Ligresti, sempre più impatanata la soluzione Unipol per FonSai

Ligresti, sempre più impatanata la soluzione Unipol per FonSai

Aggiornamento alle 19:40. I vertici di Fondiaria Sai scrivono a Sator e Palladio per chiedere di prorogare il termine di efficacia dell’offerta avanzata dalle due società lo scorso 9 maggio. «Tale istanza è stata presentata da FonSai al fine di consentire l’utile prosecuzione dei lavori del consiglio di amministrazione di FonSai, in data 17 maggio», si legge in una nota delle due società, che hanno comunicato di accettare la proroga fino al 18 maggio. Con questa mossa i vertici della compagnia dei Ligresti hanno voluto cautelarsi dal rischio di mancato accordo con Unipol.

L’aggregazione fra Unipol e Fondiaria Sai sta seriamente rischiando di incagliarsi fra i crescenti dubbi sulla convenienza dell’operazione da parte della compagnia dei Ligresti e la cautela della Consob nell’autorizzare le modalità di un’acquisizione del controllo societario che non ha precedenti nella giurisprudenza della Commissione presieduta da Giuseppe Vegas.

Nulla di fatto. L’attesa di un semaforo verde da parte del cda FonSai di ieri è andata delusa. Al termine della riunione fiume, non priva di tensioni, una cosa è chiara: le posizioni restano distanti e le condizioni offerte da Unipol non soddisfano ancora il comitato di amministratori indipendenti non correlati istituito ad hoc. La riunione del cda è stato aggiornata a domani, nella speranza che l’amministratore delegato Emanuele Erbetta riesca a spuntare qualcosa di più dalle controparti. Inizialmente, il gruppo bolognese controllato dalle Coop ha chiesto una quota del 66,7% nella nuova entità post-fusione. L’offerta è apparsa subito interlocutoria: in realtà, l’a.d. Carlo Cimbri punta a chiudere intorno al 62 per cento. Ma gli amministratori indipendenti di FonSai, il cui parere è vincolante, insistono su una forbice fra 55 e il 60 per cento. L’irrigidimento delle trattative è segnalato anche dalle dichiarazioni di Paolo Cattabiani, presidente di Legacoop Emilia-Romagna, secondo cui l’aggregazione «si fa non a tutte le condizioni, la si fa alle condizioni fissate dal gruppo dirigente di Unipol». A rallentare di fatto la velocità di marcia è anche la pressione della Consob che, complice la crescente attenzione del mercato e dell’opinione pubblica internazionale, sta chiedendo agli amministratori indipendenti di documentare e spiegare puntigliosamente tutti i passaggi procedurali. Fra i creditori bancari, invece, se Mediobanca e Unicredit continuano a spingere perché si chiuda in fretta, da Ge Capital sono arrivate nuove perplessità sulla ristrutturazione di Premafin.

L’offerta di Sator e Palladio. Il cda di Fondiaria Sai ha inoltre iniziato la valutazione dell’offerta concorrente giunta lo scorso 9 maggio. La proposta della cordata promossa da Matteo Arpe (Sator) e da Roberto Meneguzzo e Giorgio Drago (Palladio Finanziaria) scade oggi, ma è probabile che venga prorogata, qualora giungano segnali di interesse da parte di Fondiaria Sai. Se così fosse, i vertici della compagnia aprirebbero una negoziazione in parallelo con quella in corso con Unipol. L’offerta di Sator e Palladio presenta caratteristiche più market friendly rispetto a quella di Unipol: pur in regime di esenzione di Opa su FonSai, prospetta infatti il versamento di un premio nelle casse della compagnia, a beneficio di tutti i soci. Al contrario, la soluzione Unipol solleva parecchi dubbi riguardo all’implicito trasferimento di valore dagli azionisti di minoranza di FonSai ai creditori bancari del socio di maggioranza Premafin.

Cautela in Consob. È stata rinviata a non prima della prossima settimana la risposta della Commissione di vigilanza della Borsa sul quesito presentato da Unipol, che chiede una tripla esenzione dagli obblighi di Opa per portare a termine il progetto di aggregazione. Lunedì scorso, al termine dell’incontro annuale con il mercato, il presidente Giuseppe Vegas lo aveva preannunciato, smentendo chi si aspettava una decisione in tempi rapidissimi. Al rallentamento non è estranea la consegna da parte di Sator e Palladio di una memoria sullo schema di salvataggio proposto da Unipol e congegnato da Mediobanca, il principale creditore di FonSai. Del resto, il dossier preparato dagli uffici tecnici della Consob è stato consegnato ai cinque commissari solo pochi giorni fa: la complessità dell’operazione richiede cautela, anche perché potrebbe creare un pericoloso precedente. La normativa secondaria sulle esenzioni dall’Opa in caso di situazioni di crisi di impresa è stata modificata meno di un anno fa e non ha ancora una giurisprudenza consolidata. Se l’esenzione dall’Opa su FonSai ricade pienamente in una fattispecie prevista dal regolamento emittenti (ricapitalizzazione chiesta da un’autorità di vigilanza), non è così per gli altri passaggi tecnici contenuti nell’offerta di Unipol. La sensazione è che le “rassicurazioni” che sarebbero state date da Vegas durante un controverso incontro a cui avevano partecipato anche i vertici di Mediobanca, causando qualche polemica all’interno della stessa Consob, comincino a mostrare le prime crepe.