Ecco il Dl sviluppo, governo inchiodato sulle pensioni

Ecco il Dl sviluppo, governo inchiodato sulle pensioni

Arriva la terza manovra, le prime due non sono bastate a ridare fiducia agli italiani e nell’Italia. Un decreto di sviluppo, è la promessa. Un provvedimento “ordinato” da Merkel e da Sarkozy all’ultime vertice di Bruxelles, è la premessa. Una riforma definitiva e soprattutto equa del sistema pensionistico e un insieme di misure in grado di far ripartire la crescita, è la speranza. Ma, a giudicare dalla prima bozza circolata fra i ministri, c’è ben poco su cui sperare.

Il Consiglio dei ministri convocato alle 18 per deliberare sul punto è iniziato con 70 minuti di ritardo. È stato necessario prima un vertice con tra Silvio Berlusconi e l’uomo che ha il diritto di veto, di vita e di morte sul governo, il ministro leghista Umberto Bossi; c’era pure Giulio Tremonti, a ricordare che non ci sono soldi. Tutto andrà fatto a saldi invariati ed eventuali investimenti sulla crescita potranno essere fatto con i risparmi che arrivano dalla stretta sulle pensioni. Il punto è che, senza la Lega, non c’è riforma sulle pensioni, e non c’è nemmeno più il governo. «Può avvenire che la Lega non sia d’accordo e nel qualcaso non ci sarebbe più il governo», ha candidamente ammesso il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi. Ma il Cdm si è concluso con un nulla di fatto.

Sul piano tecnico le ipotesi di intervento sono le più disparate ma il punto di snodo è uno: alzare l’età pensionabile a 67 anni. E su questo la Bossi e tutto lo stato maggiore della Lega non vogliono mollare. In dettaglio, su punta a raggiungere da subito la cosiddetta “quota 100” (come somma di età anagrafica e anni di contribuzione, p. es. 65+35 o 60+40) rispetto alla attuale quota 96, per cui bastano per esempio 60 anni e 36 di contributi. Un percorso possibile è di anticipare di un anno, al 2012, quota 97 e poi salire a quota 100 nel 2015: praticamente una abolizione di fatto delle pensioni di anzianità. Una seconda strada potrebbe essere quello di fissare subito quota 100 per le pensioni di anzianità con il requisito dei 40 anni di contribuzione (e quindi almeno 60 di anni) a partire dal 2013, prevedendo il rapido innalzamento della soglia di vecchiaia a 67 per tutti i lavoratori. 

L’altra ipotesi sul tavolo è l’accelerazione dell’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel settore privato, attualmente 60 anni a fronte dei 65 anni degli uomini (e 61 nel pubblico impiego con un balzo a 65 già previsto per il 2012). La seconda manovra di quest’anno, quella di Ferragosto, prevede un adeguamento graduale fra il 2014 e il 2026. Un altro capitolo ancora sono le pensioni di reversibilità (quelle attribuite al coniuge superstite): si ipotizza ridurre l’assegno sulla base dell’aspettativa di vita. Nello stesso tempo si prevedono incentivi per l’assunzione delle donne e degli under 35 disoccupati da tempo. 

Gli altri provvedimenti

DODICI CONDONI
Piccolo giallo sui condoni. Se ne prevedono dodici: riapertura dei termini per gli anni pregressi; regolarizzazione delle scritture contabili; accertamento con adesione per i periodi di imposta pregressi; definizione dei ritardati od omessi versamenti; definizione degli atti di accertamento e di contestazione, degli avvisi di irrogazione delle sanzioni, degli inviti al contraddittorio e dei processi verbali di constatazione; definizione delle liti pendenti; definizione dei tributi locali; definizione agevolata ai fini delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni; definizione degli importi non versati; regolarizzazione di inadempienze di natura fiscale; proroga di termini per risolvere la violazione dell’obbligo della dichiarazione Iva; cumulabilità delle definizione agevolate. Il ministro Paolo Romani ha detto che nella bozza di decreto in suo possesso non sono previsti condoni.  

VENDITA IMMOBILI
Le amministrazioni pubbliche devono ottimizzare gli spazi e ridurre i canoni di locazione. Prevista la vendita del patrimonio residenziale pubblico agli inquilini. I ricavi della vendita vanno agli enti locali per spese in investimento.  

STIPENDI PIÙ BASSI IN CAMBIO DI SERVIZI
Il datore di lavoro e lavoratore si possono accordare su una retribuzione inferiore a quella dovuta, in cambio di servizi messi a disposizione dal datore di lavoro, quali asili nido, servizi alla persona e misure per la mobilità.

CONTRIBUTI ZERO PER APPRENDISTATO
Per i contratti di apprendistato, avviati nel 2012 e nel 2013, è azzerata fino alla fine dell’apprendistato la quota di contribuzione a carico del datore di lavoro.

INCENTIVI PER ASSUMERE DONNE E GIOVANI
Sono previsti incentivi per l’assunzione di lavoratrici contratto a tempo indeterminato o determinato. Inoltre, per chi assume under 25 disoccupati da almeno 6 mesi o under 35 senza lavoro da almeno un anno, i contributi a carico del datore di lavoro per i primi 3 anni sono pari a quella per gli apprendisti.

VIA LIBERA A SOCIETÀ PROFESSIONISTI
Viene autorizzata l’esercizio delle libere professioni, regolate da Ordini e Albi, tramite società.

QUOTE LEGITTIMA FIGLI
Il decreto sviluppo contiene anche norme che regolano la legittimà a favore dei figli nei testamenti. Ferma restando la quota di 2/3 riservata ai figli, come previsto oggi dal Codice civile, viene stabilito che la metà di questa dovrà dividersi in parti uguali e l’altra metà potrà essere attribuita dal genitore a uno o più figli in vario modo.

Leggi la bozza integrale del Decreto sviluppo

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