Strade e mattone: Gavio cresce a spese di mercato e automobilisti

Strade e mattone: Gavio cresce a spese di mercato e automobilisti

Piazza Affari ha i suoi buoni motivi nel bastonare i titoli di Autostrada Torino-Milano (Astm), dopo che la famiglia Gavio ha deciso di scaricare sulla società, controllata al 53%, la costosa acquisizione del 29% di Impregilo, il campione nazionale delle costruzioni.

Astm acquisirà il 100% del veicolo Igli, che ha in pancia il 29,9% di Impregilo per 236 milioni e circa 175 milioni di debiti. Significa 3,43 euro per un titolo che sul mercato viene scambiato intorno a 2,6 euro. In sostanza, Gavio ha scaricato su tutti i soci, e quindi anche sugli azionisti di minoranza, il sovrapprezzo pagato agli ex soci di Igli (Fondiaria Sai e Benetton). Un premio eccessivo (32%) per un controllo insicuro: sulla carta Impregilo, infatti, resta scalabile. La posizione dei Gavio/Astm è insidiata dalla Salini, che ha il 20% di Impregilo e proprio questa mattina ha acquistato altri pacchetti salendo al 22,1 per cento. L’affondo ha provocato un rialzo delle quotazioni di Impregilo a 2,88 euro (+8%). Salini sta perseguendo un progetto di integrazione per la creazione di un operatore delle costruzioni di stazza globale. La società non esclude l’Opa ma in prima battuta cercherà l’appoggio degli investitori istituzionali, tramite una raccolta di deleghe di voto, per ottenere la maggioranza del cda.

Per sostenere l’operazione, Astm ha annunciato un aumento di capitale fino a mezzo miliardo, un ammontare praticamente pari alla capitalizzazione di Borsa della società. L’effetto diluitivo sui soci di minoranza è imponente: su di loro ricade il costo del riassetto deciso dai Gavio. Astm ha così perso l’11% martedì e un altro 4% ieri, con il titolo sotto 6 euro. Non è valsa molto la rassicurazione sulla valutazione delle quote Igli fornita dall’advisor Mediobanca, istituto storicamente vicino alla famiglia Gavio, e che ha peraltro cofinanziato il prestito-ponte per l’acquisizione in attesa dei capitali freschi rivenienti dalla ricapitalizzazione. Men che meno quella del comitato per il controllo interno, che ha approvato l’operazione con il supporto di un parere rilasciato dalla banca Nomura come esperto indipendente. Di questo comitato, costituito in seno al cda della Astm, fa parte Matteo Rocco, uomo vicino alla famiglia Gavio e indagato dallo scorso dicembre dai pm di Monza per concorso in corruzione. Gli inquirenti ritengono che Rocco, all’epoca condirettore della San Paolo Suisse Bank di Lugano, fosse il gestore dei fondi riservati esteri dei Gavio nell’ambito del sistema di tangenti fiorito attorno all’ex presidente della Provincia di Milano, il cosiddetto “sistema Sesto”. 

La preoccupazione del mercato è palpabile. Dove puntano i Gavio? Se si fermano al 29%, basterebbe una ricapitalizzazione da 230-250 milioni, visto che il debito di Igli è stato rifinanziato da pochi mesi. Il sospetto è che si stiano preparando a difendere con le unghie e i denti il controllo di fatto su Impregilo, messo in discussione dai progetti di Salini. Nel qual caso 500 milioni non basterebbero di certo. Un aiuto arriverà dalla controllata, anch’essa quotata, Sias, da cui ci si attende la distribuzione di un dividendo straordinario dopo la cessione per 565 milioni delle concessionarie in Cile (Asa) alla Atlantia dei Benetton.

Anche senza sconvolgimenti a valle, in Impregilo, comunque, le prospettive non sono eccitanti per gli azionisti di minoranza dell’Autostrada Torino-Milano. Il socio di maggioranza li ha messi di fronte a scelte che di fatto stravolgono le premesse dell’investimento. Chi aveva comprato azioni di una concessionaria si ritrova una holding con una forte esposizione sulle costruzioni. Esercitando il controllo di fatto, la società si troverà peraltro di fronte alla non piacevole situazione di consolidare il 100% di Impregilo sui propri conti. Impregilo ha un indebitamento finanziario netto di circa 600 milioni.

Una parte del conto, infine, potrebbe ricadere indirettamente sui consumatori. Il modello di business inseguito da Gavio, che mischia gestioni autostradali e costruzioni/ manutenzioni, rende infatti endemico il conflitto di interesse in un settore basato sulle tariffe amministrative. A tutto danno degli automobilisti e della collettività. 

ultimo aggiornamento alle 17:45

Twitter: @lorenzodilena

lorenzo.dilena@linkiesta.it