Cari ciellini, ma che fate? Ora escludete Formigoni dal Meeting?

Cari ciellini, ma che fate? Ora escludete Formigoni dal Meeting?

Cari ciellini, siete ufficialmente dei cacasotto. In fondo, siete quelli che abbiamo sempre pensato che foste, gente senza coraggio, senza un vero slancio cristiano, soprattutto, se proprio dobbiamo prenderla dal lato cristiano (quello migliore), senza la capacità del perdono. Altrimenti non si spiegherebbe il perché di una decisione drastica, ancorchè epocale: quella di escludere dal palco del prossimo Meeting uno dei vostri padri nobili, una delle vostre anime, una delle figure più luminosamente cielline come il caro Roberto Formigoni.

Questa decisione, che ormai appare irreversibile, è una vera rivoluzione. Significa che non farete salire sul palco, né come moderatore né tanto meno come relatore, la persona che più vi ha rappresentato in questi ultimi vent’anni, la persona che ha scandito l’espressione più politica del movimento all’interno della vita istituzionale del Paese. L’anno scorso il presidente della Regione Lombardia moderò il dibattito «I cristiani in politica» (appunto), era il suo 68esimo in 31 anni di Meeting. Una media di due e un tot a edizione. Per questa, la numero 32, dal titolo come sempre pensosissimo «La Natura dell’uomo è rapporto con l’infinito», invece zero. Nulla. Il silenzio.

Ecco, il silenzio. Formigoni avrebbe preso anche la decisione del silenzio (peraltro anche quando parla spiega poco delle sue vacanze). Non dichiarerà più delle sue cose, si chiude in un silenzio stampa gravido di tormenti.

Ma torniamo alla decisione assai poco nobile di escluderlo dalla manifestazione e di derubricarlo a semplice osservatore. Probabilmente Cl se la venderà come una decisione dell’interessato, ma se davvero così fosse l’atteggiamento dei dirigenti ciellini sarebbe ancora più colpevole perché totalmente in contrasto con la storia dei movimento, che ha sempre fatto di un certo garantismo, o di una certa attitudine alla deriva garantista, uno dei punti distintivi del suo essere Comunione e Liberazione.

A questo proposito non si possono dimenticare quelle ovazioni al senatore Andreotti, portato letteralmente in trionfo dai ragazzi del movimento nell’agosto del 93, lui che ritornava alla scena pubblica dopo le terribili accuse di mafia. Fu una giornata davvero indimenticabile.

Ecco, rispetto a quella grande storia, a quella voglia di dire al mondo: sì, Giulio Andreotti ci rappresenta, siamo fieri di lui, le accuse che gli rivolgono non ci toccano, anzi è tutto fango che si trasformerà in nuova linfa per il futuro paradiso, come mai oggi invece scendete al vostro livello più basso di pusillanimità, tremate al sol pensiero della vergogna per esservi contaminati in tutti questi anni con uno dalle vacanze problematiche? Dov’è finito il vostro riconosciuto, ancorchè pelosissimo, garantismo?

Siamo delusi, cari ciellini, ma in fondo se Formigoni doveva servire a disvelare le quinte di una nuova scena politica, la sua clamorosa esclusione da ogni rapporto pubblico con Comunione e Liberazione ha il sapore di un’era che si chiude. Se ne aprirà mai un’altra? 

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