Profumo alla presidenza di Mps: il nostro dossier su Siena

Profumo alla presidenza di Mps: il nostro dossier su Siena

In vista dell’assemblea Mps del 27 aprile, ieri in tarda serata la Fondazione Monte dei Paschi di Siena ha comunicato che candiderà il banchiere Alessandro Profumo, 55 anni,  alla presidenza della banca. Il direttore generale Fabrizio Viola, arrivato a Siena di recente, è stata invece indicato come amministratore delegato. La fondazione, che è azionista di controllo della banca con una quota prossima al 50%, proporrà che il consiglio sia formato da 12 amministratori. Nella lista di sei candidati proposti, figurano anche tre docenti universitari, Paola Demartini, Tania Groppi e Angelo Dringoli, e del commercialista Marco Turchi.

Sulla candidatura di Profumo, che succederà a Giuseppe Mussari, si è registrata l’astensione del presidente della fondazione Gabriello Mancini, che avrebbe ritenuto non necessaria un’altra presenza esterna in Mps, potendo già contare la banca su un manager come Viola. L’astensione di Mancini, secondo ricostruzioni di stampa, sarebbe legata alle diatribe interne ai vari livelli del Partito democratico, che esprime i vertici dei diversi enti locali soci della fondazione. 

Dopo l’esordio al Banco Lariano, un’esperienza in McKinsey e in Bain Cuneo, e un triennio nel gruppo Ras, Profumo ha guidato il gruppo Unicredit dal 1994 fino al settembre 2010. Membro del consiglio di sorveglianza della banca russa Sberbank e consigliere di Eni, Profumo è anche uno fra gli 80 soci de Linkiesta.
 

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