Dopo cento giorni, Hollande è già un fallimento?

Dopo cento giorni, Hollande è già un fallimento?

«Prendere tempo, fa guadagnare tempo». Alla fine dell’ultimo Consiglio dei Ministri del primo agosto, prima delle vacanze, Najat Vallaud-Belkacem, portavoce del Governo smorza la polemica lanciata dall’Ump [Union pour un Mouvement Populaire, Unione per un Movimento Popolare, centro destra, ndt], che accusa il Governo d’immobilismo.

Ci sarà quindi una ragione se non è stato fatto tutto così velocemente come promesso. Il fatto è che l’“agenda del cambiamento”, resa pubblica da François Hollande il 4 aprile, in piena campagna elettorale, che presentava le misure che sarebbero state prese prima del 2 agosto, non è stata totalmente rispettata.

Il big bang fiscale, questa grande riforma delle tasse annunciata da Hollande, attenderà l’autunno. Le disposizioni prese nel bilancio suppletivo adottato a fine luglio dal Parlamento hanno soprattutto “disfatto” quello che era stato fatto durante il quinquennio di Nicolas Sarkozy (gli straordinari, i diritti di successione, i contributi una tantum sulla ricchezza, l’Iva sociale).

Il fascicolo sul prezzo del carburante respinto

I primi colpi di piccone della vera riforma fiscale saranno dati a fine settembre, col bilancio programmatico del 2013. Questo sarà un testo che accoglierà le riforme delle imposte sulle società e sui redditi, così come un colpo di pialla – e di scopa – alle nicchie fiscali, una nuova aliquota marginale del 45% e una tassazione del 75% ai redditi superiori al milione di euro.

L’altra sfida rimandata è quella del blocco temporaneo dei prezzi del carburante. Abbandonato perché i prezzi si erano abbassati al momento dell’elezione di Hollande, il progetto è tornato in prima fila in questi ultimi giorni, quando sono nuovamente aumentati. Ma, per il momento, è stata solamente designata una commissione per studiare «la formazione e la trasparenza dei prezzi delle filiere petrolifere».

La legge di bonifica delle banche, che si sapeva dovesse prevedere la «separazione delle attività di deposito e delle attività speculative», alla fine non vedrà la luce prima della fine dell’anno. Quanto al raddoppio del tetto del Livret A [un conto di risparmio regolato e defiscalizzato, ndt], è stato rimandato sine die. Pierre Moscovici, Ministro dell’Economia, ha assicurato che questa promessa «sarà rispettata», ma «in base ai bisogni effettivi della società». Le banche non avevano nascosto la loro inquietudine che un tetto rialzato troppo velocemente avrebbe spostato d’un colpo i loro clienti dagli altri prodotti di risparmio.

Per le abitazioni, il candidato Hollande aveva promesso un decreto autorizzativo per una cauzione solidale «per permettere ai giovani di accedere agli affitti». Questa misura sembra dimenticata. Per contro, il primo agosto è entrato in vigore un decreto per la regolamentazione degli affitti in 38 abitati, che appariva nel programma, ma non nell’agenda del cambiamento.

Per concludere, la circolare per bandire i controlli d’identità basati sull’aspetto fisico non dovrebbe essere pubblicata prima del rientro. Questa misura, che doveva concretizzarsi con l’obbligo del rilascio di ricevuta ad ogni controllo, aveva dato adito all’opposizione dei sindacati di polizia e allo scetticismo di Manuel Valls, il Ministro dell’Interno.

(Traduzione a cura di Alessio Mazzucco)
 

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter