Pizza ConnectionDai Latin King a Ms13, la guerra delle gang per Milano

Latinos a Milano

Latin Kings, Comando, Neta e Mara Salvatrucha 13, meglio conosciuti come Ms13. Chi sono? Sono le gang latine che da quasi un decennio combattono una guerra cruenta e silenziosa alle porte di Milano e nei piccoli centri della Lombardia. Sono i murales a segnare il territorio: corone per i Latin Kings, i re, quelli che dominano e comandano e una scritta “comando”, per i Comando, i ribelli, quelli che devono guadagnarsi il rispetto. Perché la parola d’ordine non è tanto “potere”, ma “rispetto”, quel rispetto che molti tra queste gang faticano a ritagliarsi nel quotidiano sullo scenario di un’integrazione sempre difficile.

I Latin King arrivano dall’Ecuador, i Comando dal Perù e sono gli unici che in città tengono testa a «quelli della corona». Una guerra, quella tra i “latinos”, come vengono ribattezzati a Milano, ma anche nel resto del mondo, che si combatte in strada, dove spesso il più vecchio, il capo, “el jefe”, ha una ventina di anni. Giovani, ragazzini che non si preoccupano solo di farsi la guerra a suon di graffiti e piccoli dispetti, ma anche a colpi di coltelli, bottiglie rotte, violenze, stupri e furti che ovviamente tra rivali non si denunciano ma si vendicano.

A tenere uniti tutti, in particolare tra i Latin King, sono i codici, i riti e un’unitarietà tra bande amiche e rivali che somiglia molto a quella della criminalità organizzata: se, per esempio nella criminalità organizzata calabrese c’è la “provincia” e le varie “locali” fuori dalla Calabria, nel mondo delle bande sudamericane troviamo la “Nazione”, insieme di più bande, e gli “Imperi”, insieme di più “Nazioni”. Tra la comunità ecuadoriana del milanese c’è chi giura che tra i Latin King vi sia una divisione tra “pacifici”, che aiuterebbero i connazionali in difficoltà nel capoluogo meneghino, e i “violenti”. Fatto sta che negli ultimi anni della guerra tra bande sudamericane si è accorta anche Milano.

Così, mentre si ascolta “el regaton” dal lettore mp3 o dal cellulare ad alto volume per lanciare messaggi d appartenenza, si sono consumate risse ed agguati dove ci è scappato anche il morto. Si esce insomma dal folklore del film americano fatto di canotte da basket e cappellini girati per arrivare alla realtà. Una linea di demarcazione chiara che ha segnato una guerra permanente tra i Latin Kingz e i Comando è stata superata nel 2006. Quando i Kingz con una «mossa» (così loro chiamano gli agguati) caricano su un furgone la ragazza incinta di uno dei Comando e la stuprano facendogli perdere il bambino. Una faida che a sentire i diretti interessati si sarebbe nel tempo chetata, ma che continuamente sfocia in occhiate feroci, appostamenti e qualche scazzottata.

Mappa delle gang di latinos a Milano

Nel panorama delle gang latine milanesi non si affacciano solo Kingz e Comando. Il 7 giugno 2009 le cronache meneghine raccontano dell’omicidio, avvenuto al termine di una, rissa fuori dal Thini Cafè in via Brembo di un giovane ecuadoriano, David Stenio Betancourt Noboa, 26 anni, della banda New York. Nel luglio 2011 quattro appartenenti alla gang dei Chicago sono stati condannati a pene tra i 18 e i 26 anni per l’accoltellamento di Noboa. Le luci sui latinos a Milano si sono riaccese anche in seguito l’omicidio di via Padova del 14 febbraio 2010 di un giovane egiziano. Le prime testimonianze e indagini erano infatti rivolte verso il mondo delle bande sudamericane.

Fino all’operazione di questa mattina, scattata dal Commissariato Mecenate di Milano. 17 maggiorenni e 8 minorenni, tra i quali due ragazze, per la maggior parte provenienti dall’Ecuador. L’operazione è stata coordinata dalle procure presso il tribunale ordinario e presso il tribunale dei Minorenni di Milano ed è stata condotta su Milano, Corsico, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Piacenza, Bergamo e Vercelli, dopo aver preso le mosse nell’ottobre 2011 in seguito al primo di cinque tentati omicidi riconducibili alla faida tra gang.

Le indagini sono iniziate dopo l’aggressione ai danni di un 16enne all’esterno della discoteca Secreto (che poi ha dato il nome all’intera operazione, denominata appunto “Secreto”) in via Boncompagni. L’aggressione, avvenuta il primo ottobre 2011 è stata ricondotta dagli investigatori a una vendetta per l’aggressione subita, il giorno precedente, nei pressi della fermata della metropolitana Cimiano, zona della “pandilla” (termine utilizzato per definire la singola banda) dei Neta. In seguito altre aggressioni si sono verificate nella centralissima e frequentatissima via Torino il 21 novembre, dove un appartenente degli MS13 era stato aggredito con una mannaia dagli stessi Neta; il 25 dicembre alla discoteca The Loft venne ridotto in fin di vita il capo della banda dei “Trebol” e il 29 gennaio scorso alla stazione metropolitana Missori l’ultima aggressione di alcuni esponenti della MS13 ai New York.

Gli investigatori hanno ricostruito anche una geografia precisa delle zone di egemonia delle singole bande coinvolte: i Trebol, egemoni tra Romolo e Corsico, i Netas (soprattutto portoricani e dominicani) presso Parco Largo Marinari, i Latin Kingz tra Viale Monza e Pagano e gli MS13 in piazzale Maciachini. Nel corso della conferenza stampa di questa mattina la Polizia ha precisato come gli arrestati siano tutti soggetti regolari, solo alcuni con precedenti penali. Ai “latinos” coinvolti sono contestati cinque tentati omicidi e sei rapine, anche se non si escludono altri reati ancora da portare alla luce con altre indagini.

Per evitare rappresaglie all’interno delle carceri, i soggetti sono stati condotti presso differenti strutture circondariali dell’hinterland. Diverse anche le armi sequestrate agli affiliati tra cui un’ascia, una mannaia, coltelli, una pistola, tirapugni e nunchaku. Una guerra inizialmente combattuta alle porte di Milano che lentamente si è spostata verso il centro, dove, alcuni componenti di queste bande spesso vengono reclutati dalla malavita nostrana per il piccolo spaccio e contrabbando.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta