Un Rossellini non si deve lamentare

Un Rossellini non si deve lamentare

Con ogni probabilità, Tommaso Rossellini sarà un genio della macchina da presa che nulla ha da invidiare al talento di nonno Roberto. Eppure, a prima vista, non ce la sentiamo di scendere in piazza al suo fianco per garantire una distribuzione al film che ha scritto e diretto “Interno giorno”, con Fanny Ardant. “Repubblica” lo intervista puntando sullo scarso richiamo del cognome: “Mi chiamo Rossellini ma nessuno vuole il mio film”. Dovremmo guardare prima di giudicare, probabimente ha ragione lui nel dire che nessuno se la sente più di investire nel cinema impegnato. Però, chissà, forse non è una cattiva notizia che un “nipote di” non trovi sempre le porte aperte. E comunque, per come ricordiamo il nonno, un Rossellini non si deve lamentare. Sia detto senza cattiveria, Tommaso.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter