Colombia, l’assassino Escobar ora diventa una meta turistica

Colombia, l’assassino Escobar ora diventa una meta turistica

Medellin, Colombia. La patria di Escobar, della sua organizzazione criminale e delle leggende che ancora oggi circolano sul suo personaggio. E che hanno permesso a un’agenzia turistica di organizzare un tour nei luoghi in cui il re dei narcos è vissuto e dove quattromila persone gli hanno dato l’ultimo saluto nel dicembre del 1993. Il suo mito, perché a Medellin di mito si parla, è stato usato da un’agenzia turistica per creare “Il tour della storia di Pablo Escobar”, che ripercorre i luoghi del boss conosciuto per la sua astuzia, bravura negli affari e soprattutto per la sua crudeltà.

Alcuni dicono addirittura che non sia morto davvero ma che abbia assunto un malato in fin di vita, simile a lui, per farsi sparare dal commando armato che lo stava cercando. Per i poveri era un Robin Hood che donava loro case e costruiva stadi di calcio ma i suo avversari la pensavano diversamente. Plata o plomo, argento o piombo, era una delle sue frasi celebri. Se la sentivi, significava che eri sul cammino di Escobar, e potevi scegliere se accettare il denaro o, semplicemente, essere ucciso: aveva sul libro paga moltissime autorità, governative e non.

La sua fama, intatta ancora oggi, è stata utilizzata dalla famiglia: trovandosi alle strette dal punto di vista economico, ha autorizzato l’agenzia turistica a usare il nome e la storia del loro caro estinto per trarne profitto. Cento dollari a persona – sono previste riduzioni per i gruppi – per quattro ore di percorso. Ogni avventore può passare per le case in cui abitò “el Pablo”, da quella dove trascorse l’infanzia – nella periferia della città – al palazzo dove il Cartello di Cali, suo principale rivale, fece esplodere una bomba per sterminare la sua famiglia. Subito dopo una tappa al cimitero, per rendere omaggio alla sua tomba e per arrivare poi al momento più toccante: l’incontro con Roberto, il fratello maggiore di Escobar, cui possono essere rivolte domande sulla relazione con “El Magico”. È prevista anche la possibilità di scattarsi una foto con Roberto, lasciato mezzo cieco e sordo da un pacco bomba speditogli quando era in carcere.

L’iniziativa turistica è stata accolta con entusiasmo dai visitatori, che si affollano per prenotare il tour al punto che l’agenzia ha dovuto prevedere una frequenza quotidiana per riuscire a gestire gli avventori, incuriositi dall’insolito percorso.

Il problema è che i funzionari colombiani non sembrano essere contenti di questa nuova iniziativa turistica, perché pensano che potrebbe rafforzare – soprattutto in alcuni strati della popolazione – la già di per sé popolare immagine del narcos. E le autorità locali, ora che Medellín si è trasformata nella meta preferita dalla borghesia statunitense, hanno difficoltà ad accettare che il loro peggiore nemico stia tornando in auge in una città che fino a 20 anni fa era considerata la più sanguinaria del mondo ed era appena riuscita a, per così dire, rifarsi un nome.
 

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