E dopo la Cina, il New York Times vuole il Brasile (e fa un sito in portoghese)

E dopo la Cina, il New York Times vuole il Brasile (e fa un sito in portoghese)

Li chiamano Brics, sono i Paesi emergenti, quelli che presentano una situazione economica in via di sviluppo: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Sono Paesi che presentano un Pil in forte crescita, e conquistano fette sempre più consistenti del commercio mondiale. E mentre i mercati si adeguano, anche il mondo dell’informazione cambia per stare al passo con i tempi.

L’annuncio è di qualche ora fa, ripreso sulle colonne del Financial Times: il New York Times si prepara a lanciare un’edizione online in portoghese, rivolta al pubblico brasiliano. È la seconda iniziativa di questo tipo, dopo che a giugno è stata inaugurata la versione beta del quotidiano online in cinese (per quest’ultima il lancio ufficiale è previsto per il prossimo novembre).

Il nuovo sito web in portoghese dovrebbe essere online nella seconda metà del 2013, e si occuperà di temi internazionali, economia e cultura, oltre ad avere una parte dedicata ai lettori brasiliani. La sede si troverà a San Paolo. Verranno scritti circa una trentina di pezzi al giorno: di questi, due terzi saranno tradotti dal NYTimes.com, mentre il resto sarà realizzato dalla redazione locale. Gli articoli non saranno a pagamento (come accade invece per il NYTimes.com da marzo 2011), e gli introiti saranno dati per lo più dai ricavi pubblicitari. L’idea è quella di sfruttare l’attenzione sempre crescente dei pubblicitari per il mercato latino-americano.

«Per molti anni – ha dichiarato al Financial Times Michael Greenspon, general manager della divisione News Services  -, ci siamo concentrati sul fatto di far quadrare i bilanci. (…) Questa nuova iniziativa ci dà l’opportunità di fare un passo indietro e pensare: qual è la prossima mossa?».

L’articolo sul Financial Times