Paniz, il fedelissimo: “Non tradirò mai Silvio”

Paniz, il fedelissimo: “Non tradirò mai Silvio”

Onorevole Paniz, vorrei fare un po’ di chiarezza, perché qui si capisce poco. Ma lei scarica o non scarica Silvio Berlusconi?
Mai. Maurizio Paniz non ha mai detto che scarica Berlusconi. Queste sono tutte sintesi dei titoli di giornali, che tradiscono, loro sì, il senso delle mie parole.

Quindi non ha mai lasciato intendere che Berlusconi non è un «uomo vero che fa la differenza»?
Mai.

Allora spieghiamo bene.
Certo. Mi è stato chiesto se Berlusconi avesse ancora lo stesso consenso di tre anni fa. Io ho detto no, e basta guardare i sondaggi per capirlo. Mi è stato chiesto perché. Io ho risposto che, a mio avviso, la ragione principale è la commistione tra pubblico e privato.

E poi se continuerà a governare…
Io ho detto sì. Il presidente Berlusconi ha tutta l’autorevolezza, il carisma, la capacità di tenere unita la maggioranza. E andrà avanti.

Niente passo indietro, allora.
No. Io non credo, non ritengo, non auspico che il presidente Silvio Berlusconi faccia un passo indietro. E aggiungo a lei: io sono un uomo di questa maggioranza. Sono stato eletto in questa maggioranza. Non tradirò questa maggioranza e non tradirò il presidente.

Chiaro. Allora possiamo stare tranquilli: Maurizio Paniz non scarica Berlusconi.
Ha capito perfettamente.

E i frondisti del Pdl? Che ne pensa?
Il dialogo è legittimo. Il confronto è fisiologico. Ma io sono contrario a iniziative che minano la volontà degli elettori che hanno voluto un governo guidato da Berlusconi. Io non sono un frondista.

Ma non ha avuto mai nessun dubbio?
Nessun dubbio. Io dialogo con gli elettori, colgo ed esprimo il loro punto di vista. Anche critico, se serve. Credo di essere un buon interprete.

Torniamo indietro, allora. Al caso Ruby: ha ancora la stessa opinione o ha cambiato idea?
Confermo ancora oggi che il Presidente del Consiglio era convinto che la signorina Karima el Mahroug fosse la nipote del presidente Mubarak.

Davvero?
Sì. È una circostanza che risulta acclarata dalle carte processuali.

Ma come?
Gliele dico: basta guardare le dichiarazioni dei precedenti datori di lavoro della ragazza. Basta osservare che lo stesso Berlusconi, in un colloquio con Mubarak, aveva parlato per un quarto d’ora della ragazza. Basta guardare che anche la Corte Costituzionale ha ritenuto ammissibile – non è detto che lo accetterà – il ricorso della Camera sul conflitto di interessi. Sono tutti documenti che comprovano, senza dubbio, che il presidente era convinto che Ruby era nipote di Mubarak. Nessun dubbio.

Chiaro. Ma mi dica: secondo lei l’esecutivo proseguirà?
Certo. È un momento difficile. Ma non dipende dall’Italia. Dipende dalla crisi sorta negli Usa e che poi si è diffusa nel Nord Europa. Ora l’euro è in crisi perché la crisi ha raggiunto e colpito anche paesi come la Francia e la Germania: le loro banche sono sempre più deboli. Del resto, sono piene di titoli di stato greci. Avessero comprato invece un po’ più di titoli italiani ora starebbero al sicuro.

Quindi hanno fatto male a ridere di Berlusconi?
Hanno fatto molto male a ridere del nostro Paese.