Essere gay è una scelta o una questione biologica?

Essere gay è una scelta o una questione biologica?

Essere omossessuali è una scelta o si nasce in questo modo? L’omosessualità si può davvero ridurre a una questione genetica o morfologica ed essere spiegata su basi scientifiche? Ha provato a rispondere a questa domanda, in un post pubblicato su Scientificamerican Marcia Malory, giornalista scientifica statunitense, secondo cui in pratica essere gay è una scelta e la scienza non deve essere usata come giustificazione per non subire attacchi dalla persone più conservatrici.

Da anni la scienza cerca di spiegare quali siano le differenze fra gay ed etero. Ma a che pro? Nel 1993, uno studio pubblicato sulla rivista Science ha dimostrato che le famiglie con due fratelli omosessuali presentavano delle differenze rispetto agli uomini etero, in una regione del cromosoma X conosciuto come Xq28. I media ovviamente parlarono subito di “gene gay” e discussioni sull’etica di abortire un feto “gay”.

Ma si può davvero spiegare ogni aspetto del nostro essere con i geni? In fin dei conti ci sono anche i geni dell’alcolismo e quelli del comportamento aggressivo, ma non per questo una persona diventerà un’alcolizzata o violenta solo in base al suo Dna. È vero che i geni influenzano la nostra vita, perché una proteina può farci metabolizzare diversamente l’alcol e cambiare il nostro stato d’animo, ma non hanno il controllo completo su tutto. Anche l’ambiente, come la genetica, infatti, svolge un ruolo importante nel modo in cui si sviluppa il comportamento.

Altri studi sono stati condotti sulla struttura del cervello, perché anche questa pare possa influenzare le preferenze sessuali. A partire dall’ipotalamo, che controlla il rilascio degli ormoni sessuali dalla ghiandola pituitaria, e gli emisferi cerebrali, passando per l’amigdala, che ha molti recettori per gli ormoni sessuali ed è associata all’elaborazione delle emozioni, finendo con il corpo calloso. Ma sempre con risultati incerti e contradittori.

Si sa inoltre, da studi condotti su ratti, che durante la gravidanza l’esposizione agli ormoni sessuali, in un periodo particolare nello sviluppo del cervello del feto, condiziona il futuro orientamento sessuale. E manipolando i livelli ormonali in questo periodo, gli scienziati possono cambiare il comportamento sessuale dei ratti in età matura. Questo significa che già prima di nascere, il cervello modifica le preferenze sessuali, e spiegherebbe perché molte persone si sentono gay da sempre.

Lo sviluppo del cervello però, non si ferma alla nascita, ma prosegue durante l’infanzia, quando si imparano continuamente cose nuove, e si è influenzati dalla famiglia e dagli adulti che ci circondano e ci fanno capire come ci si deve comportare e cosa sia corretto o meno. E prosegue anche dopo aver raggiunto l’età adulta, con la formazione e l’esperienza, ma le aree del cervello coinvolte niente hanno a che fare con le preferenze sessuali. E se i cambiamenti nei livelli di ormoni nel grembo materno hanno un effetto sul futuro orientamento sessuale, altrettanto non si può dire dei livelli ormonali durante l’età adulta, che non hanno alcun effetto sulla preferenza sessuale. Uomini gay ed etero, infatti, così come le donne, hanno gli stessi livelli di ormoni sessuali.

Insomma secondo la giornalista americana, il concetto secondo cui i “gay nascono così e non possono essere altrimenti” è sbagliato, perché non fa che rinforzare la convinzione che sia una condizione sbagliata che deve essere giustificata con delle basi scientifiche. Molti critici, infatti, sostengono che appigliarsi alla biologia è l’unico modo per proteggersi dagli attacchi della destra religiosa. «Non c’è bisogno di difendere un’azione controversa, sostenendo che non si ha alcun controllo sul vostro comportamento. In realtà, facendo così, si rafforza la convinzione che il tuo comportamento non è desiderabile». È una scelta. E chi ha detto che una persona non possa scegliere se essere etero o gay e preferisca essere gay?

O forse come spesso accade, non c’è un bianco e nero ma tante sfumature, che non devono necessariamente essere spiegate.
 

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