Bpm, vince l’asse dipendenti-Bonomi

Bpm, vince l’asse dipendenti-Bonomi

La svolta nel sistema di governo della Banca popolare di Milano è arrivata. In mattinata l’assemblea dei soci ha approvato a larghissima maggioranza il passaggio al sistema dualistico, che prevede un consiglio di sorveglianza (cds) e un consiglio di gestione (cdg). Nella successiva votazione per l’elezione dei consiglieri di sorveglianza è uscita vittoriosa la lista dei soci dipendenti Amici: perciò, in base alle norme statutarie, il capolista Filippo Annunziata è il nuovo (e primo) presidente del consiglio di sorveglianza. La proclamazione dei risultati è stata accolta da un applauso liberatorio dai soci-dipendenti. All’assemblea si erano iscritti a partecipare 11.272 soci (di cui 4.948 dipendenti), ma se ne sono presentati, fisicamente o per delega, circa 8.500.

Durante la campagna elettorale, Andrea Bonomi (Investindustrial) e l’attuale direttore generale Enzo Chiesa erano stati indicati rispettivamente come presidente del consiglio di gestione e consigliere delegato. La lista, che ha ottenuto 4.246 voti, avrà 11 posti sui 19 totali del cds. La seconda lista più votata (quella dei sindacati Fiba-Cisl, Fabi e Arpe/Sator) ha avuto invece 2.274 voti, che valgono tre rappresentanti nel cds: il capolista Marcello Messori, Carlo Dell’Aringa, Mauro Paoloni. In serata, però, Messori ha annunciato la rinuncia alla nomina: il ruolo di semplice consigliere, ha scritto in una lettera di congratulazioni ad Annunziata, «non mi consentirebbe, infatti, di affermare la mia visione circa le possibili soluzioni ai problemi della banca». I restanti posti sono divisi fra i soci non dipendenti (1), la lista di Investindustrial (2), Fondazione CariAlessandria (1) e Crédit Mutuel (1). Il risultato è stato una doccia fredda per la lista Fabi-Fiba/Cisl-Arpe. Il banchiere ex Capitalia  pensava di avere la vittoria in tasca grazie al supporto dei sindacati nazionali che avevano commissariato quelli interni della Bpm. Perciò, la vittoria della lista degli “Amici” segna una sconfitta soprattutto per le segreterie nazionali dei sindacati e in particolare per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che si è speso personalmente nella battaglia. (Per i dettagli dell’assemblea leggi la nota ufficiale della banca).

Ancora una lettera di Bankitalia. Poiché prevenire è meglio che curare, nell’attesa dell’esito dell’assemblea la Vigilanza della Banca d’Italia si è già mossa. Già questa mattina ha fatto recapitare sul tavolo del consiglio di sorveglianza che non c’era ancora una lettera che invitaka Banca Popolare di Milano a favorire il cambiamento e la discontinuità in vista della nomina del consiglio di gestione. Se ne dovrà tenere conto, quindi, nella prossima riunione del cds. Non è ancora chiaro se si tratta di un suggerimento da ascrivere all‘opera di moral suasion o di prescrizione da recepire integralmente, cosa che investirebbe probabilmente anche il direttore generale Chiesa (nominato però lo scorso maggio, mentre prima aveva solo le deleghe di finanza e asset management). Chiesa non ha avuto alcuna parte nel sistema di carriere che è stato messo sotto accusa negli ultimi mesi e che ha costretto la banca a rendere noto un dettagliato documento riepilogativo delle promozioni (leggi). «Non ho ancora letto la lettera della Banca d’Italia – ha detto Annunziata, subito dopo l’elezione – Ponzellini me la consegnerà in giornata. Lunedì statuto e consiglio di sorveglianza saranno iscritti nel registro delle imprese e tra martedì sera e mercoledì ci riuniremo per nominare il consiglio di gestione. Il contenuto della lettera sarà reso noto nei termini previsti dalla legge e indicati dalle autorità».

Compensi più bassi. Forse. Su proposta di alcuni soci-dipendenti – fra cui Alessandro Dall’Asta, il presidente pro tempore dell’associazione dei soci-dipendenti “Amici Bpm” – è stata avanzata l’ipotesi di un abbassamento dei compensi dei consiglieri di sorveglianza rispetto a quanto percepito dal vecchio consiglio di amministrazione. Il presidente del cds avrà infatti un emolumento di 150 mila euro lordi l’anno, contro 658mila euro percepiti  da Ponzellini. Ai due vice presidenti andranno 80 mila euro, mentre al presidente del comitato per il controllo interno 60 mila euro. Ai componenti dei comitati, infine, è riconosciuto una remunerazione annua di 30 mila euro. Per ogni seduta del consiglio è previsto un gettone di presenza 450 euro. Nel 2010 il presidente del collegio sindacale ha percepito 100mila euro, i sindaci 80mila, più i gettoni di presenza. Va anche detto, però, che per un bilancio complessivo fra compensi vecchi e nuovi occorre aspettare di conoscere i compensi dei consiglieri di gestione che per responsabilità e compiti sono assimilabili agli amministratori del sistema tradizionale.

lorenzo.dilena@linkiesta.it