Modena, per diventare capo del Pdl Giovanardi chiede aiuto a Samorì

Modena, per diventare capo del Pdl Giovanardi chiede aiuto a Samorì

Un patto segreto potrebbe decidere l’esito battaglia per il controllo del Pdl modenese a favore di Carlo Giovanardi. La denuncia della deputata Isabella Bertolini, che a seguito dell’anomala lievitazione dei tesserati locali ha parlato del rischio di infiltrazioni mafiose nel Pdl modenese, non ha smosso di molto l’ex sottosegretario alla Famiglia dell’ultimo governo Berlusconi, deciso più che mai a sbarazzarsi una volta per tutte della Bertolini, sua nemica di sempre.

Così Giovanardi ha stretto un’alleanza di ferro con Gianpiero Samorì, l’avvocato modenese balzato agli onori delle cronache locali e nazionali per i suoi reiterati tentativi, fino ad ora falliti, di entrare nel consiglio di amministrazione della Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper). Samorì e la sua associazione Bper Futura riuscirono a mobilitare 5mila persone nell’assemblea della banca del 17 aprile 2011, mancando tuttavia l’obiettivo perché una lista sostenuta dalle Coop ottenne più voti.

Nei mesi scorsi, Samorì – che in passato aveva fondato a Modena uno dei circoli della Libertà ideati dal senatore Marcello Dell’Utri – ha più volte affermato di non essere interessato a carriere politiche. Sentito oggi da Linkiesta, Samorì ha negato qualsiasi azione di proselitismo pro Giovanardi nel Pdl. Eppure risulta che non si è risparmiato nel raccogliere un congruo numero di nuovi tesserati: 1360 tessere per l’esattezza, consegnate personalmente agli organizzatori del congresso provinciale. Si tratta di una dote che ha pesato nella distribuzione dei 15 componenti il “listino” a sostegno del candidato in quota Giovanardi alla guida del Pdl modenese: sei dei 15 nomi sono stati infatti espressi da Samorì, alla cui area è ascrivibile pure la madre del suo factotum, ufficialmente in quota Giovanardi.

Samorì ha assicurato che «non esiste alcun accordo con Giovanardi» e che sarebbe privo di fondamento anche il fatto che lo stesso Samorì, non presente nel “listino” dei 15, verrebbe eletto nell’organismo direttivo provinciale attraverso le schede a preferenza libera. Eppure, riferiscono in città, l’avvocato che punta a “scalare” i vertici della Bper, ha inviato ai “suoi” iscritti una lettera di invito ad esprimere il voto a suo favore ed a favore della lista di Giovanardi.

Intanto, l’infuocata discussione in corso da giorni a Modena sul rischio infiltrazioni mafiose nel Pdl, in particolare in alcune aree della provincia, ha travalicato i confini locali. Sul tema è infatti intervenuto oggi l’ex ministro degli Esteri, Franco Frattini, che in un’intervista al Riformista afferma: «Il passaggio sul partito degli onesti fu la parte più applaudita del discorso di Alfano, ora occorre intervenire su episodi opachi. Ora devono essere consegnati ad Alfano subito dei rapporti completi. Compito della Procura è individuare i mafiosi, ma compito di un partito è eliminarli dalle proprie liste, espellerli, appena sono identificati. Io, francamente, non voglio avere accanto a me, nel mio stesso partito, un affiliato alla camorra. E a onor del vero, va ammesso che a Modena c’è stata una sottovalutazione dell’allarme del procuratore».

È ancora presto per dire se l’interessamento al caso di Modena, da parte dei piani alti del Pdl nazionale, sia il preludio allo slittamento dell’assemblea provinciale, programmata per il prossimo 25 febbraio. Quello che è certo è che, come è stato confermato a Linkiesta da fonti modenesi e romane, l’onorevole Bertolini, ex fedelissima di Silvio Berlusconi, ha tentato di tutto per bloccare il congresso. Lo stesso Alfano, prima del semaforo verde dato poco fa («ho avuto conferma del pieno rispetto delle regole e quindi i congressi in programma questo weekend saranno regolarmente svolti»), aveva considerato l’ipotesi di un congelamento, avendo in mente diversi casi, fra cui quello Modena. A questo punto c’è la definitiva ascesa ai vertici modenesi di Giovanardi sembra qualcosa di più che una buona probabilità. 

Che Samorì abbia messo in campo tutta la sua forza economica ed organizzativa è confermato dal fatto che, come ha potuto verificare Linkiesta, tra i nuovi tesserati vi sono esponenti di primo piano dell’associazione Bper Futura: da Alessandro Bernaroli e Francesco Battaglia, rispettivamente rappresentanti della Cgil e di Ugldentro la Bper, a Enrico Ricchi e Flavio Sassatelli, dipendenti di Samorì e punti di riferimento per l’associazione a Modena. Tra i nuovi iscritti reclutati da Samorì per dare l’assalto al Pdl c’è pure mezzo consiglio di amministrazione di Modena Capitale. Si tratta di piccoli imprenditori modenesi, a fianco di Samorì dal momento della costituzione di Modena Capitale: Monica Bartolucci, Mario Casoni, Gabriele Ferrari, Roberto Lugli, Piergiovanni Magnani, Giampaolo Palazzi, Omer Benassi, Antonio Ranieri, Guido Bolzoni, Fabrizio Corradini. Oltre a questi c’è pure Lorenzo Bertarini, fidato collaboratore di Samorì, che siede nel cda di Modena Capitale.

La vittoria al congresso in asse con Giovanardi, stando ad alcuni autorevoli esponenti del Pdl modenese che preferiscono rimanere anonimi, è però «la prima tappa di un percorso di “cooperazione mutualistica» tra Samorì e lo stesso Giovanardi. A fronte dell’aiuto ricevuto nella battaglia congressuale Giovanardi garantirà leale collaborazione  a Samorì nella prossima assemblea della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, affinché l’associazione Bper Futura ottenga qualche rappresentante negli organi sociali della banca modenese. Sul punto, Samorì smentisce seccamente: «È impensabile un patto con Giovanardi, che da sempre rema contro di me anche a causa della presenza di parenti impiegati nella banca».

E se da un lato gli attacchi di Samorì all’attuale gestione della banca continuano, dall’altro non cessa neanche l’azione diplomatica sotterranea (leggi qui) fra il fondatore di Bper Futur e il presidente della banca, Ettore Caselli. Ieri, secondo fonti locali, ci sarebbe stato un nuovo, segretissimo incontro fra i due per definire tempi dell’ingresso nel cda della banca dell’industriale delle ceramiche Romano Minozzi, imprenditore legato a Samorì ma sulla cui reputazione imprenditoriale e credibilità personale il salotto buono degli imprenditori presenti nel consiglio della Bper, nulla ha da eccepire.