In arrivo l’equometro, per scovare i furbetti del fisco

In arrivo l’equometro, per scovare i furbetti del fisco

Tutte insieme, le iniziative di Pierluigi Saccardi, vicepresidente della provincia di Reggio Emilia vanno verso un’unica direzione: la lotta all’evasione fiscale. È suo il blog “eroi fiscali”, nato subito dopo il varo della prima bozza di manovra, che conteneva il famigerato contributo di solidarietà (poi scomparso, poi riapparso ma solo oltre i 300.000 euro, e fino al pareggio). Ma non solo: prima ancora, è suo il progetto dell’equometro, uno strumento per rendere più chiara la situazione reddituale e patrimoniale dei cittadini. «Visto che in Italia c’è un’evasione che supera i 120 miliardi di euro, ci vuole qualcosa che superi l’Isee, che è sia reddituale che patrimoniale, ma solo nel senso che comprende i beni immobiliari», spiega Pierluigi Saccardi a Linkiesta.

Con l’equometro, invece, si fa di più: si va a tracciare le spese, cercando di valutare in modo più oggettivo lo stile di vita del contribuente. Non di tutti, però: solo di chi avanza richiesta per un sussidio, che sia la casa popolare o un’agevolazione per la mora del pagamento di una bolletta. E qualsiasi altra cosa: «l’algoritmo è studiato apposta per essere elastico, per modularsi per ogni servizio erogato dalle istituzioni», specifica. Per ogni servizio, esiste una serie di domande che cercano di valutare il comportamento del consumatore. È un principio semplice «Se uno le chiede un’agevolazione per ritardare il pagamento di una bolletta e ha la pay-tv per almeno 200 euro al mese, lei glieli darebbe?» chiede Saccardi. «L’ho chiesto a tante persone. Finora non ho incontrato nessuno che abbia detto sì», ha aggiunto. Il punto non è criticare le scelte di consumo. Almeno finché non vada a toccare i soldi e i servizi pubblici.

«Se fai richiesta di un sussidio, allora, grazie all’equometro, io ti controllo. Se non lo fai, allora siamo tutti a posto, è ovvio».E cosa accade se uno rilascia false dichiarazioni, se cioè nega di avere macchine di grossa cilindrata, e gira in Suv? In quel caso, spiega Saccardi, si usa la mano pesante: «Si va nel penale, perché è distrazione di risorse pubbliche. E poi arrivano anche le sanzioni». In questo modo, a nessuno viene voglia di fare il furbo.

Un sistema che dovrebbe dare soldi e servizi solo a chi ne ha bisogno, evitando sprechi e furberie. Ma non solo: serve anche a tracciare i bisogni del territorio, e stabilire quali zone abbiano più bisogno di un particolare tipo di servizio. Per distribuire meglio le risorse di un’amministrazione. «Guardando ai consumi, non vogliamo educare, ci mancherebbe». Però, spiega, è importante saper distinguere tra i bisogni primari e secondari. Ai primi, in sostanza, può sopperire il welfare. Ma a patto che le risorse individuali non vengano spesi in beni secondari. «È un modo per proteggere la fiscalità pubblica».

Esistono anche spese non necessarie, però non esagerate. Ad esempio, il fumo. «Nel modulo dell’equometro è prevista la domanda: fumatore o non fumatore?». Non si fanno distinzioni, né controlli, perché «sarebbe assurdo. È troppo costoso sguinzagliare un poliziotto per tre giorni e scoprire se la persona in questione fuma o meno». E, visto che comunque la spesa c’è, l’algoritmo favorirà, tra chi fuma e chi non fuma, il secondo. Ma solo se il risultato finale è lo stesso. «È ovvio che su queste cose non si possono fare controlli, ma almeno funziona come moral suasion»

E poi, la tracciabilità della spesa aiuta la lotta all’evasione. «Ne ho parlato con tanti, e tutti gli amministratori di province e comuni sono interessati all’equometro. Anche il professor Prodi». Il quale, in una conversazione telefonica, «mi ha detto: “lei ha centrato il problema”». Ma è un problema che sanno tutti, e parlando con la gente viene fuori». Nel blog, spiega, sono tantissime le denunce di evasioni fiscali, e di situazioni assurde in cui «ad esempio, il vicino ha un televisore con lo schermo ultrapiatto e vive nella casa popolare». La gente, sostiene Saccardi, si è stancata di questa situazione di disuguaglianza. E questa è una battaglia che è anche civile. «Io non sono un grillino – tiene a specificare Saccardi, che nasce nella Democrazia Cristiana – ma penso che ora la situazione sia insostenibile». In generale, ma anche in particolare. Perché la gente che paga le tasse esiste, e va protetta».