“Io, a Sarego, ho iniziato la rivoluzione con 300 euro”

“Io, a Sarego, ho iniziato la rivoluzione con 300 euro”

SAREGO (Vicenza) – La Terza Repubblica, come l’ha definita Beppe Grillo su Twitter e sul suo blog, inizia davanti alla trattoria “Il Brolo” di Sarego, un paese di poco più di 6.000 abitanti immerso nella profonda campagna vicentina. Verso le otto e mezza di sera le macchine approdano nel parcheggio strombazzando i clacson, mentre una bandiera italiana sventola placida sopra un muretto di pietra sul quale è appoggiato uno striscione bianco che recita in caratteri rossi: «Sarego a 5 stelle».

Gli abitanti del luogo, i simpatizzanti e i militanti si abbracciano e invocano rumorosamente Roberto Castiglion, il primo “Sindaco a 5 Stelle” d’Italia, un ingegnere informatico trentaduenne che lavora a Marghera per l’Enel e ha conquistato il comune con il 35,20%, superando di appena venti voti la lista civica di Giorgio Faedo “Insieme per Sarego”. «La candidatura è nata dal desiderio di mettermi in gioco, perché non mi riconoscevo più nella politica come ci veniva rappresentata ai giorni nostri – dice Castiglion tra una telefonata e l’altra – Non è stata una cosa facile, perché siamo partiti a gennaio. La gente doveva conoscerci, e quello è stato il primo ostacolo: far capire che noi non volevamo solo dire di no all’esistente, ma proporre delle idee concrete alla gente. Secondo noi questo ci ha premiato». Poi si scusa e si avvia con la first lady (come viene scherzosamente chiamata la compagna) dentro al ristorante.

Nel cortile antistante “Il Brolo” la dottoressa Elisabetta Zuliani – che vive da 14 anni «in questo meraviglioso paese» – esplode di gioia: «È come se fossi io il sindaco! Mettiamo il nostro paese nelle mani di giovani che ci rappresentano veramente in tutto, che chiedono a noi cittadini che cosa vogliamo, di che cosa abbiamo bisogno. È bello, emozionante, sono neuroni che si mettono in moto, sinapsi fresche». Di destra per formazione e cultura politica, la Zuliani nel 2007 ha votato Lega Nord insieme ad altri 1218 concittadini (il 39,9% dei votanti). A quest’ultime amministrative, invece, la dottoressa ha optato per il Movimento 5 Stelle: «Il vecchio ci ha, si può dire?, divelto gli zebedei».

La Lega, intanto, è crollata di 26 punti percentuali, raccogliendo un misero 13,61%. Una disfatta doppiamente simbolica, visto che Sarego è anche la sede del Parlamento padano. Felice Lovato – che negli ultimi mesi ha fatto campagna elettorale per il Movimento di Grillo ed è consigliere uscente di minoranza di una lista indipendente collegata alla Lega – ha una storia personale simile a quella della Zuliani. Ha avuto la tessera del partito di Bossi per un anno (salvo poi “strapparla”, indignato dagli scandali) ed in passato ha votato per Alleanza Nazionale. Le sue parole sono accelerate da un entusiasmo incontenibile: «Bisogna ricominciare da zero. Buttar giù la casa e rimetterla in piedi: con qualità, con pazienza, senza promettere niente ma fare qualcosa, per il bene di tutti».

Alla trattoria arrivano anche i neo-consiglieri Barbara Guidolin (eletta a Rosà, provincia di Vicenza, con il 15,63%) e Flavio Vezzaro (eletto a Villaverla, sempre Vicenza, con il 12,35%). E a Sarego, direttamente da Montegrotto Terme (Padova), si è fiondato anche Gino De Pauli, portiere d’albergo 57enne, candidato alle elezioni regionali del 2010 e fondatore del comitato di protesta (“Rotaia Killer”) contro le monorotaie del metrobus di Padova. Ha un elmetto da operaio calcato in testa, brandisce con orgoglio una bandiera del Movimento 5 Stelle e urla ripetutamente in un piccolo megafono: «Primo sindaco a cinque stelle! Primo sindaco a cinque stelle!».

De Pauli è certo di una cosa: il risultato di Sarego è «l’inizio della rivoluzione. L’Italia cambia completamente volto». Anche se si tratta di un piccolo comune sperduto nel vicentino? «Ma certo, poteva partire anche da un piccolo quartiere. L’importante è che il virus sia stato inoculato, e che adesso il pachiderma, l’elefante muoia lentamente…» Ma chi, lo Stato? «Chi si è appropriato dello Stato. Le istituzioni sono sacre. Ci sono stati dei personaggi che sono andati dentro e hanno fatto marcire tutto. Ideali e valori che i nostri nonni avevano conquistato con guerre e sacrifici. Oggi, finalmente, nasce una nuova Repubblica. Quella vera, quella fondata dai cittadini a cinque stelle».

La campagna elettorale della lista di Sarego (età media 36 anni) è costata in tutto 300 euro (tra cui 34,39 euro spesi per «la benzina dell’auto della mamma di Marco [Zordan, eletto al consiglio comunale, nda] usata per informare con altoparlanti i paesi dell’evento») ed è stata condotta, come dice il neo-sindaco, sia attraverso «i nuovi media, Facebook e blog, per rivolgersi ai giovani» che con i mezzi più tradizionali del volantinaggio porta a porta, manifesti e gazebi.

«Non mi aspettavo sicuramente un risultato del genere – dichiara Manuela Luzi, 30 anni, l’unica donna eletta del Movimento 5 Stelle di Sarego – Noi puntavamo ad avere almeno un consigliere di minoranza. Io vengo da Viterbo, sono qui da cinque anni e sono felice che il cambiamento parta da qua, che il primo esperimento del sindaco Cinque Stelle sia a Sarego». La fotografa/grafica respinge al mittente le accuse di populismo e demagogia: «Loro [riferito ai politici, nda] non sanno nemmeno cosa significa vivere con 1000 euro al mese. Io sono in cassa integrazione, ho il mutuo perché ho comprato casa qua e lo so cosa vuol dire. Con 20-30mila euro al mese come fai a rendertene conto? Per loro la crisi non c’è, non la vedono».

Il programma elettorale, consultabile nel blog di “Sarego a 5 stelle ripropone tutti i temi “classici” del Movimento: «Sviluppo sostenibile, fonti di energia rinnovabili, informatizzazione degli uffici comunali e utilizzo di internet per semplificare il rapporto tra Cittadino e Comune, informazione chiara e costante alla popolazione, valorizzazione dell’ambiente, più risorse a disposizione del sociale e dello sport».

Flavio Zambon – vigile del fuoco quarantenne, fresco d’elezione e convinto che gli uomini del governo Monti siano «tutti del Vaticano» – racconta a tavola le fasi che hanno portato al successo elettorale: «Ci hanno contattato quasi tutte le altre liste per fare una coalizione con loro, perché altrimenti non era possibile cambiare le cose se non si entrava nella stanza dei bottoni. Abbiamo rifiutato. Nella nostra lista non c’è nessuno che abbia precedenti rapporti con le amministrazioni che ci sono state a Sarego. Quindi siamo completamente nuovi. Abbiamo intenzione di rifondare del tutto quella che è la gestione amministrativa». Non sono intimoriti dal compito che li attende? «Nessuno di noi ha esperienza, perché nessuno ha precedenti politici», risponde Manuela Luzi. «Però è gente competente, con voglia di fare, con le idee, con l’entusiasmo che adesso è triplicato. Più che la paura c’è la sorpresa, e la voglia di fare ancora di più».

Verso le 10 e 40 di sera il cellulare di Roberto Castiglion squilla per l’ennesima volta. Ma non è il solito giornalista: è Beppe Grillo in persona. Le circa trenta persone presenti in sala applaudono e salutano con grande trasporto il comico genovese. Il sindaco risponde con un timido “buonasera” e sul volto traspare chiaramente una grande emozione. Grillo fa gli auguri, si congratula e rassicura: «Sarà una bella esperienza». Castiglion, in piedi al centro della tavola, parla con il “leader”: «È una grande occasione, spero insieme al gruppo di rappresentare al meglio il Movimento 5 Stelle».

Altri applausi. Dopo la chiamata, Laura Treu (ricercatrice precaria presso l’Università di Padova e candidata alle elezioni regionali del 2010) legge da uno smartphone l’ultimo post del blog di Beppe Grillo: «Dunque abbiamo a Sarego, provincia di Vicenza, il primo sindaco 5 Stelle della Terza repubblica. Questo è un fatto epocale. Finalmente i cittadini, senza soldi, autofinanziatisi, sono andati a votare se stessi. Io li devo ringraziare: tutti quelli che hanno lavorato, a prendere le firme al freddo, coi banchetti. Una cosa mai vista». E ancora: «Stiamo avendo successo. Questo è solo l’inizio. Dalla rigenerazione di cui parlava il nostro presidente della Repubblica, siamo passati alla liquefazione». Alla parola “liquefazione” un militante del Movimento, che si trova dall’altra parte della tavolata, batte un pugno d’assenso sul tavolo ed esclama un fragoroso «Sì!».

Alle amministrative in Veneto (che hanno visto un significativo calo d’affluenza del 7%) il Movimento 5 Stelle, oltre ad eleggere un sindaco, ha raggiunto cifre elettorali importanti. A Vigonza, comune sopra i 15mila abitanti, Giovanni Pasqualotto è arrivato al 18,85%. A Mira (Venezia) il candidato Cinquestelle sfiderà al ballottaggio una lista di centrosinistra. A Mirano (sempre Venezia), Martina Pasqualetto ha preso il 19,54% dei voti, mancando per un soffio il ballottaggio (la lista sfidante di centrosinistra ha raccolto il 50,91%). A Saonara (provincia di Padova), Giovanna Mineo non ce l’ha fatta a diventare sindaco per appena 84 voti. A Conselve (Padova), il candidato Luca Martinello ha ottenuto il 26,6% dei voti. Insomma, un autentico exploit.

Ma come mai proprio in Veneto è stato eletto il primo (e finora unico) sindaco del Movimento? Barbara Guidolin ha una spiegazione: La crisi non viene sentita allo stesso modo in tutta Italia. Il Veneto è una zona abbastanza vivace a livello di imprenditoria. Se si aggiunge il discorso della Lega, tutti i suicidi che stanno avvenendo…La gente è veramente disperata e sta cercando una via d’uscita. Probabilmente hanno trovato nel Movimento 5 Stelle una speranza».

Sono le undici e mezzo, il dolce e i sorbetti sono ormai finiti. Il sindaco e i suoi assessori/consiglieri si fanno fare una foto di gruppo davanti ad un grosso manifesto con il logo del Movimento. Tutti fanno il simbolo della vittoria con le mani. Per un lunghissimo, interminabile giorno la sconosciuta Sarego è stata quasi il centro politico d’Italia. Prima di tornare a casa Flavio Zambon si confida: «Oggi mi tremavano le gambe, quando ho letto i risultati…» Non deve essere stato l’unico.