Tra ciclisti ci si capisce, e Prodi partecipa al Mapei Day di Squinzi

Tra ciclisti ci si capisce, e Prodi partecipa al Mapei Day di Squinzi

L’ex presidente del Consiglio Romano Prodi in bicicletta (AFP)

Se non ha impegni per il sabato, al Mapei Day di domenica 15 luglio – organizzato proprio dall’azienda di Giorgio Squinzi – ci sarà anche il Professore. No, non Monti, l’altro: Romano Prodi. Un percorso morbido, si parte da Bormio alle nove e un quarto e si arriva al Pirovano, 1533 metri di dislivello in 21 chilometri. Nulla di arduo per un amante della bici come lui. Una passione, quella per le due ruote, del resto che lo accomuna all’amministratore unico di Mapei, Giorgio Squinzi. Ma non solo.

I due, del resto, hanno avuto già altre occasioni per incontrarsi. In quella più recente, avvenuta a Bologna, per la Reunion dell’Alma Graduate School, Squinzi aveva sottolineato l’assenza di grandi leader europei, a parte Monti, ovvio, e con l’esclusione dei presenti. Un omaggio per il padrone di casa, ex presidente della Commissione Europea. Non solo smancerie. Se Prodi salirà a Bormio, l’omaggio sarà ricambiato.

Del resto, le posizioni sono complesse. A Squinzi la spending review di Monti convince poco, lui all’esecutivo ha dato una sufficienza stiracchiata (dal 5 al 6), e ha definito “boiata” la riforma del lavoro della Fornero. Infine, le esternazioni molto vicine a quelle di Susanna Camusso hanno sollevato timori e critiche. C’è chi ha parlato di asse Confindustria-Cgil contro il governo, chi si è dissociato, come Montezemolo, Bernabé e Tronchetti Provera, chi ha sparato a zero, come Tito Boeri che su Repubblica ha ricordato come Squinzi abbia imposto, a Confindustria, undici vicepresidenti, cinque presidenti di comitati tecnici e due delegati del presidente. Totale: diciotto, e come spending review non è proprio l’ideale.

Insomma, anche se per Squinzi le intenzioni sono buone, le acque diventano cattive, e i rapporti con il governo anche. Per uscirne è meglio pedalare. E allora, tra ciclisti, si sa, ci si intende al volo. Squinzi, è partito e Prodi gli sta vicino, per faticare meno controvento. Per ora il Professore (Prodi), che a Bologna aveva ricordato come «l’unità politica di paesi come Francia, Italia e Spagna avrebbe bloccato il rischio dello spread», sembra aver dato un endorsement, quasi ad approfittare della svolta “camussiana” di Squinzi. Ma forse è solo un tentativo di conciliazione. Lui è lì, sa di poter arrivare al posto giusto per sedare i diverbi in Italia, diffondere maggiore fiducia internazionale e poi, al momento buono, ricreare una forte unità politica, visto che la volata al Quirinale, nonostante i chilometri, è più faticosa dello Stelvio. Oppure ancora, senza troppi impegni, vuol soltanto farsi una bella gita.  

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