Piazza Affari crolla e lo spread va ai massimi

Piazza Affari crolla e lo spread va ai massimi

Si è aperta una giornata cruciale per le piazze finanziarie europee. Dopo un weekend di passione per via della situazione della Grecia e delle probabilità di default nel prossimo weekend, il focus degli investitori è verso le banche francesi, le più esposte al debito sovrano ellenico. Le voci di un imminente downgrade della Francia e dei suoi istituti bancari hanno fatto crollare gli indici azionari del Vecchio continente. Milano ha aperto in ribasso di quasi 3 punti percentuali, mentre Londra, Francoforte e Parigi non hanno fatto di meglio. Ma sui mercati arrivano anche le conseguenze delle dimissioni del capo economista della Banca centrale europea, Jürgen Stark, in netto contrasto con il cancelliere tedesco Angela Merkel. Nel frattempo, gli operatori guardano anche con timore all’Italia. Dopo l’approvazione al Senato della manovra correttiva, quest’ultima arriva alla Camera. Inoltre, in questa settimana dovranno essere collocati 18,5 miliardi di euro di titoli di Stato dal Tesoro, che dovrà confrontarsi con uno spread fra BTP e Bund prossimo ai 380 punti base. I Credit default swap (Cds) sull’Italia toccano il massimo storico a 467 punti base, secondo Markit. 

Doveva essere il weekend della verità e così è stato. Il premier ellenico George Papandreou, in un accorato appello alla nazione, ha presentato nuove misure di austerity, come una tassa sugli immobili che ha già causato diversi malumori nei sindacati ellenici. Ma non è questo che spaventa gli investitori. Tutto verte intorno alle parole del ministro tedesco dell’Economia, Philipp Rösler, che ha spiegato come parlare di default per Atene non deve essere un tabù. È il sintomo che nell’eurozona aleggia la possibilità che uno Stato sia messo nelle condizioni di dichiarare fallimento e lasciare la moneta unica. Del resto, il cancelliere Merkel era stato chiaro la scorsa settimana: «Per stabilizzare la zona euro è possibile che ci siano anche future modifiche ai trattati Ue». Chiaro il riferimento a un giro di vite sui meccanismi sanzionatori in caso di deficit e debito eccessivi, che potrebbero prevedere anche un’espulsione dall’eurozona. E in questo caso, la linea del rigore in ambito europeo è dettata da Berlino, insieme a Olanda e Finlandia.

Nel frattempo, a preoccupare sono anche le banche francesi. L’ipotesi che circola da sabato notte è che in questa settimana possa arrivare un declassamento del debito sovrano francese, che perderebbe la tripla A. Colpa anche della forte esposizione che gli istituti di credito transalpini hanno nei confronti di Grecia, Irlanda, Portogallo, Italia e Spagna. Per Crédit Agricole, BNP Paribas e Natixis i ribassi sono stati pesanti, ma il Governo ha ribadito che «non sono previsti interventi e l’intero settore è solido». L’osservata speciale rimane Société Générale, il cui valore azionario è tornato ai livelli del 1992 e starebbe incontrando sempre più problemi di funding sui mercati interbancari. Forse è anche per questo che SocGen ha deciso di vendere asset per 4 miliardi di euro, che è proprio l’equivalente dell’esposizione ai Piigs. 

A peggiorare la situazione ci hanno pensato le indiscrezioni in merito alla prima banca belga, Dexia. Secondo il blog finanziario ZeroHedge, uno dei più quotati a livello globale, il debito di Dexia sarebbe di 167,5 miliardi di euro. Troppo per un istituto di credito già oggetto di sostegno governativo nei giorni più neri della crisi finanziaria. E troppo per un’eurozona che ha perso ogni direzione. 

17:30 – Le Borse europee sono chiuse. Ecco i risultati preliminari: FTSE -1.46%, DAX -2.20%, CAC 40 -3.86%, Eurostoxx -3.63%, FTSE MIB -3.49%, IBEX 35 -3.21%

17:07 – Borsa Italiana comunica che “La diffusione dell’indice FTSE MIB è stata ripristinata”. L’indice FTSE/Mib perde il 3,65%. 

17:00 – Secondo Borsa Italiana “l’indice FTSE MIB potrebbe non essere aggiornato su alcuni sistemi informativi”. 

15:00 – (Adnkronos) – Tra i titoli del settore energetico A2A cede il 4,57% a 0,82 euro, Saipem il 3,59% a 28,48 euro ed Eni perde il 3,44% a 12,9 euro. Vendite anche su Enel che registra un ribasso del 3,38% a 2,91 euro, mentre Snam Rete Gas cede il 2,45% a 2,18 euro. Edison perde il 3,43%. In ribasso anche Safilo ha annunciato oggi che non rinnoverà il contratto di licenza per la produzione e distribuzione di occhiali a marchio Nine West, la cui naturale scadenza è fissata il 31 dicembre. La licenza Nine West rappresentava circa l’1% del fatturato totale registrato dal gruppo nell’esercizio 2010. Il titolo cede il 6,17% a 7,85 euro. Tra le blue chips la sola invariata è Bulgari, mentre gli altri luxury stocks viaggiano misti. Tod’s perde il 2,86%; Aeffe registra una perdita del 3,97%; Antichi Pellettieri del 6,7%. Sopra la parità Damiani che segna un rialzo frazionale dello 0,66%. Salvatore Ferragamo lascia sul terreno il 2,73% a 11,41 euro.

14:35 – Il Cds della Grecia tocca il massimo storico a quota Greece 5842,12 punti base, secondo Markit. La percentuale implicita di fallimento nell’arco di cinque anni è al 95,85%. 

14:30 – L’indice FTSE/Mib perde il 4,10%, il Cac 40 di Parigi oltre il 4,80% e il Dax 30 di Francoforte il 4,35%. 

14:00 – Il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha spiegato che non è sul piatto la possibilità di una fuoriuscita della Grecia dall’eurozona. 

13:00 – Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha rimarcato che per stabilizzare l’eurozona occorre portare avanti le proposte varate nel Consiglio europeo del 21 luglio scorso. Nel frattempo a Milano l’indice FTSE/Mib perde oltre 3,5 punti percentuali. 

12:30 – La Commissione europea ha spiegato che non si sta discutendo un default ellenico. 

12:00 – (Adnkronos) – Prosegue in deciso ribasso l’andamento delle piazze finanziarie europee a metà mattina sui timori di un default della Grecia e sul rischio del debito dell’Ue. La peggiore è la Borsa di Parigi, sulla quale pesano indiscrezioni circa la possibilità che l’agenzia Moody’s possa declassare le più importanti banche francesi a causa della eccessiva esposizione nei confronti della Grecia. Alle 11, il Cac 40 registra un calo del 4,18% a 2.850,88 punti; a Francoforte il Dax perde il 2,97% a 5.034,42; Lisbona perde il 2,93% a 5.871,03; Amsterdam lascia sul terreno il 2,76% a 268.48 punti; Madrid registra una perdita del 3,32% a 7.648; Bruxelles -2,69%; Zurigo -2,31%; Londra – 1,42%. A Milano il Ftse Mib cede il 3,26% a 13.566,31 punti e l’All Share registra un ribasso del 3,16% a 14.441,62.

11:45 – La Commissione europea pubblica i dati sul deficit di bilancio di Grecia e Irlanda. Per Atene sarà del 9,5% del Pil in quest’anno, 9,3% il prossimo. Per Dublino sarà del 10,5% nel 2011, 8,8% nel 2012. 

11:30 – Il portavoce del Governo tedesco avverte i mercati, dicendo che solo la troika composta da Fondo monetario internazionale, Bce e Ue può giudicare i progressi della Grecia nel piano di consolidamento fiscale. Ha anche spiegato che non è possibile garantire le prossime tranche di aiuti se non ci saranno i progressi previsti dal piano. 

11:10 – L’asta dei titoli di Stato italiani ha visto un rendimento del 4,153%, in netto rialzo rispetto al 2,959% di agosto. È il massimo dal settembre 2008. 

10:50 – Il Cds sull’Italia tocca un nuovo massimo a quota 505 punti base, secondo Markit. 

10:45 – Secondo diversi trader Fixed income, la Banca centrale europea starebbe comprando titoli di Stato di Italia e Spagna. 

10:25 – Il commissario Ue al Mercato interno, Michel Barnier, ha detto che non ci sono problemi per le banche europee perché tutte hanno superato gli stress test dello scorso luglio. Nel frattempo, gli istituti di credito francesi e italiani sono sempre oggetto di vendite copiose.

10.15 – Lars Feld, l’advisor del Governo tedesco che sta curando la gestione del debito ellenico, ha detto che vede una disordinata ristrutturazione del debito greco fra la primavera e l’estate del 2012, rimarcando il fatto che nella sostanza la Grecia è fallita. 

10.05 – Il credit default swap sui titoli di stato italiani ha superato, per la prima volta nella storia, i 500 punti. Questa mattina i Cds sull’Italia avevano già toccato il loro massimo a 467 punti base, secondo Markit.

10.02 – Arrivano i dati sulla produzione industriale italiana: -0,7% in luglio (mese su mese) e -1,6% su base annua.

9.50 – Continua la discesa del Ftse Mib a Milano, che perde  il 4,34%. Fra i titoli più sotto pressione, Unicredit sospesa dalle contrattazioni, mentre prima cedeva il 5,52%, Enel perde il 4,83%, Buzzi Unicem il 4,57%, Exor e Fiat -4,30% e -3,99%. Lo spread fra btp italiani e i bund tedeschi decennali è a 377 punti base. Il Cac40 di Parigi perde il 4,79% e il Dax di Francoforte oltre il 3 per cento.

9.30 – Lo spread fra Btp e bund tedeschi decennali è sceso lievemente sotto quota 380, arrivando a 378 punti base. La grossa pressione sui titoli bancari di tutta Europa, secondo Bloomberg, li sta riportando alle valutazioni che avevano dopo il collasso di Lehman Brothers. Fra i fattori che spingono al ribasso, la preoccupazione relativa ad un possibile default della Grecia e un contagio della crisi del debito. Perdite fra il 2 e il 3 per cento per gli indici francesi e tedeschi. Sulla Grecia si iniziano ad esprimere apertamente anche i parlamentari tedeschi. Uno dei “falchi” della Cdu, Peter Altmaier, ha dichiarato che la Grecia – da sola – deve «decidere se vuole uscire dall’euro».

9.25 – Dopo pochi minuti dall’apertura, il Ftse Mib e il Ftse All Share fanno segnare perdite oltre il 3%. Fra i titoli più pesanti del listino, Banca Monte dei Paschi (sospesa dalla contrattazione), Ansaldo Sts (-5,79%), Banco Popolare (-4,48%) Unicredit (-3,96%), Exor (-3,67%). All’elenco si aggiungono anche Fondiaria Sai (-4,28%) e Intesa Sanpaolo (-3,86%).
Lo spread fra Btp italiani e Bund tedeschi decennali è in forte aumento ed è arrivato a quota 380 punti base. Pesanti gli indici delle altre borse europee. Il Cac40 di Parigi che perde oltre il 4%, con i titoli bancari sotto pressione: Credit Agricole -10,36%, Bnp Paribas -10,3%, Société Générale-10,23%. Male anche gli altri indici europei: il Dax di Francoforte perde oltre il 2%, mentre il Ftse100 di Londra è a -1,76%

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