Gli stipendi e le pensioni dei boiardi di stato, nell’era dei tecnici

Gli stipendi e le pensioni dei boiardi di stato, nell’era dei tecnici

Lunga e puntigliosa replica di Francesco Posteraro al Corriere della Sera di oggi. Al giornale di Via Solferino, che puntava il dito contro l’evidente processo di lottizzazione valso (ancora una volta) per questa ultima ondata di nomine, risponde Posteraro. Pacato ma fermo, nel qualificarsi come un giurista indipendente, mica un poltronaro legato alla politica. D’accordo, sarà anche così, anche se tutto un curriculum dentro al funzionariato della Camera e molti legami politici fanno venire quantomeno il dubbio. Come quello – persistente – che Posteraro abbia tantissime qualità ma forse non delle competenze specifiche per prendersi il posto in Agcom. Ma andiamo oltre. Pensiamo al futuro. Quanti compensi, emolumenti e pensioni prenderà Posteraro? Suggeriremmo – per il futuro – che tutti i funzionari, i politici, i giudici, i burocrati di ogni rango che passano da un’istituzione all’altra, siano sottoposti a partire da domani e un regime nuovo. Pensione con sistema contributivo da subito – se già maturata – e nuovi compensi dentro a tetti di estrema ragionevolezza, se ancora non c’è la pensione. Se no, un gettone poco più che simbolico, che dopo decenni di carriera nel cuore dello stato, un po’ di restitution a vantaggio della collettività non guasterebbe, anche come segnale per i cittadini contribuenti. La stessa cosa vale non solo per Posteraro, ma per molti altri civil servants. Anche, ad esempio, per il nuovo giro di nomine Rai. Monti, che ha rinunciato al suo compenso da Premier, può chiedere di fare altrettanto ai nuovi vertici di un’azienda pubblica e con le casse malconcie, come è quella di Viale Mazzini? E può, per il futuro, farsi promotore di una vera e propria rivoluzione? Noi pensiamo di sì e pensiamo che – agli italiani – servirebbe tanto, e piacerebbe altrettanto.

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