione per il carcere di Piacenza, e che sono in corso gli accordi per altri 19 in altri istituti carcerari. Ma guardano alla situazione quella peggiore è in Puglia che ha l’80% in più di detenuti (che equivale a 1.982 reclusi) rispetto alla propria disponibilità, un primato sinistro. Segue la Lombardia, con il 73% in più (4.038), l’Emilia Romagna con il 68% in più (1.640). Poi Friuli con il 65% (355) e Veneto, con il 62% in più (1.225).

In totale, ci sono 66.754 detenuti in tutta Italia. Quando, però, i posti disponibili sarebbero 45.647. In percentuale, i detenuti sono il 46,3% in più. «Secondo il Dap (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), la soglia massima tollerabile è fissata a 69.127 posti», spiega Leo Beneduci, segretario dell’Osapp. Ma la denuncia continua: «Ogni giorno ci sono 40 ingressi in più». Il 19 agosto la popolazione carceraria ammontava a 66.605. Il 21 erano 66.660 e il giorno dopo 66.754, un grande incremento. E gli effetti della legge “svuota-carceri”, approvata l’anno scorso e che prevedeva la detenzione domiciliare per chi avesse pene più basse rispetto a 12 mesi sembra avere esaurito i suoi effetti. Con le conseguenze di un forte disagio, che porta a un’incremento del numero di suicidi e di atti di autolesione da parte dei carcerati. 

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