Tutti avrebbero scommesso sul fallimento, ma la sicurezza alle Olimpiadi è da oro

Tutti avrebbero scommesso sul fallimento, ma la sicurezza alle Olimpiadi è da oro

Il comportamento di volontari, polizia ed esercito inglesi durante i Giochi Olimpici di Londra 2012 sta cercando di comunicare qualcosa a coloro che vivono in città questa Olimpiade.

Molti avrebbero scommesso sul disastro organizzativo quando la società di sicurezza privata 4GS aveva calato le carte in tavola ammettendo, a pochi giorni dall’accensione del braciere olimpico, di non poter onorare il proprio contratto che riguardava la sicurezza durante i giochi. «La G4S non è stata in grado di mantenere il suo impegno ma abbiamo i migliori soldati del mondo e sono pronti a fare il loro dovere quando il Paese chiama», così aveva dichiarato, dando fondo al patriottismo, il ministro dell’interno britannico Theresa May.

Alla prova dei fatti, bisogna ammettere che non si trattava semplicemente di esternazioni patriottiche. Cortesi, organizzati ed efficienti sono le tre parole più utilizzate per descrivere il lavoro tanto dei soldati quanto dei volontari provenienti da ogni parte del regno e dei poliziotti, alcuni dei quali hanno lasciato altre città per venire ad aiutare Londra. «Li adoro», ci dice a Trafalgar Square una donna anziana che ogni anno devolve un mese della sua pensione all’associazione dei veterani e che qui ha fatto il pieno di biglietti. «Sono dei bravi ragazzi e sinceramente preferisco loro agli energumeni che ci avrebbe mandato quella agenzia privata». 

Così, utilizzando quella che era una debolezza (potenzialmente fatale) della macchina organizzativa, e volgendola a proprio vantaggio, Londra sta dando al mondo un ennesimo assaggio dell’essere british, mescolando la cortesia nei modi con una risposta organizzativa del tutto all’altezza.

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