Quaranta giorni di carcere per un cover di cellulare da 9 euro

Quaranta giorni di carcere per un cover di cellulare da 9 euro

Quaranta giorni di carcere per il furto di una custodia di cellulare da 9 euro e 90 centesimi, di quelle di plastica colorate. Questo rischia un cittadino di Trento, di origini moldave, tradito da quella che lui, meno di 30 anni, definisce solo una “disattenzione”. Avrebbe messo la cover in tasca perché gli interessava, dimenticando però di pagarla. E così, nonostante il giudice abbia dichiarato il non luogo a procedere, quella dimenticanza potrebbe portarlo lo stesso dietro le sbarre. Poco importa che l’uomo si sia subito scusato e abbia già risarcito il negozio con il prezzo della custodia.

I giudici del Tribunale di sorveglianza di Trento hanno respinto la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali. Il motivo è semplice: l’operaio in passato aveva accumulato una serie di reati minori e su di lui pendeva una condanna a otto mesi e dieci giorni di reclusione. Il suo legale aveva subito chiesto la messa alla prova: il ragazzo, in questo periodo, non avrebbe più dovuto commettere reati. Proprio l’ultimo giorno, però, come riporta Il Corriere delle Alpi, l’opeario è andato in un negozio Mediaworld per chiedere di aggiustare un navigatore satellitare. E all’uscita è stato bloccato dal personale di sicurezza del negozio con la cover del cellulare in tasca. Inutili le spiegazioni del giovane, che si è subito giustificato dicendo di aver dimenticato di pagarla. Immediatamente è partita la denuncia per furto aggravato e per porto abusivo di oggetti atti a offendere, perché in tasca aveva anche un taglierino. 

Il procedimento penale per il ventenne si è aperto il 16 dicembre 2011. Nonostante il giovane si fosse subito scusato e avesse risarcito il negozio, il processo è andato comunque avanti. Fino al 3 luglio scorso. Quando l’operaio è stato assolto sia per il furto sia per il possesso del taglierino, dimostrando di tenerlo in tasca per lavoro. Peccato, però, che l’assoluzione sia arrivata il giorno dopo l’udienza davanti al tribunale di sorveglianza, che invece il 2 luglio aveva già stabilito che la messa alla prova non era andata bene e che il giovane operaio moldavo avrebbe dovuto scontare la sua pena nella casa circondariale di Trento. E così, una custodia da 9 euro e 90 centesimi potrebbe ora costargli quaranta giorni di carcere. 
 

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