Val di Susa, fotografie di una giornata tranquilla

Val di Susa, fotografie di una giornata tranquilla

Doveva essere una «manifestazione pacifica e determinata» per gli organizzatori. È stata una manifestazione pacifica, determinata e senza scontri. Dalla Val di Susa nessuna violenza e nessun lancio di oggetto per gli oltre 30mila manifestanti. L’appuntamento in mattinanta era carico di tensione dopo gli incidenti della settimana scorsa a Roma: centinaia di giornalisti, 1600 tra poliziotti e carabinieri a presidiare il cantiere della futura linea ferroviaria Torino-Lione. Ecco il racconto della giornata.

Ore 11.30 parte il corteo dal paese di Giaglione (alta Val di Susa) dove in migliaia si sono messi in marcia per arrivare alle reti che delimitano la zona di cantiere. L’obiettivo è ampiamente dichiarato: tagliare della reti ritenute «abusive» dai No Tav e invece considerati legali dalla Ltf, la società responsabile della tratta internazionale della linea ferroviaria.

Alle 12.20 il taglio della prima rete con la Polizia che si allontana di fronte alle donne che liberano il passaggio ai menifestanti. La marcia può continuare.

Ore 14.00 Dopo due ore e mezza di cammino tra i boschi (con code surreali nei sentieri e manifestanti che raccolgono le castagne) la marcia arriva alla baita Clarea, sede e simbolo del movimento No Tav, alla base dei piloni che sostengono l’autostrada A35 Torino-Bardonecchia. Qui i manifestanti avevano fatto la loro base costruendo una baita ex novo. Dopo pochi mesi la requisizione della Procura perchè in piena area cantiere e i sigili della Procura. Lo scorso febbraio i valsusini si riprendono la baita rompendo i sigilli e la abitano giorno e notte mantendo un presidio permanente. Oggi in 30mila sono arrivati fino a qui.

Alle 15.20 Alberto Perino, leader del movimento No Tav, parla di fronte ai manifestanti: «Siamo soddisfatti ed è stata una vittoria: tutti pensavano alle violenze e noi abbiamo risposto con questa manifestazione». A pochi metri da Perino, centinaia di poliziotti. Il dialogo ha avuto la meglio. I manifestanti hanno evitato lo scontro e la Polizia non ha sbarrato la strada alla «zona rossa», dove era off limits l’acessso. Ma la partita non è ancora chiusa: altre manifestazioni si aspettano nell’autunno caldo della Val di Susa.