FonSai fra Unipol e Sator, salvataggio ma anche no

FonSai fra Unipol e Sator, salvataggio ma anche no

Avanti con Unipol ma anche con Sator e Palladio. Questa notte il cda di Fondiaria Sai ha deliberato a maggioranza di fare un altro piccolo passo, “ulteriore” ma non definitivo, verso la fusione multipla con la compagnia bolognese, ma anche «di valutare congiuntamente… e senza nessun obbligo di esclusiva» l’operazione proposta da Sator e Palladio. Il via libera a procedere con Unipol arriva senza convinzione ma anche nella consapevolezza che c’è una richiesta di “urgente” ripatrimonializzazione avanzata dall’Isvap. Sei mesi fa.

C’è il parere favorevole sulla fusione con Unipol, espresso a maggioranza, del comitato di amministratori indipendenti, ma anche l’ammissione che i concambi proposti, che assegnano una partecipazione del 27,45% ai soci di minoranza di FonSai, si collocano «al di fuori dell’intervallo di valori preliminarmente indicati dagli advisor finanziari». In altri termini, non conviene. Gli amministratori della compagnia della famiglia Ligresti, che peraltro non riesce più a controllare il cda, vorrebbero, in gran parte, assecondare il progetto pensato da Mediobanca e sostenuto da Unicredit. Ma anche non perdere la faccia verso il mercato e magari qualche causa in futuro. Le banche, Unicredit in testa, minacciano di escutere il pegno sul 35,7% delle azioni FonSai in pancia a Premafin ma anche vorrebbero non farlo: il valore di mercato del pacchetto (130 milioni) è meno della metà del debito della holding (circa 300 milioni). Si teme infatti di provocare una reazione a catena, con passaggio di crediti in sofferenza e fallimenti. E l’inevitabile coinvolgimento di interi consigli di amministrazione delle banche che un anno fa hanno approvato rifinanziamenti ed erogazioni di denaro borderline alle società dei Ligresti. La prova di forza è legale ma anche psicologica. Come in una sfida a chi-si-butta-per-ultimo, dove i Ligresti hanno perso già quasi tutto e le banche stanno provando a non perdere nulla, ma rischiano moltissimo.

L’Isvap per ora aspetta ma anche, in caso di stallo, potrebbe decidere il commissariamento della compagnia. Sul fronte giudiziario, proseguono le indagini delle procure di Milano e di Torino: i magistrati osservano a distanza le vicende in corso ma anche potrebbero intervenire a sorpresa, provocando un terremoto di intensità persino maggiore di quello dell’estate dei furbetti. Conclusione, ogni giorno che passa si fa una bracciata verso il salvataggio ma anche verso il naufragio. 

Twitter: @lorenzodilena

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