Caro Berlusconi, senza Olgettine il Milan era ben più del Barcellona

Caro Berlusconi, senza Olgettine il Milan era ben più del Barcellona

Ho avuto modo di comprendere appieno la tragedia rossonera – che ha visto la sua infelice sintesi nella scellerata caporetto tricolore – via via scorrendo il racconto sociale e finanziario che ha come protagoniste le signorine Olgettine, proprio in questi giorni impegnate in un’appendice giudiziaria che molto interessa le gazzette politiche più che le Novella 2000/3000 sparse per la Penisola. Se noi rossoneri siamo qui a struggerci per l’infausta stagione che ci ha portato zero carbonella sportiva, il Berlusconi che è in noi dovrebbe ribellarsi a un destino che abbiamo incautamente affidato a un certo Massimiliano Allegri. Piuttosto andrebbe indagato, e a fondo, il Berlusconi che è in lui, dal momento che da quando il Cavaliere è tornato presidente del Milan, promettendo l’impegno d’un tempo, la squadra è colata a picco.

Per esempio, oggi non si licenzia Allegri perché non c’è più il becco di un quattrino, e il simpatico Max si è messo in tasca un contratto da 2,5 milioni all’anno fino al 2014. Per esempio non si compreranno che giocatori a parametro zero (già che ci siamo, perché non anche a chilometro zero, così risparmiano sui costi dei trasferimenti?), perché le casse sono esangui. Per esempio non ci si disferà di quegli elegantoni che hanno creato, all’interno della squadra, vere e proprie sacche di potere, quelli che per strappare ancora un ultimo, ultimissimo contratto, bypassano Galliani e vanno direttamente a piangere da Papi. Quelli che vorrebbero far fuori Braida e prenderne il posto. Insomma, il Milan è sostanzialmente una squadra senza futuro.

Mi è stato definitivamente chiaro che le Olgettine ci avevano rovinato, hanno rovinato cioè noi milanisti, quando ho letto una delle centinaia di intercettazioni che allietano da giorni tutti i siti giornalistici. Parlava Ruby, la mitica Rubacuori, la famosa nipotina di M., che declinava a un simpatico amico gli emolumenti versati settimanalmente sul suo conto dall’esimio ragionier Spinelli in nome e per conto del presidente del Milan: 47mila euro! Che al mese fanno 188mila e all’anno ben 2milioni e 156. E questo soltanto per la tenera nipotina. Un ascolto anche random delle telefonate tra le olgettine medesime vi confermerà che le spese per il mantenimento di queste povere ragazze ci ha privato (per sempre?) della possibilità anche lontana di avvicinarci al Barcellona.

Perché del Barcellona ha parlato proprio lui, il nostro Presidente, mica l’abbiamo imposto noi poveri tifosi come parametro ideale di squadra e di società. Un bel giorno ci ha detto che noi si doveva diventare come loro, dovevamo far di conto come loro, dovevamo giocare come loro, dovevamo divertire e divertirci come loro. E noi tifosi ci abbiamo anche creduto, fidando sul senso antico delle cose calcistiche che ha portato Berlusconi a diventare quel presidente fuoriclasse che tutto il mondo ci ha invidiato. Ma oggi che cosa resta di quell’uomo lì? Quattro sgallettate che gli hanno drenato fondi da quel pozzo senza fondo che doveva servire per portare a Milano Guardiola, Messi e tutta la banda del Barça.

Maledette Olgettine, ci avete rubato il sogno. Dovremmo chiedervi i danni, dovremmo riunirci in comitato e muovere una pesantissima class action ai vostri danni. Dovreste pagare caro, dovreste pagare tutto. Ma a noi tifosi del Milan, mica penalmente. Quel mestiere lì, il vostro sì, non è roba da aule giudiziarie.